Moltitudine

Guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale

Di ,

Editore: Mondolibri (su licenza RCS)

3.7
(44)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 487 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000044669 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandro Pandolfi

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
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  • 1

    Neologismi e nuove accezioni, a quale pro?

    E' un testo dichiaratamente filosofico (lo dicono gli autori). Non ho mai amato particolarmente la filosofia.
    Il testo di per sé cerca di essere particolarmente complesso, cerca di vedere le cose da u ...continua

    E' un testo dichiaratamente filosofico (lo dicono gli autori). Non ho mai amato particolarmente la filosofia.
    Il testo di per sé cerca di essere particolarmente complesso, cerca di vedere le cose da una prospettiva ampia (fin troppo), con il risultato, secondo me, che più si cerca l'astrazione, più la vera definizione della realtà sfugge all'occhio di chi cerca di descriverla.
    A leggere Moltitudine, mi sembra di vedere l'ossessione dei fisici di cercare la legge universale che include tutte le altre e completa la quadratura del cerchio.
    Bene, ciò detto, non mi soffermerei su tutti i temi del libro, che sono in realtà ben pochi: tre.
    Il primo è la guerra, all'interno del mondo-impero (non ho letto il precedente testo, ma mi sembra che sia un modo un po' più sdolcinato di considerare la "globalizzazione").
    La lacuna principale di questo testo, è il considerare esclusivamente la storia umana dall'epoca moderna, ogni tanto ci si lancia in piccoli paragrafi "ah ma la roma imperiale, i mercenari...".
    A leggere gli autori, sembra che il terrorismo, i "partigiani", i terroristi, la lotta "partigiana" che rompe gli schemi della guerra di parata del 1800 e la guerra di massa, territoriale, tra stati, sia una un'invenzione del Ventesimo secolo.
    Ok, e la resistenza a Napoleone in Spagna? Per citarne una.
    Oppure la guerriglia che si trovarono ad affrontare nella penisola iberica e in Portogallo i romani quando invasero quella porzione di Europa?
    A me tutte queste considerazioni degli autori sembrano un tentativo nel 2004 di dare un senso all'11 settembre 2001, con il concetto di guerra continua (quando credo che la sua giustificazione, ossia la paura di un leader inafferrabile e celato, la cui mano continua a guidare il "terrore" a livello mondiale, sia cessato con la sua uccisione).
    La "biopolitica", mi par di capire comprenda un insieme non meglio definito di lavoro intellettuale che produce lavoro immateriale, un lavoro non più definito da orari e che produce materiale tangibile, che crea collegamenti e know-how tra le persone.
    In mezzo a considerazioni giuste (ad esempio il copyright sul lavoro intellettuale, che nella nuova era digitale, si svincola dalla scarsità di risorse perché infinitamente copiabile e distribuile, e che scardina per tanto le leggi economiche), trovo ancora tentativi di creare neologismi o nuove accezioni ai termini (che comunque trovo più gradevoli di boiate come "spread", "globalizzazione" etc).
    Moltitudine, concetto più o meno oscuro; si scorpora il concetto di "popolo" e si aggiungono definizioni per creare il concetto di Moltitudine.
    Non mi ha impressionato granché quest'ultima considerazione.

    Quanto detto finora, rimane un insieme di miei personalissimi appunti al testo, anche perché per l'appunto, non ho mai amato la ricerca filosofica di una teoria che racchiuda l'intero pensiero di un'epoca.
    E come ripeto, il testo soffre in particolare del fatto che gli autori si sono ostinati a voler considerare soltanto l'epoca moderna (>1789 d.C.), quando avrebbero dovuto considerare assai più gli ultimi duemila anni di storia.

    Just my 2 eurocents.

    ha scritto il 

  • 2

    Meno lucido di Impero, questo libro ha l'ardire di voler andare oltre l'analisi critica del presente (iniziata con Impero) per delineare e orientare le linee di sviluppo future. L'impresa è di per sé ...continua

    Meno lucido di Impero, questo libro ha l'ardire di voler andare oltre l'analisi critica del presente (iniziata con Impero) per delineare e orientare le linee di sviluppo future. L'impresa è di per sé ardua, perché le variabili spazio-temporali sono troppe e quindi prevedere trend e soluzioni è quasi puro gioco d'azzardo. Di certo resta un libro di piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Va beh, non ci provo neanche a riassumere il libro. Dico solo che è il rovescio e il completamento di Impero. Là, appunto, veniva descritto l'emergere e l'organizzarsi del nuovo ordine galattico sotto ...continua

    Va beh, non ci provo neanche a riassumere il libro. Dico solo che è il rovescio e il completamento di Impero. Là, appunto, veniva descritto l'emergere e l'organizzarsi del nuovo ordine galattico sotto il pugno del Lato Oscuro della Forza (per altro con un incipit da Top 10 di tutti gli incipit mai scritti: "L'IMPERO - SI STA - MATERIALIZZANDO"). Qui invece si passa in rassegna il campo dell'Alleanza Ribelle - c'è anche un paragrafo che si intitola "Che la Forza sia con voi!" - ossia della Moltitudine (né folla, né popolo, ma insieme coordinato di singolarità). Ecco, se termini come Moltitudine, Esodo, Impero, Biopolitica/Biopotere in Impero facevano strabuzzare gli occhi e rileggere la pagina quattro-cinque volte (a me ha dato non poco filo da torcere, quel libro), in "Moltitudine" si nota proprio uno sforzo massiccio, in genere riuscito, di rendersi più chiari, più comprensibili. E un ottimismo aggressivo che non guasta. Impero è un libro per me imprescindibile, e questo non solo lo completa, ma aiuta anche a rileggerlo.

    PS. Mi viene una citazione, che mi sembra cascare inquietantemente a pennello:

    "Prima che la terza Rivoluzione Industriale/provochi l'ultima grande esplosione nucleare/prepariamoci per l'esodo/il grande esodo/un esodo/per noi giovani del futuro/Fine dell'imperialismo degli invasori russi/e del colonialismo inglese e americano/prepariamoci per l'esodo/Nelle vie calde la temperatura s'alzerà /moltitudine, moltitudine/non si erano mai viste/code tanto grandi, tanto lunghe/tanto grandi, tanto lunghe/Moltitudine, moltitudine/mamma mia che festa/arriveranno da tutte le parti/dalle città, dalle campagne/dal nord (sud) dal sud (da ponente, da levante) per l'esodo il grande esodo/un esodo/ per noi"

    Secondo me Hardt ci ha messo Guerre Stellari. Negri, Battiato.

    ha scritto il 

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