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Middlesex

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Editeur: Seuil

4.3
(5348)

Language:Français | Number of pages: 656 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , Portuguese , German , Italian , Swedish , Chi simplified , Catalan , Dutch , Indonesian , Czech

Isbn-10: 2020669617 | Isbn-13: 9782020669610 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Description du livre
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  • 3

    Non so di preciso cosa davvero mi aspettassi da Middlesex. L’incipit prometteva una riflessione intimista e un’analisi sulla sessualità che poteva anche escludere il discorso ermafrodito. I dubbi sull ...continuer

    Non so di preciso cosa davvero mi aspettassi da Middlesex. L’incipit prometteva una riflessione intimista e un’analisi sulla sessualità che poteva anche escludere il discorso ermafrodito. I dubbi sulla propria sessualità, e soprattutto su come approcciarla, possono averli chiunque, non solo persone nate sia uomo che donna. Sarebbe stato interessante indagare su questo aspetto, anche se le dimensioni del libro potevano risultare un po’ eccessive per un argomento del genere e rischiavano di annacquarlo troppo con discorsi evitabili. La trama infatti è ben altra cosa. Sotto un certo punto di vista giustifica le 600 pagine del romanzo, accompagnando il lettore con una prosa che si fa ben volere e si lascia leggere. La storia è un’epopea familiare lunga tre generazioni. Non stupisce che Eugenides abbia vinto il pulizer con questo romanzo. La scelta narrativa è quella che più si adatta a raccontare non solo una storia ma la Storia di una parte di America, ovvero Detroit. La vita della/del protagonista è solo un pretesto, tant’è che compare a più di metà del libro nonostante la sua voce ne sia il narratore unico.
    Da un certo punto di vista mi ha ricordato l’italico La gang dei sogni, mentre da un altro un qualsiasi libro di A.M. Homes che non sia La fine di Alice. Per il romanzo italiano è facile intuirne il motivo, visto che anche il libro di Di Fulvio usa l’espediente degli immigrati in America per raccontare più di una generazione di personaggi; il paragone al lavoro di A.M. Homes è dovuto invece ad altri due libri. Se infatti Le vergini suicide poteva essere visto vicino a La fine di Alice, non tanto per temi trattati o per stile quanto piuttosto per impatto e bellezza, Middlesex si fa esattamente quanto è successo ai lavori di Homes: c’è qualcosa, soprattutto nello stile che cambia sensibilmente diventando molto più mansueto, che trasforma l’autore di un ottimo libro in autore di buoni libri. Middlesex scorre che è una meraviglia, si lascia leggere, e finisce per mantenere un buon ricordo, ma gli manca qualcosa, magari l’asprezza che il suo predecessore aveva, l’idea geniale di come narrare una cosa, di come piegarla per farne vedere aspetti che altrimenti non si sarebbero notati. Middlesex è appunto un buon libro, così come lo sono gli altri di A.M. Homes, ma non si avvicina alla bellezza di Le vergini suicide. Se è vero che uno scrittore deve sempre reinventarsi per cercare di scrivere il suo capolavoro, provando di superarsi a ogni libro, con Middlesex pare che Eugenides non ci abbia neppure provato, ma si sia limitato a scrivere. Poi la sua bravura a fatto si che ne uscisse fuori un libro godibile, ma questa è un’altra storia.

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  • 4

    “Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di P ...continuer

    “Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan." Questo è l'incipit di Middle Sex straordinario romanzo di Jeffrey Eugenides che vince il Pulitzer 2003. Middlesex è la storia di un viaggio molto particolare: il viaggio di un gene attraverso diverse generazioni fino ad arrivare a Calliope, o meglio Cal, bhè insomma sia Calliope che Cal, una rara specie di Ermafrodito.
    E' un viaggio nella memoria, un viaggio di libertà e consapevolezza in cui un ormai adulto Cal ripercorre la storia della sua famiglia in un intreccio magistralmente scritto che apre uno scorcio su una parte di storia che spesso viene accantonata: la guerra tra Turchia e Grecia. Ed è proprio lì che inizia il viaggio del "gene", passando poi attraverso l'America del proibizionismo, fino a Detroit.
    Eugenides è un narratore che prende l'eredità di grandi autori, spesso accostato a Roth o a Nabokov, ha una prosa liscia e delicata, crea immagini minuziose, e con maestria e delicatezza racconta una storia drammatica.
    Vivere in un corpo che non è il proprio, vederlo cambiare in modo innaturale, scoprirsi e accettarsi affondando i dubbi nelle proprie radici. Middlesex è questo ma anche molto altro.
    Una lettura che reputo necessaria sia a livello storico che stilistico ma soprattutto per entrare a contatto con una realtà spesso ignota ai più.
    Veronica Nerozzi

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  • 5

    La storia di Cal Stephanides mi ha tenuto compagnia per un mese. Un mese in viaggio nel tempo e nello spazio. Cal (o Calliope, se si preferisce) vuole raccontare la sua storia, però per poterne parlar ...continuer

    La storia di Cal Stephanides mi ha tenuto compagnia per un mese. Un mese in viaggio nel tempo e nello spazio. Cal (o Calliope, se si preferisce) vuole raccontare la sua storia, però per poterne parlare, deve prima di tutto affrontarne il principio assoluto. “Per andare avanti bisogna tornare indietro dove si è cominciato”: è così che la sua voce ci trasporta per generazioni della sua famiglia, a partire dall'amore tra i suoi nonni, sbocciato durante il viaggio della speranza dalla Grecia in America. Straordinariamente capace di adattare il ritmo della storia dalla calma con cui indaga nei sentimenti più tumultuosi dei tanti personaggi e comparse che hanno preso parte agli avvenimenti della sua vita, sin da quando non era neanche un embrione, alla rapidità degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia della sua famiglia. La meraviglia dei suoi nonni di approdare con la nave in America e di scoprire un mondo e una libertà mai assaporata fino ad allora, lascia ben presto spazio ad un ritmo ossessivo, con cui negli anni Venti Lefty si trasforma in un Charlie Chaplin al servizio della nuova America industriale. Ogni suo gesto è scandito dal cronometro rigidamente regolato dalle grandi società automobilistiche. Ma poi ancora cambiamenti, nel mondo e nelle vite dei personaggi, che fanno della storia della famiglia una storia comune, fatta di amori, litigi, migrazioni. Una famiglia che però lascia a Cal un patrimonio genetico custodito al riparo da secoli..
    Ho apprezzato tantissimo lo stile di Jeffrey Eugenides, ironico e allo stesso tempo profondo come pochi. Il suo approccio a determinati argomenti come l’intersessualità non è mai banale: la storia di Cal non viene mai vista con commiserazione, ma semplicemente per quella che è.

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  • 3

    Ho impiegato più del previsto a terminare questo libro, forse perché letto in un periodo particolare della mia vita, posso comunque dire che mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato. E' molto bella l'i ...continuer

    Ho impiegato più del previsto a terminare questo libro, forse perché letto in un periodo particolare della mia vita, posso comunque dire che mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato. E' molto bella l'idea di narrare a ritroso la vita della famiglia Stephanides, passando dalla Grecia luogo di partenza originario, e di cui la famiglia manterrà gelosamente molte tradizioni gastronomico-culturali, all'America, mitico luogo dove per tutti era possibile farsi un'altra vita. Il punto centrale del libro avrebbe dovuto essere l'ermafroditismo di Calliope, che però non ho trovato così centrale, in gran parte del testo anzi domina la saga familiare; molti passi li ho trovati prolissi o eccessivamente elaborati, pur non cadendo mai nella noia o nella pesantezza. Diciamo che da un premio Pulitzer mi sarei aspettato qualcosina in più, la scrittura è sicuramente apprezzabile, un po' meno lo sviluppo della trama. Voto 3,5

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  • 5

    Questo libro l'ho letto con calma perché l'ho trovato fin da subito molto bello e molto strambo.
    E non parla di un ermafrodito, parla di Callie o Cal, come vogliamo chiamarla/o.
    Parla della sua famigl ...continuer

    Questo libro l'ho letto con calma perché l'ho trovato fin da subito molto bello e molto strambo.
    E non parla di un ermafrodito, parla di Callie o Cal, come vogliamo chiamarla/o.
    Parla della sua famiglia, partendo dai due strambi nonni che scappano da Smirne per andare nel Middlewest negli anni 20, parla dei cambiamenti socio culturali americani e mondiali da quell'epoca ai giorni quasi nostri, parla della paura d'amare perché ci si sente diversi per tanti motivi, dei suoi genitori, di suo fratello e del percorso che affronterà.
    Ma non è triste, anzi, per quanto il percorso sia duro, i nonni, le radici e la gioia di vivere della sua famiglia sono sempre presenti.
    È un libro di appartenenza, di radici cha affondano lontano, in quella nave che portò in America Desdemona e Lefty.
    Bellissimo, per me.

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  • 4

    "Siamo tutti fatti di molte parti, di molte metà. Non solo io."

    In questo romanzo bellissimo e affascinante il protagonista (o la protagonista) dovrebbe essere Calliope:una bambina, che nell'età più critica, la pubertà, scopre di essere in realtà Cal, o meglio: sc ...continuer

    In questo romanzo bellissimo e affascinante il protagonista (o la protagonista) dovrebbe essere Calliope:una bambina, che nell'età più critica, la pubertà, scopre di essere in realtà Cal, o meglio: scopre di essere una rara forma di ermafrodito. Ti aspetteresti che Cal ti raccontasse il suo lungo, doloroso ed estenuante percorso per accettare e superare questo grave problema dell'"identità di genere". E invece no, Cal si mette un po' in disparte e preferisce raccontare la sua storia e la sua trasformazione partendo da molto lontano: Da quando i suoi nonni fuggono dalla Turchia, e da una delle sue innumerevoli guerre, per raggiungere l'America. Preferisce raccontarci i mille segreti, i mille scandali e le mille avventure della sua strampalata, originalissima, e veramente fuori dal comune, amata famiglia. Un bellissimo e imperdibile viaggio attraverso un secolo di storia, di sogni e di bugie.

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    2

    Bel libro, ma alla fine non mi ha colpito piu' di tanto. Il tema e' interessante e lo stile scorrevole, ma molte scelte dell'autore non mi hanno convinto, in primis quella di dedicare cosí largo spazi ...continuer

    Bel libro, ma alla fine non mi ha colpito piu' di tanto. Il tema e' interessante e lo stile scorrevole, ma molte scelte dell'autore non mi hanno convinto, in primis quella di dedicare cosí largo spazio alle vicende dei nonni e genitori di Cal. Capisco che e' una scelta con un suo perché, ma renderla cosí importante da far apparire il protagonista solo a meta' libro mi sembra un po' esagerato. Capitoli che ho indubbiamente apprezzato, ma che, andando avanti e guardando indietro, mi sembrava che avessero poco a che fare col resto del libro. La parte peggiore penso sia stata quella dell'infanzia di Cal, trattata in un modo superficiale che, per contrasto, emerge ancora di piu', mentre quella migliore, per me, e' stata quella sulla sua adolescenza e la scoperta della sessualita'.
    Lo stile, a parte i rari slanci "omerici" ogni tanto, alla fine e' abbastanza semplicistico, non colpisce granché. In sostanza é stata una lettura piacevole, ma non mi e' sembrato questo grande libro di cui molti mi hanno parlato.
    Voto: 6,5

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