Milano non è Milano

Di

Editore: Laterza

3.3
(299)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842073733 | Isbn-13: 9788842073734 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Genere: Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    Agrodolci ricordi di una Milano degli anni '80 già superata e lontana come la Belle Epoque: quando in piazza Loreto svettava il primo maxischermo mai visto, Internet e cellulari erano di là da venire ...continua

    Agrodolci ricordi di una Milano degli anni '80 già superata e lontana come la Belle Epoque: quando in piazza Loreto svettava il primo maxischermo mai visto, Internet e cellulari erano di là da venire e per vedere il mondo si andava alla Fiera campionaria.. manca solo uno dei posti più intriganti di quegli anni: lo zoo-terrario-rettilario nella metropolitana Duomo, già labirintica e straniante di suo

    ha scritto il 

  • 4

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di luglio della rivista letteraria on line Il Colophon (https://medium.com/il-colophon/recensioni-ee610ecfc4c3)

    Appare evidente fin dal titolo — M ...continua

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di luglio della rivista letteraria on line Il Colophon (https://medium.com/il-colophon/recensioni-ee610ecfc4c3)

    Appare evidente fin dal titolo — Milano non è Milano — che non abbiamo fra le mani una guida turistica. Piuttosto il ritratto, un po’ scombinato e frammentario, che uno scrittore — Aldo Nove — fa della propria città. A modo suo. E infatti inizia a raccontare il capoluogo lombardo attraverso il mito del dio azteco Axolotl che incessantemente si trasforma per non morire. Come Milano.
    Proseguendo nella lettura pare incredibile che grazie al puzzle di citazioni da wikipedia o dal sussidiario delle elementari, ai versi di poesie e canzoni, Nove riesca davvero a rendere l’idea di cosa significa per lui questa città, al di fuori degli stereotipi e dall’immagine che se ne fa per lo più chi non ci vive e l’ha sperimentata superficialmente come turista o per lavoro.
    “[…] per un bambino che arriva a Milano dalla provincia, Milano è un sogno, strano. Anche un incubo, potremmo dire. ʻUn sogno guasto e cavo al centroʼ, ha detto un grande poeta milanese, Milo De Angelis, forse il più capace, negli ultimi trent’anni, di descrivere le suggestioni e le inquietudini del capoluogo lombardo. O più sobriamente, senza suggestioni metafisiche, quello che avverti, che avvertivo da bambino, era l’urto di una città ʻacuta e duraʼ (Franco Buffoni, altro grande poeta lombardo).”
    Attraverso gli occhi di un bambino della provincia vediamo la Milano degli anni Ottanta, attraverso gli occhi più disincantati di Nove ormai adulto scopriamo curiosità che nelle guide turistiche non compaiono, conosciamo la storia di una città distrutta tante volte ma che è sempre stata in grado di rialzarsi in piedi, ha ripulito ogni volta la sua immagine a costo di nascondere le vestigia del passato e si è reinventata continuamente.
    Aldo Nove, con la sua scrittura discontinua e un po’ straniante, intrisa di ironia, riesce nell’intento di farci penetrare — per quanto possibile — nell’anima della città rimbalzandoci da piazza Duomo ai Mac Donalds, da Via Montenapoleone agli ipermercati, dal Cenacolo di Leonardo alla metro. Sono tanti anche i luoghi di cui non parla — la Scala, l’Accademia di Brera, giusto per ricordare i più noti — ma già cominciamo a conoscerla un po’ meglio (forse) e a capire se ci affascina o no, trovare la chiave di lettura per interpretare questa città e le sue mille facce in continuo divenire. E decidere se vogliamo approfondirne ulteriormente la conoscenza e la frequentazione. “Milano è come la punta di un iceberg. Sotto, immensa, c’è la sua storia. Ogni tanto un’onda ne scopre un frammento, prima che le acque, nell’opera di corrosione inarrestabile che questa città si è proposta per esistere sempre presente a se stessa, ne presente, lo riportino sotto.”

    ha scritto il 

  • 4

    Curioso

    Un libro simpatico, che ovviamente non sostituisce una guida turistica ma che introduce in alcune zone di Milano meno conosciute, introducendo il lettore in un mondo ironico e sorridente.
    Non lo trovo ...continua

    Un libro simpatico, che ovviamente non sostituisce una guida turistica ma che introduce in alcune zone di Milano meno conosciute, introducendo il lettore in un mondo ironico e sorridente.
    Non lo trovo un libro superato perché allora non dovremmo più studiare la storia perché è tutto passato, morto e sepolto. E' anche bello sorridere su qualche aneddoto un po' datato e soprattutto immergersi in quello che possiamo trovare ancora oggi, magari nei racconti degli anziani.
    Poi a voler guardare, è proprio vero che quella Milano non ci sia più? Basta solo sforzarsi un po'...

    ha scritto il 

  • 2

    SUPERATO

    Il problema di questo libro lo sviscera l'autore già a pagina 2. Se Milano cambia sempre, che senso ha scrivere un libello-guida i protagonisti del quale sono scenari e costumi già inesistenti o total ...continua

    Il problema di questo libro lo sviscera l'autore già a pagina 2. Se Milano cambia sempre, che senso ha scrivere un libello-guida i protagonisti del quale sono scenari e costumi già inesistenti o totalmente diversi a 5 anni dall'uscita del libro? Figuriamoci 10 anni dopo! Fossi nell'editore, ritirerei gli esemplari o provvederei a una nuova edizione. Un solo aggettivo per descriverlo: SUPERATO.

    ha scritto il 

  • 0

    saggio copiaincolla

    raccattate da internikkio un po' di news e spalmate in 140 paginette, nulla di che, res ultra note. Nessun punto di vista interessante

    continua a non convincermi l'autore di viggiù...

    ha scritto il 

  • 2

    Chissà di chi è stata l'idea di questo libro.
    Difficilmente del signor Nove che, a corto di idee, dedica quasi due pagine alla biografia di Alyssa Milano.
    Sì, quella di Streghe.
    Che col capoluogo lomb ...continua

    Chissà di chi è stata l'idea di questo libro.
    Difficilmente del signor Nove che, a corto di idee, dedica quasi due pagine alla biografia di Alyssa Milano.
    Sì, quella di Streghe.
    Che col capoluogo lombardo non ha nessun tipo di rapporto, a parte il cognome.

    A Milano ci sono i giapponesi e i piccioni, tanti.
    Non solo loro ovviamente.
    Però ci sono tanti giapponesi e tanti piccioni che fanno avanti e indietro.
    I piccioni volano, i giapponesi corrono.
    Le due cose si fondono armonicamente, o provano a farlo, in piazza Duomo.

    ha scritto il 

  • 2

    Qualche pagina divertente, molte che cercano di esserlo senza riuscirci (soprattutto quelle divulgative) aneddottistica abbastanza dimenticabile e nessuno spunto/consiglio/punto di vista veramente di ...continua

    Qualche pagina divertente, molte che cercano di esserlo senza riuscirci (soprattutto quelle divulgative) aneddottistica abbastanza dimenticabile e nessuno spunto/consiglio/punto di vista veramente di rilievo. Poi non c’è dubbio che il concetto cardine, e cioè Milano città sempre in divenire, è verissimo (a tal punto che alcuni luoghi che cita come fondamentali, a distanza di otto anni da questa pubblicazione non esistono più), ma non ci voleva certo Aldo Nove per farcelo notare.

    ha scritto il 

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