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Miti romani

Il racconto

Di ,,

Editore: Einaudi (ET Saggi, 1599)

4.1
(63)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 425 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806191179 | Isbn-13: 9788806191177 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History , Non-fiction , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
«Quando il mondo ebbe inizio e Giano tornò ad avere l'aspetto di un dio, poco a poco, si narra, apparvero ovunque le fonti, i laghi, i fiumi, le valli e i monti coperti di boschi. Apparvero pesci nell'acqua, animali sui prati e nelle foreste, uccelli nell'aria. Solo in ultimo fece il suo ingresso l'essere umano. Forse fu in quel momento che Giano si guardò intorno e scelse la sua dimora, una collina coperta allora di querce e farnetti. «Da quassú, - si disse, - potrò godermi ogni cosa, basta solo aspettare». E da quel colle - Gianicolo lo chiameranno - si dispose a guardare l'inizio del tempo e dello spazio di Roma». È esistita una mitologia romana? A questa domanda, che ormai da piú di due secoli alimenta accesi dibattiti fra gli studiosi, un antico romano avrebbe forse risposto con indignato stupore, elencando nomi, luoghi e avventure: dal tempo dei Fauni e degli Aborigeni all'approdo di Enea nel Lazio e alla fondazione della stirpe, dalla storia di Romolo e Remo ai sette re, dalla fine della monarchia agli eroi della Res publica. Mosse dal gusto e dal piacere del raccontare e guidate dalle coordinate rigorose fornite dalle fonti antiche, Licia Ferro e Maria Monteleone narrano in questo libro, storia dopo storia, i miti di Roma arcaica: offrendo al lettore, quasi dall'interno, uno sguardo sulla cultura e sull'immaginario degli antichi Romani. Un saggio di Maurizio Bettini apre una nuova prospettiva sul mito romano e sul dibattuto problema della sua esistenza.
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  • 0

    Bello!

    Una prosa magnifica per storie poco note, io non ne conoscevo bene nemmeno una: da appassionata di mitologia (greca) questo libro mi ha aperto un mondo! Si tratta, in realtà, di storie esemplari che ...continua

    Una prosa magnifica per storie poco note, io non ne conoscevo bene nemmeno una: da appassionata di mitologia (greca) questo libro mi ha aperto un mondo! Si tratta, in realtà, di storie esemplari che non ruotano tanto intorno agli dei quanto all'eroismo degli uomini: sangue e onore scorrono a fiumi.

    ha scritto il 

  • 5

    Graecia capta ferum victorem cepit

    La Grecia conquistata, conquistò il feroce vincitore. Così la mitologia romana viene fin troppo spesso confusa con quella greca.

    La recensione completa a questo libro la trovate sul nostro blog: ...continua

    La Grecia conquistata, conquistò il feroce vincitore. Così la mitologia romana viene fin troppo spesso confusa con quella greca.

    La recensione completa a questo libro la trovate sul nostro blog: http://demiurghiracconti.blogspot.com/2012/09/biblioteca-miti-romani-il-racconto.html

    ha scritto il 

  • 3

    se (un) Dio vuole

    didattico, anche noiosetto, se pur scritto con leggerezza rispetto all'impegno di conoscenze storiche messo in campo. quindi una lode alle autrici. Quanto alla mitologia romana ha tutta l'aria di ...continua

    didattico, anche noiosetto, se pur scritto con leggerezza rispetto all'impegno di conoscenze storiche messo in campo. quindi una lode alle autrici. Quanto alla mitologia romana ha tutta l'aria di giustificazioni a posteriori dei cambiamenti che si rendevano via via necessari , piuttosto che di una visione /interpretazione del mondo. Il peso della casta sacerdotale quasi come ora.

    ha scritto il 

  • 4

    I nostri "miti"

    Dimentichiamo i miti greci: si respira un'aria decisamente diversa; qui prevalgono la religiosità, l'austerità, il buon esempio e... tanta superstizione. Qui gli eroi sono tutti pervasi dal senso ...continua

    Dimentichiamo i miti greci: si respira un'aria decisamente diversa; qui prevalgono la religiosità, l'austerità, il buon esempio e... tanta superstizione. Qui gli eroi sono tutti pervasi dal senso del dovere e dall'amor di patria; l'individualismo è subordinato al bene comune, che è il parametro per giudicare ogni persona, uomo o donna, nobile o plebeo, buono o cattivo, e che costituisce il criterio per dividere il buon esempio da seguire e il cattivo esempio (che pur è narrato) da rifuggire. Qui si può rivisitare la romanità attraverso il racconto dell'origine delle festività e dei nomi dei luoghi; non solo, ma possiamo anche recuperare le radici di tanti pregiudizi consolidati nel tempo, ed ancora possiamo ripercorrere la strada di molte nostre abitudini, credenze, modi di dire. É questo, io credo, il fascino del libro: parla di noi, quasi una autobiografia; molti aspetti della liturgia cristiana, che - credenti o non credenti - permea la nostra cultura e la nostra forma mentis, sono mutuati da antiche credenze dei Romani. C'è da aggiungere che è una lettura molto piacevole, perché è un libro di favole, anzi di "fabulae". Così ci spiega la complessa questione M.Bettini nell'introduzione, che dopo un'illuminante analisi su che cosa si possa intendere con il termine mito e sul problema dell'esistenza o meno di miti propriamente romani, scrive di questi racconti: «Essi sono infatti costituiti da fabulae... Storie che hanno dalla loro l'autorevolezza della tradizione e, nello stesso tempo, l'aura che promana dalla loro natura di finzione».

    Per la sintesi e brevi notizie sulle autrici: http://www.leparoletranoileggere.it/2012/05/01/miti-romani/#more-390

    ha scritto il