Middlesex

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Editeur: Seuil

4.2
(5784)

Language: Français | Number of pages: 656 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , German , Portuguese , Italian , Swedish , Chi simplified , Catalan , Dutch , Indonesian , Czech

Isbn-10: 2020669617 | Isbn-13: 9782020669610 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Description du livre
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  • 4

    Cantami, o Cal...

    La voce narrante è Calliope che come nell’Iliade canta l’epopea di un viaggio insolito verso terre sconosciute all’interno di se stessi che passa attraverso la conoscenza delle proprie origini.
    Che st ...continuer

    La voce narrante è Calliope che come nell’Iliade canta l’epopea di un viaggio insolito verso terre sconosciute all’interno di se stessi che passa attraverso la conoscenza delle proprie origini.
    Che storia è questa?
    Middlesex è prima di tutto la storia della famiglia Stephanides. Di Desdemona e di Lefty, fratello e sorella che scappano dall’incendio di Smirne e innamorati decidono di farsi una vita nuova in un paese nuovo, l’America, come marito e moglie. Desdemona è la matriarca, la donna dalle lunghissime trecce nere, che riconosce il sesso di un nascituro dall’oscillazione di un cucchiaio sulla pancia gonfia, che cresce bachi da seta come fossero figli, che vive nel terrore per tutta la vita. La sua colpa avrà un prezzo e lei lo sa. Lefty è l’uomo innamorato, che si reinventa ogni giorno per amore, che cade e si rialza perché ha al suo fianco la sua Desdemona capricciosa e sarà così per tutta la vita, anche nel momento in cui la parola verrà meno e il loro mondo sarà fatto di sguardi e scrittura.
    E c’è il figlio Milton che riempirà il corpo di Tessie di musica e da cui nascerà Calliope, lo scherzo del destino, il cerchio di nonna Desdemona che si chiude,con una variazione nel cromosoma 5, che detta il Dna e che la porterà attraverso un percorso di consapevolezza e di accettazione a diventare Cal.
    Sembra una favola, nei racconti delle tradizioni turche, di queste famiglie interminabili, della forza di volontà dei personaggi, di momenti fantastici quasi che a tratti mi ha ricordato “ Cent’anni di solitudine”.

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  • 0

    Sotto la superficie... niente tace!

    Spettacolare biografia di una famiglia particolare dalle origini alla generazione di un ermafrodito più unico che raro.
    Quando ci si approccia ad un tema così delicato è inevitabile risultare prevenut ...continuer

    Spettacolare biografia di una famiglia particolare dalle origini alla generazione di un ermafrodito più unico che raro.
    Quando ci si approccia ad un tema così delicato è inevitabile risultare prevenuti: si può provare repulsione, diffidenza, compassione, empatia, rabbia, euforia. La cosa veramente impossibile è rimanere indifferenti.
    In effetti questa storia è del tutto differente dal resto del panorama editoriale. Lo stile scorrevole e ironico, la storia che germina lentamente per crescere senza fine verso un epilogo non scontato, gli infiniti colpi di scena lasciati cadere lievi come fiocchi di neve, tutto contribuisce a rendere la narrazione unica e inimitabile.

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  • 5

    Ho visto il ventesimo secolo con gli occhi "da Cleopatra" di Cal, nei panni di un uomo, di una bambina e di un'adolescente con e poi senza l'apostrofo. Ho viaggiato coi suoi nonni, visto nascere I suo ...continuer

    Ho visto il ventesimo secolo con gli occhi "da Cleopatra" di Cal, nei panni di un uomo, di una bambina e di un'adolescente con e poi senza l'apostrofo. Ho viaggiato coi suoi nonni, visto nascere I suoi genitori, aquisito ricordi di un passato non mio.
    Tutto questo accade solamente quando un libro è capace di farti vivere una storia e non solo di raccontartela.

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  • 3

    Se devo essere sincero, mi aspettavo un trama differente, o meglio incentrata maggiormente sulla condizione di Cal, invece vi sono centinaia di pagine dedicate alle vite dei nonni e dei genitori, trop ...continuer

    Se devo essere sincero, mi aspettavo un trama differente, o meglio incentrata maggiormente sulla condizione di Cal, invece vi sono centinaia di pagine dedicate alle vite dei nonni e dei genitori, troppe per me.
    Altra nota che mi ha convinto poco è il fatto che sia sempre Cal a raccontare le vicende relative alla vita dei genitori e dei nonni, con annessi sentimenti provati, preoccupazioni, vicende e stati d'animo, il che rende il tutto poco veritiero dato che non era neanche nato e di poca credibilità dato che dovrebbe essere la persona che le ha vissute a raccontare quelle storie o al massimo un narratore esterno, il fatto che si immedesimi è poco convincente!
    Nonostante questo è un buon libro, lo stile è semplice e fluido, buona la scrittura, per cui si va spediti nella lettura.
    Buona la caratterizzazione di Cal, così come quella degli altri personaggi anche se in maniera minore, ottimo anche l'aspetto introspettivo del protagonista, l'ho apprezzato molto.
    È un libro che consiglierei, può essere utile per sensibilizzare le persone verso "mondi" che non gli appartengono, per capire le difficoltà a cui sono sottoposte, essendo anche trattato, seppure in minima parte anche il tema della discriminazione, serve per ricordarci come, nonostante le mille etichette che vi sono oggi, tutti apparteniamo a quella denominata "uomo".

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  • 5

    Ingredienti: la storia di una anormale famiglia greco-turco-americana, la biologia di un singolare essere vivente passato da donna a uomo, la psicologia di un timido ermafrodito, l’odissea di una vita ...continuer

    Ingredienti: la storia di una anormale famiglia greco-turco-americana, la biologia di un singolare essere vivente passato da donna a uomo, la psicologia di un timido ermafrodito, l’odissea di una vita straordinaria come poche, ma unica come tutte.
    Consigliato: a chi sente dentro di sé tutti i geni dell’umanità, a chi accetta e rispetta ogni possibile diversità.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    - Secondo me, le emozioni non possono essere descritte da singole parole. Io non credo in termini come "tristezza", "gioia" o "rimpianto". Sono proprio le eccessive semplificazioni che dimostrano le c ...continuer

    - Secondo me, le emozioni non possono essere descritte da singole parole. Io non credo in termini come "tristezza", "gioia" o "rimpianto". Sono proprio le eccessive semplificazioni che dimostrano le caratteristiche patriarcali della lingua. Mi piacerebbe disporre di complesse emozioni ibride, costruzioni di tipo germanico come "la felicità che accompagna il disastro". Oppure: "il disappunto di dormire con la propria fantasia". Mi piacerebbe dimostrare che gli "annunci di mortalità portati da un membro della famiglia che invecchia" si collegano all'"odio per gli specchi che comincia nella mezza età". Mi piacerebbe avere una parola per definire "la tristezza ispirata dai ristoranti destinati al fallimento" come per "l'eccitazione che ti dà una stanza con il minibar". Non ho mai trovato le parole giuste per descrivere la vita e adesso che mi sono immerso nel racconto della mia storia personale ne ho bisogno più che mai.

    - Gli eventi davvero importanti non dipendono mai da noi. La nascita, per esempio, e la morte. L'amore. E ciò che l'amore ci lascia in eredità ancor prima che nasciamo.

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  • 3

    quasi inconsapevolmente ho cominciato a leggere e ad amare le saghe famigliari. Acquistando Middlesex non sapevo che mi sarei trovato davanti all'ennesima riproposizione del tema (che come a me, pure ...continuer

    quasi inconsapevolmente ho cominciato a leggere e ad amare le saghe famigliari. Acquistando Middlesex non sapevo che mi sarei trovato davanti all'ennesima riproposizione del tema (che come a me, pure ai membri del Pulitzer, sembra piacere sempre). La sorpresa è stata positiva e la prosa scorrevole di Eugenides è stata piacevolissima, pure al netto di diverse parti wannabe postmoderne ricche di ripetizioni, dettagli inutili che hanno reso il racconto più arty, ma non per questo più interessante.
    Il vero problema però è che la saga famigliare si muove in maniera scomposta, dettaglia il personaggio della nonna da giovane, ma lo collega malissimo ala nonna da vecchia (il salto dall'uno all'altro non è motivato quanto avrebbe dovuto), i genitori sono bidimensinali da adulti, soprattutto la madre, che, per quanto provi ad avere spessore durante la fuga, rimane carta da parati; infine la lughissima educazione sentimentale e il personalismo delle ultime due parti, riescono solo a togliere splendore e interesse alla vicenda di tutt'altro calibro; almeno ai miei occhi.

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  • 5

    Middlesex

    Un libro meraviglioso.
    Assieme a "Le correzioni" di Franzen, a mio personalissimo parere, il miglior romanzo statunitense dell'ultimo ventennio.
    Middlesex è il luogo dove si svolge la vita quotidiana ...continuer

    Un libro meraviglioso.
    Assieme a "Le correzioni" di Franzen, a mio personalissimo parere, il miglior romanzo statunitense dell'ultimo ventennio.
    Middlesex è il luogo dove si svolge la vita quotidiana della famiglia Stephanides ma, al tempo stesso, indica la natura sessuale della protagonista, Calliope: considerata sin dalla nascita di sesso femminile a quattordici anni scopre la sua natura si ermafrodita, evento che sconvolgerá la sua vita e quella dei suoi familiari.
    Romanzo potente, intenso, originale ed emotivamente appagante: colpisce la mente ma, allo stesso tempo, rimane nel cuore.
    Attraverso il racconto di Calliope conosceremo la storia della sua famiglia: un nucleo di personaggi forti ed indimenticabili destinati a rimanere impressi per lungo tempo nell'immaginazione del lettore.
    Partendo dalla Grecia di inizio novecento, funestata dalla cruenta guerra contro i Turchi - il luogo dove sono cresciuti i nonni della protagonista - approderemo alla America dell'industrializzazione, passando attraverso un conflitto mondiale, alle rivolte razziali, al conflitto in Vietnam fino ad arrivare agli albori di un nuovo indecifrabile millennio.
    E, attraverso questo racconto intenso ed avvincente, assisteremo alla presa di coscienza della/del protagonista: Calliope diventerà Cal, venendo a patti con la sua reale natura ed imparando ad occupare la propria posizione nel mondo. Niente sarà facile o scontato... Superando sofferenza e difficoltà, Cal troverà però la strada giusta e, forse, acquisirà la capacità di essere felice. Nonostante tutto.
    Un romanzo imperdibile.

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  • 2

    Premio Pulitzer 2003 (!)

    Middlesex: in alcune parti noioso. Fastidioso, poi, il fatto che il narratore onnisciente sia anche personaggio, anzi protagonista, della storia. E’ al corrente di qualsiasi fatto, conosce i pensieri ...continuer

    Middlesex: in alcune parti noioso. Fastidioso, poi, il fatto che il narratore onnisciente sia anche personaggio, anzi protagonista, della storia. E’ al corrente di qualsiasi fatto, conosce i pensieri più reconditi di tutti, quello che sentono e provano, siano questi abitatori del passato, del presente o del futuro. E, cosa ancor più fastidiosa, come se l’onniscienza esercitata entro i confini della storia che sta raccontando non gli bastasse, si rivolge direttamente al lettore dando voce ai suoi pensieri che lui – narratore – senza modestia è in grado di indovinare: Mi direte che…, Dovrei arrivare dritto al sodo? No, lentamente, piacevolmente, questo è il mio modo. Lasciatemi prima dire che…, Prima di andare avanti con la storia di Desdemona, voglio aggiornarvi sugli sviluppi con…, …perché ho l’impressione di sentirti, lettore… noi due soli, nell’oscurità. Salvo poi, quando cita fatti storici di pubblico dominio, esprime sì un giudizio sulle parti ma questo giudizio non è circostanziato, non entra nel dettaglio, adducendo alla giovane età che gli impedisce di capire a fondo le situazioni che si presentano – guerra greco-turca del 1919-1922, sommossa a Detroit nel 1967, invasione turca di Cipro. Superficiale. E in certe circostanze confusionario. Confonde il sentire e il pensare di Cal adulto, con il sentire e pensare di Cal appena trasformato. Confonde le due età del personaggio, le due sensibilità e differenti maturità. E poi, la parte che poteva essere la più interessante, la parte in cui viene spiegata la condizione fisica di Callie/Cal, diventa un resoconto – si esce dal romanzo -, sembra essere il risultato di uno studio scientifico amatoriale. E poi il racconto è troppo lungo e al tempo stesso poco incisivo, Eugenides fa spesso riferimento a qualcosa a cui ha già accennato, ma si fa fatica a ricordarsi come e dove, creando così ulteriore confusione. Per non parlare poi del fatto che nelle ultime pagine torna tra le righe Desdemona, viva, personaggio fondamentale da cui tutto ha avuto origine, ma colpevolmente lasciato a se stesso dall’autore, al punto da farlo dimenticare al lettore. Peccato, perché le prime decine di pagine mi erano piaciute, sembrava quasi di respirare un’aria mitica, aiutati dall’ambientazione geografica di quella Turchia allora greca. E peccato, perché qualche descrizione evocativa c’è, basta questa – pur essendo solo un elenco - a consegnare una immagine completa di quelle borghesi ragazzine viziate: mi arrivava uno stridulo tintinnio… Che cos’era? Non lo indovinate? Dai polsi sottili di quelle ragazze tintinnavano appesi ai braccialetti dei ciondoli minuscoli. Era il tintinnio delle piccole racchette da tennis contro i minuscoli sci, di torri Eiffel in miniatura contro ballerine sulle punte alte mezzo centimetro. Era il suono di rane e balene Tiffany che si scontravano; di cagnolini e gattini, di foche con le palline sul naso e faccine di clown, di fragoline e calamai, di cuoricini che muovevano campanellini intorno al collo di mucchine svizzere. Nel bel mezzo di quel dolce tintinnio una ragazza tese il polso verso le altre come una signora che vuol far sentire il profumo a un’amica: suo padre era appena tornato da un viaggio di lavoro con un regalino.
    Eugenides, partito alla grande, arrivato arrancando.

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