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Milano Criminale

Il romanzo

Di

Editore: Rizzoli

3.6
(113)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8817047775 | Isbn-13: 9788817047777 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La grande epopea criminale degli anni Sessanta e Settanta, le atmosfere noir e i leggendari protagonisti di una Milano da film. Il romanzo di un’epoca e di una città che guarderete con occhi nuovi.
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  • 2

    Forse sono stata un po' tirchia con le stelline......ma uno scrittore, se deve scrive 400 pagine deve cercare di lasciare qualcosa in chi le legge, invece, nessuna empatia, con nessuno dei protagonisti.
    Per intenderci quando lessi "Romanzo criminale" stesso argomento ma con fatti accaduti a Roma ...continua

    Forse sono stata un po' tirchia con le stelline......ma uno scrittore, se deve scrive 400 pagine deve cercare di lasciare qualcosa in chi le legge, invece, nessuna empatia, con nessuno dei protagonisti. Per intenderci quando lessi "Romanzo criminale" stesso argomento ma con fatti accaduti a Roma rimasi nauseata dal racconto In questo libro che pure racconta fatti dolorosissimi per la città di Milano emergono solo figure di delinquenti e assassini che si comportano da bontemponi epicurei che giocano e guardie e ladri. Mi segno comu que due canzoni citate che meritano: Eve of destruction Berry Mcguire e this is the end dei Doors

    ha scritto il 

  • 2

    Abbandonato oltre la metà. Paolo Roversi scrive bene niente da dire, però se tu mi racconti la storia di personaggi inventati ci sta che gli metti i nomi che vuoi tu, ma se mi racconti la storia di Lutring, il solista del mitra, non puoi cambiargli i nomi. E quando descrivi la mitica indimenticab ...continua

    Abbandonato oltre la metà. Paolo Roversi scrive bene niente da dire, però se tu mi racconti la storia di personaggi inventati ci sta che gli metti i nomi che vuoi tu, ma se mi racconti la storia di Lutring, il solista del mitra, non puoi cambiargli i nomi. E quando descrivi la mitica indimenticabile scena avvenuta davanti alla Statale, quando Mario Capanna intimò agli agenti in tenuta antisommossa di sciogliersi- ed è un episodio che credo conoscano davvero tutti gli over 40 - non puoi chiamarlo con un nome di fantasia. Mi dispiace ma questo gli è valso l'abbandono.

    ha scritto il 

  • 2

    Storia romanzata o romanzo storico?

    Nel complesso un libro deludente. A parte lo stile piatto (scrivere usando l'indicativo presente toglie comnque profondità alla storia) non sono riuscito a capire lo scopo dell'Autore. Si tratta della ricostruzione di alcuni fatti di cronaca nera che si sono effettivamente svolti a Milano tra il ...continua

    Nel complesso un libro deludente. A parte lo stile piatto (scrivere usando l'indicativo presente toglie comnque profondità alla storia) non sono riuscito a capire lo scopo dell'Autore. Si tratta della ricostruzione di alcuni fatti di cronaca nera che si sono effettivamente svolti a Milano tra il 1958 e i primi anni '70 dalla prospettiva di un immaginario questurino, poi commissario Antonio Santi. Ma la storia è vera e i fatti sono raccontati con precisione. Allora perchè cambiare i nomi dei protagonisti storici? Il Commissario Nardone diventa Nicolosi e i vari banditi Ugo Ciappina quello della rapina di via Osoppo, diventa Umberto Carminati, Luciano Lutring diventa Leandro Lampis, Renato Vallanzasca diventa Roberto Vandelli (notare la persistenza delle iniziali dei protagonistri veri). E l'artificio continua anche negli anni della contestazione e del terrorismo: Mario Capanna diventa Giorgio Castelli, Giuseppe Pinelli Gianni Parenti, Pietro Valpreda Paolo Valletta e il commissario Calabresi diventa il commissario Catalano. Il massimo si raggiunge con il collega di Santi, Nicolò Martinez: l'epilogo della sua storia è la vicenda dell'agente Annarumma. Qui il gioco delle iniziali non viene continuato, ma se Annarumma era di Monteforte Irpino, l'immaginario Martinez viene fatto nascere a Monteforte d'Alpone! Ed allora di nuovo:perchè? Si può romanzare la storia; è lecito e a volte funziona, ma lo sfondo deve essere interamente preservato. Così invece si rischia di far credere che certe cose sono solo frutto della fantasia, mentre così non è. Il romanzo è bocciato

    ha scritto il 

  • 4

    Le stelline, per la verità, dovrebbero essere tre e trequarti. Il libro in ogni caso mi è piaciuto, stile pulito, scorrevole, frasi breve, stilettate precise. Si legge bene e in fretta, non da divorarlo ma non è nemmeno di una noia mortale. Purtroppo per Roversi il paragone con Romanzo Criminale ...continua

    Le stelline, per la verità, dovrebbero essere tre e trequarti. Il libro in ogni caso mi è piaciuto, stile pulito, scorrevole, frasi breve, stilettate precise. Si legge bene e in fretta, non da divorarlo ma non è nemmeno di una noia mortale. Purtroppo per Roversi il paragone con Romanzo Criminale di De Cataldo è quasi scontato, non credo sia stata la sua intenzione iniziale, ma questo è quanto. E per questo un po' ne risente. Un altro punto che mi ha poco convinto è questo: ci sono argomenti trattati nel libro, come la contestazione studentesca o il delitto alla cattolica, conosciuti da molti per averli letti in altri libri, visti in trasmissioni televisive e film, su cui Roversi si è soffermato troppo, a mio avviso. Mentre alcune rapine su cui si poteva ampliare il discorso o strutturare la storia, sono stata archiviate in meno di una pagina. Naturalmente è un giudizio personale, tanto di cappello comunque, riuscire io a scrivere un libro così. In ogni caso voto 7

    ha scritto il 

  • 1

    Patetico e irritante nello stesso tempo. Ma chi crede di prendere in giro questo mediocre scrittore?? Un libro finto, forzato, scritto dopo aver letto un bigino sulla "mala" milanese.

    ha scritto il 

  • 4

    Sbirri e teppa

    La vita a Milano negli anni '60 e '70 tra un ciocco e un soggiorno in collegio, tra una dura e una vacanza al Due ... Il romanzo si legge bene e mi pare renda bene l'atmosfera dell'epoca.

    ha scritto il