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Miramar

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica; 1564)

3.6
(173)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Svedese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8807815648 | Isbn-13: 9788807815645 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Isabella Camera D'Afflitto

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Uno scrittore di successo va ad Alessandria per una vacanza di riposo. Dalla sua confortevole sedia nella pensione Miramar osserva due mondi giustapposti. Da un lato, si staglia il suo passato, i tempi dell'idealismo e dell'attivismo politico; dall'altro, vede la vita attuale in rapporto a quella degli altri, più giovani, ospiti della pensione. Sei personaggi, tutti fatti esuli dalle circostanze, si ritrovano assieme nell'ambiente di un'eleganza un po' decaduta del Miramar. La figura centrale del racconto è Zohra, una bella giovane contadina, le cui relazioni con gli altri rispecchiano simbolicamente le principali realtà politiche e sociali dell'Egitto dell'epoca.
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  • 4

    L'autore sfoggia la sua versatilità insinuandosi negli animi di personaggi estremamente diversi tra di loro. La bella Zahra, l'Egitto socialista di Nasser, il clima irrequieto e la vita quotidiana di Alessandria rendono ulteriormente piacevole la lettura di questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Plural. El recurso de explicar la misma historia desde distintas voces narrativas, correspondientes a varios de sus protagonistas, aporta una cierta pluraridad a la novela, aunque resta algo de interés al conocerse de antemano el desenlace y sus consecuencias. El libro está bien escrito, es ameno ...continua

    Plural. El recurso de explicar la misma historia desde distintas voces narrativas, correspondientes a varios de sus protagonistas, aporta una cierta pluraridad a la novela, aunque resta algo de interés al conocerse de antemano el desenlace y sus consecuencias. El libro está bien escrito, es ameno y muestra la vida y las costumbres de la sociedad egipcia de los últimos años, en la línea de otros títulos del mismo autor.

    ha scritto il 

  • 3

    "...di ricordi bagnati di miele e lacrime:Alessandria"

    Sovrapposizioni di esperienze, di ricordi, di storie che i personaggi intrecciano tra presente passato e futuro, le proprie e quelle di una città, di un Paese. Visioni nitide e visioni cupe di percorsi interni ed esterni al racconto. Non è stata per me una lettura come dire "immediata", forse vis ...continua

    Sovrapposizioni di esperienze, di ricordi, di storie che i personaggi intrecciano tra presente passato e futuro, le proprie e quelle di una città, di un Paese. Visioni nitide e visioni cupe di percorsi interni ed esterni al racconto. Non è stata per me una lettura come dire "immediata", forse vista anche la scarsa conoscenza (lo ammetto)della storia dell'Egitto di quegli anni, ma sicuramente mi piace come scrive, come racconta Mahfuz.

    ha scritto il 

  • 4

    Uomini & storia

    Opera dai riferimenti politici legati al periodo in cui l'Egitto lotta per liberarsi dal giogo inglese, un popolo quest'ultimo da sempre dedito al colonialismo, sia politico che economico (non è richiesta questa mia precisazione, ma ogni tanto è bene ricordare ciò che invece scordiamo con molta f ...continua

    Opera dai riferimenti politici legati al periodo in cui l'Egitto lotta per liberarsi dal giogo inglese, un popolo quest'ultimo da sempre dedito al colonialismo, sia politico che economico (non è richiesta questa mia precisazione, ma ogni tanto è bene ricordare ciò che invece scordiamo con molta facilità).
    Forse proprio per cercare di dare più consistenza agli avvenimenti storici, che toccano l'Egitto in toto, questo è l'unico fra i suoi romanzi, ambientato ad Alessandria e non a Il Cairo (quando ambienta i suoi romanzi a Il Cairo, si fa prendere un po' "la penna" da vicende di quartiere e con qualche particolarismo in più).

    Sebbene un'infarinatura della storia contemporanea di questa affascinante nazione possa rendere la lettura più completa, le vicende che si dipanano e si aggrovigliano intorno a Zahara, giovane cameriera della pensione Miramar, e ai quattro io narranti, sono vicende di uomini. Sono vicende di debolezze e tradimenti, tradimenti sofferti, tradimenti subiti. Mi soffermo sui tradimenti anche se non sono l'argomento principe, perché sono stata colpita dalle sofferenze che ha patito un "traditore": ho apprezzato come lo scrittore cerchi di mostrare anche i rimorsi e i tormenti di chi normalmente vorremmo vedere bruciare nelle fiamme dell'inferno.

    Poi come in tutte le vicende di uomini, ci sono i vinti, i vincenti, gli idealisti, i sopravvissuti, i sognatori, i lottatori, gli egoisti, gli spregiudicati...

    Libro da quattro stelle, ma Mahfuz a mio parere, ha scritto di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Alessandria d'Egitto, fiore appassito al sole.

    Nel 1966 un famoso giornalista dimenticato va ad Alessandria per una sorta di "ultima stazione" della sua vita, forse alla ricerca di qualcosa o qualcuno che non esiste più. Dalla sua confortevole sedia nella pensione Miramar osserva due mondi giustapposti. Da un lato, si staglia il suo passato, ...continua

    Nel 1966 un famoso giornalista dimenticato va ad Alessandria per una sorta di "ultima stazione" della sua vita, forse alla ricerca di qualcosa o qualcuno che non esiste più. Dalla sua confortevole sedia nella pensione Miramar osserva due mondi giustapposti. Da un lato, si staglia il suo passato, i tempi dell'idealismo e dell'attivismo politico; dall'altro, vede la vita attuale in rapporto a quella degli altri, più giovani, ospiti della pensione. Sei personaggi, tutti esuli dalle circostanze più o meno gravi della vita, si ritrovano assieme nell'ambiente di un'eleganza decaduta e ingombrante del Miramar.
    Protagonista della storia è Zahra, una bella giovane contadina, le cui relazioni con gli altri rispecchiano simbolicamente le principali realtà politiche e sociali dell'Egitto dell'epoca. Le stesse vicende ci vengono narrate da quattro dei protagonisti, in un can can di rivelazioni e diverse angolazioni.
    Comprato per capire l'Egitto in un momento in cui stava al centro della cronaca, mi ha fatto invece indagare sull'animo umano.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lucidità... calda!

    Non si dice di solito "fredda lucidità"? Beh, qui la lucidità è... calda! Come si fa a vivere nella consapevolezza dei molteplici risvolti dell'animo umano e ad astenersi dal giudizio? E ci risiamo, dopo "Il vicolo del mortaio". Dopo venti anni l'autore aggiunge in penetrazione e mantiene in dist ...continua

    Non si dice di solito "fredda lucidità"? Beh, qui la lucidità è... calda! Come si fa a vivere nella consapevolezza dei molteplici risvolti dell'animo umano e ad astenersi dal giudizio? E ci risiamo, dopo "Il vicolo del mortaio". Dopo venti anni l'autore aggiunge in penetrazione e mantiene in distanza. Uno spettatore di eventi che non può assolutamente controllare, ma compenetra, aggiungendo un poco di se stesso nella modalità di profonda analisi che ognuno dei personaggi fa di se stesso, commentando la stessa catena di eventi a cui partecipa. La sensazione di profonda malinconia dovuta al senso di impotenza è inevitabile, così come è inevitabile l'ammirazione di tanta saggezza. Ma come ha fatto quest'uomo a vivere con se stesso?
    Ottima la traduzione dall'arabo.

    ha scritto il 

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