Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Middlemarch

Con audiolibro

Di

Editore: Cideb

4.1
(522)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8853001666 | Isbn-13: 9788853001665 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Romance

Ti piace Middlemarch?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
■CIDEB Reading and Training 시리즈 소개
: 중,고등학생들을 위한 영어 독해 시리즈이다. 햄릿, 로미오와 줄리엣, 걸리버 여행기, 로빈슨 크루소, 주홍글씨, 오페라의 유령 등 고전 문학 중심으로 텍스트가 짜여져 있어 학생들에게 영어 독해 능력 뿐만 아니라 읽기를 비롯한 논술고사에도 도움이 되겠다. 교재 안에는 주제를 이끌어내는 액티비티와 이해력을 증진시켜주는 연습문제, 문법과 어휘를 연습할 수 있도록 마련된 다양한 게임 실려 있고, 각 권마다 오디오 CD가 포함되어 있어 청취력도 증강시킬 수 있는 등, 종합적인 영어 실력 향상에 탁월한 교재이다.

■CIDEB Reading AND Training 시리즈 구성
: Beginner,Elementary, Pre-Intermediate, Intermediate의 네 단계로 구성되어 있으며 미스테리, 어드벤처, 서스펜스, 호러, 범죄 스토리, 코미디 등 다양한 장르의 읽기소개를 제공한다. [예스24 제공]
Ordina per
  • 5

    Splendido. Quanta ricchezza in un solo romanzo! Lo stavo leggendo in inglese quando è apparsa la prima edizione negli Oscar Mondadori. L'ho comprata per regalarla, ma ho preferito continuare in lingua originale. È stata – e continua ad essere – una delle mie letture preferite

    ha scritto il 

  • 4

    Vietato divertirsi

    Apprezzare: sì. Condividere: sì. Parteggiare: sì. Deprecare: sì.
    Riflettere: sì.
    E tanto ancora in questa scrittura di gran classe.
    I personaggi non sono macchiette. Casomai sono macchie.
    Le grandi querce, le colline verdi, i piccoli recinti fioriti, tutta la Natura è un c ...continua

    Apprezzare: sì. Condividere: sì. Parteggiare: sì. Deprecare: sì.
    Riflettere: sì.
    E tanto ancora in questa scrittura di gran classe.
    I personaggi non sono macchiette. Casomai sono macchie.
    Le grandi querce, le colline verdi, i piccoli recinti fioriti, tutta la Natura è un corollario che potrebbe anche non esserci.
    Un'altra penna femminile, un'altra donna che 'fugge' in avanti scansando le gambe fasciate dei tavoli, scansando i cervelli fasciati dei maschi...
    Mi chiedo se le poche parti che lasciano intravedere una seria ironia, siano venute fuori volutamente o come.
    Interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Classicone corposo e intenso, con personaggi bellissimi ai quali ci si affeziona facilmente
    Che donna splendida è Dorothea! e come non affezionarsi al povero Fred Vincy, mortificato dal suo essere un giovanotto ingenuo e facilone... e che sofferenza per il matrimonio del dott. Lydgate...
    ...continua

    Classicone corposo e intenso, con personaggi bellissimi ai quali ci si affeziona facilmente
    Che donna splendida è Dorothea! e come non affezionarsi al povero Fred Vincy, mortificato dal suo essere un giovanotto ingenuo e facilone... e che sofferenza per il matrimonio del dott. Lydgate...
    Forse ho trovato un po' noiosi gli interventi dell'autrice, che si fa sentire abbondantemente, ma nel complesso è uno splendido romanzo

    ha scritto il 

  • 5

    Ho iniziato questo libro due anni fa e l'ho terminato ora, immagino che questo fatto da solo non ne dia un'immagine troppo incoraggiante. Eppure è, inaspettatamente, uno dei miei preferiti. In quest'ultimo mese nel quale ho ripreso in mano Middlemarch, me ne sono innamorata follemente. Non l'avre ...continua

    Ho iniziato questo libro due anni fa e l'ho terminato ora, immagino che questo fatto da solo non ne dia un'immagine troppo incoraggiante. Eppure è, inaspettatamente, uno dei miei preferiti. In quest'ultimo mese nel quale ho ripreso in mano Middlemarch, me ne sono innamorata follemente. Non l'avrei mai detto. Seriamente: sono passata dalla diffidenza all'entusiasmo nell'arco di qualche pagina.
    Certo, non è un romanzo per impazienti che lo leggono progettando un'evasione tra i cappellini vittoriani. Middlemarch non è niente di tutto ciò, se vogliamo definirlo possiamo usare il sottotitolo che gli ha dato la sua autrice cioè "uno studio di vita provinciale". Middlemarch è acuto, penetrante, ironico, intelligente. Forse proprio quegli impazienti di cui sopra sono quelli che potrebbero ricavare più giovamento dalla sua lettura, peccato che non lo leggeranno perché scoraggiati dalla mole e dalle prime pagine. O forse no? Smentitemi, ne vale la pena!

    ha scritto il 

  • 4

    Questa è stata una lettura tutta particolare: ho avuto un rapporto estremamente contrastato con il romanzo, con i suoi personaggi, così come con l'autrice, per tutta la sua durata. In assoluto trovo che questo sia stato il libro che più mi ha smosso sentimenti totalmente antitetici, tanto che per ...continua

    Questa è stata una lettura tutta particolare: ho avuto un rapporto estremamente contrastato con il romanzo, con i suoi personaggi, così come con l'autrice, per tutta la sua durata. In assoluto trovo che questo sia stato il libro che più mi ha smosso sentimenti totalmente antitetici, tanto che per me era assolutamente impensabile fino a 3/4 del libro il poter dare 4 stelle come valutazione finale. Sono passata dalla fase di coinvolgimento, a quella di noia, a quella di irritazione per lo stile narrativo e le dinamiche della storia, alla tentazione di abbandonare la lettura, sino alla passione per la stessa.
    Ho avuta molta difficoltà ad amare i personaggi di questo romanzo, in particolar modo le donne, che trovavo fossero tutte troppo mediocri, presuntuose o stupide (soprattutto Rosamond: quanto l'ho detestata!). Inoltre è innegabile che il ritmo narrativo sia stato piuttosto lento: trovo che la Eliot tenda ad essere veramente troppo prolissa in certi frangenti, elaborando concetti e vicende nel doppio delle pagine di cui necessiterebbero, finendo per snervare il lettore. Un'altra cosa che mi ha spazientito un po' dell'autrice, è stata la sua vena un tantino esibizionista, nel voler fare continuamente mostra della sua mole culturale, sia con le citazioni ad inizio di ogni capitolo, sia con i continui gratuiti riferimenti a fatti e personaggi autentici nel corso della narrazione.
    Detto così sembra un decalogo di difetti; in realtà ho maturato come la sensazione che nelle ultime 200 pagine tutto finisse con l'apparire incredibilmente chiaro: la crescita dei personaggi, la loro fine caratterizzazione, le loro scelte, l'ampio ventaglio di sfaccettature tematiche trattate, come mi fosse stato d'improvviso rimosso un velo dalla mente, rendendomi comprensiva persino verso quei difetti dei vari personaggi che così poco avevo tollerato. E' un romanzo che necessita di essere metabolizzato lentamente, ed il fatto che ci abbia impiegato mesi a finirlo non è un caso: mi riusciva faticoso riuscire a leggere più di una quarantina di pagine, e non tanto perchè fosse pesante il romanzo in sè, ma proprio per una sorta di lentezza intrinseca nella storia.
    Comunque sono lieta di non aver ceduto alla tentazione di abbandonare il libro, sia perchè avrei perso questa sensazione di appagamento che essere riuscita ad apprezzarlo mi ha lasciato, sia perchè mi avrebbe indotto sicuramente a tagliare per sempre i ponti con quest'autrice, privandomi del piacere di poter gustare i frutti letterari che una mente così acuta e raffinata è stata in grado di plasmare.

    ha scritto il 

  • 4

    Vacanze intelligenti

    Romanzo di epoca e struttura ottocentesca, splendidamente costruito e con diverse gemme sotto forma di digressioni della Eliot.


    I personaggi sono sfaccettati e veri, raccontati con partecipazione e affetto e con una certa ironia talvolta spiccatamente maschile, proprio come lo pseudonimo s ...continua

    Romanzo di epoca e struttura ottocentesca, splendidamente costruito e con diverse gemme sotto forma di digressioni della Eliot.

    I personaggi sono sfaccettati e veri, raccontati con partecipazione e affetto e con una certa ironia talvolta spiccatamente maschile, proprio come lo pseudonimo scelto dall’autrice.

    Per parte mia, degli eroi ed eroine di questa tradizione letteraria mi piace e diverte (e ammiro anche assai!) questa loro capacità di tenersi dentro dolori e rivendicazioni. Il silenzio diventa un valore costruttivo, perché a volte, lo sappiamo, nell’esprimere troppo se stessi, nel protestare e dichiararsi, si combinano anche parecchi guai. Esteriormente impassibili, invece, questi uomini e donne soffrono in silenzio, non dicono, non esprimono, non rimostrano; al culmine di una disperazione o una passione intollerabile, al limite arrossiscono; per il resto tacciono in una composta impenetrabilità, finché il tempo non risolve ogni cosa.

    Noi mortali, uomini e donne, fra l’ora di colazione e quella di cena, ingoiamo molte delusioni; tratteniamo le lacrime e ci facciamo un po’ pallidi attorno alle labbra e per tutta risposta a chi ci chiede qualcosa diciamo: “Oh, nulla”. L’orgoglio ci aiuta; e l’orgoglio non è male quando ci spinge soltanto a nascondere le nostre ferite – e a non ferire gli altri.

    A volte c’è proprio bisogno di un libro così. Di leggere di amori che si rincorrono e si fraintendono vanamente, esprimendosi in un solo sfiorarsi delle dita o in lunghi sguardi carichi di tutto l’inesprimibile; di equivoci continuamente alimentati e dalle dolorose conseguenze; di sentimenti trattenuti e non svelati; di ascese e cadute sociali; di eterne preoccupazioni economiche e di ceto; di infelicità matrimoniali e felicità al di fuori delle convenienze, di convenzioni e apparenze. Specie poi quando tutto ciò è così brillantemente e acutamente descritto.
    Un romanzo come questo è una sorta di intelligente vacanza che arricchisce e appaga, diverte e commuove, con un finale in cui - per una volta! - tutto si ricompone nel modo migliore possibile e tutto viene svelato.

    Un romanzo come questo tocca e fa leva forse sulle corde più ingenue: la voglia di fantasticare, di farsi rapire da storie dai sentimenti forti e assoluti, il desiderio che tutto finisca bene.

    Ma questa ingenuità viene nutrita di intelligenza e di un'eccezionale capacità di scrittura, che procurano un intenso godimento intellettuale.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di vita provinciale

    letteralmente.
    Il romanzo è bello, nella misura in cui può risultare gradevole
    la storia (solita) romantica mai fuori dagli schemi.
    A me è sembrato troppo lungo per quello che succede; sono molto carini alcuni aforismi -per lo più fatti proferire da Mary, personaggio molto brit ...continua

    letteralmente.
    Il romanzo è bello, nella misura in cui può risultare gradevole
    la storia (solita) romantica mai fuori dagli schemi.
    A me è sembrato troppo lungo per quello che succede; sono molto carini alcuni aforismi -per lo più fatti proferire da Mary, personaggio molto british- brilla in alcuni passaggi ma davvero non riesco a capire come mai una selezione di eminenti scrittori ( tra cui S.King) l'abbia messo al decimo posto dei migliori romanzi di sempre a discapito di delitto e castigo o l'Ulisse

    ha scritto il 

  • 5

    Sottolineature/precisazioni. (Il virgolettato è mio, il resto è copiato. Il virgolettato tratto dal romanzo è della Eliot, il resto a disposizione di chi lo reclama. I brani tra parentesi sono di chi scrive.)

    Middlemarch è uno dei cinque o sei migliori romanzi inglesi scritti in epoca vittoriana, peraltro in netto contrasto con il conformismo vittoriano, il cui scopo primario era di “divertire” il lettore. (Anche se qui su Anobii ho letto la recensione di una lettrice che ne consiglia la lettura solo ...continua

    Middlemarch è uno dei cinque o sei migliori romanzi inglesi scritti in epoca vittoriana, peraltro in netto contrasto con il conformismo vittoriano, il cui scopo primario era di “divertire” il lettore. (Anche se qui su Anobii ho letto la recensione di una lettrice che ne consiglia la lettura solo agli appassionati di romanzi vittoriani) .Non a caso, Virginia Woolf lo definì “uno splendido libro che nonostante le sue imperfezioni è uno dei pochi romanzi scritti per gente adulta”.
    Riprendendone la lettura dopo alcuni anni, mi sono sorpreso nel notare i numerosi brani che sottolineai a matita durante la mia prima lettura.
    I personaggi di Middlemarch sono esplorati in tutto il loro complesso mondo interiore, e tra essi, emerge la figura meravigliosa di Dorothea Brooke, emblema di una femminilità storicamente repressa e condizionata, nel suo essere, dalle convenzioni etiche, religiose e sociali del mondo che la circonda.
    Tuttavia non è nella statura dei singoli personaggi che va ricercata l’essenza di Middlemarch né dalle numerose vicende amorose che in esso si intrecciano – appassionanti e condotte sul filo di una sottile ironia – ma dall’abilità con cui prende forma la visione tragica di un’umanità frustrata e delusa nelle sue più alte aspirazioni.
    Middlemarch è la storia di una disillusione, un romanzo pieno di spettri metaforici e dei soprassalti causati dal loro improvviso apparire sotto la forma dell’illusione generosa.
    “Perché nella moltitudine degli uomini di mezz’età che seguono la propria vocazione in una routine quotidiana preordinata quasi quanto il nodo della loro cravatta, c’è sempre qualcuno che una volta intendeva dare forma alle proprie azioni e cambiare un po’ il mondo. La storia del loro graduale uniformarsi alla media, pronti a essere impacchettati in blocco, non risulta quasi mai chiaramente rivelata neppure alla loro coscienza; perché forse il loro ardore nell’assolvere con generosità a un duro lavoro non ripagato si è raffreddato impercettibilmente come l’ardore delle altre passioni giovanili, finché un giorno il loro io passato è apparso come uno specchio nella sua vecchia dimora gettando una luce spettrale sul nuovo mobilio. Nulla al mondo è più impercettibile del processo del loro graduale mutamento!”.

    C’è un senso di entropia, di autoannientamento, in questo romanzo, che va di pari passo con la speranza nel futuro; è come se di fronte al chiudersi di un’epoca, tra tanti scrittori delusi per ciò che non è accaduto e timorosi di quello che potrà accadere, George Eliot fosse l’unica grande figura capace di reggere allo schianto ponendosi nella dimensione comprensiva della pazienza e della rappresentazione, con la piena consapevolezza che “la più alta vocazione e scelta è vivere senza oppio, vivere ogni dolore con pazienza consapevole e lucida..”.

    Un romanzo da leggere e sottolineare. E poi da leggere ancora una volta, quando è finito l’oppio o si è deciso di smetterlo.

    ha scritto il 

Ordina per