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Mia suocera beve

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

3.4
(1989)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Una bella partenza, ma una conclusione affannata….

    Forse il problema principale di questo libro è la lunghezza - chiudere la vicenda nel momento in cui Malinconico esce dal supermercato sarebbe stato molto meglio: una vicenda che nasce e muore tra le ...continua

    Forse il problema principale di questo libro è la lunghezza - chiudere la vicenda nel momento in cui Malinconico esce dal supermercato sarebbe stato molto meglio: una vicenda che nasce e muore tra le quattro mura del consumismo… e in questo modo si sarebbero anche perdonati i difetti che nascono dalla voglia nascosta di parlare di temi "alti" come la giustizia o la comunicazione. In effetti la cosa migliore del libro è il ritmo e la capacità di non prendersi sul serio - quando l'avvocato è fuori, sembra che l'autore cominci a credere un po' troppo in questo personaggio e quindi incappa in passaggi davvero da dimenticare, come il sogno con talk show annesso e la conclusione stucchevole e mielosa da commediola di Hollywood…. Peccato, perché la partenza e le prime pagine invogliano molto a terminare il libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto fa spettacolo

    Una storia dolce-amaro di un sequestro di persona a scopo vendicativo in un supermercato e sventata a suo modo, senza lode e senza infamia, dell'avvocato Vincenzo Malinconico. Con ironia e con grande ...continua

    Una storia dolce-amaro di un sequestro di persona a scopo vendicativo in un supermercato e sventata a suo modo, senza lode e senza infamia, dell'avvocato Vincenzo Malinconico. Con ironia e con grande sarcasmo, Da Silva è bravissimo a farci riflettere su come oggi siamo abituati, grazie ai media, al processo spettacolo e, se vogliamo, alla spettacolarizzazione di tutto quello che è dramma e dolore. Senza aspettare che la giustizia faccia il suo corso diventiamo colpevolisti o garantisti a seconda della prima impressione che ci danno le televisioni e i vari talk show e arene dove si svolgono i "processi popolari".

    ha scritto il 

  • 3

    Spassoso

    Il titolo può essere fuorviante perché in realtà il protagonista è un avvocato (nemmeno troppo brillante per sua stessa ammissione) che si trova a fronteggiare un avvenimento imprevisto e, suo malgrad ...continua

    Il titolo può essere fuorviante perché in realtà il protagonista è un avvocato (nemmeno troppo brillante per sua stessa ammissione) che si trova a fronteggiare un avvenimento imprevisto e, suo malgrado, finisce al centro dell'attenzione dei media.
    Un'analisi dei rapporti lavorativi, familiari e, perché no, anche con se stessi esposta con freschezza e sdrammatizzando situazioni altrimenti incresciose.
    L'affrontare in modo non convenzionale la malattia di una suocera dalla personalità forte e ingombrante, testarda e orgogliosa, anche un po' egoista, riesce a far pensare lucidamente il protagonista e a ristabilire le priorità della propria vita.
    Non uno dei miei scrittori preferiti, un genere, per me, non abituale, ma un bel romanzo scritto in modo semplice e scorrevole, una bella lettura che può offrire diversi spunti di riflessione o solo essere presa per una una storia ben narrata.

    ha scritto il 

  • 3

    De Silva ha la dote secondo me rarissima di farti ridere, piangere e riflettere nel giro di qualche pagina. Stai sorridendo e emptizzando per l'avvocato Malinconico, alter ego di molti di noi, quando ...continua

    De Silva ha la dote secondo me rarissima di farti ridere, piangere e riflettere nel giro di qualche pagina. Stai sorridendo e emptizzando per l'avvocato Malinconico, alter ego di molti di noi, quando improvvisamente una sberla, quella riflessione che ti toglie il sorriso dalla bocca per lasciarti l'amaro... in bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    Scommetto che ci sarebbe chi potrebbe definire Vincenzo Malinconico un antieroe. A me non va di definirlo così e non credo lo si possa fare, considerato che l'ambientazione di questa divertentissima s ...continua

    Scommetto che ci sarebbe chi potrebbe definire Vincenzo Malinconico un antieroe. A me non va di definirlo così e non credo lo si possa fare, considerato che l'ambientazione di questa divertentissima satira della nostra vanità è tutto fuorché una storia che presuppone un eroe (in senso lato e anche stretto).
    Divertente, umoristica (secondo la definizione che ne darebbe Pirandello), è un bellissimo racconto di quello che - a volte - ci può accadere per davvero.

    ha scritto il 

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