Mistero a Villa del Lieto Tramonto

Di

Editore: Sonzogno (Romanzi)

2.7
(60)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845425991 | Isbn-13: 9788845425998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che figli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.
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  • 3

    Godibile racconto a leggero sfondo sociale, cerca di evidenziare la situazione degli anziani ospitati nelle case di cura private.
    La storia principale è simpatica, nulla di sensazione...forse leggerme ...continua

    Godibile racconto a leggero sfondo sociale, cerca di evidenziare la situazione degli anziani ospitati nelle case di cura private.
    La storia principale è simpatica, nulla di sensazione...forse leggermente lenta ma di piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Es un libro un poco raro, me ha gustado pero a ratos se me ha hecho pesado. Muchas te hace sonreír pero realmente es una novela un poco satírica de lo que le pasa a las personas mayores y sobre todo a ...continua

    Es un libro un poco raro, me ha gustado pero a ratos se me ha hecho pesado. Muchas te hace sonreír pero realmente es una novela un poco satírica de lo que le pasa a las personas mayores y sobre todo a los que están en la residencia, porque está todo tomado en tono de humor. Algunas veces se me ha hecho un poco duro porque me recordaba a los últimos años de mis mayores.

    ha scritto il 

  • 2

    per me è NO

    Ho capito che io e gli scrittori del nord non andiamo molto d'accordo... Il tema trattato è delicato: gli anziani e gli abusi nei loro confronti, argomento sviluppato in modo superficiale, senza entra ...continua

    Ho capito che io e gli scrittori del nord non andiamo molto d'accordo... Il tema trattato è delicato: gli anziani e gli abusi nei loro confronti, argomento sviluppato in modo superficiale, senza entrare nei dettagli ed in modo troppo sbrigativo. Probabilmente l'intento di questo libro è quello di dare dignità alle persone anziane ma la sensazione che ho percepito è stata di noia totale, il romanzo è piatto, la scrittura non cattura e anche quando succede qualcosa non mi sono sentita per niente coinvolta. Per me è stata una delusione, non che avessi particolari aspettative ma i viaggi in tram di Siiri e la ripetizione di Tic Tac mi sono davvero venuti a noia. Per non parlare della figura dei "cattivi" che non sono assolutamente descritti e della fine che fanno.... No no no, sconsigliato su ogni fronte.

    ha scritto il 

  • 2

    Che dire.. a volte si prendono delle solenni cantonate! Pensavo a qualcosa di simile alla banda dei vecchietti del Bar Lume di Malvaldi, ma si tratta di una pessima parodia. Oltre a questo troppo ver ...continua

    Che dire.. a volte si prendono delle solenni cantonate! Pensavo a qualcosa di simile alla banda dei vecchietti del Bar Lume di Malvaldi, ma si tratta di una pessima parodia. Oltre a questo troppo verboso e con una trama che definirei inesistente.

    ha scritto il 

  • 2

    Mistero a Villa del Lieto Tramonto

    Primo capitolo di tre su queste arzille ultranovantenni che vivono in una casa di riposo per anziani dove succede di tutto: strupri, servizi non effettuati ma fatturati, omicidi, internamenti coatti. ...continua

    Primo capitolo di tre su queste arzille ultranovantenni che vivono in una casa di riposo per anziani dove succede di tutto: strupri, servizi non effettuati ma fatturati, omicidi, internamenti coatti.

    Simpaticamente divertente.

    ha scritto il 

  • 1

    simpatico, leggero, un pò prevedibile. Paragonarla ad Agatha Christie è davvero fuori luogo. Un pò si sorride ma delude la struttura e la scrittura è davvero poco originale.

    ha scritto il 

  • 2

    deludente

    “La cura degli anziani e la loro posizione nella società hanno iniziato a interessarmi quando i miei genitori a oltre ottant’anni hanno avuto bisogno di aiuto e cure quotidiane. Grazie all’invalidità ...continua

    “La cura degli anziani e la loro posizione nella società hanno iniziato a interessarmi quando i miei genitori a oltre ottant’anni hanno avuto bisogno di aiuto e cure quotidiane. Grazie all’invalidità di guerra di mio padre siamo riusciti a metterli in una struttura di cura privata per anziani, e così per me si aprì un mondo del tutto nuovo. Gli anziani vivono in queste strutture isolati dal resto della società. È perciò facile dimenticarsi di questo crescente gruppo di persone. Sono socialmente invisibili, finché la vecchiaia non tocca la propria cerchia intima.”
    Inizio questa recensione citando l’autrice (intervista presa sul sito Vita, dal titolo “Quando il welfare si tinge di giallo. Intervista con Minna Lindgren” di Marco Dotti) perché ritengo che questa frase contenga il vero centro di questo romanzo.

    La Lindgren, che è una giornalista, si è avvicinata per problemi familiari al mondo delle residenze per anziani e in questo romanzo (anzi, in questa serie di romanzi) ha voluto riportare i risultati delle sue inchieste, in una forma tale da raggiungere il grande pubblico e sensibilizzarlo su certe problematiche.

    Letto così, il romanzo è interessante. Fortunatamente, io lavoro proprio nel settore sanitario, quindi sono appassionata dell’argomento e ho trovato grossi spunti di riflessione confrontando il welfare finlandese con quello italiano. Ma a chi non interessano le dinamiche dei sistemi socio-sanitari, non credo che questo libro possa piacere molto.

    “Con i miei scritti provo a far aprire gli occhi su semplici fatti della vita. La vecchiaia è parte di una vita felice, la morte per un ultraottantenne è cosa naturale, ognuno conserva la propria individualità e dignità umana anche da vecchio, e anche per gli anziani l’umorismo, l’amicizia e perfino l’amore sono importanti. Uso volentieri l’umorismo anche quando affronto questioni serie o difficili perché ridere è una buona terapia e sensibilizza l’individuo a divenire più ricettivo.” (tratto sempre dalla stessa intervista).
    La Lindgren parla di “umorismo”… io aggiungo “nero”, perché la maggior parte delle battute umoristiche che si scambiano questi simpatici vecchietti sono relative alla morte. Divertenti, ma …. tocchiamo ferro, ragazzi!

    Questo romanzo conferma i miei problemi con gli autori scandinavi. È scritto bene, è scorrevole, ma lo trovo tanto rattristante (anche se forse questa parola non esiste, la trovo adatta, per dire che induce tristezza). Tra l’altro, a Helsinki ci sono stata e l’ho trovata una città bellissima, solare, piena di vita e spazi aperti, e stracolma di luce, quella luce che noi europei possiamo apprezzare solo da quelle parti. Non so perché, ma gli autori scandinavi hanno sempre questo fondo di malinconia nei loro racconti, che a volte mi fa pensare che ci sia un po’ di inutile autocommiserazione.

    Per carità, qualche sorrisino me lo ha strappato: tipo Irma, convinta che la pillola per il diabete abbia effetto immediato, quindi può mangiare tre coni gelato se poi butta giù una pillolina con un po’ di whisky; oppure la partecipazione ai vari funerali (anche quello sbagliato). Dall’altro lato, ho trovato di una noiosità unica la minuziosa descrizione dell’architettura di Helsinki.

    E poi, ci sono personaggi il cui comportamento è incomprensibile: Mika, un delinquente che però aiuta (ma le aiuta davvero? Non ho ben capito) le nostre vecchiette; Virpi, che ad un certo punto ha una crollo nervoso ed Erkki che finisce nel ricovero per dementi …boh … ma perché inserire ‘ste cose, se non le spieghi a modo?

    In conclusione, se viene letto come inchiesta sul sistema socio-sanitario finlandese o come un libro sull’amicizia e l’affetto nella terza età, ok; di sicuro non dovete aspettarvi un giallo o un thriller e neppure un libro che vi faccia sganasciare dalle risate.

    “-In ogni caso, la faccenda richiederà molto tempo, e intanto a me non può succedere nulla- -Certo che può succedere qualcosa. Magari puoi morire. Ah, come scricchiola magnificamente lo zucchero sotto i denti.- – è vero, ed è confortante-“
    2 stelle, 1 solo per l’interesse professionale

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo fosse un giallo, con assassini vari e le vecchiette che si scoprono investigatrici. Scopro invece che si, c'è un mistero in questa residenza per anziani, e c'è qualcosa di losco che alla fine ...continua

    Pensavo fosse un giallo, con assassini vari e le vecchiette che si scoprono investigatrici. Scopro invece che si, c'è un mistero in questa residenza per anziani, e c'è qualcosa di losco che alla fine viene sventato, anche con l'aiuto degli abitanti della villa, ma la vera storia è la descrizione della vita quotidiana di queste novantenni sprint, che lungi dall'essere alla fine della loro vita, danno un sacco di insegnamenti a tutti quelli che incontrano. C'è la consapevolezza dell'avvicinarsi della morte, e la sua accettazione, ma non la rassegnazione. Si augurano quasi di morire ma allo stesso tempo si godono ogni attimo di vita. Dovremmo prenderle ad esempio!

    ha scritto il 

  • 3

    Se proprio non avete altro da leggere del genere, se siete curiosi di capire perché la gente si strappa i capelli di fronte ai "giallisti" nordici (e poi me lo dite), potete anche leggerlo. E' un libr ...continua

    Se proprio non avete altro da leggere del genere, se siete curiosi di capire perché la gente si strappa i capelli di fronte ai "giallisti" nordici (e poi me lo dite), potete anche leggerlo. E' un libro innocuo, che dimenticherete presto, che porta avanti un intreccio abbastanza scontato ma lo fa con molta ironia e qualche scivolone nel sarcasmo che ho apprezzato.
    Viceversa lasciatelo in libreria, non perderete certo un capolavoro!

    ha scritto il