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Mille volte niente

Di

Editore: Piemme

3.8
(124)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856610310 | Isbn-13: 9788856610314 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Sono una donna bambina. Una donna segnata da un'infanzia e un'adolescenza trascorse in istituti per orfani. lo che orfana non sono. Nel chiuso di quelle stanze, mi è stata rubata la bellezza dei primi anni, la meraviglia della crescita, lo stupore per il mondo. E ho avuto in cambio dolore, umiliazione, ignoranza. Per questo, quando la porta di quelle stanze si è spalancata, ho dovuto imparare ogni cosa, mentre gli altri sapevano già. Il racconto della mia storia riprende da dove l'avevo interrotto. Un mattino d'estate, il giorno successivo ai miei diciotto anni e poco prima di affrontare l'esame di maturità, vengo espulsa dall'istituto. Buttata in mezzo a una strada, letteralmente. Tutti i miei averi sono un diario, un libro di scuola e gli abiti che porto addosso. Con quelli inizierò a percorrere la mia strada, senza sapere quale sia, senza sapere nemmeno se c'è per me, da qualche parte, una strada. Non so nulla, neppure il significato delle cose più naturali della vita. Le imparerò tutte sulla mia pelle. Lentamente imparerò a difendermi. Ma ci vorranno anni, e forse ancora non mi sento del tutto salda nei risultati che ho raggiunto. Certo una cosa per me, oggi, è più importante di ogni altra: la famiglia che mi sono creata. I figli, soprattutto. Sono il mio tesoro prezioso. Sono quello per cui è valsa la pena resistere. Per questo a chi mi domanda cosa voglio ora, rispondo: niente, mille volte niente. Ho avuto tutto." (E. La Spina)
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  • 3

    MILLE VOLTE NIENTE

    Con “Mille volte niente” edito da Piemme nel 2011, continua la toccante e drammatica autobiografia di Emma La Spina, iniziata con “Il suono di mille silenzi” pubblicato dalla stessa Casa Editrice nel 2009. Avevamo conosciuto l’orribile infanzia di Emma nell’orfanotrofio gestito da suore dai compo ...continua

    Con “Mille volte niente” edito da Piemme nel 2011, continua la toccante e drammatica autobiografia di Emma La Spina, iniziata con “Il suono di mille silenzi” pubblicato dalla stessa Casa Editrice nel 2009. Avevamo conosciuto l’orribile infanzia di Emma nell’orfanotrofio gestito da suore dai comportamenti a dir poco demoniaci. Presso di loro, Emma e le altre orfanelle subiscono ogni tipo di sopruso fisico e psicologico, ogni tipo di angheria e prevaricazione e queste loro esperienze, distruttive per chiunque, si mostreranno ancora più crudelmente incisive per chi non ha mai conosciuto una carezza vera, un gesto d’amore puro, un interesse sincero. Il giorno seguente il compimento del diciottesimo anno, Emma viene improvvisamente e bruscamente allontanata dall’Istituto e abbandonata in mezzo alla strada. Inconsapevole della vita all’esterno di quelle mura in cui ha vissuto rinchiusa, Emma viene inghiottita dal buio del mondo che la avvolge con tentacoli sempre più stretti.
    La sua ingenuità, la sua abitudine ai maltrattamenti, la sua immensa solitudine e l’assoluta mancanza di protezione la butteranno inevitabilmente tra le braccia della violenza, della sottomissione, della schiavitù. Invano cercherà di liberarsi, di cominciare una vita degna di essere vissuta e, incapace di distinguere il Bene dal Male, commetterà errori imperdonabili, spesso ad un passo da quella che avrebbe potuto essere la sua salvezza. Anche lei sarà madre ma non riuscirà mai a formare una vera e armoniosa famiglia e gli stessi figli l’accuseranno sempre di non essere stati abbastanza tutelati dalla sua figura materna, ma Emma sa, in cuor suo e in perfetta buona fede, che ha sempre operato tutto il possibile per tenerli uniti e vicini a sé. La sua infelice infanzia ha tracciato il suo percorso di vita, comune a tante sventurate compagne, ognuna con una storia da raccontare, diversa ma non per questo meno triste della sua. Il carattere di Emma è stato alterato dalle continue situazioni di umiliazione, di vergogna, di incertezza, di non integrazione nella società e di invidia vissute da bambina e questo ha generato una serie di scelte sbagliate nei momenti più importanti della sua esistenza.
    Emma è oggi la somma delle conseguenze di tutti quegli anni, una donna piena di contraddizioni anche se sempre decisa a tentare di rialzarsi per cercare di far valere i suoi diritti negati. Fuori dall’Isituto è cominciata per lei un’avventura ancora più terribile e straziante della prima, come quella di un agnello in mezzo a tanti lupi famelici pronti a divorare il suo corpo e la sua anima.
    Oggi, questa donna a cui è rimasta una grande paura del futuro e che ha voluto scrivere della sua vita non per se stessa ma per aiutare altre donne a trovare la forza e il coraggio di reagire, di denunciare, di allontanare la violenza, di chiedere aiuto, ha desideri semplici: sogna la concordia con i figli, si augura che essi possano capire le difficoltà che ha dovuto superare per tenerli accanto, amerebbe studiare la musica e soprattutto la chitarra, il suo strumento preferito, desidera che dopo mille disillusioni, mille attese, mille speranze, che dopo mille volte niente giunga anche per lei un po’ di pace interiore e una piccola porzione di felicità che le spetterebbe di diritto dopo tante sofferenze.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere dopo IL SUONO DI MILLE SILENZI, sempre della stessa autrice

    Emma abbandona l'istituto religioso e si trova catapultata nel mondo, senza alcuna esperienza, senza alcun tipo di malizia.
    Dovrà crescere in fretta e in fretta capirà quanto gli uomini possano essere cattivi.
    Bello bello bello

    ha scritto il 

  • 4

    dolore profondo

    Sembra quasi impossibile di trovarsi di fronte ad una biografia. Ogni pagina è una bomba in pancia di sofferenza, dolore, oppressione, schiavitù. Sconsigliato ai deboli di cuore e persone dai facili sentimenti, questo testo è una catàbasi che non lascia molto spazio alla speranza. Unica luce rest ...continua

    Sembra quasi impossibile di trovarsi di fronte ad una biografia. Ogni pagina è una bomba in pancia di sofferenza, dolore, oppressione, schiavitù. Sconsigliato ai deboli di cuore e persone dai facili sentimenti, questo testo è una catàbasi che non lascia molto spazio alla speranza. Unica luce resta il coraggio della protagonista che riesce a rialzarsi dopo ogni sconfitta, non senza portare su di se ferite che continuano a gridare il loro dolore.

    ha scritto il 

  • 4

    Triste..toccante..

    In più di una circostanza non mi sono trovata affatto d'accordo con le scelte di vita dell'autrice, ma non avendo vissuto in prima persona ciò che ha passato lei, non mi permetto di giudicarla.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle non perchè sia brutto... ma per la quantità di volte che avrei voluto prendere Emma e darle una scrollata. Facile parlare, al di fuori della sua vita e delle gravi ferite che si porta dall'infanzia e dall'adolescenza, ma molte decisioni purtroppo avranno danneggiato anche il rapporto c ...continua

    Tre stelle non perchè sia brutto... ma per la quantità di volte che avrei voluto prendere Emma e darle una scrollata. Facile parlare, al di fuori della sua vita e delle gravi ferite che si porta dall'infanzia e dall'adolescenza, ma molte decisioni purtroppo avranno danneggiato anche il rapporto con i suoi amatissimi figli.
    Speriamo che adesso le cose vadano meglio, che i ragazzi abbiano capito che i comportamenti della madre hanno ragioni profondissime e che l'abbiano perdonata. E che anche Emma possa guarire da tutto il male che le è stato fatto, grazie all'affetto della sua famiglia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro davvero forte.. L'ho letto in un giorno, non riuscivo a staccarmi da quella storia, dovevo sapere come andava a finire. Mi è dispiaciuto molto leggere quel finale, sicuramente la protagonista non se lo meritava.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettori evoluti girate al largo!

    Lo stile è sempre quello e francamente provoca una sensazione di accumulo che rende la lettura molto faticosa. Lo stile è naif, coerente col personaggio, ma le riflessioni sul proprio percorso e punto di vista sono molto raffinate. Se la narrazione è genuina l'intervento dell'editor è troppo pesa ...continua

    Lo stile è sempre quello e francamente provoca una sensazione di accumulo che rende la lettura molto faticosa. Lo stile è naif, coerente col personaggio, ma le riflessioni sul proprio percorso e punto di vista sono molto raffinate. Se la narrazione è genuina l'intervento dell'editor è troppo pesante, Emma è dotata di autocoscienza troppo di rado, assiste alla sua vita ma sa benissimo dove andrà a parare. Se il memoir è inventato di sana pianta, a giudicare dal successo bisogna fare i complimenti, ma per quel che mi riguarda fortuna che non l'ho pagato.

    ha scritto il 

  • 5

    immensa tristezza.

    questo secondo resoconto di vita, per molti versi più terribile e aghiacciante del primo, è tanto invaso di tristezza e solitudine da far diventare il cuore piccolo piccolo.
    assurdamente, colpisce di più il disperato bisogno di emma di essere amata, considerata, protetta, ancor più delle bo ...continua

    questo secondo resoconto di vita, per molti versi più terribile e aghiacciante del primo, è tanto invaso di tristezza e solitudine da far diventare il cuore piccolo piccolo.
    assurdamente, colpisce di più il disperato bisogno di emma di essere amata, considerata, protetta, ancor più delle botte, dei soprusi, delle violenze, degli stupri.
    emma cerca affetto, cerca una carezza, cerca l'abbraccio della sorella. cose che non ha mai avuto e che non avrà, se non per un piccolo interludio di vita.
    è spaventosamente triste. viene voglia di chiamarla, di abbracciarla, di dirle " ecco, ci sono qua io, mi prenderò cura di te."
    emma mi ha commosso all'inverosimile. e mi lasciato addosso un odio viscerale per la cattiveria umana.
    leggetelo, se volete sapere quanto siete fortunati.

    ha scritto il 

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