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Mirra

By Vittorio Alfieri

(147)

| Paperback | 9788811584056

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Book Description

Mirra prova una passione indomabile per il padre Ciniro, re di Cipro. Si dichiara però decisa a sposare Pereo. Durante i preparativi della cerimonia nuziale, sviene e fa sì che Pereo capisca di esserle odioso, tanto che il giovane si uc Continue

Mirra prova una passione indomabile per il padre Ciniro, re di Cipro. Si dichiara però decisa a sposare Pereo. Durante i preparativi della cerimonia nuziale, sviene e fa sì che Pereo capisca di esserle odioso, tanto che il giovane si uccide. Ciniro chiede spiegazioni alla figlia che, pressata dalledomande del padre, confessa la sua colpevole passione e si uccide con la spadadel padre.

12 Reviews

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    <<Padre, mi fea natura; il caso, re.>>

    La struggente storia di Mirra, prossima alle nozze con l'eccellente Pereo, ma segretamente e ineluttabilmente malata di una passione incestuosa per suo padre Ciniro (opera di una vendetta della dea Venere).
    Mirra è depressa, afflitta da una tristezz ...(continue)

    La struggente storia di Mirra, prossima alle nozze con l'eccellente Pereo, ma segretamente e ineluttabilmente malata di una passione incestuosa per suo padre Ciniro (opera di una vendetta della dea Venere).
    Mirra è depressa, afflitta da una tristezza di cui i suoi cari non si spiegano l'origine. A nulla valgono le più calde e sincere esortazioni, la vergogna impone a Mirra di celare la ragione del suo insano malessere che la sta consumando nel corpo e nella mente:
    <<Ma,... non regge
    a tante furie... il languente... mio... corpo...
    mancano i piè,... mancano... i sensi...>>

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    Nuvoletta_ScrubsFan said on Dec 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non succede quasi nulla per tutta la tragedia: di continuo si hanno rinvii, esitazioni, ripensamenti, che altro non sono che inutili argini contro una passione raccapricciante. Essenziale e perfetto, tesissimo e tutto giocato su un lacerante contrast ...(continue)

    Non succede quasi nulla per tutta la tragedia: di continuo si hanno rinvii, esitazioni, ripensamenti, che altro non sono che inutili argini contro una passione raccapricciante. Essenziale e perfetto, tesissimo e tutto giocato su un lacerante contrasto interno alla protagonista, questo dramma, capolavoro di un teatro ingiustamente trascurato come quello alfieriano, basa la sua forza anche su una poesia aspra e scabra, che non concede soste al lettore, endecasillabo dopo endecasillabo.

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    Stef1091 said on Jul 1, 2011 | Add your feedback

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    "Padre mi fea Natura; il caso, re."

    "ALLA NOBIL DONNA
    LA SIGNORA CONTESSA
    LUISA STOLBERG D’ALBANIA.
    Vergognando talor che ancor si taccia,
    donna, per me l'almo tuo nome in fronte
    di queste ormai giá troppe, e a te ben conte
    tragedie, ond'io di folle avrommi taccia;
    or vo' qual d'ess
    ...(continue)

    "ALLA NOBIL DONNA
    LA SIGNORA CONTESSA
    LUISA STOLBERG D’ALBANIA.
    Vergognando talor che ancor si taccia,
    donna, per me l'almo tuo nome in fronte
    di queste ormai giá troppe, e a te ben conte
    tragedie, ond'io di folle avrommi taccia;
    or vo' qual d'esse meno a te dispiaccia
    di te fregiar: benché di tutte il fonte
    tu sola fossi; e il viver mio non conte,
    se non dal dí che al viver tuo si allaccia.
    Della figlia di Ciniro infelice
    l'orrendo a un tempo ed innocente amore,
    sempre da' tuoi begli occhi il pianto elíce:
    prova emmi questa, che al mio dubbio core
    tacitamente imperíosa dice;
    ch'io di MIRRA consacri a te il dolore."

    ***

    "Amore,
    benché di pianto e di sospir si pasca,
    pur lascia ei sempre un non so che di speme,
    che in fondo al cor traluce"

    ***

    "Questa mia vita per sempre consacro
    al tuo dolore, poichè a ciò mi hai scelto."

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    Bianca Rita Cataldi said on Jan 3, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Commovente!

    Io lo so che non devo leggere questi miti greci, c'è sempre qualche ingiustizia di fondo che non sopporto (eccheccavoli, se la madre non ha acceso gli incensi a Venere per orgoglio, non è che deve pagare la figlia le conseguenze u.u) e che mi fa comp ...(continue)

    Io lo so che non devo leggere questi miti greci, c'è sempre qualche ingiustizia di fondo che non sopporto (eccheccavoli, se la madre non ha acceso gli incensi a Venere per orgoglio, non è che deve pagare la figlia le conseguenze u.u) e che mi fa compatire ancora di più il personaggio-vittima. Quanto mi ha fatto tenerezza Mirra, davvero non so! E quanto è dolce Pereo! Lo voglio anch'io un uomo così u.u
    Pensavo che la lettura poi fosse meno scorrevole, invece *lode speciale* ad Alfieri che scrive davvero bene, e trasmette emozioni come pochi, nell'ambito delle tragedie. Non è affatto pesante insomma, forse potrebbe sembrarlo se fosse un libro da leggere per scuola ("da leggere per scuola" è una frase che emana tragedia ed orrore da tutti i metaforici pori).

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    Gift said on Aug 29, 2010 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Altra lettura obbligata dalla scuola, Mirra è una tragedia che affronta la mitica storia di questa ragazza, che si innamora del padre per volere di Afrodite, offesa dalla bellezza della donna tanto vantata dalla madre.
    Mirra appare come un personag ...(continue)

    Altra lettura obbligata dalla scuola, Mirra è una tragedia che affronta la mitica storia di questa ragazza, che si innamora del padre per volere di Afrodite, offesa dalla bellezza della donna tanto vantata dalla madre.
    Mirra appare come un personaggio tormentato e travagliato sin dal primo atto, e la sua figura diventa sempre più tragica fino a giungere all’apice nel quinto atto, in cui rivela il suo insano amore per il padre e si suicida con la sua spada, dopo che anche l’uomo che sarebbe dovuto diventare suo marito si era ucciso.
    Mi è piaciuto, mi è piaciuta la storia, per quanto terribile e un po’ macabra, e il modo in cui le parole sono usate. Sicuramente meglio di Saul, l’altra tragedia di Alfieri che ho dovuto leggere.

    “Or sappi ch’ella a me sempre tremante si accosta; in volto
    d’alto pallor si pinge; dei begli occhi
    dono a me mai non fa; dubbi interrotti
    e pochi accenti in mortai gelo involti
    muove nel suolo le pupille, sempre
    Di pianto pregne, affigge; in doglia orrenda
    sepolta è l alma; illanguidito il fiore
    di sua beltà divina.”

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    MoonyBen said on Jul 28, 2010 | Add your feedback

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