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Mia suocera beve

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

3.4
(1934)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Scommetto che ci sarebbe chi potrebbe definire Vincenzo Malinconico un antieroe. A me non va di definirlo così e non credo lo si possa fare, considerato che l'ambientazione di questa divertentissima satira della nostra vanità è tutto fuorché una storia che presuppone un eroe (in senso lato e anch ...continua

    Scommetto che ci sarebbe chi potrebbe definire Vincenzo Malinconico un antieroe. A me non va di definirlo così e non credo lo si possa fare, considerato che l'ambientazione di questa divertentissima satira della nostra vanità è tutto fuorché una storia che presuppone un eroe (in senso lato e anche stretto).
    Divertente, umoristica (secondo la definizione che ne darebbe Pirandello), è un bellissimo racconto di quello che - a volte - ci può accadere per davvero.

    ha scritto il 

  • 3

    Diego De Silva con il suo Malinconico mette in scena un personaggio amabile, un pò filosofo e un pò cazzone, che ispira grande simpatia. una piacevole lettura , anche se inferiore al primo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Pur avendo trovato alcune digressioni (capitoli) un po' pesanti e macchinose, questo è lo stile (riconoscibile) dell'autore e il resto del libro è talmente piacevole e l'avvocato Malinconico talmente "mitico" che la lettura vale sicuramente la pena.

    ha scritto il 

  • 2

    ti farà retrocedere nel quartiere degli sfigati, dove peraltro sei cresciuto e dove i tuoi più vecchi amici ti aspettano a braccia aperte ( p.22 )
    e s'è coperta la bocca con la mano ( chissà perché, ho pensato, ci si censura sempre in quel punto, quando qualcosa spaventa ) ( p.30 )
    ca ...continua

    ti farà retrocedere nel quartiere degli sfigati, dove peraltro sei cresciuto e dove i tuoi più vecchi amici ti aspettano a braccia aperte ( p.22 )
    e s'è coperta la bocca con la mano ( chissà perché, ho pensato, ci si censura sempre in quel punto, quando qualcosa spaventa ) ( p.30 )
    capita di azzeccarci, quando ci si trova alla vigilia di una rogna ( p.35 )
    ci credo che al cuore non si comanda, non capisce un cazzo ( p.93 )
    da un po' di tempo non lo prendo bene, l'abbassamento delle difese procurato dall'amore ( p.107 )
    non ce n'era uno, di quei rattusi disperati, che riuscisse a produrre un sia pur timido cenno di prestazione sufficiente non dico a varcare la soglia, ma quanto meno a suonare il campanello ( p.187 )
    non li so vedere i colori degli occhi, io; però so affogarci dentro ( p.278 )
    mentre faccio un po' di esercizi di autocommiserazione ( p.280 )
    il futuro è passato, e non ce ne siamo nemmeno accorti ( p.298 )

    ha scritto il 

  • 2

    Per tutto il tempo che ho impiegato a leggere questo libro mi sono chiesta: ma De Silva crede veramente che il mondo sia interessato alle sue elucubrazioni?
    Le sue divagazioni, i suoi incisi, le sue dissertazioni filosofiche non sono né più né meno gli stessi pensieri che abbiamo tutti noi ...continua

    Per tutto il tempo che ho impiegato a leggere questo libro mi sono chiesta: ma De Silva crede veramente che il mondo sia interessato alle sue elucubrazioni?
    Le sue divagazioni, i suoi incisi, le sue dissertazioni filosofiche non sono né più né meno gli stessi pensieri che abbiamo tutti noi nel corso della nostra vita, ma non sentiamo la necessità di tediare il prossimo mettendoli per iscritto (se non, eventualmente, in un diario) e pubblicandoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Eè sempre un piacere leggere De Silva. Stralci di vita quotidiana in cui spesso ci si identifica ed esposti sempre in modo semplice ed efficace. Ironico e tagliente fa spesso sorridere anche dei problemi.

    ha scritto il 

  • 2

    facciamo finta di niente

    che delusione, diego. e non è che sono severa perché i tuoi libri di solito mi piacciono e coltivo alte aspettative. è proprio che... questo sembra scritto per dovere, per contratto con l'editore, per mandare qualcosa in libreria.
    preferisco far finta di niente. ti aspetto al prossimo, fidu ...continua

    che delusione, diego. e non è che sono severa perché i tuoi libri di solito mi piacciono e coltivo alte aspettative. è proprio che... questo sembra scritto per dovere, per contratto con l'editore, per mandare qualcosa in libreria.
    preferisco far finta di niente. ti aspetto al prossimo, fiduciosa.

    ha scritto il 

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