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Mistici e maghi del Tibet

By Alexandra David-Neel

(26)

| Others | 9788888700731

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Book Description

"I Tibetani da noi considerati buddisti e che si credono tali, hanno adottato molte credenze e pratiche che differiscono completamente dal buddismo originale. La stessa cosa accade per numerose dottrine prese in prestito dalla religione degli antichi Continue

"I Tibetani da noi considerati buddisti e che si credono tali, hanno adottato molte credenze e pratiche che differiscono completamente dal buddismo originale. La stessa cosa accade per numerose dottrine prese in prestito dalla religione degli antichi abitanti del Tibet, lo sciamanesimo. L'influenza di Padmasambhava, il mago stregone venuto dall'Afganistan, è stata ed è tuttora grandissima in Tibet... ma anche altri eruditi hanno introdotto in Tibet le opere dei grandi filosofi indiani le dottrine tantriche... È una combinazione che, aggiunta agli insegnamenti del buddismo... forma oggi due aspetti della religione che incontriamo in Tibet: la religione popolare e quella degli intellettuali letterati" (Dalla prefazione). Il volume è presentato in una nuova edizione.

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Written by French traveller Alexandra David-Neel, probably the first European woman to become a Buddhist Lama, this may not be a literary masterpiece but is an extremely interesting account of the lives of tibetan mystics.

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    Lacewing said on Feb 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mi incanta. Nella sua passione che non l'ha fermata davanti a nulla, il rispetto e la curiosità che l'hanno fatta arrivare in mondi proibiti. La sua lucidità, il suo amore per l'approfondimento. L'infinita tristezza del sapere che certe magie si sono ...(continue)

    mi incanta. Nella sua passione che non l'ha fermata davanti a nulla, il rispetto e la curiosità che l'hanno fatta arrivare in mondi proibiti. La sua lucidità, il suo amore per l'approfondimento. L'infinita tristezza del sapere che certe magie si sono estinte e lei è stata una delle ultime testimoni

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    Ferminadaza said on Feb 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro molto interessante, non si tratta di un testo accademico che presenta un discorso compiuto su religiosità, credenze e antropologia in Tibet, nè di un diario di viaggio avventuroso, con una trama affinata con colpi di scena e gestione della tens ...(continue)

    Libro molto interessante, non si tratta di un testo accademico che presenta un discorso compiuto su religiosità, credenze e antropologia in Tibet, nè di un diario di viaggio avventuroso, con una trama affinata con colpi di scena e gestione della tensione.
    Eppure è in parte un diario della propria esperienza in Tibet, non da turista ma da persona che si è appropriata e reso propri religiosità, filosofia e passione per la cultura autoctona, senza rinunciare a mantenere uno sguardo più razionale e a tratti anche scettico.
    Ed è anche un insieme di esperienze su un mondo (anche mentale) molto diverso da quello occidentale, riferite in modo consapevolmente non scientifico e antropologico, eppure molto interessante, perchè praticamente dal di dentro della cultura esaminata. Questo, quando il Dalai lama non era una star internazionale!

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    Filobus said on Mar 14, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Questo testo è una vivace e anche ruvida raccolta di appunti (durata di fatto decenni) sulla cultura del Tibet, con particolare attenzione ai suoi aspetti magici.
    La David-Neel, seppur straniera, si era inserita così a fondo nella cultura del Tibet d ...(continue)

    Questo testo è una vivace e anche ruvida raccolta di appunti (durata di fatto decenni) sulla cultura del Tibet, con particolare attenzione ai suoi aspetti magici.
    La David-Neel, seppur straniera, si era inserita così a fondo nella cultura del Tibet da diventare una signora-lama: ai tempi della prima guerra mondiale in Europa, lei trascorse 20 mesi in Nepal in una caverna a 3500 m d'altezza con un capo spirituale tibetano, il Gomchem, imparando lingua, cultura e tradizioni del paese, e perfezionando i metodi di meditazione.
    Quindi la sua testimonianza e la sua indagine ci forniscono gli elementi della cultura tibetana dell'epoca "dal di dentro", presentandola senza per questo giudicarla.
    Peraltro, la sua è una visione lucida, colta e disincantata, che non omette di distinguere tra autentici maestri spirituali e cialtroni che tentano di imbrogliare il popolino (tutto il mondo è paese:-))), e ricorda molto l'approccio alle culture straniere che avrà Tiziano Terzani parecchi decenni dopo nei suoi libri.
    Gli episodi strani, curiosi e magici che racconta sono sempre ricondotti a una possibile spiegazione razionale; gli stessi tibetani, peraltro, li considerano non comuni ma nemmeno eccezionali, e li attribuiscono a fenomeni di particolare concentrazione di energie psichiche, peraltro agevolati dalle caratteristiche morfologiche e climatiche del paese (elevate altitudini, aria purissima, paesaggi fiabeschi, grandissimi spazi deserti, assenza di grandi centri urbani: tutte condizioni che agevolano la meditazione e la percezione di sè, per l'assenza di forti correnti di "energie di disturbo"...)

    Particolarmente interessanti il capitolo sul noviziato dei monaci e sugli esercizi psichici che consentono di percorrere velocemente enormi distanze (cosa che peraltro i tibetani del tempo sapevano fare normalmente), di riscaldarsi senza fuoco in mezzo alla neve, di inviare messaggi telepatici a distanza, di creare "immagini" di sè o di altri (fantasmi, avatar...).

    Un testo dunque "straniante" rispetto alla nostra cultura, e proprio per questo utile e necessario: perchè ci mette di fronte all'idea - inimmaginabile per noi, freneticamente impegnati ad abbuffare cuore,anima e cervello di ogni cosa o merce si trovi in giro - che la lentezza, la semplicità e lo svuotamento della mente dalle cose inutili, raggiunte peraltro con studi spesso profondi, matti e disperatissimi, siano parte della strada per condurre alla comprensione di quel che si è (e di come il mondo che abbiamo intorno sia semplicemente il frutto di immagini mentali, quindi non necessariamente veritiere o inevitabili).

    Di Alexandra David-Neel è assolutamente imperdibile l'appassionante "Viaggio di una parigina a Lhasa" (http://luposelvaticolibri.blogspot.it/2012/05/viaggio-di-una-parigina-lhasa-di.html).

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    Luposelvatico (ha impresso una svolta:-)) said on Nov 23, 2012 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    un pò fiacco verso la metà, riprende ritmo nelle ultime pagine

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    Alberto Oliva said on Jan 7, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Questo non è un libro, ma una raccolta di appunti. La David-Neel non sa scrivere e si limita a raccogliere le note che ha buttato giù nei suoi numerosi viaggi. Nonostante queste (dolenti) osservazioni stilistiche, è stata una lettura godibile. Il tes ...(continue)

    Questo non è un libro, ma una raccolta di appunti. La David-Neel non sa scrivere e si limita a raccogliere le note che ha buttato giù nei suoi numerosi viaggi. Nonostante queste (dolenti) osservazioni stilistiche, è stata una lettura godibile. Il testo si concentra soprattutto sulle pratiche magiche e ascetiche sia corporali che psichiche del lamaismo (rarissimi riferimenti al bon), supportando la spiegazione con aneddoti e storielle d'esempio. Non si parla quasi mai dei buddhismi tibetani in quanto religioni che venerano questo o l'altro, che fanno riferimento alla tale dottrina secondo la quale, la scuola del tal maestro che disse; è il racconto della vita quotidiana dei lama e dei novizi, un concentrato di mentalità tibetana e, anche, di luoghi comuni e superstizioni che hanno messo piede lì, sul Tetto del Mondo.

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    kaliya said on Jul 23, 2010 | 1 feedback

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