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Mon frère est fils unique

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Editeur: Le Dilettante

3.8
(1269)

Language:Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English

Isbn-10: 2842631447 | Isbn-13: 9782842631444 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Description du livre
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  • 3

    Storia di un fascista arrabbiato

    Non amo tantissimo Pennacchi e il suo "Canale Mussolini" mi aveva davvero fatto arrabbiare.
    Questo è un po' meglio, ma conserva lo stesso schema: le idee non contano e non esistono e rossi e neri sono ...continuer

    Non amo tantissimo Pennacchi e il suo "Canale Mussolini" mi aveva davvero fatto arrabbiare.
    Questo è un po' meglio, ma conserva lo stesso schema: le idee non contano e non esistono e rossi e neri sono solo schieramenti convenzionali.
    Accio Benassi è un attaccabrighe, un eterno scontento che non sa bene che fare di sè stesso. Dal seminario ai movimenti giovanili del MSI, a Servire il popolo l'unica cosa che gli piace è combattere con dei nemici, come se rivivesse lo schema proposto dall'unico libro che ricorda di aver letto: I ragazzi della via Pàl.
    Il libro non è scritto male, forse un po' prolisso in alcune parti ma quello che a me è piaciuto poco è il voler rendere emblematico un percorso dove l'interesse alle idee è del tutto inesistente: Franza o Spagna purchè se magna, o meglio finchè ci si può picchiare. E Mao o Mussolini è lo stesso. Non sono convinta che sia così facilmente semplificabile la storia dell'Italia dagli anni Cinquanta ai Settanta.

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  • 0

    Incipit

    A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Sono andato da padre Cavalli e gliel’ho detto: “Io non mi voglio più fare prete, voglio tornare nel mondo“.....

    http://www.incipitmania.com/incip ...continuer

    A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Sono andato da padre Cavalli e gliel’ho detto: “Io non mi voglio più fare prete, voglio tornare nel mondo“.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/f/il-fasciocomunista-antonio-pennacchi/

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  • 2

    Romanzo di formazione...

    ... di un cinquantenne. Bah. Sono andato avanti solo perché la politica mi prende sempre e comunque. Altrimenti l'avrei lasciato lì.

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  • 4

    3 stelle e mezzo- 4 meno meno

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista st ...continuer

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista storico, pecca talvolta l'aspetto letterario di eccessiva prolissità. Resta un buon romanzo, da leggere.

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  • 4

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi ...continuer

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi non lo scalfiscono, il carattere rimane ribelle, le idee rivoluzionarie. E' un bel confronto tra tre realtà distanti fra loro. Il fascismo, il comunismo e la chiesa. A tratti divertente, piacevole. Un libro sicuramente non necessario, ma comunque degno di nota.

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  • 3

    con le migliori intenzioni

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida succes ...continuer

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida successione dal seminario allo squadrismo fascista alle occupazioni sessantottine e infine agitprop di servire il popolo.
    Disturbante per me la lunga parte da picchiatore fascista, la trepidante ammirazione per personaggi del fascismo romano come Delle Chiaie, il compiacimento nella descrizione degli scontri, il perdonarsi tutto. Però almeno Benassi è impulsivo e un po' fesso, non si può dire lo stesso di Brandirali, che con progressione inversa, da fondatore e ideologo di Servire il popolo è diventato seguace di Giussani, consigliere comunale DC, assessore di Forza italia, fino a Pdl.

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  • 4

    Una finestra sulla storia politica italiana degli anni '60 e '70, ma anche su quella sociale degli anni '50. La vita del protagonista si svolge tra seminario, gruppi fascisti, centri sociali e lotte i ...continuer

    Una finestra sulla storia politica italiana degli anni '60 e '70, ma anche su quella sociale degli anni '50. La vita del protagonista si svolge tra seminario, gruppi fascisti, centri sociali e lotte in piazza. Il libro è interessante ed è bello il modo in cui racconta il protagonista, con slang romanesco ed un ironia tutta da gustare.

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  • 4

    L' Italia (pt 2)

    Non c'è che dire, "Il Fasciocomunista" è una testimonianza visiva, olfattiva e gustativa di grande utilità e spessore, il racconto dei giorni che hanno indubbiamente cambiato per sempre il nostro paes ...continuer

    Non c'è che dire, "Il Fasciocomunista" è una testimonianza visiva, olfattiva e gustativa di grande utilità e spessore, il racconto dei giorni che hanno indubbiamente cambiato per sempre il nostro paese e la concezione delle nostre possibilità, delle nostre speranze nel futuro più lungo possibile e immaginabile.

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  • 4

    Davvero un bel libro. In realtà l'argomento non mi appassiona più di tanto: la politica mi piace, ma non riesco a capire gli estremismi descritti, dove i mezzi sono più importanti del fine. Tuttavia i ...continuer

    Davvero un bel libro. In realtà l'argomento non mi appassiona più di tanto: la politica mi piace, ma non riesco a capire gli estremismi descritti, dove i mezzi sono più importanti del fine. Tuttavia il romanzo scorre bene, sia pure con qualche tratto dove si arrotola un po' su sé stesso, grazie soprattutto allo stile personalissimo dell'autore, che scrive come mangia, ma nello stesso tempo con un livello molto elevato, prerogativa che solo pochi grandi scrittori possiedono.

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  • 0

    Otto anni dopo la pubblicazione Antonio Pennacchi decide di riscrivere, o meglio aggiornare, "Il fasciocomunista", seguendo le parole d'ordine del "più fatti, meno parole": 14 pagine in meno per qualc ...continuer

    Otto anni dopo la pubblicazione Antonio Pennacchi decide di riscrivere, o meglio aggiornare, "Il fasciocomunista", seguendo le parole d'ordine del "più fatti, meno parole": 14 pagine in meno per qualche episodio aggiunto. Ed è proprio sotto questa nuova veste che faccio la conoscenza dell'opera e del suo autore.

    Il paesaggio che fa da sfondo a questa storia è una Latina reduce dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, dove l'influsso del fascismo si respira ancora lungo le strade e i muri delle case; ma è un ritratto che tende al maggiore realismo possibile, scevro di facile retorica e velato propagandismo. Ed è questo lo spirito con il quale Antonio Pennacchi ha cercato di far rivivere sulla carta quei tempestosi anni, dei quali risulta difficile parlare tuttora, a distanza di diversi decenni.

    Come suggerisce il sottotitolo si narrano le (scriteriate) vicende di Accio Benassi, che richiamano l'attenzione per alcuni dettagli che combaciano perfettamente con la biografia dello scrittore stesso: dalla data di nascita fino ad alcuni passaggi chiave nella vita politica dei due.

    Accio è un ragazzo istintivo e alla ragione preferisce l'azione. Proprio questo tratto trascina le sue azioni nel corso del libro e, come conseguenza, risulta impossibile seguirne le vicende con distaccata freddezza; al contrario il coinvolgimento emotivo cresce con lo scorrere delle pagine, spingendo quasi il lettore ad adottare il protagonista con uno sforzo immaginifico del pensiero.

    Quindi da fratellastri seguiamo la bizzarra adolescenza di un ragazzo come tanti, che lascia traccia della propria esistenza grazie alla fantasia dell'autore del romanzo, ma al contempo rievoca le vite di coloro che hanno smarrito la via durante lo stesso percorso, vittime di una forza più grande di loro.

    Dal seminario alla militanza nel Movimento Sociale Italiano, dal cambio di sponda nelle file dei Maoisti fino all'epilogo, un universo intero gravita intorno al protagonista, e ritroviamo nella sua intricata esistenza tutte le contingenze del crescere che ognuno di noi ha affrontato nel suo piccolo.

    Crudo, tagliente come lo stile di Antonio Pennacchi, lo strascico di emozioni che "Il Fasciocomunista" lascia appresso al lettore è amarognolo; eppure, in qualche maniera, pregno di una sensazione di calma, che si libera come un sospiro alla chiusura del libro. E basta riguardarlo appena per ricordarsi di colui che, per qualche giorno, è stato per noi un fratello minore.

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