Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Misura per misura

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Newton & Compton

4.0
(261)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8854107425 | Isbn-13: 9788854107427 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

Ti piace Misura per misura?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Shakespeare ambienta questa commedia nella Vienna medievale, ma i nomi dei suoi personaggi sono italiani, il suo "eroe" è un principe filosofo che vuole guarire la città "corrotta e ingovernabile" e che per farlo forse si contamina anche lui, abbandonando le sue vesti per percorrere mascherato le strade e l'anima dei cittadini e dei notabili...
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'opera é estremamente interessante, moderna nella costruzione
    dei personaggi e nello svolgersi della vicenda, nonostante il pretesto, o meglio il dramma, che muove la storia risulti agli occhi di un ...continua

    L'opera é estremamente interessante, moderna nella costruzione
    dei personaggi e nello svolgersi della vicenda, nonostante il pretesto, o meglio il dramma, che muove la storia risulti agli occhi di un lettore moderno quasi incomprensibile; l'idea che un uomo possa rischiare di perdere la vita solo perché ha messo incinta una donna senza averla sposata può apparire poco credibile ai nostri giorni. Penso, però, sia difficile trovare un testo che affronti con altrettanta profondità e spregiudicatezza il tema dell'amore, del sesso e del rapporto uomo donna. Il protagonista, che rischia di essere condannato a morte per avere seguito i suoi desideri e impulsi contro le convenzioni e le leggi della morale, cercherà salvezza chiededo alla sorella, suora di clausura e fanciulla bellissima e di rara intelligenza, di intervenire in suo favore presso l'uomo che regge lo stato in assenza del re e che ha fama d'essere incorruttibile e senza cuore. Le ragioni della legge e dei sentimenti si confronteranno con risultati sorprendenti.
    Shakespeare non mette solo in discussione il concetto di sessualità e di virtù del tempo, dimostrandone la disumanità,ma distrugge anche il potere,le leggi e la morale, costruzioni ipocrite, disoneste e opposte agli ideali, nella realtà, agli ideali che pretendevano di difendere. L'apparenza si disgrega impietosa davanti gli occhi dello spettatore, attraverso un processo di messa in crisi del reale e delle strutture sociali,culturali ed esistenziali che potremo ritrovare solo nelle opere Novecento. Tutti i personaggi sono colpevoli,tutti hanno tradito,in qualche modo il bene,il valore,la virtù; persino la protagonista, che pure è l'unica che mostra una vera integrità morale,anche lei accetta l'inganno, accetta di far finta di concedersi al tiranno pur di aver salva la vita del fratello. L'opera fa a pezzi la società e la retorica del potere, ma mette anche brutalmente in crisi l'individuo,costringendolo a confrontarsi con i propri limiti, con gli istinti,le bassezze,le disonestà che, pare suggerire Shakespeare, ci toccano tutti e forse di noi è peggiore chi pensa di poter esserne immune. Una delle caratteristiche più interessanti è, inoltre, la sfumatura autobiografica dell'opera,che credo sia unica nell'intera produzione dello scrittore inglese, forse l'autore più sfuggente e inafferrabile della letteratura mondiale. La biografia tradizionale ci racconta di un giovane "testa calda" che era stato costretto a sposare, a 18 anni, una vedova, dieci anni più grande di lui, che aveva messa incinta,vicenda identica a quella raccontata nella commedia. Nel testo, quindi, Shakespeare racconta un pò di sè stesso, un lato poco edificante, per l'epoca, ma che riesce a raccontare con una umanità e verità profonda. Un'opera che dà dignità alla sessualità, liberandola dal mercimonio e dal concetto della colpa e che nel condannare l'ipocrisia toglie all'apparenza e al potere l'autorità e il valore che all'epoca facevano del potere l'unico tiranno in grado di governare la vita degli uomini. Un'opera straordinaria e imperdibile.

    ha scritto il 

  • 0

    è uscito di casa in bici e mentre
    pedala verso la città si guarda le

    caviglie e nota con stupore di avere un calzino
    rovesciato

    allora si ferma in un parchetto, si cava la scarpetta
    si gira la calza l ...continua

    è uscito di casa in bici e mentre
    pedala verso la città si guarda le

    caviglie e nota con stupore di avere un calzino
    rovesciato

    allora si ferma in un parchetto, si cava la scarpetta
    si gira la calza la rimette a posto si rimette

    la scarpetta e risale in bici tutto felice
    e pensa:" va là che non c'è la mia ragazza,

    nei paraggi, altrimenti sai che urli
    per una sciocchezza così".

    In biblioteca ha letto una cosa del povero
    Voltaire che dà dell'idiota al povero

    Shakespeare
    che abbaglio, pensa il nostro amico,

    tastandosi tutto tranquillo la caviglia

    ha scritto il 

  • 4

    Proposta indecente

    Traendo ispirazione da un passo dei Vangeli ("Perocché di qual giudizio voi giudicherete, sarete giudicati, e della misura che voi misurerete, sarà altresì misurato a voi), questa commedia a tinte fos ...continua

    Traendo ispirazione da un passo dei Vangeli ("Perocché di qual giudizio voi giudicherete, sarete giudicati, e della misura che voi misurerete, sarà altresì misurato a voi), questa commedia a tinte fosche non può certamente inserirsi nell'Olimpo delle migliori opere shakespeariane.
    Senza arrivare a definirlo "penoso", come fece Coleridge, alcuni travestimenti, coincidenze, scambi, appaiono (per gli standard del Bardo) in più di una circostanza mal congegnati e non sempre convincenti/coerenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Misura per misura? Giusto o sbagliato? Ma chi dà al Duca il diritto di giudicare? E' facile sottrarsi alle proprie responsabilità e poi arrogarsi il diritto di critica. E'giusto manovrare gli altri? A ...continua

    Misura per misura? Giusto o sbagliato? Ma chi dà al Duca il diritto di giudicare? E' facile sottrarsi alle proprie responsabilità e poi arrogarsi il diritto di critica. E'giusto manovrare gli altri? Angelo, lusingato dalla scelta, non resiste alla tentazione , ma si può condannare oppure si può comprendere la sua umanità? Escalo lascia fare al Duca tutto quello che vuole, come un genitore che a malincuore deve lasciare che il figlio faccia le sue esperienze oppure è un imbelle anche lui incapace di assumersi le sue responsabilità? Mariana svela la colpa di Angelo, ma poi chiede che sia risparmiato, anzi se lo sposa!Isabella prima fa il diavolo a quattro per difendere la sua integrità, poi non è capace di difendere fino in fondo le sue scelte ed accetta di sposare il Duca. Non giudichiamo, cerchiamo di capire.

    ha scritto il 

  • 5

    Con quasi quattro secoli di anticipo, Shakespeare scrive una commedia esilarante sul falso moralismo delle autorità pubbliche, sempre brave a predicare ma raramente buone razzolatrici. Un'opera che an ...continua

    Con quasi quattro secoli di anticipo, Shakespeare scrive una commedia esilarante sul falso moralismo delle autorità pubbliche, sempre brave a predicare ma raramente buone razzolatrici. Un'opera che andava riscoperta una sessantina d'anni fa... ma immagino che certe questioni, in fondo in fondo, non cambino proprio mai.
    Per l'inesauribile serie di equivoci che la costellano, per l'efficacia comica dei suoi puns e doppi sensi e per l'enorme modernità delle sue soluzioni ironiche Measure for Measure è di gran lunga l'opera più divertente ch'io abbia letto del Bardo. Se ne consideriamo la grande modernita (immortalità?) sociale e la splendida caratterizzazione di determinati personaggi (la casta Isabella può esser interpretata teatralmente in almeno tre o quattro accezioni diverse), appare quasi strano che la Measure non sia considerata tra le opere massime del suo autore.
    Ma una voce nella mia testa mi suggerisce che, a ben ragionarci, proprio strano strano non è...

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo dell'opera, citazione biblica, rimanda subito al fulcro tematico dell'opera: il giudizio. Le vicende sviluppatesi porteranno a pronunciarne uno ineluttabile. Giusto? Sbagliato? Shakespeare n ...continua

    Il titolo dell'opera, citazione biblica, rimanda subito al fulcro tematico dell'opera: il giudizio. Le vicende sviluppatesi porteranno a pronunciarne uno ineluttabile. Giusto? Sbagliato? Shakespeare non offre una risposta univoca, i personaggi vengono tratteggiati in maniera ambigua, cosicchè la risposta dovrà essere affidata al lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    Sì, vabbè, recensire Shakespeare

    Dice che la gente si mette a scrivere recensioni su Shakespeare. No, ma vi sembra modo? Quello ha fatto tutto quello che ha fatto, ha detto tutto quello che ha detto, ha scritto tutto quello che ha sc ...continua

    Dice che la gente si mette a scrivere recensioni su Shakespeare. No, ma vi sembra modo? Quello ha fatto tutto quello che ha fatto, ha detto tutto quello che ha detto, ha scritto tutto quello che ha scritto, e c'è ancora gente che si arroga il diritto di scrivere se le sue robe sono belle o brutte.
    Ma che mondo! Ma che inciviltà! Ma che assurdo senso di ciò che si può e non si può!

    "Misura per misura", tipo. Che gli puoi dire a "Misura per misura"? Bene, bravo, bis.

    Una commedia col lieto fine, un gioco delle parti sopraffino, una storia d'amore, di dignità, di lussuria e di svariate altre cose che non mi vengono in mente anche se il libro l'ho appena finito.
    Grande simpatia al Duca/Prete, grande antipatia per Angelo/Vicario, sguardo bonario per Escalo, per Claudio e, soprattutto, per Isabella e il Bargello. Grandissima voglia di dargli una mazzata sulle gengive a Lucio, che mi somiglia incredibilmente a uno che m'hanno presentato una sera e che avrei voluto ammazzarlo seduta stante, dopo che ha detto tre parole, tre.

    ha scritto il 

  • 3

    L'impressione che ho ricevuto da questa commedia (peraltro davvero poco allegra, a parte le battute salaci) è quella di uno Shakespeare stanco. Non mi si fraintenda: le tematiche sono interessanti, be ...continua

    L'impressione che ho ricevuto da questa commedia (peraltro davvero poco allegra, a parte le battute salaci) è quella di uno Shakespeare stanco. Non mi si fraintenda: le tematiche sono interessanti, ben ponderate, attuali; il monologo del Duca nel terzo atto, da solo, farebbe rialzare qualsiasi fallimento letterario. Però, per il resto, non mi ha convinto, non mi ha entusiasmata. Dei personaggi, non ne ricordo uno con affetto. Bisogna ricordare, comunque, che si tratta di un testo teatrale, e quindi qualsiasi giudizio definitivo va rinviato dopo la visione scenica.

    ha scritto il 

Ordina per