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Misery

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Publisher: Random House

4.2
(7284)

Language:English | Number of Pages: 333 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Italian , German , French , Swedish , Polish , Portuguese , Dutch , Catalan , Japanese , Czech , Russian

Isbn-10: A000009086 | Isbn-13: 9780517033609 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    “Misery” rappresenta il mio primo approccio a Stephen King.

    È un thriller psicologico, in cui la causa scatenante del terrore è la grave instabilità mentale di Annie, che potrebbe in qualunque moment ...continue

    “Misery” rappresenta il mio primo approccio a Stephen King.

    È un thriller psicologico, in cui la causa scatenante del terrore è la grave instabilità mentale di Annie, che potrebbe in qualunque momento, senza alcun motivo apparente, perdere la ragione e punire in modi inimmaginabili il protagonista. La situazione è aggravata dall’immobilità dello scrittore (vittima di un incidente d’auto e impossibilitato a muoversi) e la sua dipendenza da Novril, l’antidolorifico che Annie gli somministra ogni giorno.

    Accanto al racconto della prigionia di Paul, però, si sviluppa una vicenda parallela: l’ultimo libro della serie di Misery, eroina ottocentesca creata dallo scrittore, “resuscitata” per volere di Annie. Una volta terminata la stesura dell’opera (che paradossalmente sarà il miglior romanzo che lui abbia mai scritto), Paul brucerà il libro davanti alla sua carceriera, replicando il momento in cui la donna lo aveva obbligato a bruciare l’unica copia del suo ultimo romanzo “Bolidi”.

    Paul parla spesso con la propria coscienza, al punto che il lettore arriva a dubitare della sua stessa sanità mentale: i suoi ragionamenti talvolta rasentano l’assurdo e scoppia improvvisamente in crisi di risa e pianto. La pazzia di Paul è comprensibile, vista la situazione in cui si trova e l’enorme stress psicologico e fisico cui è sottoposto. Alla fine del romanzo, i poliziotti si trovano infatti davanti a un uomo pallido, stremato nella mente e nel corpo e che farnetica frasi senza senso.

    Nonostante la morte di Annie e il ritorno alla normalità, Paul teme di non riuscire più a scrivere a causa del trauma che ha vissuto. In realtà, alla fine del romanzo si scopre che la terribile esperienza ha originato una serie di effetti positivi: l’amputazione del piede da parte di Annie è stata un vantaggio per la buona riuscita dell’operazione alle gambe a cui Paul si sottopone; il libro scritto durante la prigionia riscuote un enorme successo e, alla fine, Paul riesce a ritrovare l’ispirazione e continuare a scrivere libri. Insomma, una specie di “lieto fine”… alla Stephen King, ovviamente!

    said on 

  • 2

    Ho letto questo libro in un giorno perché mi ispirava la trama. Devo dire che rispetto all’ altro libro di King che avevo letto ( Mr Mercedes) l ho trovato decisamente migliore, anche se in certi punt ...continue

    Ho letto questo libro in un giorno perché mi ispirava la trama. Devo dire che rispetto all’ altro libro di King che avevo letto ( Mr Mercedes) l ho trovato decisamente migliore, anche se in certi punti l ho trovato davvero pesante e soprattutto ripetitivo. Le scene cruente sono descritte molto bene ma sono smorzate dalla pesantezza di certi capitoli. Molto bella la descrizione di Paul e Annie ma ci ho trovato le parti in cui lui pensa ( che sono scritte in un altro carattere) davvero troppe e troppo ripetute e in certi punti mi sono persa durante la lettura. Come dicevo è un libro che “cattura” in tutti i sensi ma come al solito dopo il colpo di scena il finale è stato deludente e poco realistico!!!!
    Sono convinta solo a metà…

    said on 

  • 3

    un buon libro, certo però con due soli soggetti talvolta il racconto latita un pò, un tantino pesante in qualche momento. pensavo fosse più noir ma in definitiva mi è piaciuto

    said on 

  • 0

    King resta un genio indiscusso...
    ho visto il film anni fa , ma in sostanza è solo un decimo del libro che fa rizzare i capelli!!!! Grandioso
    Indiscusso il fatto che la Bates sia una Annie davvero per ...continue

    King resta un genio indiscusso...
    ho visto il film anni fa , ma in sostanza è solo un decimo del libro che fa rizzare i capelli!!!! Grandioso
    Indiscusso il fatto che la Bates sia una Annie davvero perfetta!!!

    said on 

  • 5

    Capolavoro di suspance e dettagli

    Intrigante e coinvolgente sin dalla prima pagina. Tiene il lettore incollato sul libro e lo immerge con l'immaginazione nei diversi scenari. Il film (visto dopo la lettura del libro) è davvero deluden ...continue

    Intrigante e coinvolgente sin dalla prima pagina. Tiene il lettore incollato sul libro e lo immerge con l'immaginazione nei diversi scenari. Il film (visto dopo la lettura del libro) è davvero deludente. Voto al libro 8.5 voto al film 5.

    said on 

  • 4

    letto subito dopo aver visto film, che mi aveva impressionata e incuriosita. ma poi ho scoperto che.... il film è davvero poca roba rispetto al libro. King è malefico.

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  • 5

    Capisci che Stephen King ha fatto centro quando chiudi gli occhi, la notte, e vedi Annie Wilkes che ti insegue.
    Destino ha voluto che leggessi questo libro dopo L'acchiappasogni, l'unico libro di Step ...continue

    Capisci che Stephen King ha fatto centro quando chiudi gli occhi, la notte, e vedi Annie Wilkes che ti insegue.
    Destino ha voluto che leggessi questo libro dopo L'acchiappasogni, l'unico libro di Stephen King che non mi è piaciuto e che non sono riuscita a terminare. Quindi potrei, ma il potrei è molto incerto, essermi fatta prendere molto da questo libro anche perché il precedente King mi aveva deluso. Ma credo nelle capacità dell'autore, per cui questo mio entusiasmo non è eccessivo.

    Annie Wilkes è la perfetta antagonista: non è un mostro, o qualunque essere sovrannaturale, non è nemmeno la cattiva della situazione. È semplicemente pazza e, per come l'ho conosciuta, è molto peggio dei precedenti. Annie Wilkes ha un'etica tutta sua: ti estrae dai rottami di una macchina dopo un incidente stradale, ti porta a casa sua e ti stecca le gambe fratturate con la sua incredibile esperienza da infermiera, ti dà dei potenti antidolorifici e ti rende dipendente da essi. Ma tutto questo nella sua testa non è sequestro di persona, è solo prendersi cura di una persona in preda ad atroci sofferenze fisiche e psichiche. E, se decidi di lamentarti di queste eccessive "attenzioni", rischi la vita se per caso capiti in una giornata no di Annie. E le giornate no di Annie sono tante. Naturalmente questa sua etica prevede anche non farsi gli affari tuoi e non rubarti i soldi dal portafoglio, perché sarebbe disonesto (anche se i documenti li ha presi comunque). In tutto ciò, lei non pensa a quello che sta facendo come a qualcosa di sbagliato.

    Questo è quello che succede a Paul Sheldon, scrittore di successo noto ai più per la serie su Misery, personaggio a cui deve la sua fama. Il destino, o la sfortuna in questo caso, ha voluto che proprio lui si trovasse sulla strada di Annie, fan sfegatata di Misery, che lui nell'ultimo romanzo ha deciso di far morire, con sua enorme gioia. Si sa, spesso i personaggi più amati dal pubblico sono anche i più odiati dal proprio creatore (J.K. Rowling, dimmi che per te non è così).
    Perciò quando Annie scopre il destino che Paul ha riservato a Misery, Paul è costretto a farla tornare in vita, perché un'Annie arrabbiata è un'esperienza che non si augura a nessuno. Annie è anche una lettrice esigente, per cui non si accontenta di un semplice espediente da scrittore da quattro soldi e pretende qualcosa di sensato.
    La scrittura di questo nuovo libro sarà la chiave per la liberazione di Paul, non tanto quella fisica ma mentale. Saranno i suoi unici momenti per evadere da quella stanzetta in cui è rinchiuso.
    L'unico appunto che posso fare su Misery è uno sulla figura di Annie Wilkes. L'ho trovata terrificante, imprevedibile e mi saliva l'ansia quando entrava nella stanza di Paul, ma mi è mancato sapere perché lei è così. Qualche spiegazione ci viene data, ma è indiretta e un semplice dato di fatto. Ma perché lei fa quello che fa? Perché si prende così "cura" degli essere umani? Mi sembra strano che King non si soffermi troppo su questa parte perché questo è un punto che tiene sempre molto in considerazione nei suoi romanzi. Non potrei che definirla una malattia mentale, ma mi sarebbe piaciuto che la questione venisse analizzata bene

    Per il resto, ho trovato la storia e la scrittura di King convincenti come sempre. Mi faceva sorridere la voce mentale di Paul, un po' la voce della sua coscienza, che gli dava dello stupido quando non cercava di scappare o quando invece si infilava in qualche situazione spinosa. Questa voce, oltre a quella del commentatore sportivo che faceva la radiocronaca dei giretti di Paul a casa di Annie, ha reso le cose divertenti, anche se potrebbe non sembrare.

    Paul e Annie sono gli unici due protagonisti per la quasi totalità del romanzo e quei momenti catturano inevitabilmente l'attenzione.
    Trovo terrificante il fatto che in alcuni casi mi sia sentita vicina ad Annie, la lettrice accanita, la fan numero uno, colei che non riesce a dormire (o quasi) se non conosce il destino dei suoi amati personaggi.
    Da questo libro ho imparato varie cose:
    1) MAI leggere Stephen King prima di dormire, ma quello l'avrei già dovuto imparare con It. Evidentemente non imparo mai dai miei errori.
    2) MAI far incavolare i propri lettori.

    said on 

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