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Mildred Pierce

By James M. Cain

(28)

| Paperback | 9788490060902

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Book Description

La mayor tragedia de Mildred Pierce no es el haber nacido en el seno de una familia de clase media sin excesivos recursos. Ni siquiera el haberse casado con el hombre equivocado, de quien necesariamente debe separarse si no quiere hundirse en la mise Continue

La mayor tragedia de Mildred Pierce no es el haber nacido en el seno de una familia de clase media sin excesivos recursos. Ni siquiera el haberse casado con el hombre equivocado, de quien necesariamente debe separarse si no quiere hundirse en la miseria con él. Incluso el tener que salir adelante sola con un trabajo precario podría ser algo relativamente fácil de llevar. El mayor peso que Mildred Pierce debe cargar sobre sus espaldas es su hija Veda, ambiciosa e ingrata, dispuesta a aprovechar el esfuerzo ajeno en beneficio propio.

Pero su ya de por sí complicada relación se irá tornando cada vez más nociva y asfixiante, a medida que Mildred prospere en la vida y comience a ganar un dinero que Veda no dejará de menospreciar y dilapidar. Una dramática novela que retrata la lucha diaria de una valiente mujer en los años de la Gran Depresión. Un alegato al trabajo, el esfuerzo y la tenacidad que miles de mujeres tuvieron que demostrar en los Estados Unidos para ganarse un sitio en una sociedad que las relegaba a un segundo plano.

92 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    lettura leggera, adatta ad essere letta in spiaggia,ottimo passatempo

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    Lory said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    avevo visto il film (con Joan Crawford) alcuni anni fa, quando ero nel tunnel dei noir degli anni 40. Rispetto al film, il romanzo è ancora più ricco (senza nulla togliere al film). Adesso voglio procurarmi la miniserie con Kate Winslet e Eva Rachel ...(continue)

    avevo visto il film (con Joan Crawford) alcuni anni fa, quando ero nel tunnel dei noir degli anni 40. Rispetto al film, il romanzo è ancora più ricco (senza nulla togliere al film). Adesso voglio procurarmi la miniserie con Kate Winslet e Eva Rachel Wood. Perchè così succede con le storie che funzionano. Si ha voglia di rileggerle/rivederle in tutte le salse!

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    Sibal said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mildred Pierce è un Jay Gatsby a modo suo, disperatamente impegnata a fare soldi per conquistare il suo grande amore. Che non è un uomo, ma una figlia.
    Una figlia come rivale, la stessa crudele lotta familiare del “Ballo” della Némirovsky.
    Non c’è in ...(continue)

    Mildred Pierce è un Jay Gatsby a modo suo, disperatamente impegnata a fare soldi per conquistare il suo grande amore. Che non è un uomo, ma una figlia.
    Una figlia come rivale, la stessa crudele lotta familiare del “Ballo” della Némirovsky.
    Non c’è innocenza.
    Quanto può essere innocente una donna che sin da bambina considera sua madre una povera idiota, e non perde occasione per ricordarglielo?
    E quello che sconcerta è che l’amore di Mildred non crolla. Mai. Nemmeno quando capisce. Nemmeno quando arriva a schiaffeggiare Veda perché portata all’esasperazione.
    Un ennesima vicenda letteraria di antisogno americano: lo spirito di iniziativa procura il denaro; il denaro eleva socialmente.
    Ma è proprio così?
    O una donna intelligente, volonterosa è destinata a essere considerata comunque una servetta, in una società che dovrebbe promuovere la democrazia e la mobilità sociale ma è dominata da una non ufficiale ma non per questo meno efficace aristocrazia?
    Ma, soprattutto, chi ha messo in testa a Veda che di questa aristocrazia bisogna farci parte o non si è nessuno? Mildred investendola delle sue aspettative di riscatto sociale? Leggendo bene non sembrerebbe.
    Piuttosto Mildred che non ha mai fatto nulla per levare le idee perniciose dalla testa della figlia, troppo consapevole della sua bellezza, della sua latteria che la affranca dagli impacci dell’adolescenza.
    L’antisogno americano perché il lavoro, l’impegno, il sacrificio, la conquista del denaro non servono a promuovere se stessi e a arricchire la società, ma vengono sprecati nell’unico investimento sbagliato di Mildred: la ricerca dell’amore di chi non sa dare amore.
    E così Mildred si rovina come Gatsby ma si assicura una redenzione finale, un ritorno allo status quo iniziale.
    Tutto bene? Forse: a patto di saper dimenticare dieci anni persi e avere finalmente il coraggio di cancellare dalla propria storia la creatura che si è messa al mondo.

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    F.Ramone said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    5

    No esperaba este estilo de novela, no esta mal pero decepcionante si te gusta la novela negra de este escritor y te encuentras con esto.

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    Over said on Jan 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una grande storia noir, scritta dall'autore de "Il postino suona sempre due volte". Mildred è una casalinga che deve improvvisamente fare i conti con l'abbandono del marito, e reagisce inventandosi imprenditrice, sfruttando a dovere il suo talento di ...(continue)

    Una grande storia noir, scritta dall'autore de "Il postino suona sempre due volte". Mildred è una casalinga che deve improvvisamente fare i conti con l'abbandono del marito, e reagisce inventandosi imprenditrice, sfruttando a dovere il suo talento di cuoca. Dopo un iniziale provvidenziale successo le cose iniziano a cambiare quando la figlia Veda inizia a prendere il sopravvento su ogni cosa, rivelandosi come una figura drammaticamente negativa, al punto da turbare irrimediabilmente la vita di Mildred. Un vero classico, una bella storia.

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    Kurtz said on Jan 4, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Prende il via come un romanzo realistico, la storia di una donna forte e intraprendente negli anni della Depressione; diventa via via più torbido e si trasforma in un melodramma a tinte fosche. E’ un lavoro di ottima fattura, scritto con ritmo serrat ...(continue)

    Prende il via come un romanzo realistico, la storia di una donna forte e intraprendente negli anni della Depressione; diventa via via più torbido e si trasforma in un melodramma a tinte fosche. E’ un lavoro di ottima fattura, scritto con ritmo serrato e tecnica rifinita – stile essenziale, asciutto, ma espressivo – e montato ad arte: le due storie parallele, la carriera di Mildred e il suo rapporto con la figlia, diventano un tutt’uno nel finale drammatico, svelando il senso della storia.
    Interessante l’ambientazione, sofferta e dolente (attualissima la scena dell’agenzia di collocamento con migliaia di schede che giacciono in inutile attesa; e sappiamo che a pochi chilometri di distanza, mentre la nostra eroina s’arricchisce rapidamente con i suoi ristoranti a Los Angeles, i braccianti di Furore muoiono di fame: è intollerabile quella gente che chiede, chiede, continua a chiedere, ma che vogliono?, afferma freddamente Mildred, provata dalle tasse di Roosvelt), ma anche piena di fascino (Pasadena, il Sunset Boulevard, la fine del Proibizionismo, la Hollywood dei tempi d’oro, il mitico Bowl, gli studi di registrazione e le dive canterine in bianco e nero, Deanna Durbin e soprattutto Judy Garland (che nel film di Cukor E’ nata una stella si trovava anche lei, se ben ricordo, alle prese con la Depressione). Una Los Angeles dorata ma al tempo stesso dura e autentica, con le cameriere dal collettino bianco che possono farsi strada fino alla pelliccia di visone: quando l’America non era sempre e solo quartieri residenziali tutti uguali, e immensi, claustrofobici centri commerciali.
    Proprio come nel Postino suona sempre due volte e nella Fiamma del peccato (che conosco entrambi solo come film), Cain racconta una donna audace, decisa a tutto, che si scontra con un ostacolo imprevisto capace di mandare tutto a rotoli, perché, per quanto in gamba tu sia (e le donne, Cain lo sa, possono essere in gamba quanto e più degli uomini) il destino ti mette sempre i bastoni fra le ruote.
    Niente di straordinario (diciamo tre stelle e mezza) ma un romanzo che si legge con piacere, pieno d’atmosfera, di un piacevole, beffardo cinismo, e un bel ritratto femminile, che lascia il segno.

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    Xenja said on Dec 17, 2013 | 1 feedback

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