Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Middlesex

By

Publisher: Rebound by Sagebrush

4.3
(5278)

Language:English | Number of Pages: 529 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Portuguese , German , French , Italian , Swedish , Chi simplified , Catalan , Dutch , Indonesian , Czech

Isbn-10: 0613996747 | Isbn-13: 9780613996747 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

Do you like Middlesex ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Spanning eight decades and chronicling the wild ride of a Greek-American family through the vicissitudes of the twentieth century, Jeffrey Eugenides’ witty, exuberant novel on one level tells a traditional story about three generations of a fantastic, absurd, lovable immigrant family -- blessed and cursed with generous doses of tragedy and high comedy.

But there’s a provocative twist. Cal, the narrator -- also Callie -- is a hermaphrodite. And the explanation for this takes us spooling back in time, through a breathtaking review of the twentieth century, to 1922, when the Turks sacked Smyrna and Callie’s grandparents fled for their lives. Back to a tiny village in Asia Minor where two lovers, and one rare genetic mutation, set our narrator’s life in motion.

Middlesex is a grand, utterly original fable of crossed bloodlines, the intricacies of gender, and the deep, untidy promptings of desire. It’s a brilliant exploration of divided people, divided families, divided cities and nations -- the connected halves that make up ourselves and our world. Justly acclaimed when it was released in Fall 2002, it announces the arrival of a major writer for our times.
Sorting by
  • 4

    È il terzo romanzo di Eugenides che leggo, e devo dire che trovo questo autore molto interessante. Ha uno stile pulito, preciso, che non si incaglia in virtuosismi ostentati ma al tempo stesso è estremamente piacevole e permette di immergersi totalmente nelle vicende narrate. Insomma, padroneggia ...continue

    È il terzo romanzo di Eugenides che leggo, e devo dire che trovo questo autore molto interessante. Ha uno stile pulito, preciso, che non si incaglia in virtuosismi ostentati ma al tempo stesso è estremamente piacevole e permette di immergersi totalmente nelle vicende narrate. Insomma, padroneggia decisamente bene la penna, sceglie soggetti particolari, trame interessanti, che permettono di aprire finestre su interi mondi che vanno oltre le sole vicende dei suoi protagonisti. Eppure, nonostante tutti questi elementi più che positivi che lo fanno apparire ai miei occhi un autore decisamente interessante da "tenere d'occhio", ogni volta che lo leggo mi sembra ci sia qualche elemento che stoni. O meglio, è come se le varie parti del romanzo fatichino a diventare un tutto unitario, lasciandomi con un senso di disgregazione. Presi singolarmente, tutti gli elementi dei suoi romanzi sembrano funzionare, sono ben scritti, interessanti, hanno un senso ed una ragion d'essere, ma ad uno sguardo più ampio, guardando alla totalità dell'opera fatico a cogliere un'immagine unitaria, mi sembra di vedere sempre soltanto tanti elementi distinti appoggiati uno in fila all'altro, senza che vi sia alcuna connessione tra di loro.
    Paradossalmente, proprio in questo romanzo dalla struttura così circolare, dove tutto sembra ripetersi e convergere verso un unico scopo, questa poca coesione delle parti mi sembra più evidente. "Middlesex" narra la storia di Cal, nato Calliope, e del viaggio che un raro gene recessivo ha dovuto intraprendere per incontrare un suo gemello proprio nel corpo di Cal-liope, trasformandolo in un ermafrodito (a quanto capito, fra l'altro, questo termine dal punto di vista scientifico è scorretto, eppure nel romanzo viene continuamente utilizzato). A narrare le vicende è prorpio il quarantenne Cal, che subito dichiara di essere nato due volte: la prima come bambina, la seconda, a quindici anni, ragazzo. L'interesse e la curiosità per la sua vicenda dunque si accendono subito, eppure bisognerà aspettare all'incirca trecento pagine per poter leggere di queste vicende: tutto infatti ha inizio negli anni venti in Turchia, con le vicende di Lefty e Desdemona in uno sperduto villaggio in cui i matrimoni fra consanguinei erano assai frequenti, per trasformarsi in una bella saga familiare. Una saga familiare che si intreccia a importanti momenti storici, all'incendio di Smirne del 1922, alle fughe per mare per poter emigrare in America, alla Detroit delle fabbriche e alla Depressione; e poi una nuova generazione, la Grande Guerra, le rivolte dei neri, gli anni Sessanta e quelli Settanta. Pagine che scorrono con un'estrema facilità, che appassionano e incuriosiscono, ma che, nonostante si sappia essere preambolo necessario e imprescindibile alla storia di Cal, appaiono totalmente slegate da quest'ultima. Infatti, quando finalmente Calliope inizia ad agire in prima persona come personaggio, il romanzo rimane altrettanto piacevole, eppure tutto, nell'atmosfera della narrazione, sembra essere radicalmente cambiato. È un'altra storia. Un'altra bella, interessantissima storia, ma che, nonostante tutti gli elementi comuni, sembra avere poco a che fare con le pagine precedenti.
    Sia chiaro, questo libro mi è piaciuto veramente molto, è solo che sono quasi dispiaciuta per questa mancanza di coesione, perché se il passaggio fosse stato meno netto credo che "Middlesex" sarebbe entrato a far parte del novero dei "miei" libri, quelli che mi emozionano al di là di tutto. Non è così, purtroppo, ma rimane comunque un "signor" libro, che mi resterà impresso per aver unito la scienza ai moduli e i topoi della tragedia classica. C'è un ritmo, una fatalità che percorre questo romanzo che arriva direttamente dalla classicità, ma lo fa in maniera molto discreta, senza apparire forzata, e si combina perfettamente a temi importanti ed estremamente interessanti come la parte che il condizionamento sociale può giocare nell'identificazione di genere. La moira, un destino ineluttabile a cui l'essere umano non può sottrarsi che al tempo stesso trova una spiegazione negli eventi passati che lo hanno costruito. Una spiegazione che tuttavia risponde a domande sulle cause materiali di un tale destino, non certo a quelle finali. Insomma, la dimostrazione che l'antichità classica non é affatto qualcosa di stantio e confinato ad una biblioteca frequentata solo da persone che vivono fuori dal mondo, ma può e deve intrecciarsi alla modernità, illuminarne dei tratti e al tempo stesso lasciarsi illuminare da essa.

    said on 

  • 4

    un libro su cui pensare

    iniziato on scetticismo, solo perchè consigliato da una persona speciale, mi sono ricreduto in fretta. Un libro crudo ma delicato e avvincente. Nonostante sia molto lontano dall emie convinzioni, l'ho trovato molto bello e mi ha fatto ricredere, o per lo meno mi ha messo un tarlo, sull'impossibil ...continue

    iniziato on scetticismo, solo perchè consigliato da una persona speciale, mi sono ricreduto in fretta. Un libro crudo ma delicato e avvincente. Nonostante sia molto lontano dall emie convinzioni, l'ho trovato molto bello e mi ha fatto ricredere, o per lo meno mi ha messo un tarlo, sull'impossibilità di intendere due generi così nettamente separati. MA allora dove nasce il confine fra lecito e illecito? Se l'educazione può influenzare sulle caratteristiche di genere, allora come ci si deve porre verso le nuove "mode" della famiglia omo-genere? Come saranno influenzati i figli adottati o acquisiti?

    said on 

  • 5

    MIDDLESEX (Jeffrey Eugenides)

    Un fantastico viaggio che comincia così:
    “Sono nato due volte, bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”.
    Un incipit che racchi ...continue

    Un fantastico viaggio che comincia così:
    “Sono nato due volte, bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”.
    Un incipit che racchiude in sé già tutto il romanzo narrato dalla stessa protagonista, Calliope/ Cal , che a un certo punto scopre di essere diversa, vittima di un gene misterioso che fa di lei un ermafrodito.
    Il tema dunque è quello della diversità, della scelta di sè e di ciò che si vuole essere a dispetto della biologia (“Il sesso è biologico, il genere è culturale”), della ricerca della propria identità non solo sessuale ma anche culturale; è fondamentalmente una storia di cambiamenti, quello personale di Calliope in Cal ma anche la trasformazione di un intera nazione, gli Stati Uniti , e di un popolo, il popolo greco lì emigrato ma con forti difficoltà e anche una sorta di resistenza ad adattarsi alla nuova patria tanto da parlare ancora in greco, mantenendo una propria comunità e conservando i propri valori e le proprie tradizioni.
    Mi è piaciuta la struttura che è quella di più storie dentro la storia, ben tre generazioni e l’idea da tragedia greca di una colpa che le attraversa , scaturita dall’amore incestuoso tra due fratelli Desdemona e Lefty, i nonni di Calliope/Cal . E’ proprio grazie alla ricostruzione della storia dei propri antenati che Cal arriverà a capire se stesso, a scegliersi come persona più che come donna o uomo, quasi a dire che in fondo siamo il frutto della nostra storia.
    Le 600 pagine sono dense di avvenimenti storici che si intrecciano con le vite dei vari personaggi: si va dalla Turchia degli anni 20’ all’immigrazione, c’è l’America del proibizionismo, quella della depressione con la grande crisi del 29’, degli scontri razziali, fino ad arrivare al miracolo economico degli anni 50. Ci sono delle vere perle: l’assedio e l’incendio di Smirne, il viaggio dei nonni sulla nave dalla Grecia in America, la descrizione della catena di montaggio …tanta tanta roba! Eppure la lettura scorre incredibilmente, perché lo stile è davvero particolare e accattivante. E’ infatti lo stesso protagonista che racconta con ironia e leggerezza, ma sempre con grande partecipazione, rivolgendosi direttamente al lettore in un continuo alternarsi di ricordi e presente, avvisandolo quando la narrazione sta per tornare indietro o quando sta per correre avanti nel tempo, rassicurandolo, anticipando i suoi dubbi, le sue perplessità, dando risposte ai suoi interrogativi, insomma rendendolo in qualche modo partecipe e sempre all’erta. Mentre con altre saghe familiari corpose e ricche di personaggi spesso ci si perde e bisogna tornare a leggere le pagine indietro per riprendere il filo qui, malgrado i continui flash-back, non mi è mai successo!
    C’è un connubio secondo me riuscitissimo di elementi che stanno agli antipodi: tragedia e comicità, superstizione e scienza, presente e passato, una specie di incrocio tra l’Odissea e Il mio grosso grasso matrimonio greco.
    Un libro che ti lascia quella sensazione di pienezza, sazietà, appagamento…assolutamente da leggere!

    said on 

  • 5

    Epico. Da leggere lentamente, perché Eugenids si traveste da gliterato, ma in realtà ha una profondità è una struttura da metabolizzare.

    said on 

  • 2

    CHE N-O-I-A!

    Ce l'ho fatta, finalmente l'ho finito! Peccato, una bella idea, ma che palle! Ho pensato spesso di cedere alla tentazione di mollarlo, anche (addirittura!) a meno di 50 pagine dalla fine. Lo sconsiglio vivamente, non fate come me, non sprecate una settimana di lettura inutile, optate per qualcos' ...continue

    Ce l'ho fatta, finalmente l'ho finito! Peccato, una bella idea, ma che palle! Ho pensato spesso di cedere alla tentazione di mollarlo, anche (addirittura!) a meno di 50 pagine dalla fine. Lo sconsiglio vivamente, non fate come me, non sprecate una settimana di lettura inutile, optate per qualcos'altro!

    said on 

  • 5

    Sorprendente

    Avrei voluto godermelo fino alla fine lentamente come lo ho iniziato, ma il respiro mi si è fermato e le parole hanno iniziato a correre, senza sosta, fino alla parola Fine.

    said on 

  • 4

    MIDDLESEX

    “Middlesex” dello scrittore statunitense Jeffrey Eugenides, pubblicato nel 2002, vince il Premio Pulitzer per la Narrativa nel 2003. L’autore, già conosciuto per il suo precedente romanzo “Le vergini suicide” (1993) di cui è nota anche la trasposizione cinematografica realizzata da Sofia Coppola, ...continue

    “Middlesex” dello scrittore statunitense Jeffrey Eugenides, pubblicato nel 2002, vince il Premio Pulitzer per la Narrativa nel 2003. L’autore, già conosciuto per il suo precedente romanzo “Le vergini suicide” (1993) di cui è nota anche la trasposizione cinematografica realizzata da Sofia Coppola, è figlio di uno statunitense di origini greche che potrebbe aver ispirato l’ambientazione del romanzo e i suoi personaggi. E’ la storia di un gene recessivo che, mutato, non riesce più a convertire il testosterone nella sua forma attiva e di come esso “viaggi” attraverso tre generazioni per approdare all’interno delle cellule di Calliope Stephanides e trasformarla in un raro caso di ermafrodita. Parte da lontano questo gene, esattamente da Bitinio, un piccolo villaggio greco della Turchia, dove nei primi del 900, Desdemona e Lefty Stephanides, fratello e sorella, vivono una relazione incestuosa. Fuggiti negli Stati Uniti a causa della sanguinosa guerra tra Grecia e Turchia, ricominceranno una nuova vita in un luogo dove nessuno conosce il loro legame parentale. Milton il loro figlio maschio sposerà la figlia di una loro cugina e da questo matrimonio nasceranno Chapter Eleven e Calliope. Calliope vivrà come una ragazza fino all’adolescenza non scevra di problemi di ogni tipo fino a che, a causa di un incidente, verrà portata in ospedale dove la sua diversità sarà oggetto di studi accurati volti a cercare la fama con pubblicazioni scientifiche eccezionali ma anche a risolvere il problema della sua identità sessuale.
    Ma le soluzioni proposte non sono in sintonia con il “sentire” di Calliope che deciderà di scappare per sottrarsi alle mutilazioni progettate fino a scegliere liberamente il suo “genere” anche se questo gli costerà perdite affettive molto dolorose.
    Una grande saga familiare raccontata in prima persona da Calliope stessa insieme alla profonde problematiche legate al suo stato, alle sue paure amplificate rispetto a quelle degli altri adolescenti, alle sue pulsioni e alle sue tendenze spesso represse, allo stato confusionale che regna all’interno della sua testa e all’esterno del suo corpo. Un intreccio lungo e ricco, coinvolgente soprattutto nella prima parte, troppo prolisso nella seconda tanto da generare dei momenti di noia, ma con dei bellissimi personaggi minuziosamente descritti e una tale passione nello svelare le emozioni da poter essere confuso con un’ autobiografia. L’animus” e l’anima” che convivono opportunamente in ognuno di noi, determinando la nostra personalità e il nostro genere, non trovano accordo né sbocco in Calliope/Cal e ci vorrà tutto il suo coraggio per scoprire la persona che è veramente per vivere consapevolmente il resto della sua vita. Questioni importanti che Eugenides affronta con delicatezza e semplicità, accostandosi alle problematiche più crude con grande rispetto e attenzione e a volte persino con intelligente ironia anche se, dopo aver letto pagine e pagine, si vorrebbe conoscere di più di ciò che sarà la vita della/del protagonista e le sue scelte future senza accontentarsi di un finale troppo sbrigativo rispetto al resto dell’opera.

    said on 

Sorting by