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Minima moralia

Meditazioni della vita offesa

Di

Editore: Einaudi

4.2
(219)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806135147 | Isbn-13: 9788806135140 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Solmi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
«Quella che un tempo chiamavano vita, si è ridotta alla sfera del privato [...] Lo sguardo aperto sulla vita è trapassato nell'ideologia, che nasconde il fatto che non c'è più vita alcuna...».

È passato ormai piú di mezzo secolo dagli anni in cui Adorno scrisse queste Meditazioni della vita offesa, che, ormai sottratte alle indigestioni e forzature ideologiche degli anni settanta, possono essere considerate nella loro prospettiva di ultimo classico tedesco.
Attraverso centocinquantatre aforismi, con un'attitudine apparentemente divagante, Adorno ricompone l'intero orizzonte della vita sociale, politica, culturale dell'uomo occidentale, senza rinunciare mai all'idea di un suo possibile riscatto.
Come scrive Leonardo Ceppa nell'introduzione, «serietà e gioco, teologia e clownerie, nostalgia borghese e impegno politico sembrano così felicemente mescolarsi in questo libro davvero unico nella storia della filosofia contemporanea».
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  • 5

    You can learn a lot about a man by asking him what he disagrees with in Adorno.

    I, on my part, am at issue with Adorno's pudgy face. One can only wonder how the history of philosophy would have changed if Theodor had the chiseled jaw of a Wittgenstein, a Beckett or even Geoff Dyer.

    ha scritto il 

  • 1

    Ah, che odio smisurato

    Testi come quelli di Adorno mi ricordano perché sostanzialmente odio le chiacchiere dei filosofi.
    Assai più il testo non ha alcuna validità quando parla della Germania nazista e della guerra (le chiacchiere da bar lasciamole al bar).

    ha scritto il 

  • 3

    Pag. 13

    Dobbiamo constatare con terrore che spesso, opponendoci ai genitori in quanto rappresentanti del mondo, fummo già – senza saperlo – i portavoce di un mondo ancora peggiore.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro asistematico, con pensieri a volte in opposizione tra loro, come in una specie di meta-dialettica critica che ha come unico scopo quello di mostrare la contraddittorietà di una visione del mondo (quella "borghese") in cui l'opposizione al reale non è altro che un "maelstrom" in cui il posit ...continua

    Libro asistematico, con pensieri a volte in opposizione tra loro, come in una specie di meta-dialettica critica che ha come unico scopo quello di mostrare la contraddittorietà di una visione del mondo (quella "borghese") in cui l'opposizione al reale non è altro che un "maelstrom" in cui il positivo ricade nel negativo da cui voleva fuggire. Pagine a volte un po' troppo legate alla drammatica contingenza degli anni in cui vennero composte, ma che in generale hanno lo scopo di mostrare come "la conoscenza critica non ha altra luce che non sia quella che emana dalla redenzione sul mondo... perché la perfetta negatività, non appena fissata in volto si converte nella cifra del suo opposto... anche se così la questione della realtà o irrealtà della redenzione diventa pressoché indifferente."

    ha scritto il 

  • 3

    Mi perdonino gli appassionati di Adorno, ma io lo trovo insopportabile: la sua critica all'industria culturale è importante, ma il tono con cui scrive, tra il saputello e l'indignato permanente, dopo qualche pagina toglie ogni desiderio di proseguire.

    ha scritto il 

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