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Mila 18

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Publisher: Círculo de lectores

4.4
(88)

Language:Español | Number of Pages: 670 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) English , Italian , Polish

Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    MI ha tenuto attaccata alle pagine per una settimana, questo romanzo stupendo che, pur non al livello del precedente Exodus, riesce comunque a restituire con maestria un vasto affresco di personaggi con i loro sogni, le loro vite, i loro dubbi, le loro paure sullo sfondo del ghetto di Varsavia, d ...continue

    MI ha tenuto attaccata alle pagine per una settimana, questo romanzo stupendo che, pur non al livello del precedente Exodus, riesce comunque a restituire con maestria un vasto affresco di personaggi con i loro sogni, le loro vite, i loro dubbi, le loro paure sullo sfondo del ghetto di Varsavia, dove un manipolo di ebrei organizzò una strenua resistenza nelle fogne contro i tedeschi.

    said on 

  • 5

    Un libro letto tanti anni fa ma che ricordo ancora come se l'avessi letto ieri, una sola parola indimenticabile!e purtroppo ancora di grande attualità.
    Gli uomini non imparano!

    said on 

  • 5

    Quando rivedo la copertina di questo libro , immagino ancora gli occhi dei bambini ebrei nelle fogne di Varsavia intenti alla fuga.

    said on 

  • 5

    Una storia da brividi, da amare totalmente dalla prima pagina, ancor più quando ci si rende conto di come tutto ciò che è narrato sia realmente accaduto. Leon Uris va rivivere in tutta la loro bassezza gli anni del ghetto e del terrore, senza però mai scendere nel macabro e nel voyeurismo. Gli eb ...continue

    Una storia da brividi, da amare totalmente dalla prima pagina, ancor più quando ci si rende conto di come tutto ciò che è narrato sia realmente accaduto. Leon Uris va rivivere in tutta la loro bassezza gli anni del ghetto e del terrore, senza però mai scendere nel macabro e nel voyeurismo. Gli ebrei, i combattenti, sono ritratti come uomini forti, ma pieni di dubbi per le azioni che si accingono a compiere. Domandano conforto ad un Dio che sembra muto, e alla fine si risolvono di combattere la battaglia terrena come uomini. I tedeschi, tronfi nelle loro armature ma corrosi dalla malattia morale, si dividono in schiere di uomini colti e di larve senza una propria identità. L'amore si mischia con il fango e con la morte, la vita umana si trasforma e continua a lottare per la propria sopravvivenza nelle forme più brutalizzate, la speranza brucia nei cuori che stanno per soccombere. In una delle ultime pagine del diario che gli eroi tengono si legge di quanto siano fieri di appartenere alla "razza" ebraica: ebbene, chiudendo questo libro mi sono sentita pervasa dai brividi, e ho potuto sperimentare anche io un poco di questa fierezza.

    said on 

  • 5

    36-2001

    Una splendida testimonianza sulle vicende del ghetto di Varsavia, sull'eliminazione degli ebrei e sulle prime cellule di giovani del ghetto che scelsero di morire combattendo. Stupendo.

    said on 

  • 5

    Descrizione avvincente e coinvolgente della situazione in Polonia durante la seconda Guerra Mondiale e della rivolta nel ghetto di Varsavia. Veramente un gran bel libro, uno dei pochi che ho riletto a distanza di tempo.

    said on 

  • 5

    Epico

    L'ho letto secoli fa e mi è tornato in mente adesso che è scomparso Marek Edelman, grande combattente per la libertà (con le armi contro i nazisti, e poi, molti anni dopo, con la parola contro il regime di Jaruzelski). In Mila 18 si racconta (in modo romanzato) l'eroica rivolta del ghetto di Vars ...continue

    L'ho letto secoli fa e mi è tornato in mente adesso che è scomparso Marek Edelman, grande combattente per la libertà (con le armi contro i nazisti, e poi, molti anni dopo, con la parola contro il regime di Jaruzelski). In Mila 18 si racconta (in modo romanzato) l'eroica rivolta del ghetto di Varsavia, di cui Edelman fu (nella realtà storica) uno dei comandanti.
    Dovrei rileggerlo oggi, per vedere che non ci sia l'effetto-polpettone: Uris era un grande confezionatore di magnifici polpettoni. Ma insomma all'epoca mi parve semplicemente stupendo, un racconto da leggere con i pugni stretti e il cuore in gola.

    said on 

  • 4

    non credo che mio padre volesse che io lo leggessi a 11 anni, perchè l'aveva messo molto in alto. 1944. Nel ghetto di varsavia le deportazioni si susseguono e la gente muore di fame e malattia. La burocrazia dello sterminio vige incontrastata. Un gruppo di ragazzi decide di resistere ai nazisti. ...continue

    non credo che mio padre volesse che io lo leggessi a 11 anni, perchè l'aveva messo molto in alto. 1944. Nel ghetto di varsavia le deportazioni si susseguono e la gente muore di fame e malattia. La burocrazia dello sterminio vige incontrastata. Un gruppo di ragazzi decide di resistere ai nazisti. Assurdo. Loro denutriti e disperati, i nazisti armati e in buona salute. Eppure è successo: quel gruppo si riuniva a via mila 18. Abbiamo i nomi e le testimonianze. Con due molotov, una in ogni mano, si buttavano sotto i carri armati e li facevano saltare in aria (ovviamente morendo per questo). Scappavano sui tetti, sparavano dalle finestre. Hanno dato del vero filo da torcere all'esercito: e andiamo! Sono morti tutti. Quasi tutti. Una decina si sono salvati tramite le fogne e hanno raccontato questa storia. Era estate quando lo lessi, per terra, sul marmo fresco. Non dormii, lo finii in due giorni e due notti. Fondamentale. Io so che un tizio che si fa saltare in aria può ispirare simpatia, io so come funziona...

    said on 

  • 5

    La storia rapisce dall'inizio alla fine e certamente l'ambientazione resa così realistica aiuta non poco.
    Del resto il periodo (la seconda Guerra Mondiale) e l'argomento (la persecuzione ebraica nel Ghetto di Varsavia) sono interessanti già di loro natura - figuriamoci quando aiutati da una ...continue

    La storia rapisce dall'inizio alla fine e certamente l'ambientazione resa così realistica aiuta non poco.
    Del resto il periodo (la seconda Guerra Mondiale) e l'argomento (la persecuzione ebraica nel Ghetto di Varsavia) sono interessanti già di loro natura - figuriamoci quando aiutati da una buona trama, intrecci di vario genere e tipo e dei personaggi (come Wolf) che non vorresti proprio lasciare.
    Sarò di parte... ma io lo consiglio caldamente!

    said on