Moby Dick

Di

Editore: Garzanti

4.1
(6230)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 502 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Catalano , Finlandese , Portoghese , Rumeno , Greco , Giapponese , Russo , Polacco , Danese , Ceco , Indiano (Hindi) , Ungherese , Chi semplificata

Isbn-10: A000051589 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Rilegato in pelle , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 5

    Che si tratti di un capolavoro non devo stare a ribadirlo, semmai dirò di cosa ho provato leggendo per la prima volta a 46 anni, nel 2016, un libro così, di cui fin da bambino ho subito la suggestione ...continua

    Che si tratti di un capolavoro non devo stare a ribadirlo, semmai dirò di cosa ho provato leggendo per la prima volta a 46 anni, nel 2016, un libro così, di cui fin da bambino ho subito la suggestione riflessa nell'immaginario collettivo. Innanzitutto ho provato stupore, molto stupore per un romanzo che per larga parte è meta-romanzo, modernissimo anzi post-moderno, con tutte le sue digressioni storiche, tecniche, anedottiche, non gratuite né accessorie ma consapevoli (consapevoli fino all'ironia) della possibilità di raccontare una vera e propria dimensione culturale sfruttando tutte le armi della letteratura, modulando notazione e narrazione. Certo, è uno schema che ti chiede molto, sicuramente prolisso fino al limite della pesantezza, insomma devi volerlo leggere, tuttavia posso dire questo: non mi ha mai annoiato. Forse, credo, perché l'io narrante - Ismael - sa scegliere bene lo scranno, la posizione, un gradino sopra eppure accanto a te, come un vecchio zio che si porta addosso evidenti i segni del tumulto e della soddisfazione, le ferite e la gioia. I capitoli in cui si consuma l'azione sono magistrali: dalla secchezza implacabile ma elegante, lirici e vertiginosi. Gli scenari marini mettono soggezione, ti schiacciano con la loro alterità ammaliante. I marinai sono spiriti che inseguono se stessi fuori dal mondo che li ha perduti, in cui non si sono mai trovati. E le balene, le balene sono sogni muti, incubi terribili e tesori indifesi. Achab è Achab, ossessione incarnata fino a divenire struggente parossismo d'uomo, che in Moby Dick sembra cercare "quello che non c'è" - direbbero gli Afterhours. Perciò tutto alla fine si compie come deve.

    ha scritto il 

  • 2

    Quando agonizzo nella ricerca spasmodica della fine del capitolo. Quando avanzo nella lettura come un veliero in un mare in bonaccia. Quando non son sicuro di aver compreso bene una frase dopo averla ...continua

    Quando agonizzo nella ricerca spasmodica della fine del capitolo. Quando avanzo nella lettura come un veliero in un mare in bonaccia. Quando non son sicuro di aver compreso bene una frase dopo averla letta tre volte. Quando accade ciò con un'opera extra-ordinaria, mi vien soltanto da dire che la lettura non è stata di mio gusto.
    Non metto in dubbio che Moby-Dick sia un'opera importante della letteratura. Capisco perché Ahab e la Balena bianca siano entrati nell'immaginario collettivo. Io il libro Moby-Dick l'ho purtroppo trovato noioso, ma anche dispersivo e disorganizzato. Un "minestrone intellettuale", come l'ha definito l'amico Duyckinck (chissà come l'ha presa Melville...).
    La parte centrale è piena di capitoli di indagini "scientifiche", disquisizioni tecniche sugli usi e i costumi della baleneria. Non c'è niente che si salva: qualsiasi struttura di una baleniera, qualsiasi azione compiuta dai marinai, qualsiasi parte di un capodoglio. È davvero troppo e troppo pesante.
    La mescolanza di stili, generi e punti di vista narrativi ha reso poi il libro disomogeneo. Non ho trovato un'unica struttura narrativa fluida, ma vari spezzoni riuniti insieme con del fil di ferro. Da una lettera di Melville ad Hawthorne: "Ciò che mi sento più spinto a scrivere, quello viene bandito - non rende. Eppure, nell'insieme, non riesco a scrivere nell'altro modo. Così alla fine il risultato è un garbuglio, e tutti i miei libri sono delle rappezzature."

    ha scritto il 

  • 2

    null

    "Il libro di Marville è diverso da un romanzo, il racconto viene ritmato (e rallentato) con ogni sorta di interpolazioni estranee, di materiale storico, tratto dalle scienze naturali o ripreso dalla m ...continua

    "Il libro di Marville è diverso da un romanzo, il racconto viene ritmato (e rallentato) con ogni sorta di interpolazioni estranee, di materiale storico, tratto dalle scienze naturali o ripreso dalla mitologia"
    "...Oltre che un mito morale, la favola di Moby Dick è anche una sorta di oceanico trattato zoologico e baleniero, un poema dell'azione e del pericolo.
    ... Lunghe dissertazioni cetologiche, minuzie descrittive sui particolari della caccia e della navigazione, compiaciute e maliziose digressioni d'ogni genere..."
    Un libro lungo, impegnativo, solo a tratti scorrevole ma che comunque rapisce, non si può fare a meno di continuare a leggere anche per scoprire quando avviene veramente l'incontro con la balena bianca.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo 420 pagine di elucubrazioni quasi documentaristiche sulla pesca alla balena, una enciclopedia sulla fauna cetacea negli oceani e sulla vita marinaresca che nulla esclude si arriva alle ultime 20 ...continua

    Dopo 420 pagine di elucubrazioni quasi documentaristiche sulla pesca alla balena, una enciclopedia sulla fauna cetacea negli oceani e sulla vita marinaresca che nulla esclude si arriva alle ultime 20 venti pagine dove la follia e l'adrenalina prende il sopravvento e ti trasporta dove non pensavi di poter arrivare.... Ne valeva la pena? ora che l'ho finito dico di si

    ha scritto il 

  • 0

    Eterna lotta

    Appena finito dopo una lettura a volte appassionante a volte noiosa ma senza dubbio sempre di fronte ad un grande capolavoro e all'eterna lotta tra l'uomo e la natura.La natura beffarda e potente che ...continua

    Appena finito dopo una lettura a volte appassionante a volte noiosa ma senza dubbio sempre di fronte ad un grande capolavoro e all'eterna lotta tra l'uomo e la natura.La natura beffarda e potente che gioca con l'uomo seguendo i suoi capricci.Nonostante la grandezza del nostro capitano Achab a cui non resta che soccombere di fronte al nemico che con arguzia e forza lo trascina negli abissi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Là soffia!"

    "Eppure questa è la vita. Poiché noi mortali abbiamo appena finito, dopo lunghe e dure fatiche, di estrarre dalla grande mole di questo mondo il suo poco ma prezioso olio, e poi, con laboriosa pazienz ...continua

    "Eppure questa è la vita. Poiché noi mortali abbiamo appena finito, dopo lunghe e dure fatiche, di estrarre dalla grande mole di questo mondo il suo poco ma prezioso olio, e poi, con laboriosa pazienza, ci siamo appena ripuliti dalle sue sporcizie e abbiamo imparato a vivere quaggiù in lindi tabernacoli dello spirito, quando, appena l'abbiamo fatto, ecco qui — Là soffia! — il fantasma zampilla in alto, e via, partiamo per combattere qualche altro mondo, e torniamo a subire tutta la vecchia routine della gioventù."

    Ho nutrito per questo romanzo una delle avversioni più elevate e persistenti della mia vita.
    Mai e poi mai avrei pensato di trovarmi a leggere Moby Dick...
    Mai e poi mai avrei pensato di trovarlo ironico, poetico, suggestivo ed estremamente elegante...pur essendo nel contempo faticoso, lento, a tratti proprio estenuante...(ecco vivevo benissimo anche senza alcuni minuziosi dettagli caccia-olio-baleniferi).

    Una lettura anch'essa allegorica e rappresentativa di come scorra la vita, a volte impaludata in derive che ci appaiono essenziali ma che in realtà non forniscono valore. Censire, catalogare, necessità di conoscere per calmierare la paura, forse. Chimerica illusione di riuscire a dominare il destino attraverso conoscenze di dettaglio che in realtà non portano a nulla di sostanziale.

    "Quindi, per quanto io voglia trattare a fondo l'argomento balena, rimango sempre in superficie; non la conosco e non la conoscerò mai. E se non conosco nemmeno la coda di questa balena, come posso capire la sua testa?"

    Mi vien naturale mettere a confronto Achab e Bartleby, avendo appena letto di entrambi. Due personaggi epici, due modi di interpretare la vita, due modi per rimanere integri e fedeli a sé stessi, due facce della stessa medaglia (o dello stesso doblone..ehm). Entrambi sfidanti, entrambi tenaci alla cocciutaggine, entrambi fermi sulle loro posizioni. Atteggiamenti antipodali che curiosamente conducono allo stesso risultato. 

    Cosa piccola è l'uomo nei confronti degli abissi oceanici. Pesce legato o pesce slegato che sia, il destino di ciascuno di noi è tracciato. Un giorno sprofonderemo mentre il grande sudario del mare continuerà a fluttuare, come fluttuava cinquemila anni fa.
    E Achab sarà sempre Achab e Bartleby sarà sempre Bartelby. 

    Mentre ad ogni lettura Melville par che esorti: "Per mille aringhe sotto sale!...Svegliaaaaaa lettore ... Svegliaaaa. ...Là soffiaaaaaa!"

    ha scritto il 

  • 2

    tra una e cinque stelle

    Moby Dick si compone di due parti, frammiste tra di loro: circa un quinto è un capolavoro, il resto è illegibile. Se si ha la tenacia, pur addormentandosi decine di volte sul libro, di proseguire fino ...continua

    Moby Dick si compone di due parti, frammiste tra di loro: circa un quinto è un capolavoro, il resto è illegibile. Se si ha la tenacia, pur addormentandosi decine di volte sul libro, di proseguire fino alla fine, si godrà del quinto "buono", altrimenti... il tempo di una vita è breve, i libri belli sono tanti

    ha scritto il 

  • 5

    Moby Dick è un romanzo per chi ama “leggere” e non semplicemente “leggere una bella storia”. Credo di non aver mai letto mai nulla di così coinvolgente e istruttivo.

    ha scritto il 

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