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Middlesex

By

Publisher: Bloomsbury Publishing PLC

4.3
(5436)

Language:English | Number of Pages: 544 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , German , Portuguese , French , Italian , Swedish , Chi simplified , Catalan , Dutch , Indonesian , Czech

Isbn-10: 1408827352 | Isbn-13: 9781408827352 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , School & Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
'I was born twice: first, as a baby girl, on a remarkably smogless Detroit day of January 1960; and then again, as a teenage boy, in an emergency room near Petoskey, Michigan, in August of l974 ...My birth certificate lists my name as Calliope Helen Stephanides. My most recent driver's license ...records my first name simply as Cal.' So begins the breathtaking story of Calliope Stephanides, and three generations of the Greek-American Stephanides family who travel from a tiny village overlooking Mount Olympus in Asia Minor to Prohibition era Detroit, witnessing its glory days as the Motor City, and the race riots of l967, before they move out to the tree-lined streets of suburban Grosse Point, Michigan. To understand why Calliope is not like other girls, she has to uncover a guilty family secret, and the astonishing genetic history that turns Callie into Cal, one of the most audacious and wondrous narrators in contemporary fiction. Lyrical and thrilling, Middlesex is an exhilarating reinvention of the American epic.
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  • 5

    Un libro che mi rappacifica con la letteratura americana contemporanea. Una storia difficile, raccontata con equilibrismi da funambolo, senza pruderie ma anche senza facili scivolate nella pornografia ...continue

    Un libro che mi rappacifica con la letteratura americana contemporanea. Una storia difficile, raccontata con equilibrismi da funambolo, senza pruderie ma anche senza facili scivolate nella pornografia che l'avrebbero resa banale. Una trama ben condotta ma che in fondo non mi avrebbe tanto emozionato se non fosse stata sostenuta da una prosa che ti sconvolge e ti mette sottosopra.
    Una prosa che in una pioggia di immagini brillanti, di metafore e similitudini sorprendenti non manca di incantare anche un lettore come me che di libri ne ha letti forse troppi.
    Stupendo soprattutto il ritmo; una musica sotterranea e che agisce come una molla carica spingendo verso la prossima frase.
    Un esempio preso quasi a caso: "Pensavo anche a Detroit, ai terreni dismessi dove tra le case in via di demolizione e quelle ancora in piedi cresceva la pallida erba Osiris, al fiume con il suo deflusso ferroso e alle carpe morte che galleggiavano con la pancia bianca e squamosa all'aria".
    È Come un albero possente, c'è un tronco: Detroit; e due ramificazioni: l'ambiente umano, il fiume. Ma poi nella prima ramificazione ci trovi ancora due rametti: terreni dismessi e case in via di demolizione e una foglia: la pallida erba Osiris. E nella seconda ramificazione altri due rametti: il deflusso ferroso e le carpe morte, e delle foglie che completano la chioma con un'immagine forte e conclusiva: galleggiavano con la pancia bianca e squamosa all'aria.
    È un ritmo difficilissimo da sostenere, o almeno io non ricordo molti scrittori con una mano tanto felice, ma la cosa che meraviglia è che in Eugenides questo procedimento si rinnova di continuo, perché la frase successiva, con una iterazione che infonde nella prosa gli stili della musica colta, riprende il tema e lo fa suonare un po' più in là: "Pensavo ai pescatori in piedi sui dock …" e così via dall'inizio alla fine.

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  • 4

    Una buona lettura...

    Una saga familiare, un personaggio particolare e un po' di storia... Un buon romanzo anche se secondo me un tantino prolisso e non all'altezza de "le vergini suicide" che mi aveva letteralmente strega ...continue

    Una saga familiare, un personaggio particolare e un po' di storia... Un buon romanzo anche se secondo me un tantino prolisso e non all'altezza de "le vergini suicide" che mi aveva letteralmente stregato... Qui, secondo me, manca qualcosa, quel qualcosa che ti tiene attaccato fino alla fine e ti fa intristire quando la lettura è terminata... comunque Eugenides è bravo e tra le pagine questo si nota spesso.

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  • 5

    La storia di tre generazioni della famiglia Stephanides dalla Turchia del 1922 agli Stati Uniti dagli anni trenta ai settanta, e la storia di Calliope e della sua dolorosa presa di coscienza della pro ...continue

    La storia di tre generazioni della famiglia Stephanides dalla Turchia del 1922 agli Stati Uniti dagli anni trenta ai settanta, e la storia di Calliope e della sua dolorosa presa di coscienza della propria diversità sessuale.

    Ho apprezzato questo romanzo intenso e avvincente, lo stile denso ma scorrevole, la descrizione così reale dei personaggi e delle loro emozioni e la maestria e sensibilità con cui Eugenides affronta tematiche non facili.

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  • 0

    Il suo grande difetto, forse, sono le 600 pagine: troppe per quel che si voleva raccontare. Interessanti e coinvolgenti le prime due parti, lenta la terza e deludente la quarta; mi ci avessero piazzat ...continue

    Il suo grande difetto, forse, sono le 600 pagine: troppe per quel che si voleva raccontare. Interessanti e coinvolgenti le prime due parti, lenta la terza e deludente la quarta; mi ci avessero piazzato una bomba atomica, non mi sarei stupito.

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  • 5

    l'oscuro Oggetto del desiderio

    Arrivata tardivamente a questo testo notevole, se non fosse per anobii e le letture dei miei "vicini" (un grazie pubblico a Noce Moscata!) avrei potuto passarci accanto senza accorgermene. Capita che ...continue

    Arrivata tardivamente a questo testo notevole, se non fosse per anobii e le letture dei miei "vicini" (un grazie pubblico a Noce Moscata!) avrei potuto passarci accanto senza accorgermene. Capita che perdiamo letture importanti perché quell'anno lì, magari, è nato un figlio o abbiamo fatto un lungo viaggio o siamo stati ricoverati...
    Un grande libro contemporaneo come questo non è ancora un classico che sarebbe impossibile ignorare, è al centro del momento, della nostra cultura è un crocevia ma non porta ancora le medaglie acquisite sulla distanza, la resistenza, la durata nel tempo (non conto per niente il premio ottenuto, non contano i premi...troppo aleatori).
    Intanto, il tema del genere sessuale del personaggio principale, Calliope, bellissima bambina, in seguito Cal, uomo incompleto, è una questione di oggi, evocata, interrogata, spesso trattata in modo pretestuoso che qui viene scandagliata in modo deciso e direi definitivo. Entriamo nella pelle dell'ermafrodite, sin dalle prime righe, e ci viene chiesto di soffrire assieme a lei/lui di tutte le scomodità della sua situazione.
    Come il destino vuole, la storia nasce all'interno di una famiglia greca emigrata negli stati uniti; la tragedia, la punizione, il marchio di una famiglia colpevole è percorso a ritroso - e sembra di leggere la storia greca: incesti - famiglie maledette - trasmissione della colpa - evitamento della verità che fa precipitare nella morte - passioni e tormenti, l'eredità ellenica pesa con la potenza della sua cultura e della sua mitologia. Ma Eugenides stempera questo fuoco mediterraneo nel contesto americano - e la tragedia si alleggerisce, travolge il patetico in ironico, scherza con il sacro. Così, in modo emblematico, il padre del protagonista porta un paio di gemelli ai polsi che rappresentano l'uno la tragedia, l'altro la commedia. O Desdemona, la portatrice della prima colpa ossia l'amore verso il proprio fratello, diventa una vecchietta caricaturale in terra americana, una Cassandra ridicola, una nonna un po’ demente.
    Il romanzo è molto ricco, generoso di temi e personaggi, storie secondarie, salti nel passato primordiale, autentico erotismo adolescenziale e documentazione medica sull'ermafroditismo. Ma di tutto questo, noi ricorderemo soprattutto lui, Cal, lo dobbiamo ricordare con la sua identità maschile, perché questa è quella che ha scelto - anche se vibra la nostra e la sua nostalgia verso la ragazzina troppa alta che era, un poco sgraziata, quella che si nascondeva dietro i fittissimi riccioli e coltivava un amore folle, carnale, ossessivo per una ragazza fiammeggiante (l'Oscuro Oggetto del desiderio, la chiama così con scherzosa disperazione in tutta la storia).
    E' questo personaggio che porta la grandezza del libro, con i suoi quindici anni ignoranti e il coraggio di fare quello che noi non facciamo: leggere la sua cartella clinica, ed affrontare la vita senza interventi, ormoni, rimedi, aiuti e comprensione. Una sorta di Edipo a modo suo, pronto a pagare per essere quello che il destino ha scelto che fosse: se stesso. Non conforme.

    P:S: Recensione sparita da anobii, recuperata ora, era di gennaio 2012, e "Noce Moscata", nel frattempo, è diventata "Nut Meg"...

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  • 0

    È preferibile che un autore cerchi la sperimentazione o che si attenga a stilemi già noti? La risposta - scontata - sarebbe la prima; eppure, nella produzione di Eugenides, preferisco il più ordinario ...continue

    È preferibile che un autore cerchi la sperimentazione o che si attenga a stilemi già noti? La risposta - scontata - sarebbe la prima; eppure, nella produzione di Eugenides, preferisco il più ordinario La trama del matrimonio rispetto alle precedenti prove. E, aggiungendo eresia ad eresia, trovo la trasposizione filmica de Il giardino delle vergini suicide migliore della controparte.
    Middlesex, sulla carta, poteva - doveva- essere il magnus opus di Eugenides. Una vicenda conturbante, una moderna epopea familiare, e un punto di vista che non compromettesse la godibilità del libro come nell'esordio. Purtroppo le promesse non sono state mantenute. La vicenda di Cal/Calliope è sacrificata dall'intreccio, e il lettore -per oltre la metà dell'opera - non ne vede che la parte più superficiale e, sinceramente, noiosa. Ma è sopratutto la vicenda familiare a non avermi convinto. È totalmente priva di spontaneità e credibilità: si sprecano gli innamoramenti forzati dalla trama, le coincidenze improbabili, le grandi vicende storiche che hanno puntualmente un impatto sulle vite dei personaggi. Troppa attenzione viene data a personaggi non così imprescindibili - quasi 200 pagine solo per i nonni di Cal - e troppa poco a colui (colei) che potrebbe interessarmi davvero. È una magra consolazione, quindi, l'ottimo stile di Eugenides, che si fa seguire senza particolari problemi anche in lingua originale. Quasi quasi, meglio l'Eugenides uguale a tutti gli altri...

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  • 5

    La ricerca di una Voce

    Eugenides ha mirato altissimo, Middlesex è un romanzone denso ma non ridondante: da quelle 602 pagine non taglierei nulla . La storia di formazione è ciò a cui moltissimi fanno riferimento, ma che dir ...continue

    Eugenides ha mirato altissimo, Middlesex è un romanzone denso ma non ridondante: da quelle 602 pagine non taglierei nulla . La storia di formazione è ciò a cui moltissimi fanno riferimento, ma che dire della saga degli Stefanides? E che dire dell'epos dei greci in fuga dai territori occupati dalla Turchia? A questo proposito c'è da dire una cosa sul narratore. Senza forzature, con una trovata che è un vero uovo di Colombo, Eugenides riesce a usare sia la terza sia la prima persona -con la terza persona narra le parti epiche e la saga familiare, con la prima persona il "romanzo di formazione". Il narratore è semple lui, Cal, che usa la prima persona quando parla di sé da "bambina", e la terza quando racconta le avventure dei suoi antenati.

    Come ammesso da Eugenides, in Middlesex non ci sono sperimentalismi fini a se stessi. Eppure il romanzo è nuovo e originale, ma in cosa? Cal Stefanides è nuovo, i suoi dilemmi sono nuovi, sono nuove le sfide che deve affrontare, le reazioni delle persone alla sua condizione. Non c'è bisogno di cambiare la grammatica della narrazione -magari per trovarsi distante anni luce dai lettori. Eugenides racconta una storia senza allontanarsi troppo dagli stilemi classici del romanzo, codificati nell'ottocento, consentendosi giusto un tocco di brio. In questo modo gli riesce di raccontare di guerra, amore, morte, amicizia, tradimento e contemporaneamente mirare al cuore della contemporaneità e produrre qualcosa di assolutamente inedito.

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  • 2

    trans è bello

    ma nel senso di oltre

    come in 'gallia transalpina' o 'transavanguardia'

    poi per carità sono belli anche i travoni

    questo libro però parla di ermafroditi

    su questo non saprei espr ...continue

    trans è bello

    ma nel senso di oltre

    come in 'gallia transalpina' o 'transavanguardia'

    poi per carità sono belli anche i travoni

    questo libro però parla di ermafroditi

    su questo non saprei esprimermi

    said on 

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