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Modesty Blaise

Di

Editore: Garzanti (I Garzanti ; 226)

3.5
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paolo C. Gajani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

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Descrizione del libro
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  • 2

    Stile, traduzione e plot: modesti. Modesti anche gli orizzonti dell'Autore. Insomma: modesti. O Modesty.
    Forse però meno che modesti traduzione ed editing. Nel libro, usato, che ho comprato il precedente proprietario ha segnato a matita [solo alcuni dei tanti de]gli errori ortografici. Si sappia ...continua

    Stile, traduzione e plot: modesti. Modesti anche gli orizzonti dell'Autore. Insomma: modesti. O Modesty. Forse però meno che modesti traduzione ed editing. Nel libro, usato, che ho comprato il precedente proprietario ha segnato a matita [solo alcuni dei tanti de]gli errori ortografici. Si sappia che ho letto la versione italiana, perché turlupinato da Amazon (che nella scheda indicava "inglese"). Ma in generale Perché l'ho preso? Se non ricordo male perché è il libro che, in Pulp Fiction, Vince Vega si porta al cesso. Probabilmente ottenendo l'effetto desiderato.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastica scoperta, meglio di James Bond, personaggi stupendi e non dimostra i quasi 50 anni che ha. Bello scoprire che la nostra Monica Vitti in un film inglese del 1966 ha interpretato il personaggio di Modesty Blaise. Beh non resta che cercare gli altri libri su questo personaggio.....

    ha scritto il 

  • 3

    La prima avventura di Modesty Blaise, l'alternativa femminile a James Bond; dagli anni sessanta fu protagonista di libri, fumetti e film, prima di cadere nel dimenticatoio ed essere saltuariamente oggetto, anche negli ultimi tempi, di mediocri tentativi di recupero.


    E' sempre bello ritrov ...continua

    La prima avventura di Modesty Blaise, l'alternativa femminile a James Bond; dagli anni sessanta fu protagonista di libri, fumetti e film, prima di cadere nel dimenticatoio ed essere saltuariamente oggetto, anche negli ultimi tempi, di mediocri tentativi di recupero.

    E' sempre bello ritrovare classicini in fondo a uno scatolone; però...

    Insomma: a queste serie è giusto riconoscere il contributo germinale ad un genere più meno fortunato (lo spionaggio) e, proprio per il fatto di essere un'origine, ad esse possiamo perdonare qualche piccolo difetto. E' anche da dire che si tratta proprio di opere popolari d'altri tempi e leggerle adesso presenta qualche ostacolo; in principio fanno tenerezza le precise descrizioni di ambienti e accessori (con il tipico "buon gusto" e attenzione ai particolari dei primi autori del genere: intere facciate si soffermano sul fatto che Modesty guida questa macchina fatta così e cosà, si veste cosà e così, nella sua casa ci sono queste opere d'arte e questo tipo di arredamento... eccetera eccetera), ma dopo un po' stancano. Appassionate e tutt'altro che ingenue le descrizioni di armi e tecniche di combattimento: in alcuni punti, però, rivolgendosi a un tempo in cui arti marziali e armi bizzarre non erano ancora all'ordine del giorno per i lettori-spettatori, i personaggi sacrificano la praticità in favore dello spettacolare (due facciate di combattimento...) riuscendo sostanzialmente ridicoli.

    E dire che è pure scritto bene: appena quarant'anni fa anche gli scrittori da bancarella erano Scrittori, non tutti si sentivano in diritto di impugnare carta e penna lasciando al marketing il grosso del lavoro. Il primo capitolo, con l'apparizione di Modesty e il suo reclutamento da parte dei servizi segreti britannici, è fantastico e fa davvero presagire l'inizio di una serie fortunata; ma, alla lunga, la piacevolezza della storia cala e la narrazione diventa esponenzialmente ripetitiva e prevedibile.

    In conclusione: è davvero un libro simpatico e piacevole, ma è anche spettacolo d'altri tempi. E gli spettacoli d'altri tempi, quando funzionano anche al giorno d'oggi, è perchè hanno del genio alle spalle. Per quanto creativo, brillante e bravo a scrivere O'Donnell il genio non ce l'ha. Peccato.

    ha scritto il