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Moby Dick

Di

Editore: Garzanti

4.1
(5790)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 502 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Catalano , Finlandese , Portoghese , Rumeno , Greco , Giapponese , Russo , Polacco , Danese , Ceco , Indiano (Hindi) , Ungherese , Chi semplificata

Isbn-10: A000051589 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    In fin che 'l mar fu sovra noi richiuso

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del ca ...continua

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del canto XXVI dell'Inferno . Ma tra Ulisse e Achab vi è una sostanziale differenza. Il primo è stato ucciso dalla propria sete di sapere, dalla volontà di varcare i limiti imposti da un dio incomprensibile ed inesorabile. Il secondo, invece, per primo ha conficcato gli arpioni in una meraviglia della natura, pretestuosamente rappresentata come mostruosa per giustificare la crudeltà insaziabile dell'essere umano, che nulla può toccare o possedere senza distruggere. E' Achab a fare di Moby Dick un mostro, semplicemente proiettando in esso le ossessioni e i demoni della sua coscienza. Nessuna meraviglia, dunque, se la natura si riprende i suoi diritti, se si vendica di una violenza tanto gratuita quanto crudele, trascinando il colpevole, la creatura senziente che ha scelto volontariamente il Male, e precipitandolo con sé negli abissi.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/04/10/a-ciascuno-la-sua-balena-achab-e-il-dottor-house/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando ...continua

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando sulle pagine e, leggendo la biografia dell'autore, maledicendo il suo creatore, urlandogli che si, gli stava bene che nessuno se lo fosse mai filato e fosse morto nell'anonimato, perchè a noi delle balene non ce ne frega niente!
     
    Ho passato interi capitoli a leggere blaterii noiosi e pedanti sulle migliaia di tipologie di denti dei leviatani, ho passato interi capitoli a sentirlo correggere con spocchia teologi, scienziati, naturalisti, esploratori, pittori, lapicidi, ritrattisti, scultori, saggisti, astronomi, astrologi, maghi, prostitute, meteorologi, marinai, pescatori, bottai, inglesi, olandesi e spingere con tutta la forza della propria logorrea quello sputo di sabbia umida che è Nantucket tra le terre mitiche, alla destra di Atlantide alla sinistra di Roncobilaccio!
     
    Vi giuro, più d'una volta ho deciso di lasciarlo;
    a pagina cento, ad esempio, quando ancora Achab non s'era fatto vivo ed io credevo fermamente che Ismaele si fosse innamorato di Queequeg e tutto il romanzo fosse un sotterfugio per narrare le gioie di una convivenza con i cannibali e la loro pipa-tomahawk! 
    A pagina cinquanta, dopo il sermone di padre Mapple, letto come un giovanissimo chierichetto che alla messa, alle spalle del prete fa girare l'incensiere e prende uno scappellotto dalla suora!
    A pagina duecento settanta, dove elenca tutti i ritratti della balena e se ne esce con la convinzione che San Giorgio non può certo aver ucciso un drago, una vile lucertola non è adeguata a incarnare la malvagità, sicuramente il drago era un leviatano e San Giorgio deve averlo caricato A CAVALLO DI UNA FOCA! 
    - ve lo giuro, ve lo giuro -
     
    Ci ho letto in mezzo "Alpinisti Ciabattoni" di Cagna e tutta la raccolta di poesie di Emily Dickinson per edulcorare la traversata...
    Io detestavo Moby Dick...
    detestavo...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocento ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocentoventi, ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    E l'odio mi saliva, e visceralmente ribolliva incandescente, e il livore, e il rancore, e la voglia di uccidere questo libro era come la voglia di Achab di uccidere quella diavolo di balena bianca!
    E arrivato a pagina quattrocentocinquanta, io ancora non sapevo che prestissimo l'avrebbero avvistata, ma qui Achab, in un pomeriggio armonioso e caldo, guarda la sua ombra specchiarsi nel mare e la vede scendere negli abissi, e Starbuck, il prudente, lo vede piangere, e gli si accosta, e gli parla come parlerebbe ad un padre distrutto, e Achab gli risponde come si risponde a un figlio, ed entrambi sembrano d'accordo che fosse una follia dar la caccia a questo mostro, ma a quel punto, Achab lo guarda e gli sussurra "Achab non esiste più, Achab fa solo il volere del fato, Achab è il suo destino".
    E dunque io ho compreso che quel libro io non volevo realmente finirlo, ma io non esistevo più, e dovevo ormai compiere il destino...
     
    Dopo cinquecento pagine, quattrocentocinquanta delle quali bollerei forse come le più inutili della storia della letteratura, io ho chiuso il libro.
     
    epilogo
    Melville è un martire, si fa odiare, si fa detestare, fa violenza sul lettore, gli descrive nei minimi dettagli le balene per montargli nel cuore quel rancore che è il rancore di Achab, un rancore nei confronti del volume e nei confronti di QUELLA balena, e lo prepara, con l'introduzione più lunga della storia, lo fomenta, soffia sul fuoco, alimenta e attizza e dunque, una volta che quella stramaledettissima Moby Dick soffia, là, e il libro che rimane è ormai sottile, il lettore ha la medesima sensazione di Achab che fissa gli occhi del Parsi dilaniato nei ramponi...

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che so ...continua

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che soltanto si provasse a slegare una cima. Pietrificati dal suo aspetto, e vieppiù rifuggendo il dardo infocato ch’egli impugnava, gli uomini costernati rincularono, e Achab parlò nuovamente.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/02/23/moby-dick-h-melville/

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non po ...continua

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non posso dire altro che a quanto pare era l'età a essere sbagliata. "Moby Dick" è un romanzo sì pesante e a tratti soporifero, eppure è molto molto bello! Leggendo diverse recensioni ho notato che la maggior parte dei lettori si lamenta delle numerose digressioni che l'autore fa nel descrivere la nave piuttosto che le balene, eppure ogni singolo capitolo e ogni singola spiegazione è importante affinché il lettore capisca tutta la vicenda dettaglio per dettaglio, e possa quindi ricostruire nella sua fantasia le varie scene del romanzo. Sicuramente questi capitoli "inutili" aiutano molto a mantenere viva la suspense!

    ha scritto il 

  • 3

    un capolavoro zavorrato

    questo volume ha 683 pagine. 283 pagine sono pagine mirabili da vero capolavoro letterario. 400 pagine sono noiose, senza cuore e fredde come leggere un manuale di cetologia per un master di scienze n ...continua

    questo volume ha 683 pagine. 283 pagine sono pagine mirabili da vero capolavoro letterario. 400 pagine sono noiose, senza cuore e fredde come leggere un manuale di cetologia per un master di scienze naturali. Ti vien voglia di abbandonarlo più volte e più volte, ma almeno le pagine finali meritano, ( proprio perché sono finali ? )
    Prendete una nave che nella vostra testa dovrebbe correre veloce ma zavorratela fino al massimo consentito,
    Prendete un Fine , la vostra Unica Ossessione ma rendetela così bianca da farla scomparire fino a diventare un miraggio impalpabile....a voi moby dick

    ha scritto il 

  • 5

    La balena bianca

    Questo romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1851, durante il Rinascimento americano e venne tradotto in italiano per la prima volta nel 1932 da Cesare Pavese.
    Agli inizi non era stato riten ...continua

    Questo romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1851, durante il Rinascimento americano e venne tradotto in italiano per la prima volta nel 1932 da Cesare Pavese.
    Agli inizi non era stato ritenuto un gran libro, ma ora è stato riconosciuto come uno dei capolavori della narrativa statunitense.
    Anche se si tratta di un romanzo di avventura, cita due avvenimenti realmente accaduti.
    Il primo è l’affondamento della baleniera Essex nell’anno 1820 ed il secondo è la presunta uccisione di un capodoglio albino nei pressi dell’isola cilena Mocha.

    Passiamo alla trama del libro.

    Ismaele è il narratore e proprio attraverso i suoi occhi veniamo a conoscenza di questa storia.
    Lui sta per partire per Manhattan e per arrivarci si imbarcherà su una baleniera.
    Per poter partire deciderà di dividere il letto con un perfetto sconosciuto con il quale con il passare del tempo tesserà una buona amicizia.
    Si registreranno nell’equipaggio della baleniera Pequod che ha come capitano Achab.
    A quanto pare però aleggia nell’aria una disgrazia e pende proprio sulla testa del capitano.
    Moby Dick è l’imponente e particolare balena bianca che vogliono catturare, ma non è per niente facile questa impresa perché prima di lui molti altri l’avevano tentata fallendo miseramente.
    L’equipaggio su Pequod dovrà andare incontro a tantissime peripezie se vorrà portare a casa la pelle.

    L’uomo anche in questo caso cercherà di lottare in tutti i modi contro le forze del male ed inoltre l’autore ci fa capire che abbiamo dei limiti e la forza di Madre Natura è sconfinata.

    Ve lo voglio consigliare e vi auguro buona lettura!

    ha scritto il 

  • 2

    Idealizzato troppo

    Con fatica sono arrivata a 251 pagine, poi ho lasciato. L'ho ripreso con lo scopo di finirlo, ma non ci sono riuscita. E' scritto egregiamente, assolutamente niente da dire, ma non cattura la mia atte ...continua

    Con fatica sono arrivata a 251 pagine, poi ho lasciato. L'ho ripreso con lo scopo di finirlo, ma non ci sono riuscita. E' scritto egregiamente, assolutamente niente da dire, ma non cattura la mia attenzione nonostante la fama mi abbia attirato tantissimo. Mi è sembrato un documentario sui vari tipi di balena e varianti si essa. Profondamente dispiaciuta e delusa.

    ha scritto il 

  • 4

    Un capolavoro della letteratura del XIX secolo

    Un pietra miliare della letteratura americana del XIX secolo, come sempre (o quasi) pressoché ignota ai suoi contemporanei. Impresa titanica per il traduttore – che oggi non può non confrontarsi con i ...continua

    Un pietra miliare della letteratura americana del XIX secolo, come sempre (o quasi) pressoché ignota ai suoi contemporanei. Impresa titanica per il traduttore – che oggi non può non confrontarsi con i precedenti.
    Lettura a tratti piacevole, ma spesso estenuante per la completezza e l’estensione della materia di cui tratta – la cetologia e la baleneria – infine premiata dall’ultima parte, quella del duello vero e proprio di Achab con la balena bianca, questa sì di valore assoluto. Per contro, molte pagine paiono invecchiate, per non parlare dell’ideologia che vi è alle spalle – la lotta tra l’uomo e la natura – ormai anacronistica e semmai intesa a ruoli rovesciati.
    Ciò riconosciuto, il libro di Melville resta pur sempre un capolavoro, al di là dei miti che ha creato e che comunque appartengono all’immaginario moderno.

    ha scritto il 

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