Miseria dello storicismo

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(64)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 880781692X | Isbn-13: 9788807816925 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Carlo Montaleone

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Storia , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
La storia non ha un senso di marcia e non è possibile stabilire la direzione del suo corso, né prevedere le sue finalità. Qualsiasi credenza deterministica è errata, perché non disponiamo di strumenti che ci permettano una previsione scientifica degli eventi. Questa tesi, coltivata da Popper all'indomani del primo conflitto mondiale, è emersa al dibattito solo nel secondo dopoguerra provocando diversi imbarazzi. L'attacco allo storicismo e alle filosofie profetiche della storia rappresenta, inoltre, un invito a combattere l'ingiustizia e l'oppressione con la consapevolezza che non esiste un dio nascosto nella storia né una legge dialettica che possa garantire l'esito delle nostre azioni.
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  • 5

    Non esistono leggi della Storia, non si possono fare profezie

    Miseria dello storicismo (1957) è un testo dedicato all’uso del metodo scientifico nelle scienze sociali e in particolare nella storia. In esso Popper confuta la possibilità di trovare le leggi della ...continua

    Miseria dello storicismo (1957) è un testo dedicato all’uso del metodo scientifico nelle scienze sociali e in particolare nella storia. In esso Popper confuta la possibilità di trovare le leggi della storia, del progresso o dello sviluppo umano, prova cioè che le teorie storiciste, che credono di poter cogliere e studiare tali leggi, sono errate. Con questa semplice dimostrazione colpisce al cuore le filosofie di Platone, di Marx, di Hegel, di Spengler e dei loro epigoni. Filosofie molto diverse fra loro (materialista Marx, idealista Hegel, Irrazionalista Spengler), ma tutte accomunate da una matrice storicista. Contro le filosofie profetiche, impegnate a prevedere e promettere, ora un cammino di progresso fino a una società perfetta, ora un inesorabile declino, Popper svela gli errori logici e metodologici che stanno alla base dello storicismo e traccia una visione realistica e ragionevole dello studio della storia. Riflette in modo semplice e acuto sul metodo scientifico, sul rapporto tra scienze naturali e scienze sociali, sull’interpretazione della storia. Denuncia che lo storicismo e la sua visione olistica, lungi dall’essere quanto di più moderno, appartengono ad un pensiero prescientifico, già presente nell’antichità.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah! Pensavo chi sa che, ma per carità, è abbastanza interessante. E' un po' vecchiotto, ma, in fondo, se le scienze socieli si sono evolute nel dopoguerra è stato proprio grazie all'utilizzo dei met ...continua

    Mah! Pensavo chi sa che, ma per carità, è abbastanza interessante. E' un po' vecchiotto, ma, in fondo, se le scienze socieli si sono evolute nel dopoguerra è stato proprio grazie all'utilizzo dei metodi di ricerca quantitativi. Lo storicismo esiste più? forse no, ma esiste ancora, e forse esisterà sempre (come è sempre esistita)la pretesa (illusoria) di vedere nella storia delle leggi di sviluppo. Non c'è alcun senso nella storia intellegibile all'uomo, a meno che non si sia credenti. Ma questa è un'altra storia (della Salvezza).

    ha scritto il 

  • 0

    Finito di leggere "Miseria dello storicismo" di Karl Popper (bella introduzione di Salvatore Veca), sento decisamente il bisogno di riordinare un pò le idee sulla storia e la sua interpretazione.
    Tral ...continua

    Finito di leggere "Miseria dello storicismo" di Karl Popper (bella introduzione di Salvatore Veca), sento decisamente il bisogno di riordinare un pò le idee sulla storia e la sua interpretazione.
    Tralasciando gli storici antichi (Senofonte, Tacito, Tito Livio, Polibio, Giulio Cesare che pure mettevano l'uomo in primo piano come protagonista degli eventi) e facendo riferimento ai vari Machiavelli, Guicciardini, Vico, Cuoco, Croce ecc..., non è semplice districarsi tra le varie teorie moderne (vedi Carr, Bolch, W. Shirer, Popper, Hobsbawm, Duby, Le Goff, Frugoni, Barbero, Cardini e chissà quanti altri dimentico) che hanno proposto interpretazioni più o meno filosofiche degli avvenimenti della storia.
    Tuttavia, pur nella mia scarsa preparazione in materia, penso che anche la storia, come per tutto ciò che accade nell'universo, la casualità sia la vera artefice del nostro passato, presente e futuro.
    A volte le scelte politiche, sociali ed economiche possono anche modificare lo scorrere delle vicende umane, ma solo in ambiti particolari e per piccoli eventi. Il resto è il risultato di situazioni tra loro a volte anche scollegate, ma che, una volta verificatesi, segnano la via maestra del cammino dell'umanità.
    Mi spiace, ma il libero arbitrio lo lascio a coloro che credono che siamo dotati di libertà di scelta.
    Preciso che do per scontato che qualcuno mi contesterà che, se un uomo decide di buttarsi dalla finestra, quella è una sua scelta. Ma io in tal caso ribadisco che anche questa sua decisione è frutto di una casualità che si sarebbe potuta anche non verificare.

    ha scritto il