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Millemondi Inverno 2011: I draghi del ferro e del fuoco

Urania Millemondi 54

By Michael Swanwick

(208)

| Paperback

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Book Description

I draghi di ferro rappresentano l’arma strategica che può garantire la supremazia all’uno o all’altro dei Signori, la casta intoccabile che si contende il pianeta con guerre interminabili. Jane, che vive nelle spaventose condizioni di una “fabbrica d Continue

I draghi di ferro rappresentano l’arma strategica che può garantire la supremazia all’uno o all’altro dei Signori, la casta intoccabile che si contende il pianeta con guerre interminabili. Jane, che vive nelle spaventose condizioni di una “fabbrica dei draghi”, sogna di mettere fine al sistema della schiavitù e fugge con la carcassa arrugginita del possente Melanchthon, un drago da combattimento destinato alla demolizione. Ma per ripararlo dai molti guasti riportati in battaglia e restituirgli la furia originaria, bisognerà imparare le arti di una scuola molto particolare… Per fortuna Jane è una changeling, una “ragazza scambiata”, e ha tutta la determinazione che serve per sopravvivere tra gli orrori della scuola, le violenze di un mondo impazzito e le tentazioni di Galiagante, il Signore che ha per lei straordinarie attenzioni.

38 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Due romanzi originali, innovativi e pieni di trovate ispiratissime. In particolare il primo, "La Figlia del Drago di Ferro", è uno dei primissimi esempi di New Weird e vanta un personaggio, Melanchthon, dal carisma incredibile.
    Purtroppo, però, lo s ...(continue)

    Due romanzi originali, innovativi e pieni di trovate ispiratissime. In particolare il primo, "La Figlia del Drago di Ferro", è uno dei primissimi esempi di New Weird e vanta un personaggio, Melanchthon, dal carisma incredibile.
    Purtroppo, però, lo stile è opaco, farraginoso, troppo raccontato e inutilmente barocco. Non è ai livelli dilettanteschi di China Miéville, ma è comunque una scrittura fastidiosa. Do comunque quattro stelle per l'altissimo valore storico-letterario all'interno del genere Fantasy.

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    M. G. Prometheus said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Partito bene e con un'ambientazione assai interessante: fabbrica di draghi meccanici, bambini scambiati e troll, si perde sopratutto nella seconda parte per me assolutamente forzata, noiosa e quasi incomprensibile. Peccato!

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    Colubrina Laticauda said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Due libri raccolti in un'unica edizione.
    Non sono male, ma non me la sento di dire che sono belli. Buona l'ambientazione, sopratutto la parte della fabbrica nel primo libro, ma la scrittura è discontinua e la narrazione procede a sbalzi.

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    bradipo mannaro said on Sep 23, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In effetti questo Millemondi unisce due romanzi: "La figlia del drago di ferro" ed "I draghi di Babele".

    Ho letto il primo e penso che meriti una recensione immediata "a caldo".
    Chi scrive di fantascenza, o di fantasy, fa lo stesso, crea un mondo in ...(continue)

    In effetti questo Millemondi unisce due romanzi: "La figlia del drago di ferro" ed "I draghi di Babele".

    Ho letto il primo e penso che meriti una recensione immediata "a caldo".
    Chi scrive di fantascenza, o di fantasy, fa lo stesso, crea un mondo in cui ambientare la storia. Spesso il mondo si limita ad essere lo scenario, il palcoscenico su cui si muovono i personaggi, qualche volta esso entra di prepotenza nel racconto e ne diviene un elemento essenziale. Penso allo Tschai della trilogia di Jack Vance ed al lunghissimo viaggio di ritorno di Adam Reith. Raramente, ma nemmeno troppo, il mondo diviene UNO dei personaggi ed i suoi comportamenti plasmano l'intera vicenda. Penso al Marte di Kim Stanley Robinson ed alla sua terraformazione e "socioformazione".

    Ma in questo romanzo Swanwick fa del suo mondo di elfi, troll e changelings il personaggio principale. Un mondo stralunato ed ambiguo, popolato di creature che rappresentano l'intero bestiario del mondo fantasy ma che, al medesimo tempo, è terribilmente vicino al nostro con le sue "fabbriche concentrazionarie", il lavoro minorile, le università costose ed elitarie, i luoghi di divertimento perverso, la lotta politica e le macchine di distruzione. Il lettore viene scagliato in balia di una fantasia sfrenata che coniuga consueto e fantastico in un cocktail forsennato.
    Swanwick ha una fantasia sfrenata che erutta luoghi, riti, personaggi e situazioni senza esitazioni e senza tregua: la storia di Jane Alderberry, il personaggio principale, è lineare e la conclusione, in un certo senso, scontata ma attorno a lei si scatena una girandola di personaggi e situazioni che appartengono a quel mondo, piuttosto che alla sua storia: così alla fine viene disegnato un mondo piuttosto che raccontata una storia.

    Detto questo, e riconosciuta all'autore una fantasia straordinaria e l'audacia di sbrigliarla senza remora alcuna, c'è da dire che una dose tanto massiccia può distrurbare il lettore, precipitarlo in una overdose di personaggi che appaiono e scompaiono come comete (... e come molte di loro, scompaiono e senza traccia!).

    A me è piaciuto, non molto in verità ed in certi punti mi sono chiesto dove voleva andare a parare, ma molti passaggi sono notevoli, la contrapposizione tra personaggi fantasy e mondo "moderno" stuzzicante e la filosofia di vita del drago meccanico più sottile e profonda di quanto ci si aspetterebbe: quindi ho deciso di attaccare anche l'altro racconto e scalare la vetta delle SEICENTOTRENTOTTO pagine.

    Scalata la vetta, ovvero terminato anche "I draghi di Babele", è arrivato il momento di esprimere un giudizio complessivo.
    Che è particolarmente difficile da formulare perché i due romanzi sono molto differenti: non tanto per i personaggi che, pur diversi, appartengono sempre alla sterminata schiera di elfi, coboldi e Co. e nemmeno per l'ambientazione, che rimane la stessa oscillante tra fantasy, steam-punk e contemporanea, quanto per lo stile narrativo: qui più composto, organizzato ed ordinato, capace di tenere a bada i personaggi secondari, impedendo loro di conquistare la scena a detrimento di quelli principali e della storia stessa.
    Ma, e qui vengono i guai, a questo punto ci si trova di fronte ad una "classica" storia fantasy, dall'ambientazione originale ma non insolita più di tanto. In altre parole si perde quello che conferiva carattere e sapore peculiari al racconto precedente e lo rendeva difficile da seguire ma originale e sorprendente.

    Quindi mi rusulta difficile esprimere un giudizio complessivo; forse, in fin dei conti, ho maggiormente apprezzato il primo romanzo anche se non ritengo entrambi delle opere tra le "imperdibili" del genere cui appartengono.

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    Fred Gleick said on Feb 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo libro
    - inquietante, bizzarro, amaro, caotico. Mi è piaciuto!

    Secondo libro
    - la luce in fondo al tunnel, ladresco, disorganico, intrigante. Eh..m'è piaciuto pure questo!

    P.S. mentre pensavo "cavolo, c'è un buco..mancano delle pagine!!" scopr ...(continue)

    Primo libro
    - inquietante, bizzarro, amaro, caotico. Mi è piaciuto!

    Secondo libro
    - la luce in fondo al tunnel, ladresco, disorganico, intrigante. Eh..m'è piaciuto pure questo!

    P.S. mentre pensavo "cavolo, c'è un buco..mancano delle pagine!!" scopro che il secondo era nato come una serie di storie separate..forse poteva impegnarcisi un attimo di più ma amen...

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    Sung said on Sep 28, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (208)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 638 Pages
  • Publisher: A. Mondadori (Urania)
  • Publish date: 2011-02-03
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