Moby Dick

By

Publisher: Castle Books

4.1
(5995)

Language: English | Number of Pages: 760 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Dutch , Chi traditional , Catalan , Finnish , Portuguese , Romanian , Greek , Japanese , Russian , Polish , Danish , Czech , Indian (Hindi) , Hungarian , Chi simplified

Isbn-10: 0785819134 | Isbn-13: 9780785819134 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

Do you like Moby Dick ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    Nuova prospettiva

    Conosco e ho sempre apprezzato la classica traduzione di Pavese.
    Questa nuova prospettiva narrativa mi ha lasciato inizialmente molto perplesso, poi ho capito che dovevo anche linguisticamente adeguar ...continue

    Conosco e ho sempre apprezzato la classica traduzione di Pavese.
    Questa nuova prospettiva narrativa mi ha lasciato inizialmente molto perplesso, poi ho capito che dovevo anche linguisticamente adeguarmi al modo di esprimersi del tempo in cui Ismaele narrava la sua avventura. Allora è diventato un libro nuovo, diverso, con visuali e prospettive nuove rispetto a quello che conoscevo.

    said on 

  • 3

    Moby Dick per me é stato un viaggio durato più di un mese (periodo molto lungo per i miei tempi di lettura) e devo ammetterlo sono quasi stata sul punto di metterlo da parte. Mi spiego meglio. L'inizi ...continue

    Moby Dick per me é stato un viaggio durato più di un mese (periodo molto lungo per i miei tempi di lettura) e devo ammetterlo sono quasi stata sul punto di metterlo da parte. Mi spiego meglio. L'inizio mi ha entusiasmata, davvero, il ritmo di narrazione e il modo di raccontare di Melville mi ha fatto pensare "caspita! Ci siamo: Ho trovato un gran bel libro!" e poi mi sono affezionata all'indigeno Queequeg grazie alle irriverenti scene con il protagonista. Per non parlare delle perle infilate tra i capitoli, pensieri, filosofia. Tutto questo mi ha colpito ancor di più.
    Ma poi verso metà libro per me è iniziato un blocco, tanto per dirne una le descrizioni a ruota libera su tutti i tipi di balena conosciuti all'epoca sono veramente un po pesanti anche per una come me che ha un livello di concentrazione non proprio così basso. Comunque, ho voluto continuare e ne sono contenta. Mi spiace per le parti prolisse che mi hanno fatto pensare di lasciare perdere tutto ma mi sono piaciuti i pensieri filosofici che l'autore ha inserito tra i capitoli, le riflessioni a volte tristi a volte ironiche, le rivelazioni. É difficile pensare di vedere insieme filosofi e cacciatori di balene ma Melville ha fatto questo.

    said on 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Concludi il libro e sei contento. Poi realizzi che nel 2013 ...continue

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Concludi il libro e sei contento. Poi realizzi che nel 2013 non si possono più cacciare le balene e ti domandi perché hai buttato quattro mesi della tua vita per leggerlo.

    said on 

  • 4

    "...Ogni mortale grandezza non è che malattia."

    Il mio giudizio su questo libro è nettamente diviso a metà: immenso dal punto di vista narrativo, a tratti poetico, passionale e verace come alcuni suoi personaggi, dei quali la caratterizzazione risu ...continue

    Il mio giudizio su questo libro è nettamente diviso a metà: immenso dal punto di vista narrativo, a tratti poetico, passionale e verace come alcuni suoi personaggi, dei quali la caratterizzazione risulta impeccabile... come dimenticare il capitano Ahab, o il selvaggio Queequeb... Un romanzo "malvagio", come lo voleva Melville, che raccontasse la crudeltà della natura e quella umana... purtroppo però ci sono anche pagine e pagine di descrizione dettagliatissime di baleniere e balene, con disegni annessi, questo secondo me allontana molti dei probabili lettori e questo è forse alla base dello scarso successo avuto al momento della pubblicazione, nel 1851.

    Un testo che resta però imprescindibile, una volta, una nella vita va letto, anche perchè è uno di quei libri che basta leggere una volta per entrarti dentro, conil suo capitano, le sue contraddizioni e la sua folle passione.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Classico snobbato ma che merita davvero

    Moby Dick è il... classico classico lungo e pieno di descrizioni, pertanto snobbato, dai ragazzi che "neanche mi metto", dagli adulti che "è un libro per ragazzi".
    A me è servito molto leggerlo contem ...continue

    Moby Dick è il... classico classico lungo e pieno di descrizioni, pertanto snobbato, dai ragazzi che "neanche mi metto", dagli adulti che "è un libro per ragazzi".
    A me è servito molto leggerlo contemporaneamente a un'amica. Ci siamo date un ritmo.
    Detto questo, due sono le cose che mi hanno stupita di Moby Dick. Sì, stupita.
    Primo, che un libro che pensavo fosse "pesante" (un mattone, diciamocelo) si sia lasciato leggere quasi come un thriller (capite il paragone). Ismaele, il narratore, un ex mercante che si imbarca sulla baleniera della storia, ed è anche l'alias di Melville, è innamorato del mare e di tutti gli esseri che ci vivono. Il lavoro che fa è una specie di missione, anche se criticato, spietato, mal visto. Melville lo ha chiamato "il mio libro malvagio". Bè, gran lavoro. Una settimana di tempo, caratteri minuscoli, eppure... Anche le criticate pagine nozionistiche non sono così impossibili (non come la descrizione della battaglia di Waterloo nei Miserabili!). Sono anzi interessanti, e non dite che se fossero tolte il libro ne gioverebbe: no! Fanno parte di Moby Dick tanto quanto il resto. E sono scritte scorrevolmente.
    Secondo, che Moby Dick dia il titolo al libro ma entri in scena, di fatto, solo quando mancano 50 pagine alla fine. Per il resto, è un'ombra, uno spirito. Non c'è ma se ne sente la presenza. La "colpa", ovviamente, è del capitano Achab, che, privato di una gamba, non vuole lasciar andare impunito il terribile, niveo capodoglio. Il mostro.
    Io mi chiedo: e se lo avesse fatto? Se lo avesse lasciato andare? Non ci sarebbe "Moby Dick", chiaro, né il libro né la sua leggenda. Achab avrebbe potuto incassare il colpo e ricominciare (tant'è che si trova molto bene col suo arto d'avorio). Ma no, lo insegue, lo bracca, percorre tre oceani, prima del faccia a faccia. Sogna la balena bianca, ne ha visioni, abbandona la famiglia, mette a rischio la vita di altri 30 marinai. Non esiste altro che la balena. Il senso che ho è che Achab sia già bello che morto quando inizia il libro. Non fisicamente ma mentalmente. Achab non c'è già più, imbrigliato in un demone che altri capitani, peggiori di lui, non si curano di avvistare o evitano proprio di incrociare. Non ne può fare a meno e si annulla completamente, senza relazioni, senza altri scopi. L'unico che vorrà avvicinare, e solo alla fine, sarà un marinaio pazzo di nome Pip. A dimostrazione della sua stessa follia. I suoi discorsi sono evocazioni febbrili e sputacchiate di un diavolo che lui ha richiamato dagli inferi.

    said on 

  • 5

    Prologo Chiamatelo Herman,

    defunto profeta e veggente...che per mezzo di quei segni geroglifici...aveva tracciato...una teoria completa dei cieli e della terra e un mistico trattato sull'arte di conse ...continue

    Prologo Chiamatelo Herman,

    defunto profeta e veggente...che per mezzo di quei segni geroglifici...aveva tracciato...una teoria completa dei cieli e della terra e un mistico trattato sull'arte di conseguire la Verità [p. 486]

    [Egli] tenta qui nientemeno che la classificazione degli elementi costitutivi di un caos. [...] Brancolare dietro alle balene in fondo al mare, avere le mani tra le indicibili fondamenta e costole e pelvi del mondo [pp. 154; 156]

    Ia Teodicea: la violenza e il sacro

    Quell'intangibile malvagità che è stata al principio delle cose [p. 205]

    1. Un Pesce Legato appartiene alla parte che lo lega.
    2. Un Pesce Libero è buona caccia per chiunque riesce a prenderlo per primo. [p. 406]

    Considerate ancora il cannibalismo universale del mare: come tutte le sue creature si predano a vicenda mantenendosi fin dall'inizio del mondo in guerra eterna. [p. 294]

    Retribuzione, pronta vendetta e malvagità eterna si mostravano...ad onta di tutto ciò che i mortali potessero fare [p. 568]

    Ib Teodicea: il capro

    Senti ancora, la parola più profonda. Tutti gli oggetti visibili, vedi, sono soltanto maschere di cartone [...]. E se l'uomo vuol colpire, colpisca sulla maschera! [p. 186]

    Egli accumulava sulla gobba bianca della balena la somma di tutta l'ira e di tutto l'odio provati dall'intera sua razza dal tempo di Adamo... [p. 205]

    [...] e sia la Balena Bianca il dipendente o sia il principale, io sfogherò su di lei questo mio odio. [p. 186]

    ...essa doveva morire l'orribile morte, assassinata per illuminare le nozze allegre e le altre festosità dell'uomo e altresì rischiarare le chiese solenni che prèdicano la mansuetudine incondizionata verso tutti. [p 371]

    II Nost-algia

    Questa scena è tutta scritta immutabile. E' stata provata da te e da me un miliardo d'anni prima che quest'oceano si stendesse. Insensato! Sono il luogotenente dei Fati; agisco perché ho degli ordini. [p. 558]

    E' Achab, Achab? Sono io, Signore, che sollevo questo braccio, o chi è? Ma se il sole immenso non si muove da sé, e non è che un fattorino del cielo; se nemmeno una stella può ruotare se non per un potere invisibile, come può dunque questo piccolo cuore battere, e questo piccolo cervello pensare, se non è Dio che dà questo battito, che pensa quei pensieri, che vive quella vita, e non io? Per gli dèi, marinai, noi siamo fatti per girare e girare in questo mondo come quel verricello, e Destino è l'aspa. [p 541]

    III Is it even so? then I defy you, stars!

    "Oh, diabolica tentazione degli dèi!" [p. 486]

    E se ubbidiamo a Dio, noi dobbiamo disubbidire a noi stessi, ed è in questa disubbidienza che consiste la difficoltà di ubbidire a Dio. [ p. 71]

    Ma io non sono schiavo, marinaio, nemmeno di questo gioco leale. Chi è sopra di me? [p. 186]

    Sì! ho perduta la gamba. Io profetizzo adesso che mutilerò il mio mutilatore. E così dunque siano il profeta e l'esecutore un essere solo. Questo è più di ciò che voi, o grandi dèi, foste mai. Io vi rido e urlo dietro [...]. No, voi mi avete atterrato e io sono di nuovo qui, ma voi siete corsi a nascondervi. [...] Io non ho armi di lunga portata per raggiungervi! Uscite, Achab vi presenta i suoi omaggi, uscite a vedere se potete deviarmi. Deviarmi? Voi non potete deviarmi, altrimenti deviate voi stessi! E' qui che l'uomo vi tiene. [p. 190]

    IV infin che 'l mar fu sovra noi richiuso

    E poi, la pazzia, il delirio, il sangue in fiamme e la fronte bollente, con cui in migliaia di discese il vecchio Achab ha dato la caccia furiosa, schiumosa, alla preda, da demonio più che da uomo! Sì, sì! che stupido è stato per quarant'anni, che stupido, che stupido, che vecchio stupido è stato Achab! [p 539-540]

    Ormai siamo lanciati audacemente sull'abisso, ma presto saremo perduti nelle sue immensità senza rive e senza porti. [p. 154]

    said on 

  • 5

    Veramente potente, in un crescendo che ti lascia senza fiato. Certamente non è un libro semplice. L'avevo letto in quarta ginnasio, ma avevo fatto molta fatica a finirlo. Ovvio, non è un libro per r ...continue

    Veramente potente, in un crescendo che ti lascia senza fiato. Certamente non è un libro semplice. L'avevo letto in quarta ginnasio, ma avevo fatto molta fatica a finirlo. Ovvio, non è un libro per ragazzi. Chi cerca l'avventura, legga altro. Qui ci sono riflessione, filosofia, informazione (interessanti le conoscenze scientifiche dell'epoca!), analisi dell'uomo, delle sue passioni, delle sue debolezze, delle sue schiavitù . Certamente, poi, negli ultimi capitoli in cui FINALMENTE si fanno i conti con Moby Dick la narrazione d'avventura domina e ti prende. E non c'è il classico lieto fine con il protagonista vincitore e l'antagonista sconfitto. . .O forse sì, perché qui il protagonista è la grande balena bianca e Achab il suo antagonista.

    said on 

  • 0

    e' come sei fossero due libri differenti ...per questo mi verrebbe da dargli due voti distinti..
    mentre per il racconto della storia darei un 5 pienissimo per la parte ducumentaristica sui cetacei sia ...continue

    e' come sei fossero due libri differenti ...per questo mi verrebbe da dargli due voti distinti..
    mentre per il racconto della storia darei un 5 pienissimo per la parte ducumentaristica sui cetacei sia per l' ovvia inesattezze dovuto alle conoscenze dell' epoca che all' esagerato dilungarsi e ripetersi darei 3...quindi il mio 4 totale come si puo' capire e' un voto di media.peccato solo che su 400 e passa pagine la parte del racconto sia quella più breve e concisa..perche' come dicevo poc'anzi...e' sicuramente degna di nota per coinvolgimento..profondita' ed atmosfera

    said on 

  • 2

    quando l'editore fa ladifferenza

    Il romanzo prometteva benissimo, e se l'avessi letto in una traduzione adeguata alla magnifica complessità dell'opera probabilmente avrei dato un voto alto. Purtroppo però questa edizione in particola ...continue

    Il romanzo prometteva benissimo, e se l'avessi letto in una traduzione adeguata alla magnifica complessità dell'opera probabilmente avrei dato un voto alto. Purtroppo però questa edizione in particolare, che stava nella mia libreria fin dall'infanzia si è rivelata un vero orrore tipografico. Refusi quasi a ogni pagina, termini obsoleti ed errori di traduzione evidenti hanno reso la lettura un vero calvario. Consiglio l'opera, ma per carità scegliete un'edizione fatta come si deve.

    said on 

  • 4

    Non per piccoli non per grandi

    Lettura per ragazzi. Ma è difficile, veramente difficile, per un ragazzo bersi per intero questo bellissimo ma difficile racconto. Così può accadere che un adulto non ne sia attratto, scambiandolo per ...continue

    Lettura per ragazzi. Ma è difficile, veramente difficile, per un ragazzo bersi per intero questo bellissimo ma difficile racconto. Così può accadere che un adulto non ne sia attratto, scambiandolo per un romanzo per ragazzi un po datato.
    E' un romanzo per piccoli adulti o per eterni ragazzi. Da leggere lentamente, assaporare, gustare, capire nelle sue iperbole, nel linguaggio, nei dotti richiami, nella potenza evocativa, nella crudeltà dell'incubo che trascina Achab a distruggere tutto in nome della vendetta. Epico.

    said on 

Sorting by
Sorting by