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Microcosmi

By Claudio Magris

(623)

| Hardcover | 9788811662587

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Book Description

Protagonisti sono gli uomini, ma anche gli animali, gli abitanti dei caffè odelle isole, l'orso del Monte Nevoso e il cane abbandonato nella laguna,rivoluzionari indomiti e dimenticati, infatuazioni e manie di personaggi chehanno perso la loro Continue

Protagonisti sono gli uomini, ma anche gli animali, gli abitanti dei caffè odelle isole, l'orso del Monte Nevoso e il cane abbandonato nella laguna,rivoluzionari indomiti e dimenticati, infatuazioni e manie di personaggi chehanno perso la loro esistenza come una partita a carte. Protagonisti sonoanche le pietre e le onde, la neve e la sabbia, le frontiere, un'inflessionedella voce o un gesto inconsapevole... Diversi fili conduttori tessono latrama del libro e accompagnano il lettore, quali immagini o figure ricorrenti:i rapporti fra paesaggi e senso del tempo, l'identità e la sua incertezza,l'amore, il continuo attraversamento di confini d'ogni genere, l'ombra dellamorte.

58 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    "...è da molti anni che viene spesso a mangiare - ma cosa vuol dire, molti anni, sono sempre così pochi, tutto è appena incominciato"

    Trieste, Torino, (Süd)tirol, ed un destino, diverso eppure comune, contenuto già tutto nella lettera iniziale, quella 'T' che, per i segni grafici che la compongono, unisce (il trattino in alto, orizzontale, sembra colmare le distanze, fungere da pon ...(continue)

    Trieste, Torino, (Süd)tirol, ed un destino, diverso eppure comune, contenuto già tutto nella lettera iniziale, quella 'T' che, per i segni grafici che la compongono, unisce (il trattino in alto, orizzontale, sembra colmare le distanze, fungere da ponte) e divide (la gamba lunga, verticale, decreta l'esistenza di un lato destro e di un lato sinistro, dell'Est e dell'Ovest).
    Magris visita queste terre di confine e le racconta con una scrittura "piccola", che somiglia al modo di mangiare degli uccelli: spilucca, l'autore triestino, indizi di esistenze e, pallidamente, li appiccica sulla pagina, dopo aver tentato, con disquisizioni che rivelano la sua formazione, la sua erudizione (come i frequenti riferimenti al mito ed alla letteratura), di camuffare il salto: passato, presente e futuro prossimo sono un tutt'uno, nel magma di una Storia piena di luce, grazia (nella disfatta può nascondersi la salvezza: Afferrarsi al legno, senza paura, perché il naufragio può essere pure salvezza), ma pure sangue (impossibile dimenticare il fatto che la Storia è, soprattutto, mattatoio).
    Affastellarsi di brevi, piacevoli e spesso stucchevoli chiacchiere (e non pettegolezzo perché in loro non c'è cattiveria né malizia), Microcosmi è una lettura spossante, se non la si sa prendere per il verso giusto, se si oppone resistenza invece che abbandonarvisi completamente. Ancora più faticosa (soprattutto, immagino, da un punto di vista emotivo) deve essere stata la scrittura di questo libro: i morti, una volta disturbati, impiegano qualche tempo a tornarsene nel buio, nel silenzio.

    Scrivere significa sapere di non essere nella Terra Promessa e di non potervi arrivare mai, ma continuare tenacemente il cammino nella sua direzione, attraverso il deserto.

    Del Friuli, anzi, di una certa parte del Friuli, parlavo proprio qualche tempo fa con un'amica: passando in macchina per quelle zone, mi diceva che non capiva come qualcuno potesse viverci.
    La cosa strana è che, per entrambe, l'esperienza di quei posti è un'esperienza puramente letteraria: lei mi citava romanzi di autrici friulane (Maria Zef su tutte, tragica e grande eroina del tragico e grande racconto di Paola Drigo), io le rispondevo con Pasolini, per cercare di giustificare almeno in parte il fascino che questa regione esercita su di me (senza contare che in Friuli ho visto cieli di rara bellezza).

    E poi abbiamo parlato, per l'ennesima volta, di Alto Adige, ed io ho pensato, ancora una volta, a quanto sono orgogliosa, in fondo, d'essere italiana, alla statua di Dante nell'omonima piazza vicino alla stazione, alla morte di Cesare Battisti.

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    alice said on Mar 9, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    avrà anche vinto "lo strega", ma a me è parso piuttosto pesante...

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    Franz Scutto said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Frammenti di una Mitteleuropa personale.....forse troppo

    brevi schizzi di storie minime che Magris raccoglie intorno alla sua Trieste (il punto più lontano che raggiunge sono le colline di Torino ma il libro inizia e termina nel capoluogo giuliano). Notevole ed apprezzabile nel trovare spunti letterari mol ...(continue)

    brevi schizzi di storie minime che Magris raccoglie intorno alla sua Trieste (il punto più lontano che raggiunge sono le colline di Torino ma il libro inizia e termina nel capoluogo giuliano). Notevole ed apprezzabile nel trovare spunti letterari molto evocativi e ricchi di significato nei personaggi unici che l'autore incontra, il libro a volte sembra girare un pò su se stesso quando Magris disegna arabeschi e strani barocchismi che stonano un poco con l'asciuttezza dei luoghi descritti. In ogni caso una lettura di qualità (anche se si insiste un pò troppo sui pruriti che giovani fanciulle suscitano nei vecchi satiri che si aggirano tra le pagine)

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    Habemus_Apicellam said on Aug 26, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Controcorrente

    CI ho provato lo giuro. E tre o quattro storie le ho anche lette volentieri. Ma poi piú andavo avanti e piú mi annoiavo. Basta, fermati un attimo e raccontami per bene due o tre viaggi, due o tre luoghi, due o tre fatti che lí sono accaduti, ma quest ...(continue)

    CI ho provato lo giuro. E tre o quattro storie le ho anche lette volentieri. Ma poi piú andavo avanti e piú mi annoiavo. Basta, fermati un attimo e raccontami per bene due o tre viaggi, due o tre luoghi, due o tre fatti che lí sono accaduti, ma questa girandola di posti, personaggi appena appena abbozzati, fatti, fatterelli, battuttine, me g'ha proprio stufá...e l'ho lasciato lí.
    Secondo me i suoi raccontini andrebbero bene come articolo culturale per il gazzettino locale del posto che sta descrivendo, sempre che curi un po' meglio la scrittura. Non capisco proprio perché ha tanto successo.

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    mikisong said on Jul 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro lungo, lento, sospeso, descrive luoghi e persone in un tempo ed uno spazio che non possono essere misurati con i soliti, ovvi, criteri. Scrittura densa, ricercata. Molte pagine le ho lette perdendo il filo del discorso, abbandonandomi al ritmo ...(continue)

    Libro lungo, lento, sospeso, descrive luoghi e persone in un tempo ed uno spazio che non possono essere misurati con i soliti, ovvi, criteri. Scrittura densa, ricercata. Molte pagine le ho lette perdendo il filo del discorso, abbandonandomi al ritmo delle frasi ed al suono delle parole come cullata da una cantilena ipnotica. In assoluto questo, per un libro, non è un fatto positivo; qui, invece, è stata una sensazione piacevolissima.

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    Maria Clara said on Mar 10, 2013 | 4 feedbacks

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