Molto forte, incredibilmente vicino !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

4.3
(4901)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Portoghese , Chi tradizionale , Russo , Ceco

Isbn-10: A000035892 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare

Le schede corrette delle edizioni Guanda, dotate di codice ISBN, si trovano qui

http://www.anobii.com/books/015b31e5b20ee04c2b/

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  • 5

    Oskar ha nove anni e vive a New York. Suo padre è morto durante l’attentato alle Torri Gemelle, lasciandosi alle spalle una moglie che pare consolarsi troppo in fretta, cinque messaggi nella segreteri ...continua

    Oskar ha nove anni e vive a New York. Suo padre è morto durante l’attentato alle Torri Gemelle, lasciandosi alle spalle una moglie che pare consolarsi troppo in fretta, cinque messaggi nella segreteria telefonica ed una chiave in un vaso di vetro, contrassegnata dalla scritta ”Black”.
    Cosa apre questa chiave? Per scoprirlo Oskar decide di recarsi a far visita, in ordine alfabetico, a tutti i Black dei cinque distretti di New York, avvicinandosi all'età adulta ed al proprio futuro mentre sua nonna ripercorre invece gli anni e le vicissitudini che l'hanno portata dov'è ora.
    Con i suoi buffi intercalari e la sua prospettiva infantile Oskar non può non conquistare qualsiasi lettore, così come il passato dei suoi nonni paterni - la storia d'amore più strana del mondo - commuove profondamente.
    Il romanzo è disseminato di riproduzioni di biglietti da visita, fotografie che Oskar scatta con la vecchia macchina fotografica di suo nonno per inserirle nel suo album “Cose che mi sono capitate”, pagine del quaderno su cui il nonno di Oskar, che ha smesso di parlare, scrive per comunicare e molto altro.
    Più ci si avvicina al finale e più diventa chiaro come ogni singola parola o fatto, anche tra quelli che all’inizio possono essere passati inosservati, si ricolleghino ad altri eventi, passati o futuri, in un intreccio che Johnatan Safran Foer dipana alla perfezione.
    Questo libro ci ricorda che non bisogna mai dare niente e nessuno per scontato, soprattutto il tempo e le persone che amiamo... ma trovo sia inevitabile che tutti noi, come i protagonisti del romanzo, ci ritroviamo prima o poi a desiderare che il tempo si possa riavvolgere, che tutto di colpo succeda a rovescio, in un sogno in cui gli amanti si mettono i vestiti a vicenda e l’orologio scandisce i secondi al contrario, toc, tic, toc, tic.

    ha scritto il 

  • 4

    Dritto al cuore

    Gli elementi per emozionare il lettore ci sono tutti.
    Un bambino simpatico ma problematico perde il padre l'11 settembre. La famiglia proviene dal bombardamento di Dresda, probabilmente il peggior mas ...continua

    Gli elementi per emozionare il lettore ci sono tutti.
    Un bambino simpatico ma problematico perde il padre l'11 settembre. La famiglia proviene dal bombardamento di Dresda, probabilmente il peggior massacro mai avvenuto con Hiroshima.
    Le cicatrici dei tanti eventi traumatici di questa famiglia vengono esposte con una scrittura ricercata ma semplice, spietata ma garbata.
    Alcuni personaggi risultano quasi memorabili.
    Consigliato a chi piace essere sull'orlo della lacrima.

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio non mi ha preso subito, anzi pensavo fosse il solito incomprensibile romanzo contemporaneo, il cui autore deve dire le cose in modo complicato altrimenti non "fa figo". Invece mi sono dovut ...continua

    All'inizio non mi ha preso subito, anzi pensavo fosse il solito incomprensibile romanzo contemporaneo, il cui autore deve dire le cose in modo complicato altrimenti non "fa figo". Invece mi sono dovuta ricredere, perché anche se non è semplicissimo, è un testo che ti sconvolge, ti emoziona e ti tiene incollata alla pagina come non mai. Fa venire il magone, è vero, ma è un libro che lascia davvero molto nel cuore. Era tanto che non mi succedeva di non voler andare a letto per andare avanti a leggere e, una volta crollata col libro in mano, risvegliarmi all'alba col pensiero e la voglia di riprenderlo. Una droga....ma di quelle che fanno bene!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Era tanto che non lo dicevo di un libro..bello davvero. Scritto bene e arriva a farti sentire la disperazione di questo ragazzo per la perdita importante che ha avuto. Lo consiglio vivamente. ...continua

    Bello. Era tanto che non lo dicevo di un libro..bello davvero. Scritto bene e arriva a farti sentire la disperazione di questo ragazzo per la perdita importante che ha avuto. Lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Complicato

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante. Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si ...continua

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante. Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si supera nella originalità della impostazione del racconto e nella mescolanza di parole e immagini. E' la storia di Oskar, orfano di padre a seguito dell'attentato alle torri gemelle, che vuol ritrovare il padre attraverso una chiave rinvenuta per caso. Ritrovare nel senso di scoprire qualcosa che non glielo faccia mai dimenticare. E la storia, o meglio la narrazione, si intreccia con quella della sua famiglia paterna, attraverso un nonno e una nonna che hanno vissuto una tragedia analoga, il bombardamento di Dresda; fatto che li accomuna anche nella difficoltà di affrontare la vita reale, nel vivere nonostante il dolore, il lutto. Il finale è incredibile, e conoscendo lo scrittore era da aspettarsi un finale spiazzante, in pratica il bambino riesce, a modo suo, a far scorrere la storia del padre al contrario; riporta la storia del padre in una condizione che gli permetterà di vivere e affrontare la vita nonostante il lutto. Personalmente trovo la figura più bella del libro quella della madre di Oskar, una madre che accompagna il figlio nel suo percorso senza ostacolarlo, ma amandolo totalmente, come solo una vera madre sa fare. Penso anche che a volte il bambino, nel libro, è troppo intelligente per essere reale, forse era meglio se il romanziere gli assegnava qualche anno in più, ma a tratti è davvero esilarante il candore del bambino nell'affrontare le incognite della sua ricerca. Se ho ben capito nel film, tratto da questo romanzo, il bambino è leggermente autistico, nel libro non si capisce bene; ma si capisce che è disturbato dal lutto per il padre a cui era fortemente legato, quasi una simbiosi fra i due. Certo leggere questo romanzo è difficile, bisogna armarsi di pazienza e preferibilmente non leggerlo la sera quando il sonno rischia di vincerti. Trovo però emotivamente interessante la esperienza della lettura di questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Si capisce la storia, il che non è poco per un romanzo postmoderno, ma è solo perché Jonathan Safran Foer ha messo al centro della sua storia un evento reale e sconvolgente, al quale nessun lettore pu ...continua

    Si capisce la storia, il che non è poco per un romanzo postmoderno, ma è solo perché Jonathan Safran Foer ha messo al centro della sua storia un evento reale e sconvolgente, al quale nessun lettore può essere rimasto indifferente, questo evento funziona egregiamente da centro gravitazionale dell'intera narrazione. Naturalmente, in ossequio ai dettami del postmodernismo ogni volta che inizi una pagina nuova devi cercare di capire chi sia il personaggio che dice "io" perché cambia senza preavviso, devi capire il "quando" perché la storia va avanti e indietro nel tempo senza preavviso, devi capire se l'evento è "concreto" o se si tratta di una fantasticheria messa lì con lo scopo di confonderti, infine devi tenere a mente tutti i fatti perché la spiegazione di certi eventi viene data a pezzi a decine di pagine di distanza. Insomma questo l'ho letto fino in fondo ma non è cambiata la mia visione del romanzo postmoderno che continua a sembrarmi un modo di rimescolare le carte, utile a far sembrare profondissimo qualcosa che è per lo più superficiale. Romanzi come "La montagna incantata", "Viaggio al termine della notte", "La signora Dalloway" mi sembrano appartenere non a un'altra epoca, ma a un'altra cultura e a un'altra civiltà.

    ha scritto il 

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