Mille piani

Capitalismo e schizofrenia

Di ,

Editore: Castelvecchi

4.6
(16)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 605 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8876155120 | Isbn-13: 9788876155123 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Giorgio Passerone

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
Nel 1980, quando, in Francia, Gilles Deluze e Felix Guattari diedero alle stampe la prima edizione di Mille piani, la nuova dimensione del pensiero filosofico aperta dalle riflessioni dei due pensatori fu subito evidente, anche se fu necessario ancora del tempo prima che la densità e la centralità dei temi affrontati da quest'opera venissero recepite in tutta la loro importanza. Deleuze e Guattari, con uno sforzo analitico capace di andare dritto al cuore del contemporaneo, isolarono concetti indispensabili per comprendere la realtà del mondo dopo la fine del Ventesimo secolo. Parole-chiave come "rizoma", capace di descrivere l'orqanizzazione reticolare e la relazione comunitaria attraverso la quale viene prodotta la conoscenza; interpretazioni illuminanti dell'attuale deriva tecnologica e la conseguente possibilità di parlare di un "corpo post-organico"; l'identificazione di un apparato repressivo visto come "macchina da guerra" inglobata nel cuore delle società avanzate; la descrizione di un pensiero nomade, aperto, che procede per intersezioni... tutto questo, insieme a molti altri concetti con cui lo scenario culturale è andato familiarizzandosi fanno di "Mille piani" un punto di riferimento assoluto: l'opera filosofica che meglio identifica il nostro tempo.
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  • 5

    Un Revolver

    Obbliga a una trasformazione irreversibile.
    Una cassetta degli attrezzi per aggiornare in modo radicale la propria testa.
    Un revolver, appunto.
    Un libro che gira su se stesso -revolvere- e che esige u ...continua

    Obbliga a una trasformazione irreversibile.
    Una cassetta degli attrezzi per aggiornare in modo radicale la propria testa.
    Un revolver, appunto.
    Un libro che gira su se stesso -revolvere- e che esige un'azione da parte nostra, una reazione.

    Ignorare questo volume, questa detonazione così eloquente, è come accettare di buon grado di subire lo spaventoso processo di normalizzazione che da sempre incatena l'uomo alla propria mediocrità.

    ha scritto il 

  • 5

    Per un'etica militante (una vita?)

    Mille Piani è l'Etica del nostro tempo ovvero l'Era della Connessione. Lavora per un'etica che combatta gli Stati Etici: anche le macchine da guerra presentate, conducono al nomadismo, al flusso e non ...continua

    Mille Piani è l'Etica del nostro tempo ovvero l'Era della Connessione. Lavora per un'etica che combatta gli Stati Etici: anche le macchine da guerra presentate, conducono al nomadismo, al flusso e non allo Stato. Ma Mille Piani opera anche come raffinato congegno analitico dei codici mondani di traducibilità del reale: come ad oggi sono le superfici di ridondanza del mondo digitale, leggi le macchine di viseità del web 2.0. Esse cercano sia il controllo sociale attraverso l'inclusività del data-control e la marginalizzazione dell'off-line, sia il marketing più avveniristico e affidabile nella ricerca di bersagli risonanti alla logica del mercato 2.0 e quindi alla targetizzazione consumeristica degli internauti.
    Se è possibile leggere Mille Piani in Mille Modi, val la pena mirare alto: come ben ha notato Brian Massumi, il pensiero affermativo-spazializzante di Mille Piani - con il suo grido tzigano "SI' alla Vita!" - non si presenta alla luce del mondo per la prima volta. In passato ha avuto altri nomi: Spinoza lo chiamò "Etica", Nietzsche "Gaia Scienza", Artaud "Anarchia incoronata", Foucault "Pensiero del Fuori" (e - perchè no? - Abhinavagupta “Rasa”). Mille Piani è un'opera labirintica e il suo sottotitolo, Capitalismo e Schizofrenia, indica - oltre che l'evidente richiamo all'Anti-Edipo - la volontà di incidere sul "possibile", costruendo e proponendo un pensiero sobrio e radicale per una bio-militanza positiva ovvero per una vita anti-fascista, come scrisse in modo "vintage" e brillante Foucault recensendo il primo tomo di Capitalismo e Schizofrenia.

    ha scritto il