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Moby Dick

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4.1
(5812)

Language:Español | Number of Pages: 159 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Dutch , Chi traditional , Catalan , Finnish , Portuguese , Romanian , Greek , Japanese , Russian , Polish , Danish , Czech , Indian (Hindi) , Hungarian , Chi simplified

Isbn-10: 8475618340 | Isbn-13: 9788475618340 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Audio CD , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
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  • 3

    Bello Moby Dick, bello Starbuck, meraviglioso Achab, ma cavolo!
    Quante pagine sulle teste, code, attacchi, dimensioni, ossa, citazioni, movimenti, sfiatatoi delle balene mi deve propinare Melville pri ...continue

    Bello Moby Dick, bello Starbuck, meraviglioso Achab, ma cavolo!
    Quante pagine sulle teste, code, attacchi, dimensioni, ossa, citazioni, movimenti, sfiatatoi delle balene mi deve propinare Melville prima di ritenersi soddisfatto? Certo, ora ho sicuramente una cultura di cetologia e di organizzazione baleniera invidiabile, però la storia ne soffre troppo.

    said on 

  • 3

    Sia se avete questo libro sullo scaffale e non lo avete ancora letto, sia se non lo avete e vi state domandando se leggerlo o no, forse state leggendo la recensione per prendere una decisione. La magg ...continue

    Sia se avete questo libro sullo scaffale e non lo avete ancora letto, sia se non lo avete e vi state domandando se leggerlo o no, forse state leggendo la recensione per prendere una decisione. La maggior parte delle recensioni non credo sia molto positiva. E' un romanzo d'altri tempi, diciamolo, è un classico dei nostri nonni, ma che non lascia spazio alla voglia di svagarsi e divertirsi. E' un lungo romanzo che non vi parlerà soprattutto di Moby Dick, ma delle balene in generale. Alla fine saprete le loro rotte, quanto sono grandi, come vivono e cosa mangiano, la loro anatomia e tutti gli autori o i passi della Bibbia che hanno citato o si sono occupati di parlare delle balene in generale. La storia, drammatica, è scritta dal punto di vista di un uomo che decide di imbarcarsi e quindi cerca la nave e l'equipaggio giusto. Per almeno metà del libro non sarete in mezzo al mare e anche quando lo sarete saprete tutto sugli uomini dell'equipaggio e sugli usi delle baleniere. Ci sono dei momenti in cui viene voglia di rimandare il libro in un angolo nascosto della libreria, o per alcuni forse anche direttamente a far parte di un bel falò, ma lo stile dell'autore, un po' all'antica, appassionato, descrittivo ed emozionante, ha il potere di condurti con lui sulla baleniera, e se resisti fino all'ultimo, anche se con tristezza o anche rabbia, ti accorgerai che il tuo cuore è rimasto un po' sul "Pequod" ed è come se avessi visto tutto dal ponte della nave, ti accorgerai di aver preso le parti di qualcuno dell'equipaggio, immedesimandoti di più in questo o quello, e ti accorgerai che gli sforzi per finire il libro, in fondo, ne valevano la pena.

    said on 

  • 2

    Moby Dick è il peggior "classico" che abbia letto finora.
    Narrativa leeeeeeenta, pathos non pervenuto, dialoghi poco realistici.
    Peccato, perché avevo buone aspettative.

    said on 

  • 4

    In fin che 'l mar fu sovra noi richiuso

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del ca ...continue

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del canto XXVI dell'Inferno . Ma tra Ulisse e Achab vi è una sostanziale differenza. Il primo è stato ucciso dalla propria sete di sapere, dalla volontà di varcare i limiti imposti da un dio incomprensibile ed inesorabile. Il secondo, invece, per primo ha conficcato gli arpioni in una meraviglia della natura, pretestuosamente rappresentata come mostruosa per giustificare la crudeltà insaziabile dell'essere umano, che nulla può toccare o possedere senza distruggere. E' Achab a fare di Moby Dick un mostro, semplicemente proiettando in esso le ossessioni e i demoni della sua coscienza. Nessuna meraviglia, dunque, se la natura si riprende i suoi diritti, se si vendica di una violenza tanto gratuita quanto crudele, trascinando il colpevole, la creatura senziente che ha scelto volontariamente il Male, e precipitandolo con sé negli abissi.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/04/10/a-ciascuno-la-sua-balena-achab-e-il-dottor-house/

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando ...continue

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando sulle pagine e, leggendo la biografia dell'autore, maledicendo il suo creatore, urlandogli che si, gli stava bene che nessuno se lo fosse mai filato e fosse morto nell'anonimato, perchè a noi delle balene non ce ne frega niente!
     
    Ho passato interi capitoli a leggere blaterii noiosi e pedanti sulle migliaia di tipologie di denti dei leviatani, ho passato interi capitoli a sentirlo correggere con spocchia teologi, scienziati, naturalisti, esploratori, pittori, lapicidi, ritrattisti, scultori, saggisti, astronomi, astrologi, maghi, prostitute, meteorologi, marinai, pescatori, bottai, inglesi, olandesi e spingere con tutta la forza della propria logorrea quello sputo di sabbia umida che è Nantucket tra le terre mitiche, alla destra di Atlantide alla sinistra di Roncobilaccio!
     
    Vi giuro, più d'una volta ho deciso di lasciarlo;
    a pagina cento, ad esempio, quando ancora Achab non s'era fatto vivo ed io credevo fermamente che Ismaele si fosse innamorato di Queequeg e tutto il romanzo fosse un sotterfugio per narrare le gioie di una convivenza con i cannibali e la loro pipa-tomahawk! 
    A pagina cinquanta, dopo il sermone di padre Mapple, letto come un giovanissimo chierichetto che alla messa, alle spalle del prete fa girare l'incensiere e prende uno scappellotto dalla suora!
    A pagina duecento settanta, dove elenca tutti i ritratti della balena e se ne esce con la convinzione che San Giorgio non può certo aver ucciso un drago, una vile lucertola non è adeguata a incarnare la malvagità, sicuramente il drago era un leviatano e San Giorgio deve averlo caricato A CAVALLO DI UNA FOCA! 
    - ve lo giuro, ve lo giuro -
     
    Ci ho letto in mezzo "Alpinisti Ciabattoni" di Cagna e tutta la raccolta di poesie di Emily Dickinson per edulcorare la traversata...
    Io detestavo Moby Dick...
    detestavo...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocento ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocentoventi, ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    E l'odio mi saliva, e visceralmente ribolliva incandescente, e il livore, e il rancore, e la voglia di uccidere questo libro era come la voglia di Achab di uccidere quella diavolo di balena bianca!
    E arrivato a pagina quattrocentocinquanta, io ancora non sapevo che prestissimo l'avrebbero avvistata, ma qui Achab, in un pomeriggio armonioso e caldo, guarda la sua ombra specchiarsi nel mare e la vede scendere negli abissi, e Starbuck, il prudente, lo vede piangere, e gli si accosta, e gli parla come parlerebbe ad un padre distrutto, e Achab gli risponde come si risponde a un figlio, ed entrambi sembrano d'accordo che fosse una follia dar la caccia a questo mostro, ma a quel punto, Achab lo guarda e gli sussurra "Achab non esiste più, Achab fa solo il volere del fato, Achab è il suo destino".
    E dunque io ho compreso che quel libro io non volevo realmente finirlo, ma io non esistevo più, e dovevo ormai compiere il destino...
     
    Dopo cinquecento pagine, quattrocentocinquanta delle quali bollerei forse come le più inutili della storia della letteratura, io ho chiuso il libro.
     
    epilogo
    Melville è un martire, si fa odiare, si fa detestare, fa violenza sul lettore, gli descrive nei minimi dettagli le balene per montargli nel cuore quel rancore che è il rancore di Achab, un rancore nei confronti del volume e nei confronti di QUELLA balena, e lo prepara, con l'introduzione più lunga della storia, lo fomenta, soffia sul fuoco, alimenta e attizza e dunque, una volta che quella stramaledettissima Moby Dick soffia, là, e il libro che rimane è ormai sottile, il lettore ha la medesima sensazione di Achab che fissa gli occhi del Parsi dilaniato nei ramponi...

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    said on 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che so ...continue

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che soltanto si provasse a slegare una cima. Pietrificati dal suo aspetto, e vieppiù rifuggendo il dardo infocato ch’egli impugnava, gli uomini costernati rincularono, e Achab parlò nuovamente.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/02/23/moby-dick-h-melville/

    said on 

  • 4

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non po ...continue

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non posso dire altro che a quanto pare era l'età a essere sbagliata. "Moby Dick" è un romanzo sì pesante e a tratti soporifero, eppure è molto molto bello! Leggendo diverse recensioni ho notato che la maggior parte dei lettori si lamenta delle numerose digressioni che l'autore fa nel descrivere la nave piuttosto che le balene, eppure ogni singolo capitolo e ogni singola spiegazione è importante affinché il lettore capisca tutta la vicenda dettaglio per dettaglio, e possa quindi ricostruire nella sua fantasia le varie scene del romanzo. Sicuramente questi capitoli "inutili" aiutano molto a mantenere viva la suspense!

    said on 

  • 3

    un capolavoro zavorrato

    questo volume ha 683 pagine. 283 pagine sono pagine mirabili da vero capolavoro letterario. 400 pagine sono noiose, senza cuore e fredde come leggere un manuale di cetologia per un master di scienze n ...continue

    questo volume ha 683 pagine. 283 pagine sono pagine mirabili da vero capolavoro letterario. 400 pagine sono noiose, senza cuore e fredde come leggere un manuale di cetologia per un master di scienze naturali. Ti vien voglia di abbandonarlo più volte e più volte, ma almeno le pagine finali meritano, ( proprio perché sono finali ? )
    Prendete una nave che nella vostra testa dovrebbe correre veloce ma zavorratela fino al massimo consentito,
    Prendete un Fine , la vostra Unica Ossessione ma rendetela così bianca da farla scomparire fino a diventare un miraggio impalpabile....a voi moby dick

    said on 

  • 5

    La balena bianca

    Questo romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1851, durante il Rinascimento americano e venne tradotto in italiano per la prima volta nel 1932 da Cesare Pavese.
    Agli inizi non era stato riten ...continue

    Questo romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1851, durante il Rinascimento americano e venne tradotto in italiano per la prima volta nel 1932 da Cesare Pavese.
    Agli inizi non era stato ritenuto un gran libro, ma ora è stato riconosciuto come uno dei capolavori della narrativa statunitense.
    Anche se si tratta di un romanzo di avventura, cita due avvenimenti realmente accaduti.
    Il primo è l’affondamento della baleniera Essex nell’anno 1820 ed il secondo è la presunta uccisione di un capodoglio albino nei pressi dell’isola cilena Mocha.

    Passiamo alla trama del libro.

    Ismaele è il narratore e proprio attraverso i suoi occhi veniamo a conoscenza di questa storia.
    Lui sta per partire per Manhattan e per arrivarci si imbarcherà su una baleniera.
    Per poter partire deciderà di dividere il letto con un perfetto sconosciuto con il quale con il passare del tempo tesserà una buona amicizia.
    Si registreranno nell’equipaggio della baleniera Pequod che ha come capitano Achab.
    A quanto pare però aleggia nell’aria una disgrazia e pende proprio sulla testa del capitano.
    Moby Dick è l’imponente e particolare balena bianca che vogliono catturare, ma non è per niente facile questa impresa perché prima di lui molti altri l’avevano tentata fallendo miseramente.
    L’equipaggio su Pequod dovrà andare incontro a tantissime peripezie se vorrà portare a casa la pelle.

    L’uomo anche in questo caso cercherà di lottare in tutti i modi contro le forze del male ed inoltre l’autore ci fa capire che abbiamo dei limiti e la forza di Madre Natura è sconfinata.

    Ve lo voglio consigliare e vi auguro buona lettura!

    said on 

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