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Moi, Christiane F., 13 ans, droguée, prostituée ...

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4.0
(8716)

Language:Français | Number of pages: 273 | Format: idBinding_ | En langues différentes: (langues différentes) German , Italian , Spanish , English , Czech , Turkish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 2715200226 | Isbn-13: 9782715200227 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Teens

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Description du livre
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  • 4

    Il lusso di rileggere

    Non mi capita spesso di rileggere i libri, per la frenesia che ho di tuffarmi su nuovi titoli... A questo però ero rimasta particolarmente legata, da quando l'avevo letto la prima volta all'età della protagonista, meno di 13 anni. Ne sono passati più di dieci e oggi mi ha emozionata di più: ho vi ...continuer

    Non mi capita spesso di rileggere i libri, per la frenesia che ho di tuffarmi su nuovi titoli... A questo però ero rimasta particolarmente legata, da quando l'avevo letto la prima volta all'età della protagonista, meno di 13 anni. Ne sono passati più di dieci e oggi mi ha emozionata di più: ho vissuto in quei luoghi, sebbene credo siano oggi meno malfamati hanno ancora una certa somiglianza. Le stazioni della U-Bahn sono ancora inospitali a notte inoltrata, tra cocci di vetro e loschi figuri sulle panchine di legno; ma i quattordicenni eroinomani, per fortuna, credo non siano più così diffusi. Mi sono chiesta se oggi questa biografia sia ancora un testo efficace per la prevenzione della tossicodipendenza tra i giovani, come era considerato per la sua durezza della testimonianza che raccoglie: le crisi d'astinenza, le violenze, la prostituzione, i clienti... Forse oggi con il suo gergo anni '70 e la disponibilità di sostanze stupefacenti facili da reperire e più occasionali (basti pensare all'ecstasy) non spaventerebbe più molti adolescenti. O forse sì?

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  • 0

    Le tante, troppe colpe degli adulti

    "Spesso riflettevo sul perché i giovani erano così miseri. Non riuscivano ad avere gioia di niente. Un motorino a sedici anni, una macchina a diciotto: questo era quasi ovvio. E se questo non c'era allora uno era un essere inferiore. Anche per me, nei miei sogni, era stato naturale pensare che un ...continuer

    "Spesso riflettevo sul perché i giovani erano così miseri. Non riuscivano ad avere gioia di niente. Un motorino a sedici anni, una macchina a diciotto: questo era quasi ovvio. E se questo non c'era allora uno era un essere inferiore. Anche per me, nei miei sogni, era stato naturale pensare che un giorno avrei avuto un appartamento e una macchina. Ma ammazzarsi di lavoro per un appartamento, per un nuovo divano, come aveva fatto mia madre, questo non esisteva. Questi erano stati gli ideali sorpassati dei nostri genitori: vivere per poter tirar su dei soldi. Per me, e credo anche per molti altri, quel paio di cose materiali erano il presupposto minimo per vivere. Poi doveva esserci qualche altra cosa. Esattamente quello che dà un significato alla vita. E questo non si vedeva. Un paio a scuola mia, tra cui mi ci mettevo anch'io, erano ancora alla ricerca di quel qualcosa che dà significato alla vita".

    Una ragazzina acuta e intelligente che si perde e, tutt'intorno, tanti adulti incapaci di vedere, prevenire, agire. Lo spaccato di un mondo incapace di accogliere i bisogni di bambini e adolescenti.

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  • 4

    Lettura obbligatoria nell'adolescenza

    Credo che ogni adolescente dovrebbe leggere questo libro. Per me fu una pugnalata, lo lessi e lo rilessi, e ogni volta mi dava nuovi spunti di riflessione. Tanto che, un bel pò di anni dopo, visitando Berlino, passando dai luoghi descritti nel libro, come il Kurfürstendamm o la stazione di Berlin ...continuer

    Credo che ogni adolescente dovrebbe leggere questo libro. Per me fu una pugnalata, lo lessi e lo rilessi, e ogni volta mi dava nuovi spunti di riflessione. Tanto che, un bel pò di anni dopo, visitando Berlino, passando dai luoghi descritti nel libro, come il Kurfürstendamm o la stazione di Berlin Zoologischer Garten(Bahnhof Zoo)il mio pensiero è andato inevitabilmente a quei ragazzi.

    dit le 

  • 5

    Un libro da far leggere a scuola!

    Peccato che il massimo della valutazione sia di cinque stelline, perchè questo libro ne merita molte di più. Un documento meraviglioso, crudo e tremendo al tempo stesso, che dovrebbero leggere tutti, sia ragazzi che (e soprattutto) genitori. Lo stile è molto scorrevole e anche il linguaggio risul ...continuer

    Peccato che il massimo della valutazione sia di cinque stelline, perchè questo libro ne merita molte di più. Un documento meraviglioso, crudo e tremendo al tempo stesso, che dovrebbero leggere tutti, sia ragazzi che (e soprattutto) genitori. Lo stile è molto scorrevole e anche il linguaggio risulta essere vicino a quello di un adolescente (con errori di grammatica annessi, che inizialmente pensavo fossero errori di traduzione, o per lo meno, mi auguro che non lo siano...!). Sarebbe un'ottima cosa se cominciasse a figurare nelle liste di libri da leggere nelle scuole superiori.

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  • 5

    Un'angoscia senza fine

    Libro cult per moltissimi, mi spinse poi a vedere il tetrissimo film che pure fu un capolavoro. Su altri ebbe l'effetto di avvicinarli alle spade e all'eroina, su di me l'effetto contrario: terrorizzato dagli aghi e dall'idea di droga in senso olistico. Romanzo-verità, da leggere e far leggere, m ...continuer

    Libro cult per moltissimi, mi spinse poi a vedere il tetrissimo film che pure fu un capolavoro. Su altri ebbe l'effetto di avvicinarli alle spade e all'eroina, su di me l'effetto contrario: terrorizzato dagli aghi e dall'idea di droga in senso olistico. Romanzo-verità, da leggere e far leggere, ma passati i 18 anni, direi.

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  • 4

    Libro denuncia molto famoso negli anni 70 /80 perché per la prima volta segnala senza reticenze l’inferno della via crucis di un eroinomane fino all’ultimo stadio e il degrado umano che ne consegue. Ma quello che emerge e per la prima volta viene portato come atto di accusa è la colpevolezza del ...continuer

    Libro denuncia molto famoso negli anni 70 /80 perché per la prima volta segnala senza reticenze l’inferno della via crucis di un eroinomane fino all’ultimo stadio e il degrado umano che ne consegue. Ma quello che emerge e per la prima volta viene portato come atto di accusa è la colpevolezza della società in primis e della famiglia. La società ti crea dei falsi bisogni, dei falsi miti che le famiglie inseguono senza riuscire a raggiungere, abbandonando così a loro stessi i figli o sfogando su di loro le proprie frustrazioni. I ragazzi cercano di affermare la loro personalità, cercano uno strumento di evasione da quel contesto di assenza di attenzioni, di depauperamento sentimentale e di solitudine. E la droga offre proprio questa via di uscita, questo sballo, al quale non si può fare a meno , e man mano si passa a droghe sempre più pesanti.. e gli spacciatori sono lì pronti a speculare su queste debolezze. Non sto a raccontare quanto questo libro sia crudo e brutale in molte pagine ma il degrado umano descritto è talmente aberrante e la spirale di disumanizzazione talmente perversa che si capisce chiaramente quanto scalpore fece all’epoca, anche se l’argomento è ben presente anche ai nostri tempi. Il dramma di allora era che né la società era pronta a riconoscere un fenomeno simile e a porre dei rimedi validi ed adeguati né le famiglie avevano gli strumenti e la forza di affrontar il dramma dei loro figli. Non mi pronuncio sulla famiglia di Christiane, che è la prima ad essere colpevole, sorda ai richiami di aiuto della figlia, e che si ritrova poi anche impotente ed ottusa, sopraffatta da quell’incubo. Ma la società? lo Stato? Questo libro choc ha aperto gli occhi a migliaia di persone, ne ha scosso le coscienze, ponendo l’opinione pubblica europea e mondiale ad interrogarsi e a cercare delle riposte per fronteggiare questa peste che ahimè, non è stata ancora debellata. Ha detto Jim Morrison : << La droga è la speranza di chi speranza non ne ha più>>. Ma come può la società esimersi dall’aiutare chi ”non ha più speranza””? Il problema è molto grave e va ben al di là della piccola recensione di un libro!!!

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  • 4

    Assolutamente da leggere, ma non comprate l'dizione TEA!!

    un libro che deve far parte della nostra esistenza per imparare a non giudicare ed "etichettare" le persone che hanno un grave problema sociale. Imparerete a guardare la figura del "drogato" con occhi diversi e soprattutto, entrerete nel mondo della protagonista che vi farà quasi provare i suoi m ...continuer

    un libro che deve far parte della nostra esistenza per imparare a non giudicare ed "etichettare" le persone che hanno un grave problema sociale. Imparerete a guardare la figura del "drogato" con occhi diversi e soprattutto, entrerete nel mondo della protagonista che vi farà quasi provare i suoi momenti strazianti e le sue continue lotte con un mondo che sembra rigettarla e confinarla nello "zoo di Berlino" e la realtà che esso racchiude. Vi consiglio solo di non comprare l'edizione TEA con la copertina nera e le scritte bianche perchè purtroppo, non ha una buona traduzione. Alcune parole, dal tedesco all'italiano, sono state tradotte male e a volte vi fa perdere la logica del discorso costringendovi a rileggere per più volte un'unica frase!

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  • 5

    "E' un classico del dolore e dell'orrore. Il dolore di una ragazza che a dodici anni inizia una storia di droga estrema che tocca prostituzione e manicomio; l'orrore della società del benessere e di una <civiltà avanzata> che sembra non veder nulla e semmai è pronta solo a punire". ...continuer

    "E' un classico del dolore e dell'orrore. Il dolore di una ragazza che a dodici anni inizia una storia di droga estrema che tocca prostituzione e manicomio; l'orrore della società del benessere e di una <civiltà avanzata> che sembra non veder nulla e semmai è pronta solo a punire". Postfazione di Vittorino Andreoli

    Estate 2005. Ventinovesima edizione Bur.

    Per chi non può esimersi dalle letture tossiche, questo rappresenta un grande classico del tema. Lo divorai. Non sazia, guardai anche il film. Decisamente una storia forte, Christiane racconta la sua adolescenza immersa nella droga; il fascino (e per alcuni, lo sgomento) è che si tratti di una storia vera. Andreoli riassume nella postfazione al meglio in poche righe trama e sensazioni derivanti da questa lettura.

    Voto: 8

    *Cinque Stelle*

    [Nelle mie note ho riportato l'incipit del libro]

    dit le 

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