Miramar

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 1564)

3.6
(190)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Svedese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8807815648 | Isbn-13: 9788807815645 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Isabella Camera D'Afflitto

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Uno scrittore di successo va ad Alessandria per una vacanza di riposo. Dalla sua confortevole sedia nella pensione Miramar osserva due mondi giustapposti. Da un lato, si staglia il suo passato, i tempi dell'idealismo e dell'attivismo politico; dall'altro, vede la vita attuale in rapporto a quella degli altri, più giovani, ospiti della pensione. Sei personaggi, tutti fatti esuli dalle circostanze, si ritrovano assieme nell'ambiente di un'eleganza un po' decaduta del Miramar. La figura centrale del racconto è Zohra, una bella giovane contadina, le cui relazioni con gli altri rispecchiano simbolicamente le principali realtà politiche e sociali dell'Egitto dell'epoca.
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  • 3

    Alessandria d’Egitto, autunno 1966. Alla pensione Miramar, tenuta da una matura signora greca, si presentano per diversi motivi e in diversi momenti due anziani (un giornalista ultraottantenne e un ma ...continua

    Alessandria d’Egitto, autunno 1966. Alla pensione Miramar, tenuta da una matura signora greca, si presentano per diversi motivi e in diversi momenti due anziani (un giornalista ultraottantenne e un maturo uomo politico caduto in disgrazia) e tre giovani (un ricco proprietario terriero, un contabile e un annunciatore radiofonico).
    Fuori c’è la “rivoluzione”, con la nazionalizzazione delle imprese, la fuga degli stranieri, gli espropri e gli arresti. Con Nasser al potere dopo un colpo di stato militare inizia il periodo del “socialismo arabo”. Ma i riferimenti al contesto storico e politico sono ridotti al minimo, forse per far provare anche al lettore quel senso di smarrimento e di precarietà che coglie i personaggi, giovani e vecchi, in questa confusa fase di transizione. La descrizione di queste vite sospese in un’atmosfera malinconica di decadenza è secondo me l’aspetto più riuscito di questo romanzo scritto cinquant’anni fa, quasi in presa diretta.
    A turno ogni personaggio racconta in prima persona le stesse vicende accadute all’interno della pensione, rivelando gradualmente i propri pensieri e aggiungendo – man mano che il libro procede - particolari non colti dagli altri. In questo modo il premio Nobel Mahfuz, con una una prosa piana e senza inutili svolazzi, ci fa entrare nelle vite di queste persone con i loro ricordi e rimpianti, le loro ossessioni e preoccupazioni.
    Nelle confessioni degli anziani vengono a galla la paura di rimanere soli (“è bello trovare una persona con cui condividere la propria solitudine”) o di perdere tutti i propri beni, la disillusione, la nostalgia per i bei tempi andati (vedi l’attenzione alle foto della proprietaria da giovane) e anche una certa allegria dettata dalla disperazione (“come posso non credere in Dio mentre ardo all’inferno?”).
    Nei racconti dei più giovani predominano invece l’opportunismo, l’odio per gli anziani, visti come sultani o “statue di antichi re abbandonati dalla sorte”, la rabbia per il tempo che passa senza aver preso una decisione, ma anche i sensi di colpa e una forte fragilità caratteriale.
    La speranza nel futuro viene espressa solo dalla domestica Zahra, giovane e bella, oggetto dell’affetto di due pensionanti e delle bramosie degli altri tre. Scappata dalla famiglia per evitare un matrimonio combinato, rischia però di cadere dalla padella nella brace…

    ha scritto il 

  • 3

    Ho comprato il romanzo al ritorno da un viaggio in Egitto, anni fa, in un’altra epoca, quando era diverso il mondo, ma l’ho letto solo ora, non so perché e comunque me ne dispiaccio perché è stata un ...continua

    Ho comprato il romanzo al ritorno da un viaggio in Egitto, anni fa, in un’altra epoca, quando era diverso il mondo, ma l’ho letto solo ora, non so perché e comunque me ne dispiaccio perché è stata una bella lettura. Ad Alessandria il primo narratore, Amer, un vecchio giornalista, ritorna a cercare atmosfere del passato nella pensione Miramar gestita
    da una donna che lui aveva amato, e che ospita altri quattro clienti, tutti uomini soli, tutti toccati in modo diverso dalla rivoluzione e quasi tutti simpatizzanti, almeno a parole, per il nuovo assetto politico . Amer è solo il primo narratore perché le vicende sono raccontate a turno dagli ospiti del Miramar, che sveleranno man mano la loro personalità, i pensieri e gli scopi segreti del loro agire. Il racconto è dunque uno svelamento progressivo dei personaggi maschili, un denudamento impietoso delle loro vite nascoste. Al centro della scena e oggetto dei desideri di tutti, almeno dei tre più giovani, è la bella Zahra, la giovane contadina fuggita dalla campagna perché il nonno voleva farla sposare ad un vecchio del villaggio. Zahra è giovane, forte, volitiva, vuole emanciparsi ed istrursi, scegliere il proprio destino, sa difendersi bene dagli attacchi degli uomini. Tra Zahra, e direi anche le altre donne che compaiono più fugacemente, e gli uomini che le circondano c’è un abisso: le donne sono leali, oneste, giocano a carte scoperte, gli uomini sono manipolatori, contorti, violenti, falsificano e tradiscono. Il romanzo è del 1966 ed è stato scritto da un uomo, si badi bene. E’ stata fatta anche una lettura simbolica del romanzo: Zahra è l’Egitto del tempo di Nasser : fiero, vuole mantenere indipendenza ed onestà, mentre le classi medie voraci se lo vogliono spartire con l’inganno, o la violenza. Leggerò altri libri dell’autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Llibre coral, amb un punt de vista narratiu interessant perquè la mateixa història és explicada des de diferents punts de vista. La pensió Miramar i la ciutat d'Alexandria esdevenen mers decorats, esp ...continua

    Llibre coral, amb un punt de vista narratiu interessant perquè la mateixa història és explicada des de diferents punts de vista. La pensió Miramar i la ciutat d'Alexandria esdevenen mers decorats, especialment planers, on es desenvolupa tota la trama de personatges especialment particulars. Un llibre típicament Mahfuz.

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore sfoggia la sua versatilità insinuandosi negli animi di personaggi estremamente diversi tra di loro. La bella Zahra, l'Egitto socialista di Nasser, il clima irrequieto e la vita quotidiana di ...continua

    L'autore sfoggia la sua versatilità insinuandosi negli animi di personaggi estremamente diversi tra di loro. La bella Zahra, l'Egitto socialista di Nasser, il clima irrequieto e la vita quotidiana di Alessandria rendono ulteriormente piacevole la lettura di questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Plural. El recurso de explicar la misma historia desde distintas voces narrativas, correspondientes a varios de sus protagonistas, aporta una cierta pluraridad a la novela, aunque resta algo de interé ...continua

    Plural. El recurso de explicar la misma historia desde distintas voces narrativas, correspondientes a varios de sus protagonistas, aporta una cierta pluraridad a la novela, aunque resta algo de interés al conocerse de antemano el desenlace y sus consecuencias. El libro está bien escrito, es ameno y muestra la vida y las costumbres de la sociedad egipcia de los últimos años, en la línea de otros títulos del mismo autor.

    ha scritto il 

  • 3

    "...di ricordi bagnati di miele e lacrime:Alessandria"

    Sovrapposizioni di esperienze, di ricordi, di storie che i personaggi intrecciano tra presente passato e futuro, le proprie e quelle di una città, di un Paese. Visioni nitide e visioni cupe di percors ...continua

    Sovrapposizioni di esperienze, di ricordi, di storie che i personaggi intrecciano tra presente passato e futuro, le proprie e quelle di una città, di un Paese. Visioni nitide e visioni cupe di percorsi interni ed esterni al racconto. Non è stata per me una lettura come dire "immediata", forse vista anche la scarsa conoscenza (lo ammetto)della storia dell'Egitto di quegli anni, ma sicuramente mi piace come scrive, come racconta Mahfuz.

    ha scritto il 

  • 4

    Uomini & storia

    Opera dai riferimenti politici legati al periodo in cui l'Egitto lotta per liberarsi dal giogo inglese, un popolo quest'ultimo da sempre dedito al colonialismo, sia politico che economico (non è richi ...continua

    Opera dai riferimenti politici legati al periodo in cui l'Egitto lotta per liberarsi dal giogo inglese, un popolo quest'ultimo da sempre dedito al colonialismo, sia politico che economico (non è richiesta questa mia precisazione, ma ogni tanto è bene ricordare ciò che invece scordiamo con molta facilità).
    Forse proprio per cercare di dare più consistenza agli avvenimenti storici, che toccano l'Egitto in toto, questo è l'unico fra i suoi romanzi, ambientato ad Alessandria e non a Il Cairo (quando ambienta i suoi romanzi a Il Cairo, si fa prendere un po' "la penna" da vicende di quartiere e con qualche particolarismo in più).

    Sebbene un'infarinatura della storia contemporanea di questa affascinante nazione possa rendere la lettura più completa, le vicende che si dipanano e si aggrovigliano intorno a Zahara, giovane cameriera della pensione Miramar, e ai quattro io narranti, sono vicende di uomini. Sono vicende di debolezze e tradimenti, tradimenti sofferti, tradimenti subiti. Mi soffermo sui tradimenti anche se non sono l'argomento principe, perché sono stata colpita dalle sofferenze che ha patito un "traditore": ho apprezzato come lo scrittore cerchi di mostrare anche i rimorsi e i tormenti di chi normalmente vorremmo vedere bruciare nelle fiamme dell'inferno.

    Poi come in tutte le vicende di uomini, ci sono i vinti, i vincenti, gli idealisti, i sopravvissuti, i sognatori, i lottatori, gli egoisti, gli spregiudicati...

    Libro da quattro stelle, ma Mahfuz a mio parere, ha scritto di meglio.

    ha scritto il 

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