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Mia suocera beve

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

3.4
(1913)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 2

    ti farà retrocedere nel quartiere degli sfigati, dove peraltro sei cresciuto e dove i tuoi più vecchi amici ti aspettano a braccia aperte ( p.22 )
    e s'è coperta la bocca con la mano ( chissà perché, ho pensato, ci si censura sempre in quel punto, quando qualcosa spaventa ) ( p.30 )
    capita di azze ...continua

    ti farà retrocedere nel quartiere degli sfigati, dove peraltro sei cresciuto e dove i tuoi più vecchi amici ti aspettano a braccia aperte ( p.22 ) e s'è coperta la bocca con la mano ( chissà perché, ho pensato, ci si censura sempre in quel punto, quando qualcosa spaventa ) ( p.30 ) capita di azzeccarci, quando ci si trova alla vigilia di una rogna ( p.35 ) ci credo che al cuore non si comanda, non capisce un cazzo ( p.93 ) da un po' di tempo non lo prendo bene, l'abbassamento delle difese procurato dall'amore ( p.107 ) non ce n'era uno, di quei rattusi disperati, che riuscisse a produrre un sia pur timido cenno di prestazione sufficiente non dico a varcare la soglia, ma quanto meno a suonare il campanello ( p.187 ) non li so vedere i colori degli occhi, io; però so affogarci dentro ( p.278 ) mentre faccio un po' di esercizi di autocommiserazione ( p.280 ) il futuro è passato, e non ce ne siamo nemmeno accorti ( p.298 )

    ha scritto il 

  • 2

    Per tutto il tempo che ho impiegato a leggere questo libro mi sono chiesta: ma De Silva crede veramente che il mondo sia interessato alle sue elucubrazioni?
    Le sue divagazioni, i suoi incisi, le sue dissertazioni filosofiche non sono né più né meno gli stessi pensieri che abbiamo tutti noi nel co ...continua

    Per tutto il tempo che ho impiegato a leggere questo libro mi sono chiesta: ma De Silva crede veramente che il mondo sia interessato alle sue elucubrazioni? Le sue divagazioni, i suoi incisi, le sue dissertazioni filosofiche non sono né più né meno gli stessi pensieri che abbiamo tutti noi nel corso della nostra vita, ma non sentiamo la necessità di tediare il prossimo mettendoli per iscritto (se non, eventualmente, in un diario) e pubblicandoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Eè sempre un piacere leggere De Silva. Stralci di vita quotidiana in cui spesso ci si identifica ed esposti sempre in modo semplice ed efficace. Ironico e tagliente fa spesso sorridere anche dei problemi.

    ha scritto il 

  • 2

    facciamo finta di niente

    che delusione, diego. e non è che sono severa perché i tuoi libri di solito mi piacciono e coltivo alte aspettative. è proprio che... questo sembra scritto per dovere, per contratto con l'editore, per mandare qualcosa in libreria.
    preferisco far finta di niente. ti aspetto al prossimo, fiduciosa. ...continua

    che delusione, diego. e non è che sono severa perché i tuoi libri di solito mi piacciono e coltivo alte aspettative. è proprio che... questo sembra scritto per dovere, per contratto con l'editore, per mandare qualcosa in libreria. preferisco far finta di niente. ti aspetto al prossimo, fiduciosa.

    ha scritto il 

  • 4

    "soffro di capitolazione precoce" - Viciè è tornato!
    Ma non è più lui - o meglio, è sempre lui, ma i casini sono cambiati: anche il nostro beniamino cambia, ha nuovi problemi, nuovi dilemmi...
    Ma la confusione è la stessa, ed anche l'autoironia, tranquilli.


    Quello che ho apprezzato è che D ...continua

    "soffro di capitolazione precoce" - Viciè è tornato! Ma non è più lui - o meglio, è sempre lui, ma i casini sono cambiati: anche il nostro beniamino cambia, ha nuovi problemi, nuovi dilemmi... Ma la confusione è la stessa, ed anche l'autoironia, tranquilli.

    Quello che ho apprezzato è che De Silva non si sia seduto sul personaggio (azzeccato) del primo romanzo, (cristallizzandolo e riproponendolo come se fossimo in un telefilm senza lo scorrere del tempo), ma abbia avuto il coraggio di presentarcelo modificato: per alcuni versi più titubante, per altri più deciso; forse un po' più ombroso (è pur sempre Malinconico), ma ancora imbranato ed autoironico. Sempre preso e perso nei suoi guai, incapace di parlar d'altro - è comunque passato del tempo dai giorni del primo romanzo, e giustamente questi giorni hanno lasciato un segno - diciamo ch'è invecchiato un po'. Tutti cambiamo col tempo, ed anche Vincenzo nel suo piccolo... E comunque ci sono nuovi personaggi, compresa la suocera del titolo, impagabile spalla estemporanea.

    Tre stelle per la storia (e Vincenzo e la suocera) + una stella per il coraggio di cambiare

    ha scritto il 

  • 1

    Le peggiori caratteristiche del precedente 'Non avevo capito niente'- che pure avevo salvato in extremis - si sono addirittura rafforzate, rendendolo uno dei più brutti libri mai letti. Fiducia mal riposta.

    ha scritto il 

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