Mientras agonizo

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Publisher: Anagrama

4.3
(1135)

Language: Español | Number of Pages: 244 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Portuguese , Turkish

Isbn-10: 8433973207 | Isbn-13: 9788433973207 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others , Hardcover

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Le nuvole che incombono, gli avvoltoi che volano in cerchio, l'odore insopportabile di un corpo in disfacimento in viaggio su un carretto, nel ventre caldo del Mississippi. E poi il rumore della sega ...continue

    Le nuvole che incombono, gli avvoltoi che volano in cerchio, l'odore insopportabile di un corpo in disfacimento in viaggio su un carretto, nel ventre caldo del Mississippi. E poi il rumore della sega e del martello che riempie lo spazio mentre la futura ospite assiste dalla finestra del suo letto di morte alla costruzione della propria bara.
    Quello che Faulkner tratteggia è un mondo atemporale, gretto e imbevuto di iper religiosità. Luogo così fuori sincronia rispetto al resto che soltanto nel finale, con l'arrivo in paese, il lettore torna ad essere consapevole del quadro storico.

    E' affascinante la maestria con cui l'autore riesce a ricomporre il contesto narrativo e la storia attraverso la giustapposizione dei flussi di coscienza dei personaggi che si alternano tra i corti capitoli. Scelta destrutturante, che rende il testo a tratti straniante e di difficile comprensione, in grado però di ispessire i personaggi, di preservarli dalla banalità superficiale di ciò che rappresentano.

    said on 

  • 3

    Mi sarebbe bastato uno spunto piccolino per allucinare il carro di Elio. O di Elia, volendo. Ma niente: qui Ade, le sue bighe e i suoi linguaggi e lignaggi oscuri t'incubano. E tu zitta, lì, tra bibli ...continue

    Mi sarebbe bastato uno spunto piccolino per allucinare il carro di Elio. O di Elia, volendo. Ma niente: qui Ade, le sue bighe e i suoi linguaggi e lignaggi oscuri t'incubano. E tu zitta, lì, tra biblici cavalli e cavalieri in acque infide; il massimo a cui aspirare è un incendio fatuo. Mi impegno ad ossequiare religiosamente e per sempre WF: io lo Prometeo. Ma non proseguo per Jefferson.

    said on 

  • 5

    Non c'era altro da fare

    “Ecco che cosa intendo con il grembo del tempo: il tormento e la sofferenza delle ossa che si aprono, la dura cintura entro cui giacciono le viscere degli eventi”.

    Mentre Morivo è un romanzo polifonic ...continue

    “Ecco che cosa intendo con il grembo del tempo: il tormento e la sofferenza delle ossa che si aprono, la dura cintura entro cui giacciono le viscere degli eventi”.

    Mentre Morivo è un romanzo polifonico che tratta il tema del passaggio dalla vita alla morte in modo intenso e coinvolgente, emozionante fino al metafisico, spingendo il lettore a fare esperienza interiore di un viaggio, un addio, un passaggio: un attraversamento che muove ideali sublimi e angosce silenziose, esprimendo un cammino all'interno di una tradizione metaforica biblica e omerica, con simbolismo epico e corale, tonalità tragica e ossessiva, stile inconcluso e controverso, solenne e umile: un Faulkner che raddoppia il respiro e svuota l'animo di tenebre. Faulkner scrisse As i lay dying quando lavorava come fuochista alla centrale elettrica dell'Università di Oxford, nel Mississippi, e vi si dedicava "nelle ore di minor lavoro, tra la mezzanotte e le quattro del mattino, usando come tavolino una carriola capovolta". Di cosa è fatto questo testo: forme diverse di contenere il lutto, di elaborare la sostanza del dolore e la voce della mancanza, l'assenza di quella natura singolare che accoglieva così umanamente il sentimento vitale, la solitudine che conquista ogni spazio emotivo. C'è una famiglia alla quale appartiene il genere umano, intorno alla donna e madre che se ne va dopo essersi preparata per una vita: il padre autentico e autorevole, semplice e pieno di pathos, il primogenito fedele dalla fisicità morale, il figlio prediletto nato fuori del matrimonio, portatore del sacro e della salvezza, di sacrificio e oltraggio, il diverso disadattato, reduce dalla guerra, indesiderato, il sangue estraneo, folle e veggente e internato, il bambino puro e innocente, ma già contaminato, la figlia curiosa, ribelle e selvaggia. Una composizione psicologica e affettiva, dove la passione e i legami e le azioni portano il racconto a trascendere l'uomo usando strumenti concreti e terreni, corporei e essenziali, in un circolo rituale di orrore e purificazione, maledizione e religione; invece di disgregarsi nell'avversione, rinnovano un'incontrastata volontà di credere e condividere. Mentre lei va nell'Ade, nella sepoltura i loro atti d'amore le chiudono gli occhi. Promesse e desiderio guidano le anime notturne e smarrite dei personaggi, orgoglio e paura ne decidono il destino, amore e follia disegnano la loro avventura, avanti e indietro nel tempo, fuori e dietro la coscienza. Così il flusso della narrazione risveglia da un sogno sospingendo in un incubo, e poi di nuovo l'inconscio apre le porte di una fiaba, penetra alle soglie estreme del pensiero, in un altro sogno, e non sai nemmeno dove siano i confini, e se il libro sia davvero finito, se abbia senso in questo caso la parola fine. In questa storia c'è un dono segreto fatto di eternità e perdono, una redenzione interpretata dalla terra oscura che parla una lingua senza voce, e così è un necessario merito riceverne il beneficio e la grazia, tra acqua e fuoco, dimenticando di chi sei figlio o figlia.

    “Così mi presi Anse. E quando mi resi conto di avere Cash, mi resi conto che vivere era terribile e che quella era la risposta. Fu allora che capii che le parole non servono a nulla; che le parole non corrispondono mai neanche a quello che tentano di dire. Quando nacque mi resi conto che maternità era stata inventata da qualcuno che doveva trovarle una parola perché a chi i bambini li ha avuti non gli importava nulla se c'era una parola o no. Mi resi conto che paura era stata inventata da qualcuno che non aveva mai avuto paura; orgoglio, da qualcuno che di orgoglio non ne aveva mai avuto. Mi resi conto che così era stato, non che avessero il naso sporco, ma che avevamo dovuto usarci l'un l'altro con parole, appesi per la bocca come ragni a una trave, che oscillano e si attorcigliano senza toccarsi mai, e che solo attraverso le spinte del maschio il mio sangue e il loro potevano scorrere come un solo flusso. Mi resi conto che così era stato, non che il mio essere sola andava violato in continuazione tutti i giorni, ma che non era mai stato violato finché non era arrivato Cash. Neppure da Anse la notte”.

    said on 

  • 5

    Mia madre è un pesce

    Ah il dolce e pigro sud, sempre dolente, povero, ignorante, incrostato da un velo sottile di religione e polvere, intollerante e intollerabile; capace però, per queste sue intrinseche caratteristiche, ...continue

    Ah il dolce e pigro sud, sempre dolente, povero, ignorante, incrostato da un velo sottile di religione e polvere, intollerante e intollerabile; capace però, per queste sue intrinseche caratteristiche, d'ispirare opere come Mentre morivo. Certo ci vuole il genio di Faulkner per rendere digeribile questa masnada di redneck degli anni Trenta, non così diversi dai redneck d'oggidì. Ogni nazione ha un proprio sud, che va ben oltre l'indicazione geografica e si trasforma sempre in stile di vita, in filosofia, in dannazione, in state of mind. Faulkner era un genio, si sa, e la famiglia sudista e sdentata la mette su un carretto trainato da asini; non solo, sul carretto c'è anche una bara con dentro la matriarca che fece giurare al marito di riportarla a casa sua a Jefferson una volta morta. Le peripezie che i disgraziati affrontano, mentre il cadavere punitivo della mater terribilis inizia a esalare mefitici miasmi e ad attirare l'attenzione di tutti gli avvoltoi della contea, sono un vero e proprio viaggio mistico, impregnato di simbolismo, ma non per questo meno reale. La tecnica delle voci polifoniche adottata da Faulkner stratifica la narrazione, le informazioni vanno estrapolate dal flusso di coscienza dei singoli personaggi ai quali, a turno, viene data la parola. Ciò che fa di Mentre morivo un vero capolavoro è l'ironia, che rende sopportabile tutto quel carico di "doloroso sud" che altrimenti risulterebbe stucchevole. Lasciatevi trasportare dal dolce flusso di Faulkner, immergetevi nei pensieri di queste umilissime persone - ma come sono poetiche - e vi sembrerà di stare su quel carretto diretto a Jefferson.

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  • 4

    Mi mancava questo libro di Faulkner. Essenziale. Ancora più drammatico di suoi altri titoli più letti.
    Lo stile della scrittura quasi sperimentale, a volte assurdo, a volte poco comprensibile, descriv ...continue

    Mi mancava questo libro di Faulkner. Essenziale. Ancora più drammatico di suoi altri titoli più letti.
    Lo stile della scrittura quasi sperimentale, a volte assurdo, a volte poco comprensibile, descrive di persone che appartengono ad un mondo surreale (forse oggi).... una famiglia di dannati destinati all'eterno fallimento.

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  • 3

    Libro molto particolare. Quanto mi piacerebbe essere un esperto e non un semplice consumatore di testi scritti per poter dare una recensione compiuta ad un testo del genere.
    Provo a dire, da profano, ...continue

    Libro molto particolare. Quanto mi piacerebbe essere un esperto e non un semplice consumatore di testi scritti per poter dare una recensione compiuta ad un testo del genere.
    Provo a dire, da profano, quello che mi ha trasmesso questo testo.
    Prima di tutto una scrittura stupenda, ma questa non è una sorpresa vista l'importanza dell'autore. Per quanto riguarda la storia in se, potrei direi che è ricca di concetti sospesi, non detti. E' per certi versi una storia grottesca e per altri una storia assai pertinente rispetto ai tempi in cui si svolge. L'autore fa "impazzire" il lettore cambiando continuamente punto vista. La voce narrante passa da un personaggio ad un altro in continuazione. Ciascun protagonista ci fa partecipi dei suoi pensieri. Molto si svolge intorno ai rapporti tra uomo e donna, tra padre e figli, tra gli uomini e la religione. Tutto sempre molto collegato ai tempi del racconto. Dove di certo, per esempio, il rapporto tra uomo e donna non era paragonabile a quello attuale. Idem per quello fra genitori e figli.
    "Ma mi sa che Cora ha ragione quando dice che il motivo per cui il Signore ha creato le donne è perchè l'uomo non capisce quello che è un bene per lui neanche quando se lo ritrova sotto il naso".
    "E chi le capisce. Io ho vissuto con la stessa quindici anni e mi pigli un accidente se le capisco. Ne avevo pensate tante di cose che potevano farci litigare, ma mi pigli un accidente se mi sarei mai immaginato che sarebbe stato un corpo morto da quattro giorni, e per di più di una donna. Ma loro si rendono la vita difficile a non prenderla come viene, come fa un uomo".
    "Mio padre diceva che la ragione per cui si vive è per prepararsi a restare morti."
    "Si mise a pregare per me perchè credeva che fossi cieca al peccato, e voleva che anch'io mi inginocchiassi a pregare, perchè la gente per cui il peccato è solo una questione di parole, per loro anche la salvezza non è altro che parole".
    "Pensavo che se io potevo fare a meno di mangiare, i miei figli potevano fare a meno di andare a cavallo."
    "Mi venga un accidente se Anse non riesce ad incantarti, non so come. Mi venga un accidente se non è uno spettacolo da vedere."

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  • 5

    Primo romanzo che leggo di questo autore e ne sono rimasta davvero colpita. Lo stile di scrittura, con la narrazione della vicenda della famiglia Bundren da parte degli stessi membri, mi ha coinvolta ...continue

    Primo romanzo che leggo di questo autore e ne sono rimasta davvero colpita. Lo stile di scrittura, con la narrazione della vicenda della famiglia Bundren da parte degli stessi membri, mi ha coinvolta a tal punto che mi sono ritrovata a fare il tifo o a detestare i personaggi. Anche se non é uno dei miei stili di narrazione preferiti perché in alcuni romanzi questo modo di operare mi ha portato alla confusione in questo caso trovo sia il punto di forza del romanzo. Ci sono tutta una serie di dettagli che messi insieme, seppur non di importanza primaria, portano a creare un quadro perfetto che se visto da lontano é un capolavoro. Il romanzo é ricco di simboli che alla fine assumeranno un senso, il rapporto vita/ morte viene esasperato sotto più punti di vista come si può ben notare dal comportamento dei figli ( due in particolare). E l'altro punto di forza secondo me sta nell'esasperazione di certi comportamenti o scene in generale descritti in modo magistrale e mai banale soprattutto tenendo conto che chi narra la vicenda sono dei contadini e che quindi quello che per noi sembra banale o semplice da ottenere per loro non lo era.

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  • 5

    Amo Faulkner in modo viscerale . Ogni sua parola, ogni suo cambiamento di stile, di punto di vista... mi fa vibrare l'anima....poesia in prosa allo stato puro...immagini indelebili...

    Anche in questa ...continue

    Amo Faulkner in modo viscerale . Ogni sua parola, ogni suo cambiamento di stile, di punto di vista... mi fa vibrare l'anima....poesia in prosa allo stato puro...immagini indelebili...

    Anche in questa opera "Mentre Morivo" ( più scorrevole rispetto al "l'urlo e il furore" ) il lettore respira polvere, si brucia al sole e riflette sulle meschinità di una misera famiglia americana. Una miseria che intacca l'etica e la rispettabilità umana in ogni suo componente. La religione non salva nessuno per Faulkner ma anzi punta il dito sulle piaghe , senza misericordia.

    Solo Darl sembra essere il vero innocente.....sembra...

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