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Misery

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.2
(7257)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Polacco , Portoghese , Olandese , Catalano , Giapponese , Ceco , Russo

Isbn-10: 8860613590 | Isbn-13: 9788860613592 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di aver "eliminato" Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone tra terribili sevizie di "resuscitarla" in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza puo' essere peggio della morte...
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  • 5

    Capisci che Stephen King ha fatto centro quando chiudi gli occhi, la notte, e vedi Annie Wilkes che ti insegue.
    Destino ha voluto che leggessi questo libro dopo L'acchiappasogni, l'unico libro di Step ...continua

    Capisci che Stephen King ha fatto centro quando chiudi gli occhi, la notte, e vedi Annie Wilkes che ti insegue.
    Destino ha voluto che leggessi questo libro dopo L'acchiappasogni, l'unico libro di Stephen King che non mi è piaciuto e che non sono riuscita a terminare. Quindi potrei, ma il potrei è molto incerto, essermi fatta prendere molto da questo libro anche perché il precedente King mi aveva deluso. Ma credo nelle capacità dell'autore, per cui questo mio entusiasmo non è eccessivo.

    Annie Wilkes è la perfetta antagonista: non è un mostro, o qualunque essere sovrannaturale, non è nemmeno la cattiva della situazione. È semplicemente pazza e, per come l'ho conosciuta, è molto peggio dei precedenti. Annie Wilkes ha un'etica tutta sua: ti estrae dai rottami di una macchina dopo un incidente stradale, ti porta a casa sua e ti stecca le gambe fratturate con la sua incredibile esperienza da infermiera, ti dà dei potenti antidolorifici e ti rende dipendente da essi. Ma tutto questo nella sua testa non è sequestro di persona, è solo prendersi cura di una persona in preda ad atroci sofferenze fisiche e psichiche. E, se decidi di lamentarti di queste eccessive "attenzioni", rischi la vita se per caso capiti in una giornata no di Annie. E le giornate no di Annie sono tante. Naturalmente questa sua etica prevede anche non farsi gli affari tuoi e non rubarti i soldi dal portafoglio, perché sarebbe disonesto (anche se i documenti li ha presi comunque). In tutto ciò, lei non pensa a quello che sta facendo come a qualcosa di sbagliato.

    Questo è quello che succede a Paul Sheldon, scrittore di successo noto ai più per la serie su Misery, personaggio a cui deve la sua fama. Il destino, o la sfortuna in questo caso, ha voluto che proprio lui si trovasse sulla strada di Annie, fan sfegatata di Misery, che lui nell'ultimo romanzo ha deciso di far morire, con sua enorme gioia. Si sa, spesso i personaggi più amati dal pubblico sono anche i più odiati dal proprio creatore (J.K. Rowling, dimmi che per te non è così).
    Perciò quando Annie scopre il destino che Paul ha riservato a Misery, Paul è costretto a farla tornare in vita, perché un'Annie arrabbiata è un'esperienza che non si augura a nessuno. Annie è anche una lettrice esigente, per cui non si accontenta di un semplice espediente da scrittore da quattro soldi e pretende qualcosa di sensato.
    La scrittura di questo nuovo libro sarà la chiave per la liberazione di Paul, non tanto quella fisica ma mentale. Saranno i suoi unici momenti per evadere da quella stanzetta in cui è rinchiuso.
    L'unico appunto che posso fare su Misery è uno sulla figura di Annie Wilkes. L'ho trovata terrificante, imprevedibile e mi saliva l'ansia quando entrava nella stanza di Paul, ma mi è mancato sapere perché lei è così. Qualche spiegazione ci viene data, ma è indiretta e un semplice dato di fatto. Ma perché lei fa quello che fa? Perché si prende così "cura" degli essere umani? Mi sembra strano che King non si soffermi troppo su questa parte perché questo è un punto che tiene sempre molto in considerazione nei suoi romanzi. Non potrei che definirla una malattia mentale, ma mi sarebbe piaciuto che la questione venisse analizzata bene

    Per il resto, ho trovato la storia e la scrittura di King convincenti come sempre. Mi faceva sorridere la voce mentale di Paul, un po' la voce della sua coscienza, che gli dava dello stupido quando non cercava di scappare o quando invece si infilava in qualche situazione spinosa. Questa voce, oltre a quella del commentatore sportivo che faceva la radiocronaca dei giretti di Paul a casa di Annie, ha reso le cose divertenti, anche se potrebbe non sembrare.

    Paul e Annie sono gli unici due protagonisti per la quasi totalità del romanzo e quei momenti catturano inevitabilmente l'attenzione.
    Trovo terrificante il fatto che in alcuni casi mi sia sentita vicina ad Annie, la lettrice accanita, la fan numero uno, colei che non riesce a dormire (o quasi) se non conosce il destino dei suoi amati personaggi.
    Da questo libro ho imparato varie cose:
    1) MAI leggere Stephen King prima di dormire, ma quello l'avrei già dovuto imparare con It. Evidentemente non imparo mai dai miei errori.
    2) MAI far incavolare i propri lettori.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho visto il film molti anni fa,ricordo che mi era piaciuto, ma da King è stato tratto di meglio (Shining,La zona morta, Le ali della libertà...).
    Ho trovato il libro decisamente più macabro del film, ...continua

    Ho visto il film molti anni fa,ricordo che mi era piaciuto, ma da King è stato tratto di meglio (Shining,La zona morta, Le ali della libertà...).
    Ho trovato il libro decisamente più macabro del film, pur essendo a tratti prolisso mi è piaciuto e mi ha fatto venir voglia di leggere altre opere di King.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro borderline

    Questo libro non mi ha preso molto, ho trovato molte parti lente e descritte con fin troppi particolari. Se non fosse stato per queste due caratteristiche, che non mi hanno portato a tenere il naso in ...continua

    Questo libro non mi ha preso molto, ho trovato molte parti lente e descritte con fin troppi particolari. Se non fosse stato per queste due caratteristiche, che non mi hanno portato a tenere il naso incollato alle pagine, ritengo che questo sia un libro molto bello, pieno di riferimenti incrociati ad altre opere.
    Inoltre, anche il fatto che uno dei protagonisti è un malato mentale, che non perde occasione per seviziare il suo ospite, è stato uno dei motivi per cui l'ho letto molto lentamente. Ogni volta che faceva qualcosa al povero Paul, mi passava la voglia di leggere e lo abbandonavo per un po' sul comodino.

    ha scritto il 

  • 4

    Stephen non ti smentisci. Un racconto avvincente che tiene in un costante stato di angoscia per le vicende che si susseguono e prendendo un'inclinazione sempre più ripida verso un vuoto terrificante. ...continua

    Stephen non ti smentisci. Un racconto avvincente che tiene in un costante stato di angoscia per le vicende che si susseguono e prendendo un'inclinazione sempre più ripida verso un vuoto terrificante.

    ha scritto il 

  • 2

    In attesa della voglia/ispirazione nel riprendere la lettura

    Sono un lettore assiduo di King ma devo dire con mio sommo dispiacere che questo libro, non mi ha per niente entusiasmato, sono arrivato a poche decine di pagine eppure non mi ha minimamente appassion ...continua

    Sono un lettore assiduo di King ma devo dire con mio sommo dispiacere che questo libro, non mi ha per niente entusiasmato, sono arrivato a poche decine di pagine eppure non mi ha minimamente appassionato come il resto delle sue opere e quindi è avvenuto l'inevitabile abbandonato della sua lettura...

    ha scritto il 

  • 4

    Una casa e due personaggi, anzi tre (non dimentichiamo Misery), e Stephen King ne tira fuori un romanzo claustrofobico che racconta un incubo fin troppo vicino alla realtà.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando ci lascia una persona speciale, una persona specialmente cara a tutti noi, troviamo difficile accettarlo, così può accadere che immaginiamo che non ci abbia veramente lasciati."

    Immedesimarsi troppo in un mondo irreale, fittizio, perdendo completamente il senso di quello reale è quanto di più nocivo possa esistere per la ragione umana…questo è il messaggio di Stephen King.
    Pa ...continua

    Immedesimarsi troppo in un mondo irreale, fittizio, perdendo completamente il senso di quello reale è quanto di più nocivo possa esistere per la ragione umana…questo è il messaggio di Stephen King.
    Paul Sheldon è un noto scrittore che, durante un viaggio di lavoro, ha un gravissimo incidente stradale.
    La sua esistenza sarebbe giunta al termine quel giorno se una donna, Annie Wilkies, non lo avesse tirato fuori dalla sua auto, portato nella sua abitazione e curato.
    Paul ha le gambe gravemente fratturate; per questo motivo è costretto immobile a letto e soprattutto a dipendere in tutto e per tutto dalla donna.
    Annie si prende cura di lui come un amorevole mamma, lo cura, lo vizia, lo coccola, ma Annie in realtà è mentalmente instabile, emotivamente fragile, morbosamente attaccata a tutto ciò che la fa stare bene e soprattutto legata visceralmente a Misery, l’eroina dei romanzi di Paul Sheldon.
    Quando scopre che lo scrittore da lei salvato e accudito amorevolmente come un figlio ha deciso nel suo ultimo romanzo di far morire la sua amata, ecco che si scatena la sua follia omicida sul malcapitato, che tra torture be sevizie agghiaccianti viene costretto dalla diabolica donna a far rivivere, in un nuovo romanzo, la sua eroina.
    King ha senza alcun dubbio un pregio, quello di saper creare una certa atmosfera, un’atmosfera che diventa sempre più incalzante pagina dopo pagina, il pregio anche di saper dare una buona caratterizzazione psicologica ai suoi personaggi(Annie Wilkies è un Jack Torrance al femminile), il ritmo della storia è serrato, l’ambientazione claustrofobica e angosciante, ma c’è sempre quel qualcosa che non riesce a farmelo apprezzare appieno, sempre quella prolissità, quei “tempi morti” che ammazzano la narrazione, che la rallentano, che la rendono statica.
    C’è anche un finale che mi aspettavo diverso, ma comunque sia è un romanzo che tutto sommato mi è piaciuto, molto più di “Shining” e di “Pet sematary”.
    Consiglio anche la visione del film di Rob Rainer, con la magistrale, impeccabile e straordinaria interpretazione della bravissima e a mio modesto parere sottovalutata Katy Bates.

    ha scritto il 

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