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Militia

Di

Editore: AR

4.6
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000035371 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: History , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Non è un semplice racconto, è molto di piu, a tratti è poesia bagnata di sangue e neve, sono riflessioni che ardono nel cuore di chi sta solo al fronte, di chi vede crollare il mondo che sta difendendo...giusto o sbagliato...nella tragedia l'eroe combatte e scrive sensazioni di spirito nel frastuono di una guerra dannata....e tutto viene travolto!
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  • 3

    Qualcosa che non t'aspetti. Il titolo scelto per l'edizione italiana, molto bello, meno s'attaglia di quello, forse ancor più bello, originale ("Les âmes qui brûlent"). Il testo, gradevole e ...continua

    Qualcosa che non t'aspetti. Il titolo scelto per l'edizione italiana, molto bello, meno s'attaglia di quello, forse ancor più bello, originale ("Les âmes qui brûlent"). Il testo, gradevole e interessante, tocca corde auliche in pochi apprezzabili tratti, e narra meno di quanto mi aspettassi e desiderassi la vita sul campo di Léon Degrelle. Il tracollo vertiginoso nel capitolo finale, appeso senza un senso ai precedenti. Antisemita, anticomunista, anti-USA, anti-Churchill, disfattista sull'unità d'Europa, fanatico ammiratore di Adolf Hitler e soprattutto imperdonabilmente negazionista. Un peccato che pagine con risvolti lirici interessanti vengano gravate da un avulso capitolo di sfogo politico (e che sfogo…).

    ha scritto il 

  • 4

    ETSI MORTUUS URIT

    Questo libro è di fuoco, con le esaltazioni del fuoco, gli eccessi del fuoco. Dentro queste pagine ho pianto e ho gioito. Ho trovato conforto e vigore. In questa breve raccolta di parole di ...continua

    Questo libro è di fuoco, con le esaltazioni del fuoco, gli eccessi del fuoco. Dentro queste pagine ho pianto e ho gioito. Ho trovato conforto e vigore. In questa breve raccolta di parole di passione scritte, la maggior parte, durante l'incursione della legione Vallona in territorio russo, c'è tutto lo spirito e il pensiero di Leon Degrelle. Non smetterò mai di ringraziare chi me l'ha regalato e vorrei tanto consigliarlo a chi è convinto che la felicità sia quello dell'avere, del conformarsi, dello status sociale. Vorrei consigliarlo a chi non si è mai battuto per un'idea, un'ideale o anche solo per una donna (o uomo). Vorrei che lo leggesse chi è convinto che "essere liberi" sia semplicemente "fare ciò che si vuole". Inoltre, ho trovato sorprendente e molto interessante lo scritto "la nostra Europa" (ultimo capitolo) ... un punto di vista che merita di essere letto da chi è appassionato di storia contemporanea.

    ha scritto il 

  • 5

    Il testamento del "capitano" Léon Degrelle, comandante della Divisione Wallonie. Si tratta di un'opera difficile da inquadrare e da definire, dal momento che abbraccia riflessioni, pensieri e ...continua

    Il testamento del "capitano" Léon Degrelle, comandante della Divisione Wallonie. Si tratta di un'opera difficile da inquadrare e da definire, dal momento che abbraccia riflessioni, pensieri e massime che vanno dall'entrata in guerra alla tragica epopea dei volontari valloni sul fronte dell'Est. "Breviario spirituale" è probabilmente l'espressione più adatta a definire questo libro, dal quale Degrelle porta alla luce quell'insieme di istanze ideali che non devono e non possono essere dimenticate da chi ha intenzione di sopravvivere in quell'agghiacciante porcile del tempo presente.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro che ti entra nelle viscere. totalmente. condiziona, segna, trafigge.

    in assoluto, come animo, il meglio.

    solo per cuori puri, veramente. altrimenti non ha senso. nulla ha senso.

    vivere è ...continua

    un libro che ti entra nelle viscere. totalmente. condiziona, segna, trafigge.

    in assoluto, come animo, il meglio.

    solo per cuori puri, veramente. altrimenti non ha senso. nulla ha senso.

    vivere è donarsi. 'follemente' donarsi.

    ha scritto il 

  • 0

    “Così devono essere i nostri cuori: forti, impetuosi, ma simili a questa meravigliosa forza ritmata, ordinata, scandita come un canto eterno.”L.D.

    Degrelle è innanzi tutto l’esempio, denso e tangibile, di come le idee di Ordine e Disciplina, in prima analisi sinonimo di chiusura, schematismo e aridità, possano invece saldamente legarsi e ...continua

    Degrelle è innanzi tutto l’esempio, denso e tangibile, di come le idee di Ordine e Disciplina, in prima analisi sinonimo di chiusura, schematismo e aridità, possano invece saldamente legarsi e fondersi -in un’alchimia solare in cui ogni anima pura, elevata e vittoriosa è pietra filosofale- con la Passione per la vita, il Furor impetuoso del guerriero, il canto eterno dell’amore. Un’antitesi solo apparente, causata da molli suggestioni pseudopacifiste e superficiali preconcetti politici e culturali, in realtà binomio, intimo ed essenziale, dell’uomo di Militia. Militia contiene in se un impetuoso inno alla vita eppure il tema dominante è quello della guerra: Guerra come passaggio, iniziazione, come punto di non ritorno cui segua l’aurora di un uomo nuovo. Guerra che non è mai desiderio di morte, né odio, ma prova attraverso il pericolo, lo smarrimento, lo sconforto; Guerra come Risalita, speranza, salvezza. Guerra che è Coraggio perso e ritrovato: nell’umiltà dell’obbedienza, nel dono della comprensione, nella fatica del cammino verso la vetta della conoscenza. Ed è confronto e scontro e sopravvivenza; voglia di fuggire e Forza di lottare e Fede per credere...che anche la morte è solo una porta da attraversare. Degrelle la guerra la fece davvero, per questo le sue parole emozionano, pungenti come ricordi, ed evocano echi di scontri funesti, voci d’una storia dimenticata, grida di verità. Con la straordinaria luce che arde negli occhi degli Eroi egli esalta la Vita attraverso lande di sconfitta e desolazione, difende un’Europa sfigurata e ferita, con la dolcezza di un amante. Nel fango e nel sangue...come un soldato tra i soldati; con mente e carisma ed esempio...come Generale; col cuore e la spada…come Cavaliere in una battaglia senza tempo... ch’è ricerca e liberazione ed è Crociata e Rivoluzione; è quel “bosco di braccia tese” verso il sogno imperiale. Ed è la Piazza, la militanza, è Legione...pensiero e azione. Militia super terram. E’ quella casa di pietre e di cuori che è radice e principio, È la dolcezza della memoria, il profumo della terra… E’ un manifesto di notte su un muro, è l’Idea...scagliata come una lancia nel vento. Così, oggi come ieri, Degrelle si rivolge ai suoi Camerati, combattano essi su un campo aperto come nei labirinti del proprio cuore o tra le mura fredde di una sezione o per le strade oppresse di una patria in agonia. Uomini e donne tanto saldi da riuscire ad ergersi sopra il buio del mondo, senza stordirsi di luce; a dominarsi, senza uccidere le emozioni; a conoscersi senza perdersi in se stessi, per riscoprirsi...esseri fragili e perfetti, nell’abbraccio degli Dei. Uomini e donne tanto audaci da lanciarsi poi nel vortice meraviglioso della Verità ritrovata. La Via. Il Graal. Esso è una brace sopita sotto ceneri di quotidianità, compromessi, ipocrisia, ma come in un intimo Solstizio, il soffio vitale può ridestare il Fuoco. E che non smetta mai di ardere libero tra terra e cielo, quest’indomito figlio d’Amore e Guerra... così che anche di noi si possa dire un giorno ETSI MORTUS URIT.

    -------------------------------------------------------------------------------- Militia Degrelle è innanzi tutto l’esempio, denso e tangibile, di come le idee di Ordine e Disciplina, in prima analisi sinonimo di chiusura, schematismo e aridità, possano invece saldamente legarsi e fondersi -in un’alchimia solare in cui ogni anima pura, elevata e vittoriosa è pietra filosofale- con la Passione per la vita, il Furor impetuoso del guerriero, il canto eterno dell’amore. Un’antitesi solo apparente, causata da molli suggestioni pseudopacifiste e superficiali preconcetti politici e culturali, in realtà binomio, intimo ed essenziale, dell’uomo di Militia. Militia contiene in se un impetuoso inno alla vita eppure il tema dominante è quello della guerra: Guerra come passaggio, iniziazione, come punto di non ritorno cui segua l’aurora di un uomo nuovo. Guerra che non è mai desiderio di morte, né odio, ma prova attraverso il pericolo, lo smarrimento, lo sconforto; Guerra come Risalita, speranza, salvezza. Guerra che è Coraggio perso e ritrovato: nell’umiltà dell’obbedienza, nel dono della comprensione, nella fatica del cammino verso la vetta della conoscenza. Ed è confronto e scontro e sopravvivenza; voglia di fuggire e Forza di lottare e Fede per credere...che anche la morte è solo una porta da attraversare. Degrelle la guerra la fece davvero, per questo le sue parole emozionano, pungenti come ricordi, ed evocano echi di scontri funesti, voci d’una storia dimenticata, grida di verità. Con la straordinaria luce che arde negli occhi degli Eroi egli esalta la Vita attraverso lande di sconfitta e desolazione, difende un’Europa sfigurata e ferita, con la dolcezza di un amante. Nel fango e nel sangue...come un soldato tra i soldati; con mente e carisma ed esempio...come Generale; col cuore e la spada…come Cavaliere in una battaglia senza tempo... ch’è ricerca e liberazione ed è Crociata e Rivoluzione; è quel “bosco di braccia tese” verso il sogno imperiale. Ed è la Piazza, la militanza, è Legione...pensiero e azione. Militia super terram. E’ quella casa di pietre e di cuori che è radice e principio, È la dolcezza della memoria, il profumo della terra… E’ un manifesto di notte su un muro, è l’Idea...scagliata come una lancia nel vento. Così, oggi come ieri, Degrelle si rivolge ai suoi Camerati, combattano essi su un campo aperto come nei labirinti del proprio cuore o tra le mura fredde di una sezione o per le strade oppresse di una patria in agonia. Uomini e donne tanto saldi da riuscire ad ergersi sopra il buio del mondo, senza stordirsi di luce; a dominarsi, senza uccidere le emozioni; a conoscersi senza perdersi in se stessi, per riscoprirsi...esseri fragili e perfetti, nell’abbraccio degli Dei. Uomini e donne tanto audaci da lanciarsi poi nel vortice meraviglioso della Verità ritrovata. La Via. Il Graal. Esso è una brace sopita sotto ceneri di quotidianità, compromessi, ipocrisia, ma come in un intimo Solstizio, il soffio vitale può ridestare il Fuoco. E che non smetta mai di ardere libero tra terra e cielo, quest’indomito figlio d’Amore e Guerra... così che anche di noi si possa dire un giorno ETSI MORTUS URIT.

    ha scritto il