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Di

Editore: Cult

4.1
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 472 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8863921504 | Isbn-13: 9788863921502 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Senzani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Uno straziante, tenero e divertente ritratto di una famiglia sgangherata scritto dall'autore rivelazione della narrativa americana. Warren Ziller decide di trasferirsi con la sua famiglia in California alla ricerca di una vita più agiata, e apparentemente sembra trovarla: in un quartiere residenziale vicino alla spiaggia nello splendore californiano degli anni Ottanta. Ma il sogno americano della famiglia Ziller viene bruscamente interrotto. Nonostante l'amore che nutrono l'uno per l'altro, Warren, sua moglie Camille e i loro tre figli si sono lentamente allontanati ritrovandosi a vivere vite parallele, distanti come satelliti. Ma peggio ancora, Warren ha perso tutti i risparmi di famiglia in un fallimentare investimento immobiliare: un "villaggio" di case prefabbricate nel bel mezzo del deserto. Quando il disastro economico irrompe gli Ziller sono costretti a trasferirsi in una delle casette prefabbricate di Warren ritrovandosi a vivere in una specie di villaggio fantasma. Da lì ecco scaturire una sorta di gioco al massacro che sgretolerà la facciata di "famiglia modello": dietro i perfetti twin-set della signora Ziller si nasconde infatti una profonda insoddisfazione, il figlio maggiore fidanzato ufficialmente con "la ragazza dei sogni" se la spassa di nascosto con la sorella ribelle di lei, la figlia adolescente se la fa con il "povero ragazzo messicano" e il piccolino di casa si ostina a vestirsi solo di arancione ...
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  • 4

    Il lento, comico, non collaudato vaudeville di essere uno Ziller

    Mi ha ricordato la Oates di Una famiglia americana, ma con una sensibilità a me più vicina e più ironica, perché Puchner sa anche far ridere.

    La famiglia, luogo incredibile di gioie e miserie, di tanto non detto e di troppo detto, di aspettative a volte misere, a volte impossibili.
    E ...continua

    Mi ha ricordato la Oates di Una famiglia americana, ma con una sensibilità a me più vicina e più ironica, perché Puchner sa anche far ridere.

    La famiglia, luogo incredibile di gioie e miserie, di tanto non detto e di troppo detto, di aspettative a volte misere, a volte impossibili.
    E riguardo alla famiglia, Puchner sembra suggerire una cosa che ho sempre pensato. Che se negli anni giusti, diciamo i primi 15, in famiglia viene fatto un buon lavoro (dai genitori, intendo), una cosa onorevole - senza mirare troppo alto né prendersi troppo sul serio - si crea un nocciolo talmente forte negli adulti che saranno da renderli praticamente indistruttibili, qualsiasi sciagura - speriamo di no, ma capita - dovranno affrontare più avanti (con qualche miserevole eccezione). Non è l'unica salvezza, una vita serena può nascere dalle premesse più avverse, ma la forza che ti danno quei primi anni, se vissuti bene, è quasi invincibile.

    Forse è per questo che nella famiglia Ziller Jonas è il personaggio più a rischio (e anche quello più interessante), perché lui di anni "giusti" ne ha avuti veramente una manciata, il buon seminare è avvenuto prima di lui.

    Alla fine c'è speranza, una speranza sobria, senza un finale totalmente consolatorio, ma amaro, lieve e affettuoso insieme. E infatti l'affetto, la simpatia priva di condiscendenza per i suoi personaggi, è quello che mi è piaciuto di più del modo in cui Puchner racconta questa storia.

    Una sorpresa, un piccolo libro di cui non sapevo nulla che mi ha tenuta appiccicata alle pagine fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    "Voglio la vita interessante come nei libri" disse Lyle, "Questo è il mio problema"

    La foto in copertina mi ha affascinato fin dalla prima volta che l’ho vista in miniatura su Anobii. E’ stato con il libro davanti a me però che ho potuto notare lo sfondo, distogliendo lo sguardo dal bambino che cavalca il triciclo come un cow-boy in un rodeo.
    Sullo sfondo c’è un deserto ro ...continua

    La foto in copertina mi ha affascinato fin dalla prima volta che l’ho vista in miniatura su Anobii. E’ stato con il libro davanti a me però che ho potuto notare lo sfondo, distogliendo lo sguardo dal bambino che cavalca il triciclo come un cow-boy in un rodeo.
    Sullo sfondo c’è un deserto roccioso. In un posto simile Warren Ziller ha investito tutti i suoi risparmi e i soldi che erano destinati all'educazione dei propri figli. Questo libro racconta la sua storia, quella della moglie Camille e dei loro tre figli Dustin, Lilye e Jonas. Il fatto che i 49 capitoli siano tutti di una decina di pagine e che siano incentrati in modo alternato su ciascuno dei cinque familiari, agevola la lettura. Negli Ziller ho rivisto i Mulvaney di J.C. Oates, ma se il romanzo della Oates abbracciava un arco temporale trentennale, Eric Puchner si concentra sugli avvenimenti che vanno dall'estate del 1985 all'inverno del 1986.
    Ho trovato molto cinematografico il capitolo 16 (tutto il libro lo è, non mi stupirei se ne venisse tratto un film) per il quale l’autore fornisce anche la colonna sonora. Mi è piaciuto il contrasto fra la drammaticità della situazione raccontata e la spensieratezza della musica di quegli anni. Ecco la scaletta
    http://www.youtube.com/watch?v=bAOOstGvhqI
    http://www.youtube.com/watch?v=KFq4E9XTueY
    ma soprattutto
    http://www.youtube.com/watch?v=6wMeOSED5W8
    e poi subito dopo aver scritto:
    Una cosa l’aveva imparata però. Voleva vivere. Voleva saltare attraverso i getti dell’irrigatore. Voleva provare la cocaina. Voleva annusare un asciugamano appena uscito dall’asciugatrice. Voleva riavvolgere una cassetta usando il mignolo. Voleva gettare palle di neve su sciatori ignari dalla seggiovia. Voleva leggere l’Ulisse....
    http://www.youtube.com/watch?v=9ePIZugahFc
    Nella musica scelta c’è tutto lo spirito ’80, nelle aspirazioni di vita, quelle dello scrittore che sicuramente ha attraversato quegli anni durante la giovinezza. Non sono riuscito a trovare da nessuna parte il suo anno di nascita, ovunque c’è il medesimo trafiletto, quello che è anche sul suo sito web.
    Eric Puchner ha scritto un buon romanzo. Non è nè post nè moderno, è antico come questa riflessione, che in molti avevan già fatto prima dell'avvento del forno a microonde:
    Mise il timer a dieci minuti e si sedette ad aspettare." Hai tutta la vita davanti a te" , piaceva dire alla gente. In realtà non c'era molto tempo, un bip e la maggior parte di quello che avevi fatto era sbagliato

    27/03/14
    Leggendo i vostri commenti, mi è venuta voglia di linkare le due canzoni dei culture Club e di Cindy Lauper che avrei scelto io per musicare quella scena
    http://www.youtube.com/watch?v=JmcA9LIIXWw
    http://www.youtube.com/watch?v=PIb6AZdTr-A
    i luftballons e l’estate crudele invece, mi sembrano perfetti

    ha scritto il 

  • 3

    Un discreto libro attribubile al filone “fine del sogno americano”. L’andamento è un po’ quello di quelle commedie che, dopo un inizio brillante, virano sempre più verso l’amaro. Nel complesso un libro molto triste ma che evita i melodrammi. Buiono, ma gli manca sempre qualcosa per essere ottimo. ...continua

    Un discreto libro attribubile al filone “fine del sogno americano”. L’andamento è un po’ quello di quelle commedie che, dopo un inizio brillante, virano sempre più verso l’amaro. Nel complesso un libro molto triste ma che evita i melodrammi. Buiono, ma gli manca sempre qualcosa per essere ottimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho preso questo libro attirata dalla promessa che la storia sarebbe stata tosta, ma raccontata con un tono piuttosto leggero. Non è così! Ci sono delle situazioni che fanno sorridere, ma non è nulla rispetto alla drammaticità di ciò che viene raccontato. Situazioni davvero pesanti, tanto quanto i ...continua

    Ho preso questo libro attirata dalla promessa che la storia sarebbe stata tosta, ma raccontata con un tono piuttosto leggero. Non è così! Ci sono delle situazioni che fanno sorridere, ma non è nulla rispetto alla drammaticità di ciò che viene raccontato. Situazioni davvero pesanti, tanto quanto il libro che è stampato con una carta dal peso specifico notevole.
    A proposito dell'edizione, purtroppo è parecchio scadente. Spesso ci sono intere pagine in cui i caratteri sono sdoppiati e rendono difficile la lettura.
    Sconsigliato a chi è depresso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il brusco risveglio dal sogno americano.
    Un’immagine di famiglia all’apparenza perfetta. il desiderio di arrivare oltre, di superare i modesti confini di una vita convenzionale per assaporare l’ebbrezza di un’esistenza esaltante benché ai limiti del rischio economico.
    E, inevitabile, ...continua

    Il brusco risveglio dal sogno americano.
    Un’immagine di famiglia all’apparenza perfetta. il desiderio di arrivare oltre, di superare i modesti confini di una vita convenzionale per assaporare l’ebbrezza di un’esistenza esaltante benché ai limiti del rischio economico.
    E, inevitabile, il tracollo finanziario, con la deriva di un naufragio esistenziale.
    Il fallimento che, come un’onda gigantesca e impossibile da cavalcare, travolge le vite dei protagonisti rivelando le coscienze, sfigurando gli animi con la forza straziante del senso di colpa e mostrando la verità dei sentimenti.
    Un romanzo lucidissimo sulle dinamiche relazionali, sulla forza manipolatrice e seduttiva dell’agiatezza, sulla drammatica ipocrisia sottesa alla volontà di misurare la felicità con il benessere materiale.
    Un romanzo scritto magistralmente, così tristemente lucido in alcuni passaggi da apparire quasi claustrofobico.

    ha scritto il 

  • 5

    “ Fantasticoso ! “

    Amaramente divertente !
    L’ossimoro esprime , e sintetizza al massimo , le impressioni riportate dalla lettura di questo riuscito romanzo d’esordio del giovane Eric Puchner - che nonostante probabili origini europee è sicuramente americano sino al midollo - che entra con grande acutezza nel ...continua

    Amaramente divertente !
    L’ossimoro esprime , e sintetizza al massimo , le impressioni riportate dalla lettura di questo riuscito romanzo d’esordio del giovane Eric Puchner - che nonostante probabili origini europee è sicuramente americano sino al midollo - che entra con grande acutezza nel disagio relazionale che si insinua in maniera strisciante , dilagando poi senza che nessuno riesca a porvi rimedio , in una famiglia americana “modello” dove ovviamente non manca neppure un simpaticissimo cane dal nome pomposo di Mr. Leonard.
    Divertente perché il modo spigliato e disinvolto dell’autore nell’esporre le situazioni e tirare fuori il lato comico anche in quelle più assurde e scabrose riesce immancabilmente a suscitare una risata spontanea un po’ come quella , peraltro del tutto fuori luogo , che ci scappa qualche volta nell’assistere al capitombolo di qualcuno.
    Ma è soprattutto amaro , a tratti disperato , quando percorre impietosamente il cammino a ritroso della famiglia Ziller che da una realtà fatta di una bella casetta in una zona esclusiva con tanto di guardiano in mezzo ad altre tutte uguali attorniata da prati curati , da piscine , da campi da tennis , con la spiaggia a due passi e da gente perennemente abbronzata e spensierata con l’unica preoccupazione di trascorrere lietamente le giornate , a causa di un improvvido investimento immobiliare si ritrova nella necessità di dover ridimensionare pesantemente la propria vita .
    Insomma uno stato di benessere , così frequentemente smaccato in California che più di altri stati esprime lo stereotipo del “Grande Paese” che offre a tutti una possibilità di emergere , che all’improvviso viene a mancare perché gli Ziller in questione fanno parte di quell’altra America , quella di coloro che hanno cavalcato l’onda solo per poco e che alla fine non ce l’hanno fatta .
    E ciò innesca una reazione che sfugge da ogni possibilità di controllo .
    E così si prova un’umana compassione per la manifesta incapacità del padre Warren nell’assistere impotente al proprio fallimento , come imprenditore e come uomo , al dileguarsi dello “status” faticosamente conquistato , ma soprattutto al progressivo distacco della moglie Camille ed allo sgretolarsi dell’intero suo rapporto con i tre figli Dustin , Lyle e del piccolo Jonas che a mio giudizio spicca di gran lunga su tutti gli altri personaggi.
    L’emblematico sfaldarsi di una famiglia i cui componenti , pur volendosi bene , non sono in grado di dialogare se non in modo sempre più rarefatto scivolando verso l’incomprensione e verso una progressiva mancanza di complicità , di quella che funziona da collante e che permette di affrontare anche le situazioni più critiche , celebrando così , lentamente ma inesorabilmente nella pressoché totale impassibilità , un destino di perdenti.
    Un bel romanzo che è anche un vademecum dello “junk food” americano (ma la pubblicità così esplicita non dovrebbe essere proibita ? ) in cui non mancano neppure alcun refusi tipografici , ma scritto molto bene , che mi è piaciuto molto , e con un grandissimo e toccante capitolo finale .

    ha scritto il 

  • 5

    Stupefacentemente splendido. Bevuta ogni parola, ogni frase, ogni situazione. Rispecchiata in ogni personaggio.
    Degno di essere paragonato a 'Le Correzioni'.
    Peccato che nessuno ne parli.....
    Devo andare a cercare l'anobiano che mi ha fatto conoscere questo romanzo grazie alla s ...continua

    Stupefacentemente splendido. Bevuta ogni parola, ogni frase, ogni situazione. Rispecchiata in ogni personaggio.
    Degno di essere paragonato a 'Le Correzioni'.
    Peccato che nessuno ne parli.....
    Devo andare a cercare l'anobiano che mi ha fatto conoscere questo romanzo grazie alla sua recensione per esprimergli gratitudine!
    Ah, dimenticavo! Ve lo consiglio se vi piace guardare la realtà della famiglia 'media', ma non mediocre!

    ha scritto il 

  • 4

    Crudele affresco familiare

    Warren Ziller si è appena trasferito in California con la sua famiglia: il sogno di una vita mondana più agiata si sta avverando.
    La sua è una famiglia normale, unita e senza particolari problemi. Camille, sua moglie, lo ama dai tempi della scuola. Hanno tre figli. Dustin è in procinto di c ...continua

    Warren Ziller si è appena trasferito in California con la sua famiglia: il sogno di una vita mondana più agiata si sta avverando.
    La sua è una famiglia normale, unita e senza particolari problemi. Camille, sua moglie, lo ama dai tempi della scuola. Hanno tre figli. Dustin è in procinto di cominciare l'università; suona in una band e ha una storia con una bella ragazza borghese. Lyle è un'adolescente irrequieta e anticonformista, alle prese con i primi amori e con l'accettazione di sè. Jonas è un bambino di 11 anni, da tutti considerato un po' strano, forse leggermente ritardato.
    Quando Warren, a causa di una speculazione edilizia errata, perde tutti i suoi risparmi, qualcosa si inceppa nel meccanismo della sua famiglia. Ha inizio un vortice di avvenimenti tragici che porterà lentamente al disfacimento dell'unità familiare.
    Bel romanzo; si legge in fretta, talvolta fa sorridere ma, pagina dopo pagina, lascia sempre più l'amaro in bocca. Le vicende che toccano in sorte alla famiglia Ziller sono comuni a un sacco di famiglie normali, non solo statunitensi. Un misto di buoni sentimenti, ipocrisia e ironie del destino che fanno subito affezionare il lettore ai protagonisti della vicenda narrata.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che non avrei sicuramente letto, se non fosse stato un consiglio di un amico anobiano, con cui so di andare sul sicuro. Perché la casa editrice è sconosciuta, l'autore pure, il titolo straniero, e non è stato affatto pubblicizzato. Cose che a volte succedono, nei misteri dell'editoria it ...continua

    Un libro che non avrei sicuramente letto, se non fosse stato un consiglio di un amico anobiano, con cui so di andare sul sicuro. Perché la casa editrice è sconosciuta, l'autore pure, il titolo straniero, e non è stato affatto pubblicizzato. Cose che a volte succedono, nei misteri dell'editoria italiana. È si perdono romanzi davvero belli. L'ho letta lentamente, questa storia che parla di una famiglia, perché è triste, straziante, stringe il cuore man mano che scorrono le pagine. Davvero le famiglie felici si somigliano, mentre l'infelicitá è ciascuna a suo modo. Quante variazioni sul tema ci possono essere, per descrivere, l'incapacità di comunicare, il dolore che si possono infliggere persone che dovrebbero darsi affetto, supporto, serenità?. Quanto costa a volte lo stare vicino a chi amiamo? Quanto vorremmo scappare di fronte al l'infelicitá che ci riguarda talmente da vicino? Quanto ci pesano le sconfitte se oltre a noi coinvolgono chi vorremmo che ci vedesse sempre il migliore?
    Puchner scrive meravigliosamente e avviluppa sempre di più nella storia di una famiglia infelice, in cui si fanno grandi errori, in cui succedono disgrazie a cui non si riesce a far fronte. Nonostante alla base ci sia stato profondo amore.nascosto o perso chissà dove, assieme alla capacità di ascoltarsi. Non voglio dire nulla della trama, se non consigliarvi di leggerlo, anche se non è consolatorio, non ha lieto fine, acceca e brucia come il deserto incui è ambientato.

    ha scritto il 

  • 4

    California - present

    Scritto bene, personaggi molto interessanti e ben descritti, la trama mi ricorda un altro libro che ho letto (al momento non mi ricordo quale..) pero' con tutta questa serie di sfighe. Non l'ho trovato per nulla divertente (come ho letto e; stato definito in alcune critiche sui giornali), ma anzi ...continua

    Scritto bene, personaggi molto interessanti e ben descritti, la trama mi ricorda un altro libro che ho letto (al momento non mi ricordo quale..) pero' con tutta questa serie di sfighe. Non l'ho trovato per nulla divertente (come ho letto e; stato definito in alcune critiche sui giornali), ma anzi molto malinconico e triste.

    ha scritto il