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Misery

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.2
(7365)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Polacco , Portoghese , Olandese , Catalano , Giapponese , Ceco , Russo

Isbn-10: 8860615895 | Isbn-13: 9788860615893 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice, affetta da gravi turbe psichiche. La donna non gli perdona di aver "eliminato" Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone tra terribili sevizie di "resuscitarla" in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza puo' essere peggio della morte...
Un capolavoro dell'horror, un incubo raccapricciante che solo Stephen King poteva concepire.
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  • 3

    Paul vs Annie

    Buon libro che intrattiene, se cercate un horror siete sulla strada sbagliate, se invece cercate un libro da cui fuoriesca un pò di pathos, allora via con la lettura. King coma al solito è scorrevole ...continua

    Buon libro che intrattiene, se cercate un horror siete sulla strada sbagliate, se invece cercate un libro da cui fuoriesca un pò di pathos, allora via con la lettura. King coma al solito è scorrevole da leggere, vi piacerà come riesce a sviluppare una storia con solo due personaggi non diventando mai banale. Consiglio naturalmente la lettura ma non vi aspettate il capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante King sia dettagliato e prolisso nei particolari, quasi tutti i suoi romanzi trarrebbero giovamento da qualche sforbiciata, almeno un terzo della sua produzione letteraria è stata adattata ...continua

    Nonostante King sia dettagliato e prolisso nei particolari, quasi tutti i suoi romanzi trarrebbero giovamento da qualche sforbiciata, almeno un terzo della sua produzione letteraria è stata adattata cinematograficamente, spesso con attori di tutto rispetto e notevole successo di pubblico e critica.
    In effetti il nostro possiede grandi doti narrative e smisurate riserve di fantasia.
    In questo caso però il film, vincitore di due Oscar, ha surclassato il libro. La fan psicopatica sboccia di agghiacciante credibilità non lungo il dipanarsi del libro ma nella stupefacente mimica e nella gestualità di Kathy Bates, qui schizofrenica perfetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto ma non lo metto tra i miei preferiti di King (vabè che ne ho letti solo 6 )
    abbastanza inquietante in certi punti e bello il libro nel libro.
    Inoltre ha circa 400 pagine, non sono poche ...continua

    Mi è piaciuto ma non lo metto tra i miei preferiti di King (vabè che ne ho letti solo 6 )
    abbastanza inquietante in certi punti e bello il libro nel libro.
    Inoltre ha circa 400 pagine, non sono poche ma non è neanche così lungo come altri suoi libri,
    secondo me va bene anche come primo approccio a King.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa non me l'aspettavo...

    Mi verrebbe da cominciare con una parolaccia, perché mai avrei pensato che un libro di King potesse piacermi così tanto! Cavoli e se ha avuto tanto successo (anche prolungato nel tempo, ricordiamo tut ...continua

    Mi verrebbe da cominciare con una parolaccia, perché mai avrei pensato che un libro di King potesse piacermi così tanto! Cavoli e se ha avuto tanto successo (anche prolungato nel tempo, ricordiamo tutti il Codice da Vinci/fuoco di paglia) un motivo ci doveva essere…
    Al di là dell'idea, semplice e lineare e per questo motivo così intelligente e accattivante, ma ragazzi scrivere un libro così con due personaggi chiusi in due stanze… be' solo un genio della narrazione può attaccarti in questo modo alle pagine. Un plauso particolare va all'idea del meta-libro che ho semplicemente adorato!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro claustrofobico

    Paul Sheldon è uno scrittore di successo: i romanzi con la sua eroina popolare, Misery, vendono milioni di copie. Lui però se n’è stancato e la elimina nel suo ultimo libro x dedicarsi ad un altro gen ...continua

    Paul Sheldon è uno scrittore di successo: i romanzi con la sua eroina popolare, Misery, vendono milioni di copie. Lui però se n’è stancato e la elimina nel suo ultimo libro x dedicarsi ad un altro genere letterario. Durante un viaggio tra le montagne del Colorado rimane vittima di un incidente stradale e, gravemente ferito, è soccorso da un’infermiera, fanatica ammiratrice di Misery. Ma Annie è pazza e tiene prigioniero Paul, sottoponendolo a terribili sevizie, perché resusciti il suo idolo e scriva solo x lei un nuovo romanzo. Paul non ha scelta: deve provarci, se vuole rimanere in vita. Ma battendo sui tasti della vecchia macchina da scrivere si lascia prendere dalla storia, perché inventare è il suo lavoro. Solo King sa creare da una situazione statica una vicenda ad altissima tensione, che ci porta a identificarci nei protagonisti e a vivere la loro paura, angoscia, disperazione in un crescendo di terrore. Come in “Cujo”, “Il gioco di Gerald” e “Shining”, l’ambientazione è claustrofobica e i personaggi si trovano a vivere in una situazione da incubo senza via d’uscita, a combattere x la sopravvivenza in una lotta dall’esito mortale.
    La storia è avvincente nella sua semplicità e si basa su due temi fondamentali: l’istinto di sopravvivenza comunque sia, insito in ogni essere vivente a dispetto della ragione, e la genesi di un’opera letteraria. King racconta qui il “mestiere dello scrivere” in modo molto più interessante che nelle opere successive a esso dedicate: è la droga dello scrittore, il “buco nella carta” che è indispensabile riempire. “Misery” è una storia autobiografica, non solo x la descrizione del dolore fisico di là da venire con l’incidente stradale del 1999, ma perché proprio in quegli anni King si trovò a combattere la dipendenza dalla droga e dall’alcol, e scrivere fu x lui catartico. A mio avviso è questo uno dei suoi migliori thriller da cui fu tratto un bellissimo film diretto da R. Reiner con K. Bates e J. Caan magistrali interpreti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    “Misery” rappresenta il mio primo approccio a Stephen King.

    È un thriller psicologico, in cui la causa scatenante del terrore è la grave instabilità mentale di Annie, che potrebbe in qualunque moment ...continua

    “Misery” rappresenta il mio primo approccio a Stephen King.

    È un thriller psicologico, in cui la causa scatenante del terrore è la grave instabilità mentale di Annie, che potrebbe in qualunque momento, senza alcun motivo apparente, perdere la ragione e punire in modi inimmaginabili il protagonista. La situazione è aggravata dall’immobilità dello scrittore (vittima di un incidente d’auto e impossibilitato a muoversi) e la sua dipendenza da Novril, l’antidolorifico che Annie gli somministra ogni giorno.

    Accanto al racconto della prigionia di Paul, però, si sviluppa una vicenda parallela: l’ultimo libro della serie di Misery, eroina ottocentesca creata dallo scrittore, “resuscitata” per volere di Annie. Una volta terminata la stesura dell’opera (che paradossalmente sarà il miglior romanzo che lui abbia mai scritto), Paul brucerà il libro davanti alla sua carceriera, replicando il momento in cui la donna lo aveva obbligato a bruciare l’unica copia del suo ultimo romanzo “Bolidi”.

    Paul parla spesso con la propria coscienza, al punto che il lettore arriva a dubitare della sua stessa sanità mentale: i suoi ragionamenti talvolta rasentano l’assurdo e scoppia improvvisamente in crisi di risa e pianto. La pazzia di Paul è comprensibile, vista la situazione in cui si trova e l’enorme stress psicologico e fisico cui è sottoposto. Alla fine del romanzo, i poliziotti si trovano infatti davanti a un uomo pallido, stremato nella mente e nel corpo e che farnetica frasi senza senso.

    Nonostante la morte di Annie e il ritorno alla normalità, Paul teme di non riuscire più a scrivere a causa del trauma che ha vissuto. In realtà, alla fine del romanzo si scopre che la terribile esperienza ha originato una serie di effetti positivi: l’amputazione del piede da parte di Annie è stata un vantaggio per la buona riuscita dell’operazione alle gambe a cui Paul si sottopone; il libro scritto durante la prigionia riscuote un enorme successo e, alla fine, Paul riesce a ritrovare l’ispirazione e continuare a scrivere libri. Insomma, una specie di “lieto fine”… alla Stephen King, ovviamente!

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto questo libro in un giorno perché mi ispirava la trama. Devo dire che rispetto all’ altro libro di King che avevo letto ( Mr Mercedes) l ho trovato decisamente migliore, anche se in certi punt ...continua

    Ho letto questo libro in un giorno perché mi ispirava la trama. Devo dire che rispetto all’ altro libro di King che avevo letto ( Mr Mercedes) l ho trovato decisamente migliore, anche se in certi punti l ho trovato davvero pesante e soprattutto ripetitivo. Le scene cruente sono descritte molto bene ma sono smorzate dalla pesantezza di certi capitoli. Molto bella la descrizione di Paul e Annie ma ci ho trovato le parti in cui lui pensa ( che sono scritte in un altro carattere) davvero troppe e troppo ripetute e in certi punti mi sono persa durante la lettura. Come dicevo è un libro che “cattura” in tutti i sensi ma come al solito dopo il colpo di scena il finale è stato deludente e poco realistico!!!!
    Sono convinta solo a metà…

    ha scritto il 

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