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Milano calibro 9

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(691)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 355 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8811666414 | Isbn-13: 9788811666417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il volume raccoglie 22 racconti neri di Scerbanenco. Ventidue storie dure,disperate di morti ammazzati e di traffici oscuri, con impreviste pieghe ditenerezza e sconcertanti sussulti d'amore. Ventidue frammenti di vita cheparlano dell'atrocità, della miseria, dell'assurdità di questo mondo. ÈMilano che torna sempre, a Milano si svolgono quasi tutti questi racconti: unacittà sentina di vizi e misfatti, odiosa e odiata, ma irresistibile.
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  • 4

    Apologia della giustizia fai da te

    Raccolta di ventidue racconti, imperniati sul tema della vendetta x una giustizia oltre la giustizia nei confronti di crimini spietati e cinici. Dalla parte dei deboli, dei piccoli delinquenti, delle ...continua

    Raccolta di ventidue racconti, imperniati sul tema della vendetta x una giustizia oltre la giustizia nei confronti di crimini spietati e cinici. Dalla parte dei deboli, dei piccoli delinquenti, delle donne, delle persone che subiscono quotidiane prevaricazioni. Qualcosa, però, mi crea disagio: Scerbanenco sembra nutrire rancore non solo verso i criminali, ma verso l’umanità intera, attenuato dalla pietà x gli ultimi. Discutibile l’apologia della giustizia fai da te. Parole pesanti come pietre, crude come i delitti narrati, con qualche licenza grammaticale di troppo. Storie avvincenti però, che si leggono di un fiato, ambientate nella nebbiosa, triste, fuligginosa Milano anni ’60. In particolare ho apprezzato, da 5/5,“Spara che ti passa”: la vendetta implacabile di una cavallerizza tiratrice infallibile di un circo; “Non si vive di solo poker”: due giocatori professionisti spennano occasionali compagni. Ma una sera c’è un problema... Bellissimo, perché imprevedibile; “Come è fatto un mostro”: Un artista pedofilo è schiavo del suo vizio, pur disprezzandosi. Due poliziotti gli danno la caccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante il punto di vista: ventidue racconti nerissimi che hanno protagonisti chi non sta dalla parte della legge, talvolta le vittime. Non c'è commissario o ispettore che indaga, anzi quas ...continua

    Molto interessante il punto di vista: ventidue racconti nerissimi che hanno protagonisti chi non sta dalla parte della legge, talvolta le vittime. Non c'è commissario o ispettore che indaga, anzi quasi si è portati a sperare che il malfattore se la cavi, cosa che non succede mai.
    Uno spaccato bellissimo e drammatico dell'Italia del nord cinquant'anni fa: miserie culturali, economiche, sociali; sogni infranti e progetti irrealizzabili. Una raccolta di racconti molto crudi, alcuni per "maggiorenni". Ci vorrebbe un buon regista per trasformarli in altrettanti cortometraggi, indubbiamente efficaci.

    ha scritto il 

  • 3

    22 racconti che spaziano per tutta la penisola (non solo a Milano), scritti nel mirabile linguaggio di Scerbanenco, ma non tutti allo stesso livello: alcuni mi son sembrati un po' ... "datati"... un p ...continua

    22 racconti che spaziano per tutta la penisola (non solo a Milano), scritti nel mirabile linguaggio di Scerbanenco, ma non tutti allo stesso livello: alcuni mi son sembrati un po' ... "datati"... un po' quell'immagine stereotipata dell'Italia armata anni Settanta (che si ispirò realmente al cinema ai racconti di Scerbanenco). Storie nere al limite, dove una calibro 9 può spuntare in mano a chiunque...
    Tre stelle e mezzo.

    Ps. grazie Mari! :*

    ha scritto il 

  • 5

    Uno stile conciso, secco, pragmatico come solo i milanesi sanno essere, ma che in un baleno scopre angoli di malinconia, speranza e tenerezza.
    La Milano buia degli anni '70 fa da sfondo a vicende tetr ...continua

    Uno stile conciso, secco, pragmatico come solo i milanesi sanno essere, ma che in un baleno scopre angoli di malinconia, speranza e tenerezza.
    La Milano buia degli anni '70 fa da sfondo a vicende tetre ed omicidi efferati. La semplicità delle trame è solo un pregio, non un difetto.
    Come a dire... ognuno, anche il calzolaio dietro l'angolo, nasconde le sue ombre.

    ha scritto il 

  • 4

    i racconti sono davvero ben costruiti, alcuni davvero geniali, ma la cosa che più mi ha impressionato è stato riconoscere i luoghi in cui le storie sono ambientate: ogni giorno che vado al lavoro mi s ...continua

    i racconti sono davvero ben costruiti, alcuni davvero geniali, ma la cosa che più mi ha impressionato è stato riconoscere i luoghi in cui le storie sono ambientate: ogni giorno che vado al lavoro mi sembra di vivere dentro le parole di Scerbanenco

    ha scritto il 

  • 4

    Ventidue racconti duri, disperati, crudeli e violenti, ambientati quasi tutti nella Milano degli anni sessanta.
    I protagonisti di queste storie sono persone senza prospettive, non hanno speranze e se ...continua

    Ventidue racconti duri, disperati, crudeli e violenti, ambientati quasi tutti nella Milano degli anni sessanta.
    I protagonisti di queste storie sono persone senza prospettive, non hanno speranze e se le hanno vengono immancabilmente disilluse, è come se ad un certo punto cedessero e si lasciassero andare perchè hanno ben poco, anzi niente da perdere.
    Storie amare, vere, che fanno riflettere, perchè in molti casi rispecchiano i nostri giorni.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo l'avevo letto 30 anni orsono. In genere non amo le raccolte di racconti brevi, ma la bravura di Scerbanenco è indiscutibile. Serie noir molto attuale

    ha scritto il 

  • 4

    Gli anni sessanta sono ricordati come un periodo di crescita, di ottimismo, di fiducia. Scerbanenco coglie in tempo reale il malessere che cova nel benessere economico. Nella società dei consumi la fe ...continua

    Gli anni sessanta sono ricordati come un periodo di crescita, di ottimismo, di fiducia. Scerbanenco coglie in tempo reale il malessere che cova nel benessere economico. Nella società dei consumi la felicità sembra a portata d’acquisto, anche la vita umana entra nel mercato ed il suo valore può essere molto basso. Questi racconti rabbiosi sono altrettanti spaccati di vita del nostro paese; storie violente e disperate, in cui l’amore compare solo come una velleità che viene inevitabilmente soffocata, narrate con piglio diretto, con un taglio quasi giornalistico. Le vicende sono assurde e verosimili proprio come fatti di cronaca nera. Scerbanenco, che mi risulta non avesse terminato neppure le scuole elementari, aveva una fantasia fertile ed un talento naturale per la narrazione, uno stile vivissimo, privo di fronzoli, decisamente anti-accademico. Scerbanenco era l’anti-Baricco. Niente fumo e molto arrosto in queste sue pagine, anche perché la carne al fuoco è cruda, viva, ben al sangue.

    ha scritto il