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Moll Flanders

Di

Editore: Sansoni

3.6
(2014)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Olandese

Isbn-10: A000051212 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Rilegato in pelle

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    L'epopea di una donna che cambia cinque mariti come fossero paia di scarpe e che passa ad essere ladra, poi prostituita ed infine galeotta, così come lo era stata la madre. Una storia lunghissima, ...continua

    L'epopea di una donna che cambia cinque mariti come fossero paia di scarpe e che passa ad essere ladra, poi prostituita ed infine galeotta, così come lo era stata la madre. Una storia lunghissima, eterna che ha la presunzione di essere realista, ma che è tutto fuorché verosimile. Moll è un personaggio interessante, contraddittorio e forse per questo affascinante, ma molto poco credibile. Un romanzo con troppa carne al fuoco.

    ha scritto il 

  • 1

    Bocciato

    Capisco l'intento di Defoe di delineare la figura di un'antieroina con intento pedagogico, ma il personaggio è odioso, non fa che autocommiserarsi ed è assistita da una fortuna sfacciata e poco ...continua

    Capisco l'intento di Defoe di delineare la figura di un'antieroina con intento pedagogico, ma il personaggio è odioso, non fa che autocommiserarsi ed è assistita da una fortuna sfacciata e poco credibile. Per non parlare della sua redenzione finale, sbrigata in poche pagine e giunta all'improvviso, del tutto slegata dal resto della narrazione. Inoltre (non so se sia un problema della mia traduzione) ma ho trovato lo stile troppo asciutto e semplicistico, poco letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo settecentesco ...

    ... in cui l'azione è tutto. Una testimonianza intelligente della mentalità capitalistica che si afferma, degli albori di un mondo i cui orizzonti sono costituiti dal denaro e dall'utile e in cui ...continua

    ... in cui l'azione è tutto. Una testimonianza intelligente della mentalità capitalistica che si afferma, degli albori di un mondo i cui orizzonti sono costituiti dal denaro e dall'utile e in cui perfino il pentimento ha i suoi limiti dettati dalla convenienza. Deliziosamente ambigua la posizione dell'autore in merito.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho avuto la sfortuna di leggere questo libro dopo aver visto il film, che è molto bello, ma col libro c'entra poco, quindi mi aspettavo tutta un'altra cosa. Il personaggio è abbastanza odioso, ma ...continua

    Ho avuto la sfortuna di leggere questo libro dopo aver visto il film, che è molto bello, ma col libro c'entra poco, quindi mi aspettavo tutta un'altra cosa. Il personaggio è abbastanza odioso, ma ogni volta che faceva qualcosa pensavo che avevano dato il suo nome alla moglie di Ned Flanders nei Simpson. Tutto sommato l'accopiata mi ha divertita. E' la storia della sopravvivenza di una donna con vicende alterne di sfortune e fortune.

    ha scritto il 

  • 4

    Padre del romanzo inglese, Defoe iniziò a scrivere Moll Flanders durante la sua prigionia a Newgate, dove stava scontando una pena per aver diffamato la Chiesa d'Inghilterra, e proprio questo ...continua

    Padre del romanzo inglese, Defoe iniziò a scrivere Moll Flanders durante la sua prigionia a Newgate, dove stava scontando una pena per aver diffamato la Chiesa d'Inghilterra, e proprio questo carcere sarà un luogo ricorrente nel libro.

    "Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders... che nacque a Newgate, e durante una vita di continui cambiamenti per una sessantina d'anni dopo l'infanzia, fu per dodici anni prostituta, cinque volte moglie (compresa una volta con suo fratello), dodici anni ladra, otto anni delinquente deportata in Virginia; alla fine divenne ricca, visse onestamente e morì pentita": questo è il titolo completo dell'opera che mi appresto a raccontarvi e se pensate che sia già troppo per una persona sola, non avete ancora letto Defoe!!

    Il mio primo pensiero, ancor prima di iniziare a leggere il libro, fu la certezza di trovare un personaggio per cui avrei provato compassione, o addirittura pietà, per tutte le vicissitudini che sapevo sarei andata a leggere. Quanto mi sbagliavo!! Perchè il primo immediato e sincero sentimento verso la protagonista è stata una fortissima antipatia.

    Quello che mi preme raccontarvi subito è il carattere di questa donna; perchè sin dall'inizio il lettore capisce di aver di fronte un personaggio ambiguo: descritta come bellissima, fa di questa sua qualità l'arma principale per tutta la vita, e ne consegue che diventa egoista, pretenziosa, subdola, approfittatrice e ipocrita. Tutto quello di positivo che le succede è sempre seguito da qualche disavventura, non a causa di un fato avverso, ma proprio per suo volere, ogni "sfortuna" è il risultato di cattive azioni. Moll Flanders potrebbe trascorrere una vita più o meno normale se si accontentasse, ma anche nei momenti felici non è mai completamente appagata e inizia a commettere piccoli errori che la porteranno verso una sola destinazione: Newgate. Così inizia una vita roccambolesca: amante del futuro cognato che le porterà via la cosa più preziosa, presto madre (insensata direi, perchè abbandonerà ogni figlio partorito) e vedova, poi mantenuta di un ricco signore, ladra, moglie di ogni malcapitato (ha pure la sfiga di sposare suo fratello e farci addirittura due figli!! O.O), infine arrestata (non per tutti i crimini commessi) e deportata in Virginia dove vivrà una vita felice: amata, ricca e onesta.

    Mi fermo qui, anche se ci sarebbe molto altro ancora da raccontare, perchè l'aspetto fondamentale in tutto questo è il senso di solitudine che attanaglia ogni pezzo di vita della protagonista. Nonostante la moltidudine di personaggi incontrati e velocemente messi da parte e nonostante le molte relazioni e le molte vite nate da queste unioni, la nostra protagonista è completamente sola al mondo. Io ho sempre pensato che ogni nostro vizio, dalle sciocchezze fino per esempio al mio shopping compulsivo, sia un segno evidente che manca qualcosa di fondamentale nella nostra vita, e per riempire quel vuoto, inconsapevolmente (o quasi), ci buttiamo su qualcos'altro. Ed è proprio questo che secondo me succede anche a Moll: sente la mancanza di qualcosa che completi la sua vita, la passione, o l'amore che solo un bambino può portare, o ancora l'affetto di una madre mai conosciuta, insomma per vari motivi lei non si sente appagata e si "scarica" iniziando a rubare, ma quello che all'inizio può essere una semplice fuga da una quotidianità opprimente diventa prima un vizio e poi un vero e proprio lavoro.

    Ecco qua la mia lettura del romanzo, in effetti un po' contorta e non so neanche da dove mia sia uscita visto che ci ho messo giorni per scriverla, ma ho vissuto così il romanzo di Defoe che, nonostante l'odiosa protagonista, mi è piaciuto. Mi ci è voluto un pochino per abituarmi allo stile settecentesco dell'autore inglese, era già un bel po' che non facevo un salto così indietro nel passato; ho apprezzato il modo in cui Defoe si "fonde" con la protagonista, non si nota per niente il fatto che lo scrittore sia un uomo nonostante la prima persona femminile. L'esagerazione che, sia negli atteggiamenti che nei fatti, permane in tutto il romanzo è figlia anche delle esperienze vissute dall'autore, il messaggio di condannare tutto ciò che è sbagliato e immorale è arrivato: molto spesso vengono fatte allusioni al denaro o a fatti/argomenti legati ad esso, senza contare che tutti i peccati commessi dalla protagonista sono rivolti ad un unico scopo: elevarsi di classe sociale. Questo fatto è da prendere come una condanna al Capitalismo? Come detto in precedenza, molte sono le pagine dedicate ai crimini compiuti e poche a quelle del perdono o della redenzione, è forse un segno evidente delle vedute puritane dell'autore?

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/07/recensione-moll-flanders-di-daniel-defoe.html

    ha scritto il 

  • 4

    7/10

    Probabilmente come molte ho odiato Moll Flanders. Mi piacerebbe dire che Defoe era un maschilista misogino e che si capisce che questo romanzo è scritto da un uomo che si finge donna e quindi ...continua

    Probabilmente come molte ho odiato Moll Flanders. Mi piacerebbe dire che Defoe era un maschilista misogino e che si capisce che questo romanzo è scritto da un uomo che si finge donna e quindi riuscito male ma mentirei spudoratamente. Secondo me il personaggio è riuscito benissimo ed è anche parecchio credibile perché, non prendiamoci in giro, di donne così senza scrupoli sempre pronte a scusare ogni nefandezza che fanno ce ne sono state e ce ne sono eccome al mondo. Ed ecco il mio problema, lo scopo del libro per me è stato raggiunto ottimamente, lo stile di Defoe mi piace... Ma ho talmente odiato la protagonista che..posso dirlo? Non me ne poteva fregare di meno di cosa le sarebbe capitato e di andare avanti con la lettura. Che il mondo è assolutamente ingiusto e che le cose migliori capitano alle persone peggiori ecc ecc, sarà anche un cliché ma spesso è vero e, sinceramente, mi basta la vita reale per accorgermene non voglio rosicare anche per un romanzo. Quindi, per ora, gli do un 7/10, poi magari a mente fredda deciderò di rivalutarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Moll è un personaggio contraddittorio e ambiguo, ipocrita e inquieto, caratteristiche che lo rendono irripetibile e che lo saldano in un'opera unica nel suo ...continua

    Moll è un personaggio contraddittorio e ambiguo, ipocrita e inquieto, caratteristiche che lo rendono irripetibile e che lo saldano in un'opera unica nel suo genere. http://www.youbookers.it/rubriche/cartaepellicola/item/1084-moll-flanders-di-daniel-defoe-carta-pellicola-10

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se nella parte in cui racconta il periodo in cui vive da ladra perde un po' il ritmo e si dilunga un po' troppo nel racconto delle "avventure", cinque stelle se le merita tutte.

    ha scritto il 

  • 4

    Sicuramente un'opera intensa che punta a denunciare la condizione infelice delle donne un po' sfortunate, all'epoca in cui il romanzo fu scritto. Un'epoca intollerante, dura e fatta di pregiudizi: ...continua

    Sicuramente un'opera intensa che punta a denunciare la condizione infelice delle donne un po' sfortunate, all'epoca in cui il romanzo fu scritto. Un'epoca intollerante, dura e fatta di pregiudizi: qui vi vive una donna resa esagerata ed estrema nei propri atti e nelle scelte di vita da Defoe.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Moll Flanders è il primo romanzo di costume della letteratura inglese. La storia è narrata in prima persona dalla stessa protagonista, una donna nata in povertà da una madre galeotta, che ...continua

    Moll Flanders è il primo romanzo di costume della letteratura inglese. La storia è narrata in prima persona dalla stessa protagonista, una donna nata in povertà da una madre galeotta, che condurrà una vita immorale, fatta di matrimoni di convenienza, furti e prostituzione. Siamo nell'Inghilterra di fine '700, epoca in cui il capitalismo la fa da padrone. Sembra che il denaro possa dare valore a tutto, persino agli stessi individui. Anche per Moll i soldi significano molto, un riscatto dalla se stessa di un tempo, dalle sue misere origini, un trampolino verso un futuro più roseo. La sfortuna però non si dimentica mai di bussare alla sua porta e le difficoltà non mancheranno mai sul suo cammino...

    L'inizio di questo romanzo mi faceva ben sperare ma ho dovuto ricredermi. La storia, ben scritta, scade però, a mio avviso, in un susseguirsi di ripetizioni noiosissime. Ho trovato superficiale il resoconto degli eventi, i pensieri di Moll, concentrata molto su se stessa e su ciò che le è utile. Il racconto è, per certi versi, estremamente futile...

    (Moll prende marito e si separa nel giro di 4 pagine, abbandona figli avuti da uomini diversi senza farvi minimamente cenno, ne dimentica alcuni per strada e, alla fine, sembra ricordarsene solamente uno.)

    Pensavo di riuscire a trarre almeno una morale dal racconto di Moll ma così non è stato... il finale mi ha reso tutto ancor più odioso.

    (Una donna che ha rubato, ha abbandonato figli senza rimorso, ha irretito uomini e donne per tutta una vita solo per il proprio tornaconto, si ritrova, alla fine dei suoi anni, a vivere felice e contenta e per di più in ricchezza. Che morale dovrei trarne? che al mondo la spunta solo chi non guarda in faccia al prossimo?).

    No, non mi è piaciuto per niente.

    ha scritto il 

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