Moby-Dick o La balena

Di

Editore: UTET

4.1
(6401)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 938 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Catalano , Finlandese , Portoghese , Rumeno , Greco , Giapponese , Russo , Polacco , Danese , Ceco , Indiano (Hindi) , Ungherese , Chi semplificata

Isbn-10: 880208159X | Isbn-13: 9788802081595 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giuseppe Natale

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Rilegato in pelle , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Se questo mondo fosse un piano infinito e navigando a oriente noi potessimo sempre raggiungere nuove distanze e scoprire cose più dolci e nuove di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora il viaggio conterrebbe una promessa. Ma, nell'inseguire quei lontani misteri di cui sogniamo, o nella caccia tormentosa di quel fantasma demoniaco che prima o poi nuota dinanzi a tutti i cuori umani, nella caccia di tali cose intorno a questo globo, esse o ci conducono in vuoti labirinti o ci lasciano sommersi a metà strada.
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  • 5

    Capolavoro assoluto

    Uno dei libri che ti cambia la vita. L'epopea umana e il suo senso più profondo trovano spazio nella ricerca della balena. È diventato il mio libro spirituale (lo riprendo per leggere i passi che più ...continua

    Uno dei libri che ti cambia la vita. L'epopea umana e il suo senso più profondo trovano spazio nella ricerca della balena. È diventato il mio libro spirituale (lo riprendo per leggere i passi che più mi hanno segnata).

    ha scritto il 

  • 1

    DNF at page 107/580

    Believe me when I say that I tried going on, but it was just... impossible for me.
    Descriptions that lasted at least one entire page when you are lucky (and you know what? I'm almo ...continua

    DNF at page 107/580

    Believe me when I say that I tried going on, but it was just... impossible for me.
    Descriptions that lasted at least one entire page when you are lucky (and you know what? I'm almost NEVER lucky), stories into the story everywhere... nope, for my action-and-fantasy-lover heart was just too much.

    It's a shame since I was looking forward a book about ships... but I fear I'll have to go for another genre.

    ha scritto il 

  • 2

    A tratti interessante e noioso

    Ho iniziato a leggere questo romanzo convintissima di finirlo in una quindicina di giorni, perché tanto “Cosa sono per me 748 pagine?“. Ma niente, un po’ il poco tempo a disposizione e un po’ certi ar ...continua

    Ho iniziato a leggere questo romanzo convintissima di finirlo in una quindicina di giorni, perché tanto “Cosa sono per me 748 pagine?“. Ma niente, un po’ il poco tempo a disposizione e un po’ certi argomenti relativi alla nautica, alle baleniere e al mare, proprio non sono riuscita a terminarlo in poco tempo!!
    Perché ho scelto di leggere Moby Dick? Ho sempre voluto leggerlo, dalla prima volta che ho visto Pagemaster, un vecchio film degli anni ’90. In secondo luogo, è un classico della letteratura e, quindi, andava letto.

    Sinteticamente:

    Moby Dick racconta il viaggio della baleniera Pequod (“[...] credete a me, non avete mai visto un vecchio vascello raro come il rarissimo Pequod. Era una nave della vecchia scuola, piuttosto piccola; con un che di rapace e vecchio stile“) che solca i mari alla ricerca di balene e capodogli. Alla guida di questa nave c’è il capitano Achab, la cui gamba è stata divorata da una balena bianca, appunto Moby Dick: testa bianca, fronte rugosa e mandibola storta, tre buchi nella pinna dritta della coda. Spinto dalla follia e dal desiderio di vendetta, condurrà la baleniera alla caccia del capodoglio, ormai diventato la sua unica ragione di vita: “[...] tutto il male per il folle Achab era visibilmente personificato in Moby Dick. Accumulava sulla bianca gobba della balena la somma di tutta la rabbia e l’odio provati dalla sua razza da Adamo in qua; e poi, quasi il suo petto fosse stato un mortaio, le sparava contro la bomba incandescente del suo cuore.“

    Il libro si può dividere stilisticamente in un due parti: abbiamo la parte relativa al protagonista Ismaele che racconta tutta la storia a partire dall’imbarco fino all’epilogo, e la parte enciclopedica che si alterna al racconto. Quest’ultima parte è quella che rende il romanzo davvero molto complesso e ampio, perché tratta sistematicamente di questioni scientifiche, nautiche, religiose, antropologiche e chi più ne ha più ne metta!!! Al 32°esimo capitolo dal titolo “Cetologia” mi è partito l’abbiocco!!!

    Solo negli ultimi capitoli ci sarà lo scontro vero e proprio con Moby Dick. MA… prima tocca sorbirci tutti i trattati sulle navi, sulle baleniere, sui tipi di balene e sui finti avvistamenti della balena bianca!!!

    C’è da dire che la storia prometteva bene!! Lo stile di Melville m è piaciuto sin dall’inizio e per quanto sia un po’ logorroico è stato piacevole leggere tutte le descrizioni che fa dei paesi, dei luoghi e delle persone che Ismaele incontra fino al suo imbarco sulla baleniera Pequod. Ma, ahimè, poi si perde nell’infinito mare delle parole e non riusciamo più a seguirlo!!!

    Proprio per questo suo alternare riflessioni al racconto vero e proprio, la lettura è stata molto frammentaria, non sono riuscita a godermela per bene nella sua interezza. Onestamente non penso di rileggerlo, richiede davvero troppo tempo e preferisco delle letture più lineari, senza troppe interruzioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Come tutte le grandi epopee, come le imprese più ardue ma gloriose, come l'ascesa che porta alla conquista di un ottomila, questo libro va affrontato per tappe, con una bella sosta di ossigenazione al ...continua

    Come tutte le grandi epopee, come le imprese più ardue ma gloriose, come l'ascesa che porta alla conquista di un ottomila, questo libro va affrontato per tappe, con una bella sosta di ossigenazione al campo base (cosa che ho fatto, almeno un paio di volte, lasciandolo e riprendendolo). Le imprese hanno sempre un grande finale. Di estrema soddisfazione.

    "Moby Dick" E'.
    Moby Dick non assomiglia, non ricorda, non lo puoi confrontare. Questo è IL libro, certo non l'unico ma egli E'.
    Ogni singola parola sembra esser stata scelta per stare lì, nel punto esatto, nel momento migliore di una frase indimenticabile. Sarà anche l'ormai mitica traduzione di Cesare Pavese, che a mio giudizio non è invecchiata di un minuto, a rendere alla perfezione questa narrazione onnisciente che parla dell'uomo mentre sembra parlare di altro.
    E parlare poi anche di come il bianco sia la manifestazione del male, l'incarnazione di quanto ci sia di più terribile. Il virginale, il puro bianco mostra di sé la vera natura nella cattiveria del mostruoso.
    E, per adesso, continuiamo la caccia...
    La caccia, ripresa ancora, è giunta al termine finalmente. La grande epopea, la "potenza del mito", l'uomo e la sua ossessione: la vita, fino in fondo.

    ha scritto il 

  • 3

    non il mio classico preferito

    Amo i classici e ne ho letti moltissimi, questo mi mancava e rimandavo la lettura da tempo. In effetti non è il mio genere di racconto, troppe divagazioni sulle balene, capidoglio e altro. Il racconto ...continua

    Amo i classici e ne ho letti moltissimi, questo mi mancava e rimandavo la lettura da tempo. In effetti non è il mio genere di racconto, troppe divagazioni sulle balene, capidoglio e altro. Il racconto in se diventa quasi secondario, quasi una scusa per parlare della caccia alle balene, le navi. L'ho finito ma ho fatto fatica.

    ha scritto il 

  • 5

    “Esso è al contempo ponderoso e recondito”

    Qualche volta sei tu che insegui la balena e qualche volta è la balena che insegue te.
    O anche: attento a ciò che insegui, perché prima o poi lo raggiungerai.
    Del resto l’opera si presta a questo tipo ...continua

    Qualche volta sei tu che insegui la balena e qualche volta è la balena che insegue te.
    O anche: attento a ciò che insegui, perché prima o poi lo raggiungerai.
    Del resto l’opera si presta a questo tipo di facili e gigioneschi aforismi.

    Ma a parte questo, cosa si può dire di quest’opera ponderosa e recondita? Di questa sorta di cosmogonia cetologica, di questo poema epico della caccia alla balena, metafora della vita, dell’universo e di tutto quanto?
    Posso dirvi che a volte mi ha esaltata e ho letto con gli occhi sbarrati certe scene di caccia e tutte le fasi successive alla cattura della balena; a volte mi ha nauseata, come se l’odore di tutte quelle balene squartate riuscisse ad arrivare fino a me (è vero che mentre lo leggevo avevo la febbre a 39 e l’influenza gastrointestinale), a volte mi ha estenuata, con la sua sintassi fin troppo ardita e sontuosa, o con elucubrazioni sfuggenti e fumose, o con tutta quella terminologia nautica di cui molti termini il mio cervello si è rifiutato di memorizzare e che non sono riuscita a imparare neppure arrivata alla fine (tutti quei cacchio di controvelacci e coltellacci, e lo sbovo e la tolda...), e poi, no, anche la balena fossile, no… e a volte mi sono commossa, e il mio cuore ha battuto insieme a quello di Achab o di Starbuck, e volte ero così esasperata che ho pensato “Ma questo Achab non lo reggo più, è peggio di me!”.

    Posso dirvi che a volte mi sono deliziata a leggere e rileggere certi passaggi che ho trovato bellissimi, a volte mi ci sono chiusi gli occhi sopra.
    Posso dirvi che questo libro mi ha imposto i suoi ritmi, calmi e rilassati, e tutti gli altri miei libri in attesa sullo scaffale che mi guardavano sussurrando piagnucolosi “E noi??” si sono dovuti zittire e mettersi in paziente attesa.
    Posso dirvi che ho cominciato con la traduzione di Pavese, e a circa un terzo sono passata a quella più moderna di Ceni edita da Feltrinelli e con quella sono arrivata alla fine concludendo in ogni caso: ma chi sono io per poter dire qualcosa sulla traduzione di Moby Dick? Solo ringraziare che qualcuno se ne sia occupato con passione e impegno così da potermi permettere l’accesso a quest’opera di complessità estrema.

    Cos’altro? per il momento taccio (e vado a leggere le recensioni di tanti altri anobiani che ne hanno scritto meglio di me). Che penso di aver capito e recepito una parte davvero minima di quello che l’opera è e di quello che offre. Ma a volte le cose che non si capiscono sono quelle che nella vita ci affascinano di più (cit.).

    ha scritto il 

  • 5

    è un libro un po' particolare: un po' trattato sulle balene (sulla base delle conoscenze dell'epoca), un po' documentario sulla caccia alle balene, un po' libretto di teatro e infine un po' racconto d ...continua

    è un libro un po' particolare: un po' trattato sulle balene (sulla base delle conoscenze dell'epoca), un po' documentario sulla caccia alle balene, un po' libretto di teatro e infine un po' racconto d'azione.
    Sempre scritto bene e diverso da tutto quello che ho letto finora.
    Indispensabili le note date le innumerevoli citazioni bibliche.

    ha scritto il 

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