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Missione in Afghanistan

Di

Editore: Mursia

4.0
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8842536296 | Isbn-13: 9788842536291 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

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Descrizione del libro
Nel 2002, in base ad accordi internazionali, il parlamento italiano autorizzava la partecipazione di un contingente di 1.000 soldati alle operazioni contro il terrorismo in Afghanistan. Alla missione denominata Nibbio 2, e durata dal maggio al settembre del 2003, ha preso parte il 187° reggimento paracadutisti della "Folgore", rischierato nella provincia orientale di Paktia. L'autore, in qualità di ufficiale medico, ha partecipato alle attività del reparto operando in condizioni particolarmente difficili. Questo è il suo diario giornaliero nel quale descrive ciò che ha provato prestando servizio in quei lontani territori senza mai dimenticare di essere anche un medico, e quindi senza distogliere lo sguardo dalla realtà. Emergono, fra l'altro, scampoli di naja giudicati con la severità di chi non può concepire, e giustificare, carenze del sistema, cadute di tensione morale e altro. Allora la critica si fa spietata, e i giudizi affilati come bisturi, secondo la migliore tradizione dei paracadutisti.
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    Un libro che lascia qualcosa

    Missione in Afganistan, diario tenuto da un ufficiale medico di complemento nel corso dei quattro mesi trascorsi nella "tomba degli imperi", è un libro interessante, toccante e ben scritto. Fornisce ...continua

    Missione in Afganistan, diario tenuto da un ufficiale medico di complemento nel corso dei quattro mesi trascorsi nella "tomba degli imperi", è un libro interessante, toccante e ben scritto. Fornisce un punto di vista inedito, lontano tanto dalla stampa generalista, che, tranne rare eccezioni come l'ottimo Alberto Negri del Sole 24ore, troppo spesso si dibatte tra superficialità e sensazionalismo, quanto da quella specializzata, che per forza di cose ha un approccio tattico/strategico o geopolitico e si focalizza sui macroeventi. Abbiamo così uno spaccato franco, tagliente, qualche volta persino contraddittorio – tanto non è filtrato da fini politici – di una terra lontana e martoriata, di una mentalità difficile da comprendere e degli uomini che, spinti dagli ideali, dal destino o dalla necessità, si trovano a essere attori della tragedia afghana. Il libro è scorrevole, ben scritto, crudo quando serve, pur senza mai indulgere su particolari scabrosi, sempre rispettoso della natura umana e dei valori dell'autore. Crainz, pur con le luci e ombre tipiche di ogni uomo posto di fronte a un dramma, lotta quotidianamente per mantenere la propria integrità di fronte a situazioni nelle quali basterebbe un nulla per regredire a uno stadio d'odio primitivo. Invito i lettori a leggere anche "Contractors" di Spinelli, sempre edito da Mursia: il confronto tra le due opere e le differenti attitudini suscita profonde riflessioni.

    ha scritto il