Mind games

Di

3.6
(39)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8895313356 | Isbn-13: 9788895313351 | Data di pubblicazione: 

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Stile di scrittura pessimo e vari buchi logici nella trama, ma idee interessanti e sufficientemente originali.

    L'idea di base è interessante, ma è rovinata da uno stile dilettantesco, quasi totalmente raccontato e fatto da costanti riassuntini. Si mostra il "qui e ora" solo nelle scene di sesso, e neppure tant ...continua

    L'idea di base è interessante, ma è rovinata da uno stile dilettantesco, quasi totalmente raccontato e fatto da costanti riassuntini. Si mostra il "qui e ora" solo nelle scene di sesso, e neppure tanto bene.
    Inoltre, ci sono degli evidenti buchi logici nella trama che vanno ad inficiare persino le motivazioni della protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    potevano fare meglio.

    Bello spunto, bell'idea, carini i personaggi, ma potevano lavorarci sopra un po di più, non avrebbe guastato e i protagonisti ne sarebbero usciti meglio.
    in ogni caso la trama regge, nonostante le con ...continua

    Bello spunto, bell'idea, carini i personaggi, ma potevano lavorarci sopra un po di più, non avrebbe guastato e i protagonisti ne sarebbero usciti meglio.
    in ogni caso la trama regge, nonostante le contraddizioni, ma si vedrà nel seguito.

    ha scritto il 

  • 5

    finalmente un urba fantasy coi fiocchi!

    Ero stanca di tutti quei fantasy moderni con protagoniste piagnose e stufose ambientati sui banchi di scuola e... questo è bellissimo!Ironico, diverntente, intrigante e sexy. Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    http://leatherandlibrarians.wordpress.com/2013/04/10/mind-games/

    “Siamo come dei vampiri al rovescio”
    “Preferisco il termine cacciatori di crimini”
    Justine ha la capacità di sfruttare la sua ipocondri ...continua

    http://leatherandlibrarians.wordpress.com/2013/04/10/mind-games/

    “Siamo come dei vampiri al rovescio”
    “Preferisco il termine cacciatori di crimini”
    Justine ha la capacità di sfruttare la sua ipocondria per disilludere i criminali. Sembra strano e assurdo ma non a Midcity. Supermenti, revisori e disillusionisti. Tutte persone con delle capacità mentali fuori dal normale, ma loro sono proprio fuori dal normale. Ognuno con la sua personalissima nevrosi. Justine ad esempio ha la fobia della Stella Venosa. Cos’è la Sindrome della Stella Venosa?

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo per adulti

    Mind Games è il romanzo d'esordio e il primo volume di una trilogia urban fantasy per adulti che vede protagonista Justine Jones, una donna con una forma di ipocondria che la porta a condurre una vita ...continua

    Mind Games è il romanzo d'esordio e il primo volume di una trilogia urban fantasy per adulti che vede protagonista Justine Jones, una donna con una forma di ipocondria che la porta a condurre una vita non facile per se stessa e chi le sta intorno. Un bel giorno, incontra Sterling Packard che le prospetta di avere una cura per il suo problema e di volerla aiutare. Packard però è un tipo misterioso, pericoloso e affascinante e gestisce un gruppo di persone con poteri singolari (chiamati disillusionisti) con lo scopo di riportare sulla retta via criminali della peggiore specie.
    Justine è una ragazza che vorrebbe vivere una vita normale, cerca in tutti i modi di nascondere le sue ossessioni e non si piange addosso. Cerca di fare la cosa giusta soprattutto davanti a questioni morali ma ha le sue pecche. Sicuramente suscita le simpatie del lettore.
    Il romanzo è scritto in prima persona (l'unico punto di vista è quello di Justine) ed è ambientato in una città immaginaria chiamata Midcity. Ammetto che all'inizio ho avuto non poche difficoltà ad immergermi nel romanzo perché l'autrice ti catapulta immediatamente nella storia, spiegando poco o niente del contesto in cui è ambientata (avrei voluto conoscere le origini di questo tipo di società fatta di supermenti e Co.).
    La trama è basata principalmente sul risvolto thriller che risulta intrigante, peccato che sia anche inquietante (se siete ipocondriaci meglio lasciar perdere perché ci sono continui riferimenti, anche molto dettagliati, a malattie angoscianti). Naturalmente non poteva mancare il risvolto romantico, che si sviluppa in maniera alquanto insolita e con un livello di sensualità abbastanza alto anche se rimane un aspetto secondario.
    E' abbastanza scorrevole (alternanza di momenti coinvolgenti e momenti noiosi), un pizzico di ironia che non guasta, atmosfere cupe, personaggi ben sviluppati e una trama originale.
    Sono rimasta abbastanza soddisfatta dal finale anche se, come accade spesso in questi casi, molte questioni restano in sospeso in attesa del secondo volume.
    Sicuramente si distingue da altri libri dello stesso genere.

    ha scritto il 

  • 4

    da www.sognipensieriparole.com

    Mind Games, romanzo d'esordio dell'autrice americana Carolyn Crane, edito dalla Casa Editrice Asengard lo scorso 22 novembre, è il primo romanzo di una trilogia urban f ...continua

    da www.sognipensieriparole.com

    Mind Games, romanzo d'esordio dell'autrice americana Carolyn Crane, edito dalla Casa Editrice Asengard lo scorso 22 novembre, è il primo romanzo di una trilogia urban fantasy: The Disillusionists.

    Vi anticipo subito che non sarà facile rendere nero su bianco le mie impressioni in merito a questo romanzo. È la prima volta in assoluto che mi è sembrato di aver avuto per le mani non un unico romanzo, ma ben due diversi lavori.
    Un libro che ha ribaltato completamente in corso di lettura l'idea che mi ero fatta di lui.
    Un romanzo che mi ha sorpresa ed anche conquistata proprio per la peculiarità di avermi fatto cambiare così drasticamente idea da un capitolo all'altro. È come se potessi dividerlo in due esatte metà ed io mi sia innamorata della seconda.
    Lo stavo per abbandonare a fine lettura della prima parte, ma si è riscattato in seguito per lasciarmi con il fiato sospeso fino alla fine.

    Non è un romanzo di cui ti innamori fin dalle prime pagine. Non è nemmeno uno di quei libri di cui ti innamori solo dopo averlo lasciato riposare per un po' ed averci rimuginato sopra diversi giorni.
    No, è un romanzo che destabilizza, proprio come i suoi protangonisti, e se all'inizio vi capiterà, come è capitato a me, di volerlo chiudere ed archiaviare lontano, vi consiglio di tenere duro perché verrete decisamente ripagati dell'attesa e vi troverete a voler conoscere subito il seguito.

    Non posso nascondere che nella prima metà mi son sentita parecchio scoraggiata e tentata di abbandonare la lettura, in quanto non riuscivo a comprendere la logica di esposizione dei fatti.
    Vero che la sinossi, parlando anche di erotismo, avrebbe dovuto farmi capire immediatamente che non si sarebbe trattato di uno young adult, ma la cover mi ha tratto abbastanza in inganno.
    Dall'immagine di copertina mi ero illusa di trovare una protagonista ancora adolescente. Justine invece non è più una ragazzina, ma bensì una ragazza adulta ed indipendente, con un fidanzato ed un lavoro retribuito in un negozio di abiti eleganti.
    Più simile allo stato di fatto e meno fuorviante la cover ed il booktrailer americani.
    - continua qui: http://www.sognipensieriparole.com/2013/02/pensieri-e-riflessioni-su-mind-games-di.html

    ha scritto il 

  • 3

    Un urban fantasy che non ha niente di YA a parte la copertina fuorviante.
    Un'ipotetica metropoli del futuro (che io identifico con Chicago), in cui ipotetiche "supermenti" possiedono vari poteri strao ...continua

    Un urban fantasy che non ha niente di YA a parte la copertina fuorviante.
    Un'ipotetica metropoli del futuro (che io identifico con Chicago), in cui ipotetiche "supermenti" possiedono vari poteri straordinari, è spaventata dagli attacchi omicidi di un misterioso criminale che la polizia non riesce a catturare. Nella stessa città, un gruppo di disturbati ossessivo-compulsivi viene reclutato per utilizzare le loro fobie contro uomini e donne che si sono macchiati di grandi crimini senza essere stati giudicati da un tribunale per mancanza di prove, in una sorta di giustizia privata. La teoria è che la canalizzazione dei loro disturbi in questi soggetti libera loro mentre li innesca nei ricercati, favorendo quindi equilibrio mentale da una parte e "sconto della pena" dall'altra.
    Un romanzo disturbante per la descrizione approfondita di tutti questi squilibri psichici, ma interessante come idea generale, anche se sviluppata in maniera piuttosto blanda e confusionaria a tratti. Manca la spiegazione del perchè di queste mutazioni delle supermenti e del loro reale funzionamento, della capacità di alcuni soggetti disturbati di potersi liberare dalle fobie entrando nella dimensione enrgetica di altre persone e tanti altri dettagli che sono assolutamente necessari in un libro del genere. Medio.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente un Urban Fantasy in cui non solo non ci sono vampiri, ma la scrittura è pure buona, sia in termini di stile che di costruzione di personaggi, trama ed emozioni. Finalmente una protagonista ...continua

    Finalmente un Urban Fantasy in cui non solo non ci sono vampiri, ma la scrittura è pure buona, sia in termini di stile che di costruzione di personaggi, trama ed emozioni. Finalmente una protagonista che non è una Mary Sue e che nonostante la sociopatia riesce a entrarti nelle vene (immagine voluta XD).
    Il libro presenta alti e bassi, ma nel complesso riesce molto bene e nelle ultime pagine ti lascia a bocca aperta. Per i miei gusti, troppi punti lasciati aperti per il seguito e una risoluzione di alcuni eventi un po' troppo facile.
    Tra l'UF, il thriller e un leggero romance che non manca di una esplicita componente sessuale, porta con sé un po' di originalità. Anche l'editing dell'Asengard è buono, un po' meno la scelta di copertina, che per quanto molto bella, svia dal target di riferimento: il libro si trova negli YA anche in libreria, ma è decisamente un adult.

    ha scritto il 

  • 4

    THE DISILLUSIONISTS TRILOGY book #1
    Mind Games

    Quasi quattro stelline

    A chiunque abbia mai pensato e temuto che lo spazio creativo per l’urban fantasy sia ormai esaurito, Carolyn Crane offre una bella ...continua

    THE DISILLUSIONISTS TRILOGY book #1
    Mind Games

    Quasi quattro stelline

    A chiunque abbia mai pensato e temuto che lo spazio creativo per l’urban fantasy sia ormai esaurito, Carolyn Crane offre una bella dimostrazione di quanto la sua paura fosse infondata. In un genere così sfruttato, rimaneggiato, arricchito e/o sminuito da epigoni, plagi e tentativi di vario genere di emulazione o innovazione, Mind Games, primo volume della Disillusionists trilogy, riesce a giocare inaspettatamente la carta – vincente – dell’originalità. Forse perché a nessuno sarebbe mai venuto in mente di studiare un world building basato sulle più pruriginose, svilenti e antisociali manie, debolezze e sociopatie umane. E, ancor meno, di poterlo fare in un modo che, contro ogni previsione, funziona!

    “Le persone che crescono normali credono che sia qualcosa da evitare. Si sbagliano. La normalità è una forma preziosa di libertà: se non la si possiede, diventa l’unica cosa che si desidera.”

    Nel mondo creato dalla Crane, nell’affollata e criminosa Midcity alcuni individui hanno sviluppato particolari poteri; l’opinione pubblica ha dato loro il nome di supermenti ma, senza prove concrete della loro reale esistenza, si divide tra coloro che vi credono e coloro che la ritengono solamente una leggenda metropolitana. Efficacemente, la Crane non fa di questi straordinari individui i primi protagonisti del suo romanzo, bensì sceglie la giovane Justine che, seppur brillante e dotata di ironia e bellezza, vive prigioniera di una fortissima sindrome ipocondriaca che la porta a subire accese crisi di panico e a esternare le sue paure con isterismi che, una volta lucida, la mortificano. Quando Justine entra in contatto con Packard, un’affascinante supermente, scopre che lui può insegnarle a “scaricare” in altri individui la propria paura. Questo è ciò che fanno i disillusionisti, e quindi tutti i membri della squadra mercenaria “anticrimine” riunita e guidata da Packard: dietro pagamento, scaricano – liberandosene – nella loro preda chi la paura per i disastri globali, chi l’ira, chi la consapevolezza che la felicità è impossibile, sino a quando la vittima perde tutto – materialmente e psicologicamente – divenendo inoffensiva e in qualche modo redimendosi, condizione che loro chiamano disillusione. Un po' per inganno, un po' per brama della piacevole sensazione di sentirsi libera dall'ipocondria, Justine entra a far parte di questa squadra, divenendo una "dipendente" di Packard. Messa a tacere, dunque, la paura che la ossessiona e condiziona da quando è giovanissima, non solo scopre un mondo sino a quel momento sconosciuto e che la coinvolge emotivamente e fisicamente in una nuova vita, ma impara a conoscere meglio anche se stessa.

    “La chiave della pace e della serenità non consiste nell’aggiungere qualcosa” dice lui. “Consiste nello sbarazzarsi di qualcosa. Hai appena scagliato via tutte le tue emozioni negative, in particolare un’incredibile quantità di paura. Penserai ancora alla malattie, ma avranno pochissima importanza per te. A pochi è concesso il lusso di sentirsi così.”
    Ogni cosa mi appare diversa. Più ricca, più vivida. Il solo respirare l’aria speziata del ristorante è un’esperienza sensuale e, mentre respiro, il mio top di seta sembra sussurrare sulle mie spalle. “ È fantastico!”

    Il romanzo sfrutta le malattie come curiosa e inquietante motrice, ma si tinge poi delle sfumature cupe del thriller e di quelle accese della sensualità, con qualche delicato accenno di romanticismo e diversi luminosi squarci di umorismo. Se il ritmo risulta ogni tanto un po’ lento, la struttura narrativa è comunque assolutamente gradevole, ben congeniata, animata da sorprendenti capovolgimenti tra buoni e cattivi e arricchita da profonde letture introspettive. Giunti all’ultima pagina, si ha la sensazione che l’autrice non abbia detto tutto e che ruoli e situazioni raggiunti siano tutt’altro che stabili e definitivi. Quale migliore premessa – e promessa – per i successivi capitoli della saga?

    Recensione anche su urban-fantasy.it:
    http://urbanfantasy.horror.it/2013/01/mind-games-carolyn-crane/

    ha scritto il