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Milena

L'amica di Kafka

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 150)

4.0
(62)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8845914542 | Isbn-13: 9788845914546 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Caterina Zaccaroni

Genere: Biography , Non-fiction

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Descrizione del libro
"E' un fuoco vivo, quale non ho visto mai" dice Franz Kafka su Milena. Questaè la vita di Milena Jesenska raccontata dall'amica che la conobbe nel campo diconcentramento di Ravensbruck.
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  • 5

    Milena, la donna che amava

    Immergersi nella vita di Milena Jesenská è come intraprendere un cammino arduo e doloroso, puro e delicato.
    Milena la combattente, l’amante; l’amica irriducibile, nemica accanita delle tirannie.
    Figlia del medico Jan Jesensky, che oppresse la figlia con un’educazione rigida e impassib ...continua

    Immergersi nella vita di Milena Jesenská è come intraprendere un cammino arduo e doloroso, puro e delicato.
    Milena la combattente, l’amante; l’amica irriducibile, nemica accanita delle tirannie.
    Figlia del medico Jan Jesensky, che oppresse la figlia con un’educazione rigida e impassibile, provocando — seppur in parte — il suo temperamento ribelle, la Jesenská nacque nella Praga di inizio secolo, pullulante di cultura e caffè in cui si riunivano gli artisti del tempo.
    Era principalmente una giornalista: attraverso i suoi articoli diede sfogo all’odio per la guerra, all’indignazione per le ingiustizie, al suo temperamento combattivo e coraggioso.
    Era fatta d’amore, Milena.
    Amò i suoi uomini, gli stessi che accettarono la sua forza con codardia, preferendo la fuga e il tradimento, impegnandosi con donne deboli e adulatorie; amò Kafka di un amore tale da spaventarlo, sollevandolo dalla sua angoscia del mondo eppure alimentandola, ché lasciarsi amare, spesso, richiede fatica.
    Amò gli amici, sempre pronta ad accoglierli e aiutarli, rischiando più volte la vita durante gli anni dell’antisemitismo, aspramente attaccato nelle testate per le quali scriveva.
    Lo sa bene Margarete Buber-Neumann, autrice di questa biografia straziante, giornalista e compagna di prigionia a Ravensbrück, dove Milena fu condotta nel 1940 come prigioniera politica, sebbene avesse abbandonato il comunismo anni addietro.
    È qui che — tra la crudeltà delle SS e la miseria più abietta — nasce la loro amicizia, resa indossolubile dalla promessa di scrivere un libro insieme una volta tornate libere, quel libro mai scritto; è in questo campo di concentramento tedesco che Milena dimostra, a Grete e alle altre detenute, audacia e solidarietà, speranza e attaccamento alla vita, quella stessa vita schiacciata dalla nefrite a soli quarantott’anni, nel 1944, pochi mesi prima della liberazione del campo.
    Pochi mesi prima della libertà tanto amata, difesa fino alla fine.

    “Una volta, a Ravensbrück, mentre parlavamo di uomini, lei disse con amarezza e spirito autocritico: ‘Probabilmente il mio destino era quello di poter amare solo e sempre uomini deboli. Nessuno si è mai veramente preoccupato o si è preso cura di me. Il fatto di avere troppo spirito di iniziativa è per una donna una vera iattura.
    Agli uomini, anche a quelli deboli, piace solo per poco tempo. Poi si cercano un altro tipo di donna, una fragile pupattola dalla bocca imbronciata che siede sul sofà con le mani in grembo guardandoli con ammirazione da sotto in su. Erano in genere così quelle che sono venute dopo di me.
    In tal modo ho assistito spesso al miracolo della metamorfosi dei miei uomini così maldestri e sprovvisti di senso pratico, ma in compenso tanto spirituali. D’un tratto, per le nuove mogli, si son messi a correre su e giù per le scale, a cercare appartamenti, a portare pratiche negli uffici, a procurarsi passaporti e a scrivere lettere ufficiali. Sì, hanno persino cominciato a guadagnare’.”

    ha scritto il 

  • 4

    “Milena non camminava in questo mondo con passo fermo e sicuro. Si muoveva scivolando. […] Anche nella gioia, il suo sguardo era velato da una tristezza insondabile; ma non era tristezza per ciò che ci accadeva ogni giorno, negli occhi di Milena albergava il dolore di chi non ha riscatto, dell’es ...continua

    “Milena non camminava in questo mondo con passo fermo e sicuro. Si muoveva scivolando. […] Anche nella gioia, il suo sguardo era velato da una tristezza insondabile; ma non era tristezza per ciò che ci accadeva ogni giorno, negli occhi di Milena albergava il dolore di chi non ha riscatto, dell’essere umano che nel mondo si sente straniero.” (pp. 64, 65)

    ha scritto il 

  • 0

    In questo libro è raccontata la storia di una grande, dolcissima e tenace amicizia, quella tra Margarete Buber-Neumann e Milena Jesenska. Un’amicizia per la vita e per la morte.
    Grete e Milena si conoscono nel campo di concentramento di Ravensbrück. Nasce tra le due donne, in quel luogo di ...continua

    In questo libro è raccontata la storia di una grande, dolcissima e tenace amicizia, quella tra Margarete Buber-Neumann e Milena Jesenska. Un’amicizia per la vita e per la morte.
    Grete e Milena si conoscono nel campo di concentramento di Ravensbrück. Nasce tra le due donne, in quel luogo di disperazione, un legame forte che le farà solidali l’una all’altra e che le aiuterà a far fronte non solo alle angherie delle SS, ma anche all’isolamento costruito intorno a loro dalle comuniste in ragione delle loro opinioni sulla Russia di Stalin.
    Milena e Grete si raccontano, si sostengono, si accudiscono rischiando più volte la vita. Insieme progettano, una volta libere, di scrivere un libro sui campi di concentramento. Milena non ce la farà a ritornare nell’amatissima Praga, ma Grete manterrà l’impegno preso con l’amica e scriverà il libro.
    Un giorno, poco prima di morire, lei mi disse “So che almeno tu non mi dimenticherai. Per merito tuo posso continuare a vivere. Tu dirai agli uomini chi ero, sarai il mio giudice clemente”…
    Milena, donna di grande fascino e carisma, non è stata solo l’amica di Kafka. È stata un’acuta giornalista, uno spirito libero, una donna generosa quanto coraggiosa. È morta a Ravensbrück il 17 maggio 1944.
    Avere degli amici era ciò che Milena desiderava più ardentemente. Un giorno scrisse a questo proposito “Se abbiamo due o tre persone, ma che dico, se ne abbiamo una sola davanti alla quale possiamo mostrarci deboli, miseri e contriti senza per questo doversi aspettare da lei che ci faccia del male, allora possiamo dirci ricchi. Possiamo pretendere indulgenza solo da quelli che ci amano, mai dagli altri, e soprattutto mai da noi stessi”.

    Margarete Thuring nasce a Potsdam nel 1901 e muore a Berlino il 6 novembre 1989. Giovanissima sposa Rafael, figlio del filosofo ebreo Martin Buber. Dalla loro breve unione nascono due figlie. Nel 1926 Margarete entra nel Partito comunista tedesco. Nel 1928 si unisce a Heinz Neumann, che sarà arrestato a Mosca nel 1937 e scomparirà. L’anno dopo Margarete è condannata a cinque anni di lavori forzati in una colonia penale nel Kazakistan. Nel 1940, dopo la firma del patto Ribbentrop-Molotov, è riconsegnata dalle autorità sovietiche ai nazisti che la internano a Ravensbrück. Sulla sua vita ha scritto anche Prigioniera di Stalin e Hitler.

    marinella m.

    ha scritto il 

  • 4

    "L'uomo giusto non è mai venuto... Tutto sommato c'erano sempre troppe chiacchiere, troppa nevrastenia e troppa astrazione dalla realtà... Tanti di loro avevano paura di vivere, e io alla fin fine dovevo sempre rincuorarli. Le cose in realtà sarebbero dovute andare diversamente. Ho spesso desi ...continua

    "L'uomo giusto non è mai venuto... Tutto sommato c'erano sempre troppe chiacchiere, troppa nevrastenia e troppa astrazione dalla realtà... Tanti di loro avevano paura di vivere, e io alla fin fine dovevo sempre rincuorarli. Le cose in realtà sarebbero dovute andare diversamente. Ho spesso desiderato avere molti figli, mungere le mucche, poter badare alle anatre e avere un marito che di tanto in tanto mi picchiasse di santa ragione. Nel profondo del cuore io sono una contadina ceca. La cosiddetta componente intellettuale è in me soltanto uno sventurato accidente".

    ha scritto il 

  • 5

    La storia di Milena Jesenska nota soprattutto per il carteggio con Kafka.Una biografia che attraversa un'epoca cruciale, dall'inizio del '900 alla guerra e la shoa.Una personalità unica, in un ambiente, la Praga di inizio secolo, ricca di fermenti intellettuali e sociali.L'amicizia e l'amore con ...continua

    La storia di Milena Jesenska nota soprattutto per il carteggio con Kafka.Una biografia che attraversa un'epoca cruciale, dall'inizio del '900 alla guerra e la shoa.Una personalità unica, in un ambiente, la Praga di inizio secolo, ricca di fermenti intellettuali e sociali.L'amicizia e l'amore con kafka. Frutto anche della grande amicizia con l'autrice, Margarete Buber-Neumannn, conosciuta nel lager di Ravensbruck.
    "Ma che senso ha parlare di giorni, quando il tempo non si divide più in ore e minuti, ma è scandito dai battiti del cuore?"

    ha scritto il 

  • 4

    bello il libro...

    ...bellissima la persona di Milena, il fatto che tra le altre cose avesse amato 'Frank' e la sua prosa, sono un ulteriore conferma del grande valore di Kafka, il titolo l'amica di Kafka non rende giustizia alla straodinaria donna che fu Milena, ma del resto è stato proprio questo titolo ad attira ...continua

    ...bellissima la persona di Milena, il fatto che tra le altre cose avesse amato 'Frank' e la sua prosa, sono un ulteriore conferma del grande valore di Kafka, il titolo l'amica di Kafka non rende giustizia alla straodinaria donna che fu Milena, ma del resto è stato proprio questo titolo ad attirarmi..

    ha scritto il 

  • 4

    di Milena vanno lette le sue parole: i suoi articoli, le sue lettere...

    no, quattro stelline sono troppe..stanotte, non riuscendo a dormire, sono andata allo 'scaffale dei miei libri più amati,'..l'ho ripreso e letto qualche pagina..no, non è come mi ricordavo, una strana sensazione di estraneità: ma parla davvero di Milena? eppure è stata con lei, questa non è la bi ...continua

    no, quattro stelline sono troppe..stanotte, non riuscendo a dormire, sono andata allo 'scaffale dei miei libri più amati,'..l'ho ripreso e letto qualche pagina..no, non è come mi ricordavo, una strana sensazione di estraneità: ma parla davvero di Milena? eppure è stata con lei, questa non è la biografia(le pagine biografiche sono poche),ma il racconto dell'incontro e del tempo passato insieme nel campo di sterminio di Ravensbruck..lei dice di raccogliere le memorie di Milena.. io credo che purtroppo questa Margarete non è la scrittrice capace di trasmettere la straordinarietà di Milena,.. risulta un racconto a volte fiacco, pieno cioè di 'ombre'.. mi veniva da commentare'ma perchè dice così? no, no'..ma questo forse dipende da me, dalla mia lettura: avevo bisogno di parole scelte ad una ad una,con più passione,con più amore? forse ..ma è difficile raccontare la mia adorata Milena, lo riconosco..Margarete ha fatto il possibile..ma non c'è verso, questo orribile 'amica di Kafka', (anche nell'originale!) mi dà noia e ..mi fa chiudere il libro!! lo metterò più sù, tra quelli 'così,così'....

    ha scritto il 

  • 3

    MILENA, KAFKAS FREUNDIN

    "Gli Adelphi", 1999. Traduzione di Caterina Zaccaroni. In copertina: Milena Jesenskà
    ( Praga, primi anni '20 ). Ultima di copertina:

    << E' un fuoco vivo, quale non ho visto mai >>
    ( Franz Kafka su Milena )
    La vita di Milena, raccontata da dall' amica Margaret, ...continua

    "Gli Adelphi", 1999. Traduzione di Caterina Zaccaroni. In copertina: Milena Jesenskà
    ( Praga, primi anni '20 ). Ultima di copertina:

    << E' un fuoco vivo, quale non ho visto mai >>
    ( Franz Kafka su Milena )
    La vita di Milena, raccontata da dall' amica Margaret, che la incontrò nel campo di concentramento di Ravensbruck.

    ha scritto il 

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