Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Modernità liquida

Di

Editore: Laterza (I Robinson)

4.0
(242)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842097357 | Isbn-13: 9788842097358 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction , Philosophy , Social Science

Ti piace Modernità liquida?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La metafora della liquidità, da quando Bauman l'ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo. Individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.
Ordina per
  • 4

    Libro molto “colto” e universitario, che spiega la visione dell'autore sulla modernità e il perché della definizione del mondo “post moderno” come liquido (opposto a quello passato, “solido”). Analizza cinque punti (tanti quanti i capitoli) nei quali cerca di applicare la nozione di modernità liq ...continua

    Libro molto “colto” e universitario, che spiega la visione dell'autore sulla modernità e il perché della definizione del mondo “post moderno” come liquido (opposto a quello passato, “solido”). Analizza cinque punti (tanti quanti i capitoli) nei quali cerca di applicare la nozione di modernità liquida a vari aspetti dalla vita. Si tratta di un'analisi della situazione attuale (la versione in oggetto ha una breve prefazione scritta nel giugno 2011), da cui ognuno può trarre le sue conclusioni. Bauman infatti non si sbilancia nel prevedere le conseguenze dalla modernità liquida. Non ho apprezzato la presenza delle note solo alla fine del volume e non a fondo pagina. Inoltre alcune citazioni sono lasciate in lingua originale senza traduzione (francese, tedesco, latino...).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Uno sguardo lucido e irreprensibile sulla contemporaneità

    Recensione Modernità liquida


    Bauman dà voce con dettaglio e precisione ai particolari che connotano la nostra attualità, le nevrosi, l'ansia, la perdita del senso, la mancanza di una comunità che precedentemente occupava il centro della vita delle persone. Persone che, con la liquefazione ...continua

    Recensione Modernità liquida

    Bauman dà voce con dettaglio e precisione ai particolari che connotano la nostra attualità, le nevrosi, l'ansia, la perdita del senso, la mancanza di una comunità che precedentemente occupava il centro della vita delle persone. Persone che, con la liquefazione delle meta-narrazioni e delle relazioni tradizionali, si sono trasformate da cittadini ad individui, con le responsabilità, prima condivise con l'entità statale, adesso addossate unicamente sull'individuo singolo.

    La relazione lavoro-capitale è ormai dissolta, un divorzio irreversibile, perché voluto da chi, con la globalizzazione e la fluidificazione dei rapporti spazio-temporali, ha fatto e continua a fare affari, lasciando invece il lavoratore ancorato saldamente a terra, nello stesso luogo, con lo stesso lavoro, con le stesse difficoltà di sempre.

    Bauman ci sottolinea come flessibilità e deregolamentazione sono parziali e non universali, sono condizioni reali solo per le élite del capitale e non per l'individuo singolo, ormai soggiogato al potere di delocalizzazione del datore di lavoro e dell'impresa.

    Le due facce della globalizzazione sono, dunque: flessibilità per pochi e irrigidimento e solitudine per i più.

    Ecco che nascono le ansie e le paure: per la sicurezza, per la salute, per il benessere, per l’alterità. L’Altro diviene minaccia, perché non ritrovando più i nostri tratti identitari tentiamo di rimetterli in piedi tracciando limiti e confini molto stretti, oltre i quali il resto diviene fosco e temibile.

    Ecco perché nascono le cosiddette "comunità gruccia" temporanee, usa e getta, per appagare quel momentaneo bisogno di raccoglimento e supporto che l'individuo può avvertire improvvisamente, e che subito dopo aver assolto la loro funzione svaniscono tanto velocemente quanto sono apparse. Perché? Perché sono fittizie, volubili, vaghe, surrogati non sedimentati storicamente. Esempi di queste comunità-gruccia sono la new age, i talk show, le “città fortezza”, dove gli individui fanno confluire le proprie ansie, o semplicemente si appagano osservando quelle altrui, o dove si cera disperatamente un appiglio a qualcosa di sovra-individuale, anche se non meglio identificato, basta che funzioni. Ma non funziona.

    Le meta-narrazioni di Lyotard, cui Bauman fa riferimento, come il Destino, la Storia, il Progresso o la Religione, sono decadute e decedute, e sarà difficile ripristinarle, se non si rallenta la velocità frettolosa di cui siamo caduti vittime, se non si abbandona la performance consumistica a cui ci sottoponiamo in ogni aspetto della nostra esistenza, dal fitness, alle relazioni sentimentali, dal lavoro all'accumulo di oggetti e rifiuti.

    ha scritto il 

  • 0

    Probabilmente devo arrendermi all'idea che i libri di sociologia non fanno per me. Di questo sono arrivato a pagina 50 senza averne ricavato nulla. Ma probabilmente è colpa mia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro imperdibile per chiunque voglia capire qualcosa di più della realtà che stiamo vivendo. Un sociologo che ben oltre la disciplina diventa filosofo e interprete del tempo presente. Imperdibile.

    ha scritto il 

  • 3

    La metafora della liquidità, da quando Bauman l'ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo. Individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltar ...continua

    La metafora della liquidità, da quando Bauman l'ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo. Individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.

    ha scritto il 

  • 4

    Sicuramente la prospettiva di Bauman è interessante e per moltissimi versi veritiera, anche se non esaustiva. Però perde tempo in un milione di esempi utili ma non indispensabili per esprimere pochissimi concetti. E' il problema di questi pensatori: mancano della capacità di andare subito al punt ...continua

    Sicuramente la prospettiva di Bauman è interessante e per moltissimi versi veritiera, anche se non esaustiva. Però perde tempo in un milione di esempi utili ma non indispensabili per esprimere pochissimi concetti. E' il problema di questi pensatori: mancano della capacità di andare subito al punto perdendosi in ragionamenti di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno. Tuttavia, come dice il mio prof., forse è vero che il fatto di romanzare la sociologia, introducendo tanti elementi simpatici, riescono ad aiutare il lettore ad avvicinarsi a temi che, altrimenti, risulterebbero piuttosto pesanti o noiosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei libri del nostro secolo. Come Eliot, Orwell e Adorno lo sono stati per il XX secolo. Possiamo chiamare il nostro periodo "modernità liquida" come Bauman, "seconda modernità" come Beck, "submodernité" come Augé, ma alla fine si ritorna al concetto cardine di Bauman, per quanto possa poi di ...continua

    Uno dei libri del nostro secolo. Come Eliot, Orwell e Adorno lo sono stati per il XX secolo. Possiamo chiamare il nostro periodo "modernità liquida" come Bauman, "seconda modernità" come Beck, "submodernité" come Augé, ma alla fine si ritorna al concetto cardine di Bauman, per quanto possa poi differire il nostro pensiero dal suo: Il potere, non essendo riuscito a dichiararci scacco matto ha optato per l'unica soluzione possibile, lo stallo. Se un sistema assume come sua principale caratteristica e scopo l'essere un non-sistema ecco che si giunge al tribalismo urbano e l'idea stessa di Società scompare così com'era scomparso quello di Comunità, con buona pace di Toennies. Con Turaine e Ferrarotti è tra i sociologi viventi più illuminanti che abbia avuto il piacere di conoscere.

    ha scritto il