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Mio nonno è morto in guerra

Di

Editore: A. Mondadori (Arcobaleno)

4.0
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804617705 | Isbn-13: 9788804617709 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
"Mio nonno si chiamava Rinaldo e, per fortuna sua e mia, non è morto in guerra. Partì come tanti altri per la campagna di Russia, ma a differenza di molti riuscì a tornare indietro. Però per tutto il resto della sua vita ha sempre avuto freddo. Anche d'estate, seduto in terrazza in pieno sole, teneva una coperta sulle gambe e un giacchetto sulle spalle. Perché il freddo della guerra gli era entrato dentro. L'idea di ricercare e raccontare le storie minime dei protagonisti della Seconda guerra mondiale nasce da nonno Rinaldo e dal bisogno di colmare un grande silenzio: il silenzio di uomini e donne ammutoliti dal frastuono della storia. Ma anche il silenzio di chi ha preferito tacere, per convenienza o per dimenticare un dolore inenarrabile. Ecco perché ho scelto di usare direttamente la voce dei protagonisti. La maggior parte dei racconti di "Mio nonno è morto in guerra" è nata grazie al prezioso contributo di tante persone che hanno donato incondizionatamente e con passione civile la propria testimonianza di vita. A questo mosaico di memorie riesumate, a questo album di aneddoti in bianco e nero, manca sicuramente più di qualche tassello: è un'opera incompiuta per definizione. Sono gli appunti di viaggio di un "ricercautore" che ha attraversato l'Italia senza stancarsi mai le gambe e le orecchie, pronto ogni giorno ad ascoltare una nuova voce, a decifrare altre rughe, ad imparare una sfumatura inedita, felice di riempire quelle pagine bianche..." (Simone Cristicchi)

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    Carino e scorrevole. L’autore ha raccolto varie testimonianze di persone rimaste coinvolte nella seconda guerra mondiale, storie di uomini, donne e bambini alle prese con la vita quotidiana e la bruttezza della guerra, storie ora inimmaginabili, raccontate proprio per farci toccare con mano quell ...continua

    Carino e scorrevole. L’autore ha raccolto varie testimonianze di persone rimaste coinvolte nella seconda guerra mondiale, storie di uomini, donne e bambini alle prese con la vita quotidiana e la bruttezza della guerra, storie ora inimmaginabili, raccontate proprio per farci toccare con mano quello che non abbiamo visto, ricordare e associare frammenti di vita al nome della guerra.
    Ancorq più bello è il fatto che sia imparziale: raccoglie testimonianze da tutti, mostrando il bianco e il nero di tutti i lati.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando si parla di guerra purtroppo si parla sempre di dolore e sofferenza, e se all'inizio del libro ho pensato che i racconti fossero troppo scarni e senza riferimenti geografici, teporali e personali alla fine ho mi sono convinta che non servono particolari dettagli, in fin dei conti credo che ...continua

    Quando si parla di guerra purtroppo si parla sempre di dolore e sofferenza, e se all'inizio del libro ho pensato che i racconti fossero troppo scarni e senza riferimenti geografici, teporali e personali alla fine ho mi sono convinta che non servono particolari dettagli, in fin dei conti credo che tutti abbiamo un parente disperso in russia, un padre scampato alla deportazione, una mamma che non voleva alzarsi al suono dell'allarme aereo, e questo ci aiutava condividere le esperienze narrate, ma in futuro quando non ci saranno piu' i nonni?
    Mi sento di condividere quello che dice l'autore in seconda copertina" Se ogni ragazzo italiano sapesse raccontarela storia dei propri nonni, nel nostro paese assisteremmo ad una piccola grande rivoluzione culturale"

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro è la versione più ampia del bellissimo spettacolo teatrale che il cantante sta portando in tournée in questo periodo (2013). Tante piccole grandi storie di guerra ascoltate dalla voce dei reduci, alcune amaramente divertenti, altre dolorose e drammatiche, che hanno come filo conduttore i ...continua

    Il libro è la versione più ampia del bellissimo spettacolo teatrale che il cantante sta portando in tournée in questo periodo (2013). Tante piccole grandi storie di guerra ascoltate dalla voce dei reduci, alcune amaramente divertenti, altre dolorose e drammatiche, che hanno come filo conduttore il concetto che in guerra non esiste chi ha ragione e chi ha torto, chi vince e chi perde, esistono solo l'orrore e la sofferenza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Mio nonno è morto in guerra

    Simone Cristicchi ha girato l'Italia con il registratore a raccogliere le storie dei nostri vecchi, quelli reduci dalla campagna militare in Russia, sopravvissuti ai campi di concentramento, alla rappresaglie improvvise nel cuore della notte, sono brevi attimi di paura, speranza, compassione.
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    Simone Cristicchi ha girato l'Italia con il registratore a raccogliere le storie dei nostri vecchi, quelli reduci dalla campagna militare in Russia, sopravvissuti ai campi di concentramento, alla rappresaglie improvvise nel cuore della notte, sono brevi attimi di paura, speranza, compassione.
    Chi non conosce questa memoria, non conosce la propria storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scoperta. Libro fatto di brevissimi racconti di vita di gente che ha vissuto esperienze nella II guerra mondiale, con una ottica diversa, quasi intima. Ci sono due racconti in particolare che mi hanno colpito e narrano di vicende che ci fanno vedere il nostro ex Presidente della Repubblica Pe ...continua

    Una scoperta. Libro fatto di brevissimi racconti di vita di gente che ha vissuto esperienze nella II guerra mondiale, con una ottica diversa, quasi intima. Ci sono due racconti in particolare che mi hanno colpito e narrano di vicende che ci fanno vedere il nostro ex Presidente della Repubblica Pertini in modo non proprio positivo.

    ha scritto il 

  • 3

    <<Mia cara piccola Claudia,
    Appena giuntami la tua tanto gradita lettera, mi metto a risponderti per dirti la gioia che mi ha portato. Prima di tutto la mia salute è sempre ottima e il morale sempre alto.
    Figlia mia, il destino ci è stato avverso e mi ha fatto partire lontano
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    <<Mia cara piccola Claudia,
    Appena giuntami la tua tanto gradita lettera, mi metto a risponderti per dirti la gioia che mi ha portato. Prima di tutto la mia salute è sempre ottima e il morale sempre alto.
    Figlia mia, il destino ci è stato avverso e mi ha fatto partire lontano , per portare la civiltà della nostra bella Italia in una terra ancora barbara dove non sanno cosa sia famiglia, né chiesa, né umanità. Tutto questo tuo padre l'ha fatto con molto dolore perché gli veniva tolto il piacere di assistere alla tua nascita, per il cui annuncio ho dovuto tenere il cuore in sospeso per venticinque giorni. Come furono lunghi! Per me in quel momento non c'era gioia migliore, palpitavo dalla felicità, ma insieme c'era anche il desiderio forte di ritornare per essere tra i primi a stringerti. Troppa era la lontananza e mi rassegnai, però in me cominciò l'amore per te: sebbene non ti avevo visto, mi sembrava di esserti vicino.
    Allora continuai ad amarti sempre più e pensarti sempre, che per me era un grande solliavo, e continuai a pregare il Signore ringraziandolo che tutto andasse bene e ti facesse crescere sana.
    Piccina mia, ora tu mi dici che sei buona, che non fai tribolare la mammina, brava! Così devi continuare, perché lei fa qualunque sacrificio per te.
    Ora piccina mia, io continuerò a pregare il Signore per me, che mi salvi da ogni pericolo e mi conceda che un giorno possa ritornare per conoscerti. Questo foglio porterà a te e alla mamma tanti saluti e bacioni con una stretta dal tuo paparino che vi ama tanto.
    Ciao, piccina mia!

    Ho sessantanove anni e questa è la lettera che il mio adorato papà mi scrisse poco dopo la mia nascita. La sua lettera giunse a mia madre quando lui era già morto in battaglia. E' tutto ciò che mi resta di lui: mio papà, il caporale Giacomo Bodini della Divisione Tridentina, 2° Reggimento Artiglieria Alpina, 59° Batteria.>>

    ha scritto il 

  • 5

    Mio nonno è morto in guerra

    Simone Cristicchi dice che ha scritto questo libro “Per non dimenticare cos'è la guerra in questi tempi di finta pace”. Adesso scrivo la traduzione di quello che vuole dire ma in maniera molto meno poetica e filosofica: “Se continuate a fregarvene quando vengono sganciate bombe e uccise migliaia ...continua

    Simone Cristicchi dice che ha scritto questo libro “Per non dimenticare cos'è la guerra in questi tempi di finta pace”. Adesso scrivo la traduzione di quello che vuole dire ma in maniera molto meno poetica e filosofica: “Se continuate a fregarvene quando vengono sganciate bombe e uccise migliaia di persone solo perchè succede in un Paese che non è il vostro, oppure il massimo che riuscite a farvi uscire da quella boccaccia quando sentite al telegiornale dell'ennesimo massacro è un'esclamazione insulsa del tipo 'oh poverini! È una vera disgrazia!' anzi che fare qualcosa di concreto per cambiare la situazione, oppure se lasciate decidere ad altri cosa fare del vostro Paese, o anche solo della vostra piccola cittadina o date voti a caso scusandovi con una frase del tipo 'la politica non è cosa per me, proprio non la capisco'; se continuate ad essere così pigri, menefreghisti e continuate ad avere paura di assumervi delle responsabilità, in questo libro potete leggere in cosa state per sbattere contro.”
    In “mio nonno è morto in guerra” sono raccolte testimonianze di sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale, sia con ideali partigiani che non. Perchè ricordare dovrebbe servire ad evitare di commettere gli stessi errori. Ma allora, dico io, perchè ci sono ancora guerre in corso? Perchè, anche sapendo cosa si prova ad essere torturati ci sono ancora persone che instaurano regimi dittatoriali e, soprattutto, chi li aiuta a prendere il potere e chi li lascia agire indisturbati? Perchè c'è ancora chi crede di poter portare la pace facendo la guerra? Per soldi, per potere. Niente di nuovo. È sempre stato così. L'essere umano è purtroppo facilmente corruttibile. Ora la maggior parte di voi diranno che è facile giudicare quando nessuno ti ha mai puntato una pistola alla tempia e non ha mai minacciato di morte i tuoi cari. Io vi rispondo che esistono molte persone a cui è successo e che, nonostante tutto, hanno reagito. Queste persone sapevano che continuando ad assecondare i loro carnefici, non avrebbero ottenuto altro che dolore per altri e anche per se stessi. Ora direte anche che non è il gesto di una persona che può cambiare il mondo. Io vi do ragione. Dico anche, che proprio per questo dovremmo iniziare tutti a fare qualcosa. Ma per fare qualcosa che abbia un senso bisogna pensare e ricordare. Senza scordarsi però, che pensare e agire, sono due azioni che non valgono nulla l'una senza l'altra.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro che non ti aspetti. Anzi, forse sarebbe meglio dire "la raccolta che non ti aspetti", in quanto Cristicchi non scrive nulla ma trascrive i ricordi di anziani che hanno vissuto la II guerra mondiale. Ne scaturisce un libro bello e utile, utile per ricordarci perché abbiamo una costituzion ...continua

    Il libro che non ti aspetti. Anzi, forse sarebbe meglio dire "la raccolta che non ti aspetti", in quanto Cristicchi non scrive nulla ma trascrive i ricordi di anziani che hanno vissuto la II guerra mondiale. Ne scaturisce un libro bello e utile, utile per ricordarci perché abbiamo una costituzione e perché siamo (dovremmo essere) antifascisti senza se e senza ma, a prescindere dall'orientamento politico conservatore o progressista. Un sentito grazie all'autore, che ho ingiustamente relegato per troppo tempo tra le cose da evitare.

    ha scritto il