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Mientras agonizo

By

Publisher: Anagrama

4.3
(1014)

Language:Español | Number of Pages: 244 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Portuguese , Turkish

Isbn-10: 8433973207 | Isbn-13: 9788433973207 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others , Hardcover

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    "La luce è diventata di rame: portentosa all'occhio, solforosa al naso, con l'odore del fulmine"

    Quando leggo Faulkner mi viene in mente la parola "primordiale", mi sento travolta dai quattro elementi, dalla luce spietata e terrosa del Sud americano e dal "terribile sangue, l'amaro flusso che rib ...continue

    Quando leggo Faulkner mi viene in mente la parola "primordiale", mi sento travolta dai quattro elementi, dalla luce spietata e terrosa del Sud americano e dal "terribile sangue, l'amaro flusso che ribolle nella terra".

    I quattro elementi ci sono tutti in questo bellissimo romanzo, l'acqua in cui cade la bara, in cui Cash si rompe la gamba e in cui muoiono i muli; il fuoco che incendia il fienile; l'aria in cui volteggiano in cerchio gli avvoltoi, sempre più numerosi, seguendo il lungo viaggio del carro; la terra di questa famiglia di contadini intrisa di povertà e in cui finalmente trova riposo Addie Bundren.

    E leggi che bello:
    "Correndo all'indietro, incanalata fra le due paia di orecchie di mulo ballonzolanti, la strada scompare sotto il carro come fosse un nastro e l'asse anteriore un rocchetto."
    E ti sembra di vederla, questa strada scrutata dai due ragazzi seduti sul carro, in mezzo alle orecchie dei muli, mentre si riavvolge all'indietro.

    Un libro dolorosamente magnifico, tradotto in modo eccelso e con grande sensibilità, in cui la semplicità delle voci si esprime in parole intense, vivide, multiformi, con metafore e immagini portentose.

    "…così, quando Cora Tull mi diceva che non ero una vera madre, pensavo a come le parole vanno su diritte in una linea sottile, rapida e innocua, e a come sia terribile che il fare proceda lungo la terra, rimanendoci aggrappato, così che dopo un po’ le due linee sono troppo distanti perché la stessa persona possa passare da una all’altra; e che peccato, amore e paura, sono soltanto dei suoni che gente che non ha mai peccato né amato né avuto paura ha per quello che non ha mai avuto e non potrà avere fintanto che non si dimenticherà delle parole."

    said on 

  • 5

    Difficile fare una recensione di questo libro, posso solo tentare di fare qualche considerazione.
    "Gliel'ho promesso,a lei", così continua a dire Anse e per questa promessa la famiglia compie un viag ...continue

    Difficile fare una recensione di questo libro, posso solo tentare di fare qualche considerazione.
    "Gliel'ho promesso,a lei", così continua a dire Anse e per questa promessa la famiglia compie un viaggio pieno di ostacoli e di disavventure raccontati dall'autore in uno stile particolarmente complesso che appare ostico all'inizio, ma proseguendo ci si adegua e si viene coinvolti nella narrazione. Si fa la conoscenza dei vari componenti della famiglia Bundren attraverso i loro monologhi, parlano, esprimono ciò che pensano, ciò che vorrebbero e non, quello che sanno e quello di cui hanno paura. Tra le voci spicca quella di Addie, lei che aveva capito l'inutilità delle parole, che non aveva chiesto di avere figli ma aveva fatto il suo dovere, si era sacrificata perché così era nella tradizione contadina. Pagine ricche di simbolismi che identificano la madre con un pesce o un cavallo, la figura stessa della madre che, anche da morta, continua ad essere colei che condiziona la famiglia e il viaggio, quel viaggio a Jefferson che alla fine risulterà compiuto non solo per seppellire Addie. Un romanzo complesso dunque con personaggi da ascoltare, con un viaggio da comprendere nella sua assurdità, un libro che, una volta chiuso, a me ha fatto capire di aver letto un capolavoro.

    said on 

  • 4

    "E' questo che intendono per l'amore che sorpassa ogni intelligenza: l'orgoglio, il desiderio di nascondere quell'abbietta nudità che ci portiamo dietro, quì, ce la portiamo dietro nelle sale operator ...continue

    "E' questo che intendono per l'amore che sorpassa ogni intelligenza: l'orgoglio, il desiderio di nascondere quell'abbietta nudità che ci portiamo dietro, quì, ce la portiamo dietro nelle sale operatorie, ce la portiamo dietro ancora una volta, testardamente, furiosamente. sottoterra.".

    "Perchè l'unica croce che Anse Bundre, ha mia avuto da portare è lui stesso. E quando la gente parla male di lui, io dentro di me penso che tanto poco non può valere se no non riusciva a sopportarsi per tanto tempo."

    "io non so che cosa sono. io non so se sono o no. Jewel sa che è, perchè non sa di non sapere se è o no."

    said on 

  • 5

    Faulkner lascia storditi, con un tale senso di straniamento che afferrare tutto quello che ti ha buttato addosso è quasi un fardello. Però raccogli la sfida perché le parole continuano a farsi strada ...continue

    Faulkner lascia storditi, con un tale senso di straniamento che afferrare tutto quello che ti ha buttato addosso è quasi un fardello. Però raccogli la sfida perché le parole continuano a farsi strada in un angolo della mente, arriva una qualche metabolizzazione e sì, afferri la grandezza. Mentre morivo è un concentrato di simbolismi biblici e mitologici su cui si sono spesi fiumi di parole e che non sto a riportare perché appartengono ad altri, ma anche tralasciando gli strati interpretativi più raffinati c'è l'immediatezza di una rappresentazione del rito del trapasso, della fine della vita e dell'elaborazione del lutto feroce e fulminante. Un racconto a più voci accompagna l'ultimo viaggio di Addie Bundren dalla casa, dove è vissuta e morta, alla tomba che lei ha scelto (con lucido intento) lontana. Sono le voci dei figli, del marito e della stessa Addie ma anche quelle della varia umanità che si trova a sfiorare questo abominevole corteo funebre. Un funerale itinerante, grottesco e straccione sui cui aleggia l'olezzo putrido del cadavere e il desiderio rapace degli avvoltoi mentre l'alito della morte fa da cassa di risonanza ai pensieri più intimi e sordidi di coloro che lo respirano incitandoli a rivelare "quell'abietta nudità che si portano dentro", il personale groviglio di egoismo, paura, opportunismo, avidità, tradimento ma anche ingenuità, tenerezza, nostalgia e speranza. E' l'anima di quell' America contadina devota ad una terra matrigna, ignorante di qualunque etica se non quella della sopravvivenza, tristemente bigotta, rassegnata e primitiva negli affetti. Mentre morivo è l'epopea piccina di un mondo dai vasti contrasti, dove anche i suoni e le immagini entrano prepotenti nella narrazione - il ronzio ipnotico di una sega che lavora contro il tempo, il dimenarsi di un pesce nella polvere, il roteare vizioso degli avvoltoi o la pioggia torrenziale che inaugura il viaggio - e amplificano il sentimento di misticismo crudo e di gretta miseria di questa tragicomica commedia umana.

    "Perché mi venga un accidente se non c'è qualcosa in quel maledetto disgraziato di Anse che sembra ti costringa a dargli una mano, anche se sai benissimo che di lì a un momento ti prenderesti a calci da solo"

    said on 

  • 3

    mi è venuta voglia di rileggere Hemingway

    La parola giusta che rende conto del mio stato d'animo si trova addirittura nella quarta di copertina: esasperante.
    Lo stile è virtuoso e costruito, a livelli che mi risultano indigesti. Sembra che Fa ...continue

    La parola giusta che rende conto del mio stato d'animo si trova addirittura nella quarta di copertina: esasperante.
    Lo stile è virtuoso e costruito, a livelli che mi risultano indigesti. Sembra che Faulkner abbia dapprima scritto il romanzo in una forma leggibile e poi, siccome evidentemente l'arte deve essere illeggibile, ha tolto i soggetti dalle frasi. Mi spiace perché l'idea di piccoli capitoli narrati di volta in volta da un personaggio diverso mi è piaciuta moltissimo. Peraltro, essendo i protagonisti dei contadini ai margini della società, le metafore liriche che appaiono qua e là mi fanno un effetto grottesco.
    Durante la lettura ho maledetto Joyce più volte. Dev'essere tutta colpa sua.
    E mi è venuta voglia di rileggere Hemingway.

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  • 4

    Mi ricordavo di mio padre che diceva sempre che la ragione per cui si viveva era per prepararsi a restare morti tanto tempo.

    Maggio 2013:

    Direi una bugia se dicessi che non ho fatto fatica a leggere questo mio primo Faulkner, soprattutto le prime pagine le ho trovate difficili. Ci si deve abituare ad una prosa che non scorr ...continue

    Maggio 2013:

    Direi una bugia se dicessi che non ho fatto fatica a leggere questo mio primo Faulkner, soprattutto le prime pagine le ho trovate difficili. Ci si deve abituare ad una prosa che non scorre via liscia, ma che si sviluppa seguendo il flusso dei pensieri dei protagonisti, i quali si alternano ad ogni capitolo, ma poi vieni preso all'amo e non puoi più lasciarlo. Certamente, quando chiudi il libro, hai la certezza di aver letto qualcosa di bello e di indimenticabile…..questo sì.

    said on 

  • 2

    ...

    Faulkner non merita 2 misere stelline..lo so..so che è un genio, ma io non lo sopporto. questo secondo incontro con lui segna un addio definitivo..non riesce a piacermi, detesto la sua prosa sincopata ...continue

    Faulkner non merita 2 misere stelline..lo so..so che è un genio, ma io non lo sopporto. questo secondo incontro con lui segna un addio definitivo..non riesce a piacermi, detesto la sua prosa sincopata, la struttura polifonica dei suoi romanzi, lo sperimentalismo narrativo che lo ha reso celebre.
    non mi piace e non potrà piacermi in futuro.
    Ribadisco, le due stelline non riguardano questo libro che per molti è un capolavoro, riguardano la mia incapacità di goderne.

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  • 4

    Il romanzo è un romanzo ostico e difficile,è una sfida come tutta la produzione di F. , la struttura narrativa è quella ( più o meno) di Urlo e Furore, una polifonia narrativa sintetica e autoreferenz ...continue

    Il romanzo è un romanzo ostico e difficile,è una sfida come tutta la produzione di F. , la struttura narrativa è quella ( più o meno) di Urlo e Furore, una polifonia narrativa sintetica e autoreferenziale. L'ho trovato un po' più accogliente rispetto ad altre opere, più lineare ed al contempo un po' più folle

    said on 

  • 5

    Ci vogliono due persone per farti, e una per morire.
    è così che il mondo finirà.

    Racconto grottesco e demenziale di una sepoltura in famiglia. In salsa tragica. Raccontato un po' da tutti, ma soprattu ...continue

    Ci vogliono due persone per farti, e una per morire.
    è così che il mondo finirà.

    Racconto grottesco e demenziale di una sepoltura in famiglia. In salsa tragica. Raccontato un po' da tutti, ma soprattutto da un pazzo. Gli altri sono dei sani dementi. Dentro puoi trovare tutto quello che serve a un buon cristiano. Insomma una divertente storia sulla pazzia. E su una manica di ignoranti bastardi fino in fondo.

    Certe volte penso che nessuno di noi è del tutto pazzo e nessuno è del tutto normale finché il resto della gente lo convince a andare in un senso o nell'altro. è come se non fosse tanto quello che uno fa, ma come lo guarda la maggioranza di noi quando lo fa.

    said on 

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