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Mio fratello Simple

Di

Editore: Giunti

4.2
(283)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8809061977 | Isbn-13: 9788809061972 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Federica Angelini

Disponibile anche come: Altri

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Prima di tutto viene la paura. Poi la pena. Poi lo sconcerto. Poi l'accettazione. E infine l'amore assoluto. Questo è quanto accade a chiunque incontri Simple, che ha 23 anni anagrafici e soltanto 3 cerebrali. Simple ha un fratello, Kléber, che vorrebbe difenderlo dal mondo, ma soprattutto dall'istituto a cui era stato destinato dal padre. Quando i due fratelli trovano una sistemazione in un appartamento di giovani universitari, Simple, sempre accompagnato dal suo coniglio di peluche, il Signor Migliotiglio, diventa il catalizzatore di tutti i sentimenti che muovono i suoi coinquilini.
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  • 4

    questo libro racconta molto semplicemente l'amore di due fratelli ed è una storia di tolleranza e accettazione.un libro per ragazzi che dovrebbe essere letto da certi adulti

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella storia ben scritta che affronta con leggerezza un argomento pesantissimo: l'inserimento delle persone con ritardi mentali nella società. Marie Aude Murail sa sempre trovare il lato positivo!

    ha scritto il 

  • 5

    Il signor migliotiglio

    Una storia semplice,ma con molti significati,un ragazzo dolce come il miele e un fratello forte come una roccia.
    Un libro fantastico,che consiglierei a tutti

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro per ragazzi, ma che fa bene anche a chi ragazzo non è più.
    Un modo delicato e forse scanzonato di parlare di disabilità, di diversità e di quell’esperienza straordinaria e singolare che è l’essere fratelli.

    ha scritto il 

  • 4

    Emozioni e buon cuore

    La trama è tanto semplice, quanto densa di emozioni: due fratelli (Kléber e Simple), il primo appena diciassettenne e il secondo maggiorenne ma - come dice lui stesso - un i-d-i-o-t-a, soli non ostante la presenza (rectius, assenza) di un padre, decidono di lasciare l'abitazione della poco amata ...continua

    La trama è tanto semplice, quanto densa di emozioni: due fratelli (Kléber e Simple), il primo appena diciassettenne e il secondo maggiorenne ma - come dice lui stesso - un i-d-i-o-t-a, soli non ostante la presenza (rectius, assenza) di un padre, decidono di lasciare l'abitazione della poco amata zia e trovano alloggio in un appartamento assieme ad altri quattro studenti universitari. L'amore del fratello minore verso il maggiore è il fil rouge dell'intera vicenda. E' un romanzo scritto con il cuore, toccante e ironico; commovente senza essere sdolcinato, pieno di buoni sentimenti senza essere melenso. E alla fine si vorrebbe continuare a emozionarsi, tramite la lettura, grazie all'incredibile legame tra i due protagonisti.

    ha scritto il 

  • 4

    Pink rabbits

    Uno dei libri più dolci che io abbia mai letto, una storia morbida e profumata come zucchero filato, delicata e lieve. Simple entra nel cuore con la leggerezza dei suoi tre anni "mentali" e con l'immensità della sua condizione di "mai-adulto", troppo piccolo per un mondo di "grandi".


    S ...continua

    Uno dei libri più dolci che io abbia mai letto, una storia morbida e profumata come zucchero filato, delicata e lieve. Simple entra nel cuore con la leggerezza dei suoi tre anni "mentali" e con l'immensità della sua condizione di "mai-adulto", troppo piccolo per un mondo di "grandi".

    Simple senza il signor Migliotiglio, era come il signor Migliotiglio senza Simple: la fine di tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Tenera storia e lezione di vita

    Con Marie-Aide Murail si piange ridendo. La sua scrittura sa sempre trattare temi tosti con un tono lieve tale da ispirare un misto fra compassione e tenerezza. In "Oh boy!", il suo romanzo più noto, ci ha parlato di abbandono, adozione e tumore, in "Cécile" di razzismo e multiculturalismo, e qui ...continua

    Con Marie-Aide Murail si piange ridendo. La sua scrittura sa sempre trattare temi tosti con un tono lieve tale da ispirare un misto fra compassione e tenerezza. In "Oh boy!", il suo romanzo più noto, ci ha parlato di abbandono, adozione e tumore, in "Cécile" di razzismo e multiculturalismo, e qui accoglie la sfida di un'altra onerosa tematica sociale, l'handicap. I protagonisti di questo romanzo, infatti, sono due fratelli: Kléber, il minore, e Barnabie detto Simple. Simple ha 23 anni e il cervello di un bambino di 3 che si relaziona al mondo con la stessa semplicità e ingenuità richiamate, appunto, dal soprannome. Per risparmiare a Simple l'istituto a cui il padre l'aveva destinato, Kéber decide di occuparsene personalmente e, quando i due trovano una stanza in affitto in una appartamento di giovani universitari, Simple diventa, suo malgrado, simpatico perno e testimone delle disavventure e dei sentimenti che smuovono tutti i personaggi. Finchè accadrà qualcosa che, forse, cambierà il corso degli eventi.
    Per Simple non si prova pena, ma solo una grande, immensa voglia di abbracciarlo, di raccontargli della vita, di ridere con lui, e con il coniglietto che si porta sempre appresso, il Signor Migliotiglio, che compare anche in copertina e in retrocopertina (trasmettendo un'immediata ondata di dolcezza) e che, in fondo, altro non è che il suo alterego, al quale egli si rivolge nei suoi momenti di apparente assenza dalla realtà. E viene voglia anche di ascoltarlo. Perchè Marie-Aide Murail dimostra questo: che da un ritardato mentale si impara molto sulla vita, su noi stessi, sugli altri, che grazie a un ritardato mentale si può migliorare, rendersi felici, consapevoli di fare del bene, nonostante tutte le difficoltà logistiche che la vita ci sbatte in faccia. E che l'amicizia e la solidarietà (perchè del resto è questa che dimostrano tutti i personaggi) sono fra i beni più preziosi che possiamo ricevere e dare.
    Insomma, un libro che è una tenera storia, e una bella lezione di vita.

    ha scritto il 

  • 5

    questo libro mi è piaciuto moltissimo! E' un libro dolce e profondo, ricco di sentimenti! non riuscivo a smettere di leggere, in poco tempo ho finito questa stupenda avventura vissuta da ragazzi speciali, un fratello fantastico e un protagonista che mi ha fatta commuovere e divertire!

    ha scritto il 

  • 5

    Cucù...

    Meraviglioso! La Murail non delude mai. Principi, un ricco harem, un trinagolo amoroso (che poi in realtà sono 2 triangoli, no, anzi, 3,12, B, 100), omini didentro e uno splendido e spettacolare coniglio. Quali ingradienti migliori per una fiaba moderna? Solo che la vita non è sempre rosea, anzi, ...continua

    Meraviglioso! La Murail non delude mai. Principi, un ricco harem, un trinagolo amoroso (che poi in realtà sono 2 triangoli, no, anzi, 3,12, B, 100), omini didentro e uno splendido e spettacolare coniglio. Quali ingradienti migliori per una fiaba moderna? Solo che la vita non è sempre rosea, anzi, a volte Gnegnignignegne... Cioè, diventa un pò merdea, ma la Murail riesce a scrivere di temi difficili quali disabilità, malattia, abbandoni e incomprensioni, con uno stile ironico e mai gratuito.
    Per me, meglio di Oh Boy. Cinque stelle superultra. E, insegnanti, date ai vostri alunni l'opportunità di leggere libri così invece di propinare le solite liste di libri riscaldati. Vedrete, apprezzeranno il gesto.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando avrete voglia di una storia deliziosa, commovente, reale e apparentemente semplice allora prendete in mano "Mio fratello Simple" e leggetelo. Questo romanzo, breve e sintetico, ha una forza straordinaria che cattura dalla prima pagina e non lascia fino alla fine.
    La storia di Simple ...continua

    Quando avrete voglia di una storia deliziosa, commovente, reale e apparentemente semplice allora prendete in mano "Mio fratello Simple" e leggetelo. Questo romanzo, breve e sintetico, ha una forza straordinaria che cattura dalla prima pagina e non lascia fino alla fine.
    La storia di Simple e Kléber è complicata, ma raccontata in maniera semplice e alla portata di tutti. Kléber è un adolescente che si prende cura del fratello Simple. Nonostante Simple sia più grande, secondo i dati anagrafici, la sua età celebrale è molto inferiore rispetto a quella di Kléber.

    Simple, ventidue anni e ritardato mentale, idiota si autodefinisce. La gente quando lo vede si stupisce, ha paura e non sa come comportarsi. Poi capiscono che devono trattarlo come un bambino, perché in effetti Simple è un bambino, e allora le cose si fanno più semplici. La paura si trasforma in compassione e allora lo accettano e lo amano.
    Simple con la sua semplicità regala gioia e sorrisi a chi gli sta accanto, persino nei momenti difficili.

    Kléber cerca di proteggerlo dal mondo crudele ma soprattutto cerca di proteggerlo dal loro padre che vuole mandarlo in un'istituto. Kléber si oppone alle decisioni del padre e decide di cercare un appartamento per lui e Simple.
    Trovare una sistemazione non è facile. Fortunatamente Kléber trova un appartamento da condividere con altri quattro ragazzi: Enzo, Aria, Emmanuel e Corentin.
    Per questi quattro ragazzi la vita cambierà ma loro non lo sanno. Non sanno che Silmple cambierà i loro modi di pensare.
    I quattro ragazzi impareranno ad amare la vita. Capiranno l'amore. Si arrabbieranno. Piangeranno. Litigheranno. Ma soprattutto: vivranno.

    Simple è un personaggio semplice e adorabile. Lo si ama perché è unico. Nessuno è come lui.
    Il romanzo parla di sei personaggi principalmente ma il centro di tutto è Simple. Grazie a lui tutti gli altri vedranno il mondo in modo diverso. Lui vede tutto con occhi da bambino, occhi che a volte vedono molto di più rispetto a quelli di un adulto.
    Insieme al suo amato peluche Signor Migliotiglio ridarà la felicita e il sorriso ai coinquilini. Nell'appartamento dove si trasferiscono lui e Kléber mancano l'unione e amore. Simple, che ha una visione del mondo tutta sua, non capisce il perché di tutta quella tristezza. Non è in grado di comprendere ma di cambiare sì.

    Con grande ironia, a volte azzardata ma non per questo fuori luogo, l'autrice da vita a un romanzo bellissimo. Composto prevalentemente da dialoghi, "Mio fratello Simple" racconta una storia meravigliosa e triste, difficile e tragica. Una storia che deve essere letta, almeno una volta nella vita.
    Nulla in questo romanzo è scontato, nemmeno i nomi (un piccolissimo esempio è il cognome dei fratelli: Maluri, anagramma del cognome dell'autrice). Ogni frase è mirata a qualcosa. Ogni gesto racchiude una storia e ogni gesto ne racconta una.

    Leggere "Mio fratello Simple" significa immergersi totalmente della storia e conoscere a fondo i suoi personaggi. Kléber alle prese con il primo amore e le difficoltà con il fratello grande che grande non è. Simple e Signor Migliotiglio con i loro discorsi sulla vita, amore e crescita. Enzo alle prese con il suo romanzo e l'inconfessabile amore per Aria. Aria e Emmanuel, una coppia poco felice quasi in fase di separazione. E Corentin con i suoi problemi alimentari.

    Ho amato questo romanzo. Mi ha fatto sorridere perché l'autrice è stata bravissima a proporre temi particolarmente delicati in maniera ironica. Mi ha commosso perché il destino non è sempre come lo vogliamo noi.
    Leggete "Mio fratello Simple", non vi deluderà. Parola di blogger :)
    Buona lettura

    ha scritto il 

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