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Molto forte, incredibilmente vicino !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

4.3
(7672)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Portoghese , Chi tradizionale , Russo , Ceco

Isbn-10: A000035892 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
SCHEDA DOPPIA da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare

Le schede corrette delle edizioni Guanda, dotate di codice ISBN, si trovano qui

http://www.anobii.com/books/015b31e5b20ee04c2b/

http://www.anobii.com/books/01cd9032e6650a0ebc/


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  • 3

    due stelline e mezza

    Un libro complicato che vuole raccontare qualcosa che, per sua natura, non è esprimibile: l'impossibilità di elaborare il dolore di una grave perdita e di ritrovare il significato della vita.

    I prota ...continua

    Un libro complicato che vuole raccontare qualcosa che, per sua natura, non è esprimibile: l'impossibilità di elaborare il dolore di una grave perdita e di ritrovare il significato della vita.

    I protagonisti di questa storia hanno vissuto due dei momenti più drammatici della storia umana recente, l'attacco alla Torri Gemelle di New York ed il bombardamento della città di Dresda durante la Seconda Guerra Mondiale. In ciascuno di questi due eventi hanno perso delle persone care e e non riescono ad elaborarla, anche perché la sentono come una loro colpa. E così ci ritroviamo un bambino di meno di dieci anni che va in giro per i sobborghi di New York alla ricerca della serratura che verrà aperta dalla misteriosa chiave ritrovata in un vaso del padre, morto nell'attaco terroristico alle Torri Gemelle, e suo nonno che tanti anni fa ha lasciato la sua casa ed ha deciso di non parlare più e di avere una vita sociale per non dover di nuovo soffrire.

    Nel romanzo ci sono pagine struggenti e di grande commozione ma, nel complesso, la trama è abbastanza cervellotica ed i personaggi poco credibili. Personalmente, sono deluso perché, viste le recensioni, mi aspettavo molto di più.

    ha scritto il 

  • 2

    credo di non essere adatta a questo genere

    Nulla di eccelso, probabilmente perché non l'ho "afferrato". C'è comunque qualche espressione carina e toccante. Forse il fatto stesso che il punto di vista sia quello di un bambino non mi ha aiutata. ...continua

    Nulla di eccelso, probabilmente perché non l'ho "afferrato". C'è comunque qualche espressione carina e toccante. Forse il fatto stesso che il punto di vista sia quello di un bambino non mi ha aiutata. Inoltre, per me che sono una persona piuttosto cinica, questo tipo di narrativa non è adatta.

    ha scritto il 

  • 4

    un googolplex di sensazioni

    Tanto di cappello al signor JSF che alla tenera età di 28 anni scrive un romanzo così complesso ma così profondo sapendo navigare tra registri linguistici non semplici. Ma soprattutto ha saputo trasme ...continua

    Tanto di cappello al signor JSF che alla tenera età di 28 anni scrive un romanzo così complesso ma così profondo sapendo navigare tra registri linguistici non semplici. Ma soprattutto ha saputo trasmettere quello che un tempo teorizzò un certo Giovanni Pascoli con la sua poetica del 'fanciullino'.
    Ho collegato questo libro ad altri che ho letto immaginandomi se ci fossero state influenze incrociate. Ma alla fine un bel 'chissene' mi è servito a capire che queste 'parariflessioni' non servivano a un bel nulla.
    Da leggere con attenzione e da non prendere sottogamba, per niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline sono un giusto compromesso..

    ..per un libro complicato, a tratti poetico, che vuole raccontare realtà di vita da punti di vista diversi ma che sa essere a tratti pesante e faticoso. Questo è. Non c'è nessun fine prestabilito, nes ...continua

    ..per un libro complicato, a tratti poetico, che vuole raccontare realtà di vita da punti di vista diversi ma che sa essere a tratti pesante e faticoso. Questo è. Non c'è nessun fine prestabilito, nessuna logica si racconta una storia e la si finisce senza che nulla sia cambiato per i protagonisti a parte la consapevolezza (o accettazione) che determinate cose accadono e basta. E non si torna indietro.

    ha scritto il 

  • 5

    un ritratto straordinario di un Paese ripiegato su se stesso. Una storia provata che diventa collettiva raccontata con un linguaggio ricercato e accurato. Una versa scoperta, per quanto mi riguarda an ...continua

    un ritratto straordinario di un Paese ripiegato su se stesso. Una storia provata che diventa collettiva raccontata con un linguaggio ricercato e accurato. Una versa scoperta, per quanto mi riguarda anche più bello del più famoso "Ogni cosa è illuminata".

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo mai letto nulla di Jonathan Safran Foer, ma questo libro mi è entrato dentro piano piano; all'inizio non riuscivo a capire quale fosse il filo conduttore tra le varie voci narranti, ma poi u ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Jonathan Safran Foer, ma questo libro mi è entrato dentro piano piano; all'inizio non riuscivo a capire quale fosse il filo conduttore tra le varie voci narranti, ma poi una volta che ogni tassello occupa il proprio posto allora il libro decolla e non ti molla più. Il piccolo Oskar con la sua intelligenza e le sue fobie, che lo rendono dolorosamente troppo adulto per i suoi 9 anni, è uno dei personaggi cui mi sono affezionata di più nelle mie letture.

    ha scritto il 

  • 4

    il libro mi è piaciuto molto, ma questo è uno dei pochi casi in cui il film è ancora meglio. I tagli e gli accorpamenti di personaggi, necessari per rispettare le regole filmiche, hanno dato un senso ...continua

    il libro mi è piaciuto molto, ma questo è uno dei pochi casi in cui il film è ancora meglio. I tagli e gli accorpamenti di personaggi, necessari per rispettare le regole filmiche, hanno dato un senso diverso alla storia e, come si dice, hanno chiuso il cerchio.

    ha scritto il 

  • 5

    Dresda, Hiroshima e New York sono tre metropoli situate in tre diversi continenti e a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra eppure fra loro hanno in comune l’opera spregevole dell’uomo c ...continua

    Dresda, Hiroshima e New York sono tre metropoli situate in tre diversi continenti e a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra eppure fra loro hanno in comune l’opera spregevole dell’uomo che – in nome dell’odio cieco , della violenza o di chissà cosa o chi- semina morte, distruzione e dolore nel mondo.

    Se ripenso a tutto ciò che è accaduto in questi tre luoghi –in diverse epoche- per mano dell’uomo mi piace riassumerlo in questa netta e semplice sequenza: boato. Odore acre. Polvere. Caos. Silenzio. Dolore o meglio dolorissimo.

    E questo forse è ciò che ha visto e vissuto Thomas Schell, un uomo buono e intelligente ma soprattutto un padre speciale, morto tragicamente l’ 11 settembre 2001 nell’attacco alle Torri Gemelle.

    E da qui parte e si snoda Molto forte, incredibilmente vicino il capolavoro di Jonathan Safran Foer pubblicato nel 2005 –ridattato cinematograficamente nel 2011- e ancora venduto e apprezzato dai lettori di tutto il mondo.

    Allo stesso tempo questa è la storia di Oskar Schell, un bambino vispo, intelligente, che veste solo di bianco e che fa mille domande e altrettante invenzioni strambe e in più, ha un rapporto a dir poco meraviglioso con suo padre Thomas e non riesce assolutamente a rassegnarsi alla sua perdita.

    Credo che ogni essere umano –anche a migliaia di chilometri di distanza da New York- riguardando le immagini dell’attacco alle Torri Gemelle provi sensazioni contrastanti perché vi è l’immedesimazione del dolore di chi lì dentro ha perso un caro o un semplice conoscente, chi la fiducia nel potere americano, chi la tolleranza verso lo straniero e chi semplicemente il concetto di invulnerabilità ma Oskar Schell nell’attentato, ha perso la cosa più preziosa che un figlio possiede cioè un genitore e in compenso gli è rimasto attaccato addosso –proprio come una zavorra- il panico per i mezzi pubblici, per i luoghi affollati, per gli stranieri, per gli ascensori e per gli edifici alti ma soprattutto un dolore incolmabile e tanta solitudine e poiché pensare a suo padre lo rende triste e felice contemporaneamente, Oskar cerca di tenere la mente sempre impegnata.

    Oskar infatti è consapevole che pensare troppo fa male e fa perdere la felicità ma quando rovistando nell’armadio di suo padre-semplicemente per sentirlo più vicino- scova una busta contenente una strana chiave e la dicitura Black, da quel momento in poi il suo unico obiettivo diventa scoprire quale serratura apre la chiave e cosi quella diviene la sua ossessione, la sua motivazione e il suo unico tentativo di felicità.

    Oskar è infatti deciso a bussare casa per casa pur di scoprire qualcosa su quella chiave forse nell’ingenua speranza che la verità riporti in vita suo padre.
    Inizia cosi il suo viaggio tortuoso e complesso fra le strade e le abitazioni di New York, dove Oskar incontrerà persone piuttosto bizzarre ma soprattutto dove si scontrerà con il doloroso passato dei suoi nonni –segnato a sua volta dal terribile bombardamento di Dresda- e da una storia fatta di abissi, silenzi e parole scritte ma con un epilogo del tutto inaspettato.

    Se è vero che non sempre la vita merita tutta la fatica che richiede per essere vissuta e allo stesso tempo che una vita non vissuta diventa inutile e pesante, è pur vero che non sempre il dolore è infinito e dal momento che la vita è una sola e che non può essere rivissuta né ridisegnata, non bisogna mai aver paura di amare poiché questo è il vero segreto per vivere una vita degna del suo nome, oltre all’essere sempre persone buone e affidabili poiché tutto il resto è solo un effimero battito di ciglia.

    ha scritto il 

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