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Microsklaven.

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Verleger: Goldmann

4.1
(602)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 461 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , French , Swedish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 3442540356 | Isbn-13: 9783442540358 | Publish date: 

Category: Computer & Technology , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    4

    Comprato nel pieno della new-economy, l'ho abbandonato quasi subito, l'identificazione della mia non-vita da nerd con quella dei protagonisti era troppo forte e soffocante.
    Ripreso in mano dopo anni è piacevolmente retrò, con qualche spunto interessante e qualche pensiero da evidenziare e tenere ...weiter

    Comprato nel pieno della new-economy, l'ho abbandonato quasi subito, l'identificazione della mia non-vita da nerd con quella dei protagonisti era troppo forte e soffocante. Ripreso in mano dopo anni è piacevolmente retrò, con qualche spunto interessante e qualche pensiero da evidenziare e tenere da parte. Bello, ma con un lieto fine... eccessivo.

    gesagt am 

  • 5

    In Italia è uscito nel ’98 (quando usciva windows 98), il libro è del ’95 (quando usciva windows 95), io l'ho letto solo nel 2007 (quando è uscito windows vista, almeno per i comuni mortali).


    È troppo fico, ha cambiato il mio modo di vedere le cose. O almeno ha rifertilizzato il mio sguard ...weiter

    In Italia è uscito nel ’98 (quando usciva windows 98), il libro è del ’95 (quando usciva windows 95), io l'ho letto solo nel 2007 (quando è uscito windows vista, almeno per i comuni mortali).

    È troppo fico, ha cambiato il mio modo di vedere le cose. O almeno ha rifertilizzato il mio sguardo. Molto pop, molto tecno-geek (per apprezzarlo appieno bisogna essere programmatori, e di quelli che seguono diversi aspetti dell’informatica da qualche annetto... direi almeno venticinque!), molto post-industriale, molto post-umanista. Per molti aspetti mi ricorda "Clerks", il film di Kevin Smith che, guarda caso, è uscito proprio nel ’94 (non mi sembra che siano usciti sistemi operativi di Microsoft, in quell’anno: infatti l’aspetto tecno-geek lì manca!); anche se in "Microservi" non c’è nessuna compiacenza verso il turpiloquio (non che sia da me criticarne l’uso; Kevin Smith sa usare il turpiloquio).

    Mi ricorda anche l’ultimo di Gibson, "Pattern Recognition" (in Italia uscito con un titolo grottescamente fuorviante come "L’accademia dei sogni"; sigh... sigh! sigghissimo!!!), dove la peculiarità della protagonista consiste nell’avere una "sensibilità patologica nei confronti dei marchi aziendali" (sto citando pedissequamente il riassunto in copertina: per una volta ci hanno azzeccato). Ve lo consiglio, lo troverete interessante anche se non vi piacerà.

    Coupland è un genio, "Microservi" uno dei libri migliori che abbia mai letto. Riesce a invogliarti a dare uno sguardo diverso a qualsiasi cosa. Il mondo si arricchisce di sfumature inedite: il sacchetto di patatine che tieni tra le mani diventa un manufatto sciamanico, il fumetto più sgangherato l’oggetto di culti interspaziali, e i Lego sono i mattoncini con cui dio ha costruito l’universo. Senza menate religiose e/o spiritualiste, intendiamoci.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    2

    Quizás no soy un verdadero geek...

    ... aunque, siendo que me encantan libros como Ready Player One, o la biografiá de Jobs; o cine como La Red Social, creo que sí que entraría en el perfil de lector que debería haberse apasionado con este libro.


    De hecho, soy informático. Y el comienzo del libro me gustó bastante, con tanta ...weiter

    ... aunque, siendo que me encantan libros como Ready Player One, o la biografiá de Jobs; o cine como La Red Social, creo que sí que entraría en el perfil de lector que debería haberse apasionado con este libro.

    De hecho, soy informático. Y el comienzo del libro me gustó bastante, con tantas referencias a Silicon Valley, Microsoft, Bill, Apple...

    Pero no he llegado ni a la mitad del libro, y la verdad es que me estoy aburriendo bastante.

    Desde que los protagonistas dejan Microsoft, se me hace bastante pesado. Y la forma de escribir del autor no me ha gustado demasiado en general.

    Quizás es un libro de culto por la época en que salió, pero ahora... a modo personal, no lo recomendaría. Para geeks recomendaría antes los que he nombrado antes.

    gesagt am 

  • 2

    Non credo di aver capito il senso di questo libro. Fornisce una descrizione di alcuni nerds americani super tecnologici e piuttosto stupidi, che riescono a raggiungere una vita normale, non avendo prima una vita.

    gesagt am 

  • 4

    A ver cómo lo explico para que no se me malinterprete. El libro es bueno, entretenido y de fácil y amigable lectura. Sin embargo, comparado con el resto de libros que he leído del autor, se me queda muy por debajo. La verdad es que creo que el problema está en la temática.


    La historia trat ...weiter

    A ver cómo lo explico para que no se me malinterprete. El libro es bueno, entretenido y de fácil y amigable lectura. Sin embargo, comparado con el resto de libros que he leído del autor, se me queda muy por debajo. La verdad es que creo que el problema está en la temática.

    La historia trata sobre un grupo de compañeros de trabajo y amigos que, tras decidir dejar su trabajo en Microsoft, deciden mudarse a Sillicon Valley y montar su propia start-up. La verdad es que este tema es algo que a mí personalmente no me parece nada novedoso ya que, por unas u otras cosas, ya lo tengo más que trillado. Supongo que alguien que no tenga mucha idea de qué va todo aquello, le gustará bastante más que a mí. No deja de haber disertaciones metafísicas y organizaciones familiares cuanto menos curiosas, pero todo muy centrado en este mundillo del software. En sus otras novelas, Coupland siempre tiene pinceladas muy geek o tecnológicas, pero aquí está todo centrado en ellas y no me gusta tanto.

    Bueno, tampoco es que no lo haya disfrutado, simplemente que menos de lo que esperaba. Mención especial para la molestísima traducción de Sillicon Valley por Valle del Silicio. Repetido tantas y tantas veces a lo largo de las páginas que me ha llegado a enfadar. En mi opinión esto no debería haberse traducido.

    gesagt am 

  • 4

    "Per tutto il giorno, Michael ha continuato a borbottare il ritornello di Road to Nowhere, la canzone dei Talking Heads. Gli ho chiesto di cantare qualcosa di un po' più confortante".

    "Sai, è tutto vero".

    gesagt am 

  • 3

    "ho semplicemente troppe cose da dimenticare, dan. pensavo che sarei stata per sempre un file di sola lettura. pensavo che non sarei mai diventata...interattiva."
    "non preoccuparti di questo, karla. perché alla fine comunque dimenticheremo tutto. siamo esseri umani; siamo macchine per l'amnesia. ...weiter

    "ho semplicemente troppe cose da dimenticare, dan. pensavo che sarei stata per sempre un file di sola lettura. pensavo che non sarei mai diventata...interattiva." "non preoccuparti di questo, karla. perché alla fine comunque dimenticheremo tutto. siamo esseri umani; siamo macchine per l'amnesia."

    gesagt am 

  • 4

    Mi risulta veramente difficile capire il perchè Feltrinelli si rifiuti di ristampare questo libro che non si trova più nè economico nè costoso. Romanzo su una gerazione di geek (i nerd più cool) che lascia la microsoft per seguire un loro amico che farà un gioco virtuale sulla base del Lego, le l ...weiter

    Mi risulta veramente difficile capire il perchè Feltrinelli si rifiuti di ristampare questo libro che non si trova più nè economico nè costoso. Romanzo su una gerazione di geek (i nerd più cool) che lascia la microsoft per seguire un loro amico che farà un gioco virtuale sulla base del Lego, le loro paranoie e la visione dell'amore ai tempi in cui la rete era poco conosciuta/frequentata e i cellulari ancora meno. Imperdibile per alcune considerazioni, anche se a volte un po' troppo difficile per tutti i riferimenti agli Stati Uniti del tempo (1993/1995) questo libro è secondo me il passaggio ideale di Coupland da "Girlfriend in a coma" a "JPod" (IMHO il suo capolavoro),perchè non è profondo come il primo e non fa ridere come il secondo, ma ci sono parti di entrambi e cronologicamente ci siamo.

    gesagt am 

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