Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 363 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000036427 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: James Morrow , Kathryn Smith ; Prefazione: Giuseppe Lippi

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Millemondi Autunno 2010: Pianeti dell'impossibile?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Dopo aver conservato i testi fondamentali della fantascienza d’oltreoceano in numerose raccolte, in questo volume l’associazione degli scrittori americani compie la stessa operazione nei confronti della science fiction europea. Non da una prospettiva storica, però, ma scegliendo il fior fiore degli autori contemporanei. Si tratta di racconti così ingegnosi da aver conquistato l’ammirazione dei colleghi USA, storie di oggi e di domani degne di entrare nell’albo d’onore e che provengono da tutti gli angoli d’Europa: Francia, Grecia, Spagna, Italia e Russia. Un ventaglio di ipotesi “alternative” che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato.

James Morrow, nato nel 1947, è l’autore di romanzi notevoli come Gli orrori di Quetzalia (The Wine of Violence, 1981, “Urania” n. 1527), L’ultimo viaggio di Dio (Towing Jehovah, 1994) e il suo seguito Abaddon (1996). Il terzo volume della trilogia divina, The Eternal Footman del 1999, è inedito in Italia. Insieme a sua moglie Kathryn Smith, Morrow ha compilato la presente European Hall of Fame (2007) per conto del Science Fiction Writers of America (SFWA).
Ordina per
  • 4

    Buona antologia di racconti, i migliori sono : "Sepultura " "Pezzi di ricambio" "Il giorno che attraversammo la transizione" voto 8 / poi "Pezzi di ricambio" "Il pianeta muto" voto 7,5 / poi "Prove di rivoluzione..." "Le meraviglie dell'universo" "Verstummte musik" "Tra la righe" voto ...continua

    Buona antologia di racconti, i migliori sono : "Sepultura " "Pezzi di ricambio" "Il giorno che attraversammo la transizione" voto 8 / poi "Pezzi di ricambio" "Il pianeta muto" voto 7,5 / poi "Prove di rivoluzione..." "Le meraviglie dell'universo" "Verstummte musik" "Tra la righe" voto 7 poi gli altri al di sotto della media.

    ha scritto il 

  • 4

    una raccolta di racconti di fantascienza di autori europei non anglofoni, in pratica quella fetta che rimane al di fuori del circuito internazionale. la selezione è stata curata bene, infatti tutti i racconti sono di buon livello, nonostante alcuni non risultano del tutto comprensibili, forse per ...continua

    una raccolta di racconti di fantascienza di autori europei non anglofoni, in pratica quella fetta che rimane al di fuori del circuito internazionale. la selezione è stata curata bene, infatti tutti i racconti sono di buon livello, nonostante alcuni non risultano del tutto comprensibili, forse perché tendenti all'onirico o forse perché non c'è niente da capire. notevoli "le meraviglie dell'universo", "destiny, inc." e "tra le righe", che in effetti forse sono i meno fantascientifici di tutti. a rappresentare l'italia c'è Valerio Evangelisti con "sepultura".

    ha scritto il 

  • 2

    Quindici o vent’anni che non leggevo un’urania, o forse più.
    Pianeti dell’impossibile è una sorta di best of short stories della fantascienza europea degli ultimi anni, a cura di James & Katherine Morrow, americani. James è l’autore de Gli orrori di Quetzalia, edito anch’esso da urania nel ...continua

    Quindici o vent’anni che non leggevo un’urania, o forse più.
    Pianeti dell’impossibile è una sorta di best of short stories della fantascienza europea degli ultimi anni, a cura di James & Katherine Morrow, americani. James è l’autore de Gli orrori di Quetzalia, edito anch’esso da urania nel lontano ’81. Letto, ma chi si ricorda di che parlava. Quel periodo era difficile che deragliassi dal binario della sf, Asimov in primis e tutti gli altri a far da comprimari tra le preferenze di lettura.
    Le 362 pagine del tascabile contengono, come ci premette l’introduzione: “astronauti dispersi, alieni alati, mutanti postatomici, intelligenze artificiali che si muovono a passo di danza, società che alterano il destino, viaggiatori temporali alla ricerca di amori perduti, anime intrappolate in ectoplasmi danteschi, ribelli in azione su un pianeta dell’assurdo, bambini trasformati in grotteschi replicanti sessuali, studenti brancolanti nel multiuniverso, profughi che si radunano per il più grande love happening della storia, cosmonauti condannati al silenzio, guerriglieri che cercano di sabotare il continuum temporale, paranoici travolti dalla schiuma dell’eternità, schizofrenici salvatori del genere umano e palazzi che cantano con la voce dei morti.
    Notevoli:
    Il pianeta muto della russa Elena Arsenieva, gli spiriti del silenzio turbato e la solitudine dell’astronauta perduto su un pianeta alieno.
    Baby doll, della finlandese Johanna Sinislao, acuta rappresentazione del degrado adolescenziale.
    Destiny Inc., del kazako Sergei Lukanenko, come decidere il proprio destino con le percentuali, con pertinente colpo di scena finale.
    Verstummte Musik, del danese W.J.Maryson: “L’occupante del primo sedile, un giovanotto filiforme dall’irsuta barba bionda, si irrigidì mentre sul monitor comparivano i dati relativi alle sue performance nei vari aspetti: quoziente di ambizione, quoziente di empatia, efficienza, generosità, affidabilità, operosità, equilibrio emotivo. Quando arrivò il risultato finale la Ruota si fermò di colpo e sulla superficie luminosa lampeggiò la funesta sequenza di cifre che indicava il valore di soglia. L’uomo sospirò di sollievo. Aveva superato l’ostacolo di 160 punti.”
    Gli altri, tra cui Sepultura di Valerio Evangelisti, facilmente dimenticabili o abbandonabili.
    Talora, presuntuosetti, che confondono il psicologico con il cervellotico.
    Grandi della fantascienza, mi sa che siete tutti morti.
    Dimenticavo: la maggior parte dei racconti è tradotta due volte, dalla lingua originale all'inglese/francese e poi in italiano. La lettura soffre ulteriormente.
    Prossimo urania: da pensionato.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella l'idea di dare risalto alla fantascienza europea (ma l'idea doveva venire per forza agli americani?), l'antologia è godibile, ovviamente non ho apprezzato allo stesso livello tutti i racconti ma questo ovviamente dipende dal gusto personale.


    I racconti più interessanti quindi per me ...continua

    Bella l'idea di dare risalto alla fantascienza europea (ma l'idea doveva venire per forza agli americani?), l'antologia è godibile, ovviamente non ho apprezzato allo stesso livello tutti i racconti ma questo ovviamente dipende dal gusto personale.

    I racconti più interessanti quindi per me sono:
    Baby doll (J. Sinislao), Pezzi di ricambio (M. S. Huberath), Sepultura (V. Evangelisti), Destiny Inc (S. Lukyanenko), Tra le righe (J. A. Cotrina) e Le meraviglie dell'universo (A. Eschebach).

    Tra i racconti peggiori invece secondo me è possibile elencare:
    Athos Emfovos nel tempio del suono (P. Koustas), Prove di rivoluzione su Outrerria (L. Merisca) e Il pianeta muto (E. Arsenieva).

    ha scritto il 

  • 4

    Una serie di racconti di SF europea, davvero ben curato da Morrow e consorte, con introduzione generale e singola per ogni racconto in cui si fa luce sul differente approccio della letteratura di genere fantascientifico europeo da quello anglosassone, e soprattutto americano. Per quel che riguard ...continua

    Una serie di racconti di SF europea, davvero ben curato da Morrow e consorte, con introduzione generale e singola per ogni racconto in cui si fa luce sul differente approccio della letteratura di genere fantascientifico europeo da quello anglosassone, e soprattutto americano. Per quel che riguardi i racconti, come in tutte le antologie, ci sono quelli che piacciono di più e quelli che si fa fatica a terminare, ma questo solo perché Morrow ha voluto dare uno sguardo in differenti temi della SF. Da leggere anche per conoscere autori non molto noti nel nostro paese ma che meriterebbero.

    ha scritto il 

  • 4

    Bene, Europa!

    Il migliore Millemondi degli ultimi tempi, anche se è molto arduo definire “fantascienza” alcuni di questi racconti. Però si lasciano leggere quasi tutti molto bene.


    Ricorderò in particolare l’allarmante attualità di “Baby doll” (J.Sinisalo), l’idea di base di “Destiny, inc” (S.Lukianenko) ...continua

    Il migliore Millemondi degli ultimi tempi, anche se è molto arduo definire “fantascienza” alcuni di questi racconti. Però si lasciano leggere quasi tutti molto bene.

    Ricorderò in particolare l’allarmante attualità di “Baby doll” (J.Sinisalo), l’idea di base di “Destiny, inc” (S.Lukianenko), la commozione di “Le meraviglie dell’universo” (A. Eschbach), la visione dello straniero di “Notte ai confini dell’impero” (J.Barreiros), il divertimento di “Tra le righe” (J.A.Cotrina), anche se termina un po' troppo rapidamente.

    Ho già dimenticato, invece, l’incomprensibile “Athos Emfovos” (P.Koustas), il grottesco “Prove di rivoluzione su Outrerria” (L.Merisca), e ho deciso di lasciare a metà l’onirico “Trasfusione” (J.Wintrebert) e l’horror di “Sepultura” (V.Evangelisti).
    A questo proposito, Valerio Evangelisti sarà anche il più noto scrittore italiano contemporaneo, ma a me le sue tematiche non piacciono, e ho difficoltà a considerarlo uno scrittore di vera fantascienza. Mi spiace che l’introduzione al suo racconto sia stata completamente eliminata dall’edizione italiana: questo fa nascere il sospetto che i curatori dicessero cose “sgradite” sulla fantascienza italiana e sulle motivazioni della scelta di questo autore.

    Fastidioso, ma economicamente inevitabile, il fatto che i racconti siano stati tradotti dalla traduzione inglese e non dalle lingue originarie.

    ha scritto il 

  • 3

    non so, non so....

    ... quanto senso ha un'antologia del meglio della SF europea curata da americani? d'accordo è nata per il pubblico americano e ci può anche stare. Ma per un editore europeo è davvero un suicidio pubblicare un'antolgia della miglior SF europea curata da europei?
    Comunque a lettura finita la ...continua

    ... quanto senso ha un'antologia del meglio della SF europea curata da americani? d'accordo è nata per il pubblico americano e ci può anche stare. Ma per un editore europeo è davvero un suicidio pubblicare un'antolgia della miglior SF europea curata da europei?
    Comunque a lettura finita la mia impressione è che si sia data la precedenza a temi metafisici più che di avventura. Certo non avendo una conoscenza estensiva della fantascienza europea può anche darsi che la maggior parte del meglio delle produzione europea ricada in tale ambiti.
    Comunque sia, pur con qualche punta di eccellenza, il voto medio-scarso rimane.
    P.S.: Naturalmente rimane un ottimo spunto per approfondire autori e "fantascienze" di cui altrimenti difficilmente si avrebbe notizia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Forza Europa! Un'antologia tale da meritare che si faccia il tifo per... noi.

    Solo ad un americano poteva passare per la testa che il concetto di "Europa" costituisca una categoria letteraria valida nella ricerca d'autori di fantascienza nuovi e validi. Cos'hanno in comune un lappone ed un ceceno, un siciliano e un berlinese, un irlandese e un portoghese, lo sa soltanto id ...continua

    Solo ad un americano poteva passare per la testa che il concetto di "Europa" costituisca una categoria letteraria valida nella ricerca d'autori di fantascienza nuovi e validi. Cos'hanno in comune un lappone ed un ceceno, un siciliano e un berlinese, un irlandese e un portoghese, lo sa soltanto iddio.

    Eppure, per quanto bizzarra fosse l'idea di partenza, il risultato di quest'antologia del "meglio" della nuova fantascienza europea è ottimo. Merito, immagino, dei curatori, che han saputo tenere saldamente le redini d'un carro che avendo troppi cavalli rischiava d'uscire di strada ad ogni passo.

    =============

    Da un'impresa tanto composita mi aspettavo forti sbalzi di tono e qualità. E sebbene si noti in effetti qualche differenza d'accento fra i vari scrittori, in realtà poi questa differenza non è maggiore di quella che si riscontra normalmente fra gli scrittori di fantascienza d'un medesimo Paese.
    Anche se poi i curatori riescono comunque, citando una simpatica battuta, a dare il loro punto di vista sulla differenza principale fra scrittori di SF europei ed americani: "Gli europei sono convinti che cento miglia siano tanta strada, gli americani che cento anni siano tanto tempo" (p. 17).

    Quella che emerge è casommai una certa propensione comune degli scrittori europei per il racconto fantastico con sconfinamenti nel surrealismo (come l'inquietante "Quattro giorni all'eternità" di Ondrej Neff), che è meno diffusa nella SF americana.

    Non tutti i racconti mi sono piaciuti, ma è matematicamente impossibile che un'antologia abbia solo racconti che piacciano, dato che i curatori devono cercare di accontentare tutti, e i gusti dei lettori variano.
    Il punto qui è che tolta la parte che non mi piace, quella che mi è piaciuta, ed è riuscita perfino a colpirmi, è maggioritaria. Cosa ormai rara.

    ================

    Per i miei gusti personali ho trovato straordinario soprattutto "Baby Doll" di Johanna Sinisalo, una satira garbata ma affilatissima dello sfruttamento, da parte dei media e della pubblicità, del corpo dei bambini. La finlandese Sinisalo (che ha fatto per quindici anni la pubblicitaria, e quindi quando se la prende con questo mondo sa di cosa parla) fa pieno centro nella sua polemica, utilizzando lo strumento del paradosso, raccontando le avventure di due bambine in età di scuola media trasformate l'una in superfotomodella erotica e l'altra in macchinario di consumo di capi di vestiario e chirurgia estetica.
    In questo racconto manca la morbosità voyeuristica che ho trovato in passato in scenari simili, e il racconto riesce a trovare il tono giusto senza mai scadere nel grottesco o nel moralistico. A mio parere, resta impresso nella memoria.

    "Sepultura" del "nostro" Valerio Evangelisti, per quanto penso sia già noto ai più, merita comunque una rilettura per come, una volta di più, riesce a mescolare perfettamente horror ed occulto sullo sfondo di scenari futuristici. Al solito, Evangelisti piace o non piace, ma sia in un caso che nell'altro, inquieta.

    "Pezzi di ricambio" di Marek Huberath è uno dei pochi racconti che abbia conservato quell'aspetto di critica sociale che un tempo veniva associato con facilità alla fantascienza. Huberath ci presenta una società post-olocausto nucleare costruita su uno spietato sfruttamento pianificato degli esseri umani non autosufficienti per predarne gli organi a vantaggio di coloro che manifestano meno mutazioni da radiazioni, e quindi maggiori speranze di sopravvivenza. L'orrore della situazione si disvela a poco a poco, non è mai esibito con compiacimento, e proprio la sua asettica banalità lo rende ancora più raccapricciante.
    Il racconto contiene inoltre un elemento ormai assente anche dalle distopie americane più crudeli: la pietà verso le vittime. Che porta addirittura alla ribellione del protagonista.

    "Il giorno che attraversammo la transizione", degli spagnoli (catalani) Ricard de la Casa e Pedro Jorge Romero, è una dimostrazione dell'attaccamento degli scrittori europei alla loro storia, minacciata, nel mondo della fantascienza, dai viaggiatori nel tempo che han deciso di modificarla... Tema per nulla nuovo, ma qui trattato con spirito e brio.

    "Destiny, Inc." del russo Sergei Lukyanenko non è vera fantascienza (una misteriosa società promette e ottiene di scambiare i Destini), e rientra meglio nella categoria del "fantastico", il che non toglie che sia costruito con equilibrio e con un delizioso finale, perfettamente logico e perfettamente inatteso.

    "Notte ai confini dell'impero" del portoghese Joao Barreiros è un racconto umoristico che gioca sulle incomprensioni reciproche fra razze: non è il più riuscito racconto umoristico che abbia mai letto, ma il sorriso lo strappa senza difficoltà.

    Anche "Tra le righe" di José Antonio Cotrina non è vera fanta-scienza ma piuttosto un racconto del fantastico (un professore universitario recluta uno studente per insegnargli a leggere i testi contenuti letteralmente fra una riga e l'altra dei libri prima, e delle cose poi). Costruire un racconto dando concretezza a un trito modo di dire espone al rischio di non dire nulla di più di quanto già non fosse nella metafora di partenza, ma Cotrina è riuscito nella sua sfida, e il racconto è grazioso e perfino adorno d'un lieve tocco di poesia.

    Infine, "Gerold Schenna, il Messia", di Bernhard Ribbeck, si diverte con i paradossi temporali, che han fatto sì che un pianeta attenda non si sa bene se dire "il ritorno" o "l'arrivo" dell'astronauta che, provenendo dal futuro, aveva dato vita - secoli prima - alla colonizzazione del loro pianeta. Questa civiltà che ha conservato e tramandato di generazione in generazione la memoria quasi mitica di questo evento futuro è descritta con il divertimento che merita una situazione tanto paradossale...

    Questi sono i racconti che, nell'insieme, ho trovato maggiormente riusciti, ma ovviamente ne sono presenti molti altri. Di veramente brutti ce n'è solo un paio, ma quando si dice "brutto" si entra nel campo del soggettivo, e qui ciascuno giudichi secondo i propri gusti. (La mia palma del "pollice verso" la do comunque all'insulso "Il pianeta muto" di Elena Arsenieva, una favoletta fantastica su un pianeta in cui chi apre la bocca per parlare ci resta secco sui due piedi. Non si sa né perché né percome).
    Resta il fatto che dopo tanti scivoloni questo "Millemondi Urania" è sorprendentemente equilibrato e di buona qualità letteraria, tale da meritare che se ne consigli, senza dubbi, l'acquisto e la lettura.

    Questo nonostante il fatto che "Urania" proprio non riesca a produrre rose senza spine. Infatti, anche chi non è un purista proverà un brivido notando che le traduzioni sono "di seconda mano", ovvero ritraduzioni, dato che il traduttore ha lavorato sulla traduzione in inglese e non sui testi originari - a parte, si spera, per il testo di Evangelisti.
    Ma "Urania" è fatta così. Prendere o lasciare.

    ha scritto il