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Milano ai tempi delle moltitudini

Di

Editore: Bruno Mondadori

3.6
(8)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842421049 | Isbn-13: 9788842421047 | Data di pubblicazione: 

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
Nella transizione in uscita dall’industrialismo fordista, Milano si è frammentata. Non solo nella sua geometria urbana, ma anche per il moltiplicarsi delle barriere interne tra le schegge della sua composizione sociale. C’è relazione tra la centrifugazione urbana di una città dai confini sempre più slabbrati e la creazione di barriere quasi antropologiche tra i diversi frammenti del suo corpo sociale. Un’antiutopia negativa, fatta di convivenza apparente tra pezzi di città “nuda”, senza diritti e senza rappresentazione, persi, esclusi, lasciati spesso ai margini, fianco a fianco alle comunità chiuse dei ghetti volontari per ricchi, per l’élite della nuda vita.
Nel libro queste schegge di città si raccontano per non arrendersi all’idea della loro incomunicabilità.
Sono cinque i cerchi, i frammenti di composizione sociale descritti in questo libro. Il primo cerchio ci svela come sono cambiate le élite. Per usare le parole del Novecento i “padroni”. La vecchia borghesia dei Falck e dei Pirelli o non c’è più o è salpata dalla città. Oggi cresce una neoborghesia dei flussi finanziari e del capitalismo delle reti che lavora nella città ma non la vive più.
Nel secondo cerchio troviamo il commercio, dalle botteghe di quartiere al nuovo commercio esperienziale. Poi il terzo cerchio in cui si racconta del cambiamento della classe operaia, trasformata dalla globalizzazione in moltitudine dei lavori servili e dequalificati. È anche il cerchio della città invisibile, delle aree dismesse occupate, dei campi nomadi. Il quarto cerchio mostra l’emergere dei professionisti della creatività legati alla trasformazione della città in una grande macchina dell’intrattenimento e della moda. Infine il quinto cerchio fuori le mura della città, fabbrica a cielo aperto dentro la città infinita milanese in cui si continuano a produrre le merci. La classe operaia si è dispersa in mille rivoli, eppure continua a produrre e lavorare. Un racconto rigoroso e prezioso per comprendere i molti cambiamenti della città e la sua trasformazione.
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    Testo molto approfondito e preciso, forse in alcune parti non concettualizza quanto sarebbe bello facesse. Le sezioni più utili e interessanti sono quelle sulla "neoborghesia" e sulle attività commerciali. Se lo si legge con un occhio "sentimentale", si finisce per provare nostalgia o peggio preo ...continua

    Testo molto approfondito e preciso, forse in alcune parti non concettualizza quanto sarebbe bello facesse. Le sezioni più utili e interessanti sono quelle sulla "neoborghesia" e sulle attività commerciali. Se lo si legge con un occhio "sentimentale", si finisce per provare nostalgia o peggio preoccupazione.

    ha scritto il