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Mille splendidi soli

Di

Editore: Piemme (Piemme pocket Serie oro)

4.4
(17474)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 430 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata , Norvegese , Olandese , Svedese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale , Catalano , Portoghese , Giapponese , Sloveno , Finlandese , Danese , Coreano , Russo

Isbn-10: 8856612798 | Isbn-13: 9788856612790 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Isabella Vaj

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan - il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni - è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile… (Il cacciatore di aquiloni). A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua kolba di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa di Herat, dove il padre non la porterà mai perché lei è una harami, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashto e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile... (Mille splendidi soli).
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  • 4

    Gli ultimi capitoli sono davvero spaccacuore, mi si passi il termine.
    Ho pianto di nascosto qualche lacrima, seduta sul comodo divano di casa, mentre si compiva il triste destino di Mariam e Laila lav ...continua

    Gli ultimi capitoli sono davvero spaccacuore, mi si passi il termine.
    Ho pianto di nascosto qualche lacrima, seduta sul comodo divano di casa, mentre si compiva il triste destino di Mariam e Laila lavorava per costruire a piccoli passi la sua felicità.
    Quanto a me, che privilegio essere una donna in questo luogo e in questo tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    In ritardo rispetto al resto del mondo ho letto Mille splendidi soli, anzi, l'ho assorbito per osmosi attraverso la pelle in un paio di giorni.
    Ho pregato per Mariam e Laila pur sapendo che ormai la l ...continua

    In ritardo rispetto al resto del mondo ho letto Mille splendidi soli, anzi, l'ho assorbito per osmosi attraverso la pelle in un paio di giorni.
    Ho pregato per Mariam e Laila pur sapendo che ormai la loro storia è stata scritta. Ho pregato perché non soffrissero, perché Rashid e il mondo smettessero di violentarle nel senso più ampio del termine. Ho pianto sull'orrore di una guerra di cui ormai si è persa traccia, strumentalizzata, una successione senza soste di oppressi ed oppressori che sfogano le loro ire su un popolo disgraziato. Incredula, ho letto e riletto le regole dei talebani, chiedendomi come sia possibile, quasi mille anni dopo, assistere ancora una volta ad una caccia alle streghe che però non brucia sul rogo le donne, le soffoca sotto i burqua, che paradossalmente le proteggono, e tarpa loro le ali impedendone l'accesso alla conoscenza, schiave ignoranti e incapaci di badare a se stesse, madri il cui cordone ombelicale con il marito non verrà mai tagliato, vittime di una violenza privata tacitamente acconsentita, figlie violate, private della loro infanzia.
    Mi sono chiesta perché. Perché nascere donna da troppe parti nel mondo è ancora una sfortuna. Perché, in certi paesi, essere donna significa avere una lista interminabile di doveri e nessun diritto, godere della stessa considerazione di un animale da cortile, lasciarsi vendere e comprare docilmente come una pecora al mercato. Perché nessuno si alza in difesa di una moglie percossa e incarcerata tra le mura domestiche pur sentendone le grida dalla strada, grida che, potrei giurarlo, arrivano molto più lontano, molto in alto. Perché una donna deve essere ignorante, ubbidiente e partorire figli maschi altrimenti è un'inutilità erroneamente venuta al mondo. Perché ci sono sempre corsie preferenziali che la spingono verso il basso, schiacciandole la faccia contro la terra, facendone una passerella per l'uomo che non si vuole sporcare le scarpe nel fango. Perché deve essere mutilato il suo piacere mentre l'uomo è autorizzato a soddisfare sempre e comunque il suo. Perché la sopportazione pare non avere limiti umani, per lei, ma scivolare sempre più giù, suggerendo nuovi modi per calpestarla, rabbiosi che non si sia ancora arresa. Perché tutte le colpe del mondo sono della donna , che provoca, seduce, manca di rispetto, come fossimo tutte legittime discendenti di Eva.
    Nascere da questa parte del mondo è malgrado tutto una fortuna. Guardo mia figlia e so che potrà andare a scuola, che avrà il naturale diritto di avere un'opinione, una proprietà, una vita che avrà scelto per se stessa. Non sarà obbligata ad abbassare lo sguardo e deglutire la sua stessa bile. Potrà picchiare i pugni a terra e gridare no e tutti lo sentiranno. E tutti lo rispetteranno. Potrà lavorare. Ed aver valore anche senza essere madre o moglie. Sarà libera. Libera di scegliere, di sbagliare, senza essere giudicata o, peggio ancora, condannata dall'opinione pubblica. Non sarà un cane da passeggio di cui i vari padroni ne reclameranno il possesso, lei apparterrà solo a se stessa.
    O forse no. Forse nemmeno in questa parte del mondo funziona così. Forse la lista dei doveri è semplicemente meno lunga e la colonna dei diritti non è lasciata in bianco. Ma è ancora troppo corta. Perché anche qui c'è chi si sente legittimato, per tacito assenso degli astanti, a disporre di un corpo altrui come meglio crede, non curandosi dell'inquilino che vi abita. E chiunque volti lo sguardo fingendo di non sapere diventa un complice parimenti punibile. Anche qui vivere una vita senza conoscere la crudeltà del genere umano o la sua arroganza è una fortuna, non un diritto. La fortuna di incontrare e mescolarsi con uomini giusti, che sappiano vedere, ascoltare, rispettare, amare. Anche qui spesso la dignità di una donna viene messa in discussione dal volgo che nemmeno conosce la sua storia e il mulinello di sentimenti ed emozioni che la agita dal profondo. Quella stessa dignità che spesso viene stesa come uno zerbino quando la si relega ai fornelli o alla cura dei figli o ai doveri di moglie, come se fosse nata solo per quello, come se non le spettasse altro. Anche qui è spesso merce di scambio o peggio ancora è lei a scambiare se stessa per un amore, per un’effimera notorietà, per denaro. Anche qui è l'anello apparentemente debole, umiliato, mentre in realtà è il perno di una lunga catena che tiene insieme con sopportazione, sempre spostando in avanti quei limiti.
    Ma ovunque sia nata, una donna sa che deve sorridere. Comunque. Ed è allora che tra le nubi appare uno splendido sole.

    ha scritto il 

  • 5

    A thousand splendid suns

    Ultimamente per me è tempo di riletture e questo è uno dei libri che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.
    Si tratta del secondo romanzo dello scrittore americano di origini afghane, Khaled H ...continua

    Ultimamente per me è tempo di riletture e questo è uno dei libri che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.
    Si tratta del secondo romanzo dello scrittore americano di origini afghane, Khaled Hosseini.
    La trama racconta principalmente la vita di due donne: Mariam e Laila.
    Queste due persone conducevano esistenze completamente differenti ed un giorno il destino le costringerà a condividere non solo la stessa casa, ma anche lo stesso uomo.
    La prima donna con cui veniamo a conoscenza è Mariam la quale vive con sua madre vicino a Herat.
    Il padre di lei non la vuole neppure vedere perché è stata concepita illegittimamente.
    Mariam, infatti, proprio perché è una “bastarda” vive lontano dal mondo, ma un giorno tutto comincerà a girare per il verso sbagliato e dovrà andare in sposa ad un uomo molto più vecchio di lei.
    La seconda protagonista è Laila, si tratta di una bambina di nove anni che ha perso i suoi fratelli, i quali erano partiti per la guerra.
    Laila perderà anche il resto della sua famiglia a causa di un bombardamento e si salverà grazie a Mariam.
    Il marito di Mariam, Rashid dopo aver curato questa ragazzina deciderà di sposarla e di avere un figlio da lei. Il tanto desiderato erede che la sua prima moglie non è riuscita a concepire.
    Laila scoprirà di essere incinta, ma non del marito, ma del suo amato perso anch’esso in guerra con il quale aveva avuto un rapporto prima della sua partenza.

    In questo magnifico libro la storia si va piano piano a complicare, con il susseguirsi delle pagine ci addentriamo in una storia sempre più complicata e talvolta raccapricciante.
    Ci sono sempre più intrecci, disgrazie, tragedie, in un territorio flagellato dalle guerre.
    È un romanzo fondato su due importanti sentimenti: l’amore e l’amicizia.
    Un libro che ci fa vedere come la guerra porti distruzione e come il popolo sottomesso di Kabul riesca a sopravvivere.
    La violenza e l’angoscia sono all’ordine del giorno ed è proprio il caso di dire che “la speranza è l’ultima a morire”.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissima e terribile storia

    Bellissima e terribile storia degli ultimi 50 anni dell'Afghanistan vista con gli occhi delle donne. L'autore non ci risparmia niente della loro condizione di sottomissione quasi schiavitù, ma la poe ...continua

    Bellissima e terribile storia degli ultimi 50 anni dell'Afghanistan vista con gli occhi delle donne. L'autore non ci risparmia niente della loro condizione di sottomissione quasi schiavitù, ma la poetica del linguaggio vola alta e resta impressa nella mente. Stupendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Quant'è bello lo 1° libro, lo 2° è più bello ancor

    Dopo il clamoroso (e più che meritato) successo del "Cacciatore di aquiloni", molti attendevano al varco Hosseini: si sa che è difficile realizzare una grande prova, ma confermarsi una seconda volta l ...continua

    Dopo il clamoroso (e più che meritato) successo del "Cacciatore di aquiloni", molti attendevano al varco Hosseini: si sa che è difficile realizzare una grande prova, ma confermarsi una seconda volta lo è ancora di più, nelle lettere come nello sport.
    Ebbene, l'autore centra pienamente il bersaglio. Questo libro, infatti, è allo stesso livello dell'altro: duro, forte, coinvolgente, anche raccapricciante a volte, come è logico che sia un'opera che parla di quel paese tanto affascinante quanto martoriato dalla storia che è l'Afghanistan.
    Imperdibile.

    ha scritto il 

  • 4

    本書其實情節上並不有驚豔之處,尤其對中東文化和政治情形有或多或少了解的人來說,像一齣通俗劇,但是筆觸細膩,並能讓全球千萬讀者為情節感動,從而關心中東情勢以及婦女權益,這都使胡賽尼成為一個極偉大的作家。運用文字的力量,來對抗各種的殺戮與不公,他對阿富汗人民的貢獻,何其深遠。

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello, quasi al livello de "Il cacciatore di aquiloni" .
    Questo romanzo sembrerebbe quasi più adatto ad un pubblico femminile, data la presenza di due protagoniste prima entrambe bambine e poi ...continua

    Molto bello, quasi al livello de "Il cacciatore di aquiloni" .
    Questo romanzo sembrerebbe quasi più adatto ad un pubblico femminile, data la presenza di due protagoniste prima entrambe bambine e poi donne, tuttavia non lascia indifferente nemmeno chi come me di solito predilige romanzi di tutt'altro genere (thriller, polizieschi, avventura, azione).
    Lo consiglio vivamente a tutti, se non altro per comprendere in quali condizioni hanno vissuto e continuano a vivere le donne in determinati paesi.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo e commovente

    Quando un libro scritto in modo impeccabile, commovente, coinvolgente, racconta anche la storia di un paese, l'Afghanistan, e il vero dramma sociale che lì si soffre, allora capisci che ti trovi avant ...continua

    Quando un libro scritto in modo impeccabile, commovente, coinvolgente, racconta anche la storia di un paese, l'Afghanistan, e il vero dramma sociale che lì si soffre, allora capisci che ti trovi avanti a un' opera completa e eccezionale. Ed è quello che ho capito io, perché Mille splendidi soli è imperdibile.. Grande Hosseini!

    ha scritto il 

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