Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Moby Dick

o la Balena

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi, 70)

4.1
(5832)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 588 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Catalano , Finlandese , Portoghese , Rumeno , Greco , Giapponese , Russo , Polacco , Danese , Ceco , Indiano (Hindi) , Ungherese , Chi semplificata

Isbn-10: 8845910954 | Isbn-13: 9788845910951 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: Cesare Pavese ; Prefazione: Cesare Pavese

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

Ti piace Moby Dick?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Il primo capitolo di Moby Dick comincia con una dichiarazione non umana, ma angelica. Call me Ishmael: chiamatemi Ismaele, non già mi chiamo Ismaele. Non ha importanza il nome del protagonista narratore, ma ciò che egli simboleggia. Ismaele è l'uomo che si sa dotato di una superiorità non riconosciuta dal mondo: il primogenito di Abramo è un bastardo cacciato nel deserto, fra altri reietti; là impara a sopravvivere a questa morte, in perfetta solitudine,indurito contro le avversità." (Elémire Zolla).
Ordina per
  • 5

    Commentary

    It's been sixteen years since I first read Moby Dick, and in the meantime I've gone back and forth reading it at least half a dozen times, in various translations and in the original.

    It always fascin ...continua

    It's been sixteen years since I first read Moby Dick, and in the meantime I've gone back and forth reading it at least half a dozen times, in various translations and in the original.

    It always fascinated me, I was never quite sure why.

    Yes, it is a pretty damn good story.
    Yes, it is written brilliantly.
    Yes, it is a masterpiece.

    But yet..., it wasn't just that, there was something more and different; there's plenty of pretty damn good stories written brilliantly adding up to masterpieces that I've read and never spent a second thought about, after all.

    Very well then, it must be the allegory, the OCD level of commitment Ahab shows in chasing the whale must be a clear reference to the struggle of mankind to find a meaning, to find a purpose, but then again you might argue, and with some reason, that the whole four-hundred-and-odd pages can be recapitulated in the few final verses of Dante's Comedy, XXVI Canto, ending with:

    "Until the sea above us closed again"

    [infin che ’l mar fu sovra noi richiuso]

    But that's just unfair, if you really think about it, although the connection with Dante is real and is all but a coincidence.

    I don't think that's just the literary relevance either, I rank this in terms of mere quality on the page at least in the top 100 works I've read, but not in the top 10.

    And then one day, something reminded me of Matthew 6.19:

    "Lay not up for yourselves treasures upon earth, where moth and rust doth corrupt, and where thieves break through and steal
    But lay up for yourselves treasures in heaven, where neither moth nor rust doth corrupt, and where thieves do not break through nor steal
    For where your treasure is, there will your heart be also."

    something that immediately triggered this passage in my mind:


    "‘Well, Captain Bildad,’ interrupted Peleg, ‘what d’ye say, what lay shall we give this young man?’

    ‘Thou knowest best,’ was the sepulchral reply, ‘the seven hundred and seventy-seventh wouldn’t be too much, would it?—
    ’where moth and rust do corrupt, but LAY—’

    LAY, indeed, thought I, and such a lay! the seven hundred and seventy-seventh! Well, old Bildad, you are determined that I, for one, shall not LAY up many LAYS here below, where moth and rust do corrupt.
    It was an exceedingly LONG LAY that, indeed"

    And then it came to me, it's at the same time the archetypal, the ultimate and the definitive American novel, it's the translation into literature of what makes the American Society ticks, the stark contrast between high principles and bare pragmatism.

    The Pequod is made of a crew of people from all over the world with any color and religion you can think of, it is run as a tight ship by tough but fair and loyal officers and by a capable but arguably insane captain,and finally is owned by bigots who think you should lay your wealth not on earth, where moth and rust do corrupt...., but nevertheless won't shy from screwing their neighbor over to make the extra buck.

    You can easily take this out of the metaphor yourself.

    Social commentary it is and quite a good one, so good that most, if not all, of it is pretty still relevant to these days.

    You came for the great story, you stayed for the satire...

    ha scritto il 

  • 4

    Seppur sia per me raro abbandonare un libro in corso di lettura, ho più volte provato il desiderio di farlo con quest'opera. Nonostante abbia spesso provato frustrazione ed un odio tremendo, se così d ...continua

    Seppur sia per me raro abbandonare un libro in corso di lettura, ho più volte provato il desiderio di farlo con quest'opera. Nonostante abbia spesso provato frustrazione ed un odio tremendo, se così devo definirlo, nei confronti del suo autore, ho terminato la lettura, protrattasi per mesi a causa dello studio, di Moby Dick.
    http://vorticidiparole.blogspot.it/2015/06/recensione-moby-dick-di-herman-melville.html

    ha scritto il 

  • 4

    " Quel che sarebbe meglio lasciar perdere non sempre è la maledetta cosa che attrae di meno ! "

    " ... Quali estatici tormenti deve sopportare colui che è consumato da un unico insoddisfatto desiderio di vendetta ! "

    ha scritto il 

  • 3

    Bello Moby Dick, bello Starbuck, meraviglioso Achab, ma cavolo!
    Quante pagine sulle teste, code, attacchi, dimensioni, ossa, citazioni, movimenti, sfiatatoi delle balene mi deve propinare Melville pri ...continua

    Bello Moby Dick, bello Starbuck, meraviglioso Achab, ma cavolo!
    Quante pagine sulle teste, code, attacchi, dimensioni, ossa, citazioni, movimenti, sfiatatoi delle balene mi deve propinare Melville prima di ritenersi soddisfatto? Certo, ora ho sicuramente una cultura di cetologia e di organizzazione baleniera invidiabile, però la storia ne soffre troppo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sia se avete questo libro sullo scaffale e non lo avete ancora letto, sia se non lo avete e vi state domandando se leggerlo o no, forse state leggendo la recensione per prendere una decisione. La magg ...continua

    Sia se avete questo libro sullo scaffale e non lo avete ancora letto, sia se non lo avete e vi state domandando se leggerlo o no, forse state leggendo la recensione per prendere una decisione. La maggior parte delle recensioni non credo sia molto positiva. E' un romanzo d'altri tempi, diciamolo, è un classico dei nostri nonni, ma che non lascia spazio alla voglia di svagarsi e divertirsi. E' un lungo romanzo che non vi parlerà soprattutto di Moby Dick, ma delle balene in generale. Alla fine saprete le loro rotte, quanto sono grandi, come vivono e cosa mangiano, la loro anatomia e tutti gli autori o i passi della Bibbia che hanno citato o si sono occupati di parlare delle balene in generale. La storia, drammatica, è scritta dal punto di vista di un uomo che decide di imbarcarsi e quindi cerca la nave e l'equipaggio giusto. Per almeno metà del libro non sarete in mezzo al mare e anche quando lo sarete saprete tutto sugli uomini dell'equipaggio e sugli usi delle baleniere. Ci sono dei momenti in cui viene voglia di rimandare il libro in un angolo nascosto della libreria, o per alcuni forse anche direttamente a far parte di un bel falò, ma lo stile dell'autore, un po' all'antica, appassionato, descrittivo ed emozionante, ha il potere di condurti con lui sulla baleniera, e se resisti fino all'ultimo, anche se con tristezza o anche rabbia, ti accorgerai che il tuo cuore è rimasto un po' sul "Pequod" ed è come se avessi visto tutto dal ponte della nave, ti accorgerai di aver preso le parti di qualcuno dell'equipaggio, immedesimandoti di più in questo o quello, e ti accorgerai che gli sforzi per finire il libro, in fondo, ne valevano la pena.

    ha scritto il 

  • 2

    Moby Dick è il peggior "classico" che abbia letto finora.
    Narrativa leeeeeeenta, pathos non pervenuto, dialoghi poco realistici.
    Peccato, perché avevo buone aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    In fin che 'l mar fu sovra noi richiuso

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del ca ...continua

    La storia di Moby Dick è essenzialmente una grande storia di hybris , al pari dei grandi miti greci. Anzi, è in realtà stata scritta già molto tempo prima, nella manciata di versi conclusivi del canto XXVI dell'Inferno . Ma tra Ulisse e Achab vi è una sostanziale differenza. Il primo è stato ucciso dalla propria sete di sapere, dalla volontà di varcare i limiti imposti da un dio incomprensibile ed inesorabile. Il secondo, invece, per primo ha conficcato gli arpioni in una meraviglia della natura, pretestuosamente rappresentata come mostruosa per giustificare la crudeltà insaziabile dell'essere umano, che nulla può toccare o possedere senza distruggere. E' Achab a fare di Moby Dick un mostro, semplicemente proiettando in esso le ossessioni e i demoni della sua coscienza. Nessuna meraviglia, dunque, se la natura si riprende i suoi diritti, se si vendica di una violenza tanto gratuita quanto crudele, trascinando il colpevole, la creatura senziente che ha scelto volontariamente il Male, e precipitandolo con sé negli abissi.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/04/10/a-ciascuno-la-sua-balena-achab-e-il-dottor-house/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando ...continua

    Ce lo sdoganiamo questo tomo prolisso e timorato di cinquecento pagine sulle balene?
    L'ho finito questa notte dopo tre mesi di lettura a strappo;
    l'ho detestato, l'ho odiato, l'ho insultato picchiando sulle pagine e, leggendo la biografia dell'autore, maledicendo il suo creatore, urlandogli che si, gli stava bene che nessuno se lo fosse mai filato e fosse morto nell'anonimato, perchè a noi delle balene non ce ne frega niente!
     
    Ho passato interi capitoli a leggere blaterii noiosi e pedanti sulle migliaia di tipologie di denti dei leviatani, ho passato interi capitoli a sentirlo correggere con spocchia teologi, scienziati, naturalisti, esploratori, pittori, lapicidi, ritrattisti, scultori, saggisti, astronomi, astrologi, maghi, prostitute, meteorologi, marinai, pescatori, bottai, inglesi, olandesi e spingere con tutta la forza della propria logorrea quello sputo di sabbia umida che è Nantucket tra le terre mitiche, alla destra di Atlantide alla sinistra di Roncobilaccio!
     
    Vi giuro, più d'una volta ho deciso di lasciarlo;
    a pagina cento, ad esempio, quando ancora Achab non s'era fatto vivo ed io credevo fermamente che Ismaele si fosse innamorato di Queequeg e tutto il romanzo fosse un sotterfugio per narrare le gioie di una convivenza con i cannibali e la loro pipa-tomahawk! 
    A pagina cinquanta, dopo il sermone di padre Mapple, letto come un giovanissimo chierichetto che alla messa, alle spalle del prete fa girare l'incensiere e prende uno scappellotto dalla suora!
    A pagina duecento settanta, dove elenca tutti i ritratti della balena e se ne esce con la convinzione che San Giorgio non può certo aver ucciso un drago, una vile lucertola non è adeguata a incarnare la malvagità, sicuramente il drago era un leviatano e San Giorgio deve averlo caricato A CAVALLO DI UNA FOCA! 
    - ve lo giuro, ve lo giuro -
     
    Ci ho letto in mezzo "Alpinisti Ciabattoni" di Cagna e tutta la raccolta di poesie di Emily Dickinson per edulcorare la traversata...
    Io detestavo Moby Dick...
    detestavo...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocento ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    Perchè su cinquecento pagine, a pagina quattrocentoventi, ancora di questa stramaledetta Balena non c'era l'ombra...
    E l'odio mi saliva, e visceralmente ribolliva incandescente, e il livore, e il rancore, e la voglia di uccidere questo libro era come la voglia di Achab di uccidere quella diavolo di balena bianca!
    E arrivato a pagina quattrocentocinquanta, io ancora non sapevo che prestissimo l'avrebbero avvistata, ma qui Achab, in un pomeriggio armonioso e caldo, guarda la sua ombra specchiarsi nel mare e la vede scendere negli abissi, e Starbuck, il prudente, lo vede piangere, e gli si accosta, e gli parla come parlerebbe ad un padre distrutto, e Achab gli risponde come si risponde a un figlio, ed entrambi sembrano d'accordo che fosse una follia dar la caccia a questo mostro, ma a quel punto, Achab lo guarda e gli sussurra "Achab non esiste più, Achab fa solo il volere del fato, Achab è il suo destino".
    E dunque io ho compreso che quel libro io non volevo realmente finirlo, ma io non esistevo più, e dovevo ormai compiere il destino...
     
    Dopo cinquecento pagine, quattrocentocinquanta delle quali bollerei forse come le più inutili della storia della letteratura, io ho chiuso il libro.
     
    epilogo
    Melville è un martire, si fa odiare, si fa detestare, fa violenza sul lettore, gli descrive nei minimi dettagli le balene per montargli nel cuore quel rancore che è il rancore di Achab, un rancore nei confronti del volume e nei confronti di QUELLA balena, e lo prepara, con l'introduzione più lunga della storia, lo fomenta, soffia sul fuoco, alimenta e attizza e dunque, una volta che quella stramaledettissima Moby Dick soffia, là, e il libro che rimane è ormai sottile, il lettore ha la medesima sensazione di Achab che fissa gli occhi del Parsi dilaniato nei ramponi...

    Non si esce vivi da Melville... Ma consiglio l'esperienza!

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che so ...continua

    “Ma scagliate sul ponte le maglie tintinnanti del parafulmine e ghermito il rampone ardente, Achab lo brandì in mezzo a loro come una torcia, giurando di trafiggere con quello il primo marinaio che soltanto si provasse a slegare una cima. Pietrificati dal suo aspetto, e vieppiù rifuggendo il dardo infocato ch’egli impugnava, gli uomini costernati rincularono, e Achab parlò nuovamente.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/02/23/moby-dick-h-melville/

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non po ...continua

    Avevo iniziato a leggerlo a 12 anni e l'avevo abbandonato dopo nemmeno cinquanta pagine perché troppo pesante e dispersivo; adesso che di anni ne ho 24 e sono riuscita a leggerlo fino in fondo, non posso dire altro che a quanto pare era l'età a essere sbagliata. "Moby Dick" è un romanzo sì pesante e a tratti soporifero, eppure è molto molto bello! Leggendo diverse recensioni ho notato che la maggior parte dei lettori si lamenta delle numerose digressioni che l'autore fa nel descrivere la nave piuttosto che le balene, eppure ogni singolo capitolo e ogni singola spiegazione è importante affinché il lettore capisca tutta la vicenda dettaglio per dettaglio, e possa quindi ricostruire nella sua fantasia le varie scene del romanzo. Sicuramente questi capitoli "inutili" aiutano molto a mantenere viva la suspense!

    ha scritto il 

Ordina per