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Mona Lisa Overdrive

By William Gibson

(157)

| Mass Market Paperback | 9780553281743

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Book Description

 Enter Gibson's unique world--lyric and mechanical, erotic and violent, sobering and exciting--where multinational corporations and high tech outlaws vie for power, traveling into the computer-generated universe known as cyberspace.  Into this world Continue

 Enter Gibson's unique world--lyric and mechanical, erotic and violent, sobering and exciting--where multinational corporations and high tech outlaws vie for power, traveling into the computer-generated universe known as cyberspace.  Into this world comes Mona, a young girl with a murky past and an uncertain future whose life is on a collision course with internationally famous Sense/Net star Angie Mitchell.  Since childhood, Angie has been able to tap into cyberspace without a computer.  Now, from inside cyberspace, a kidnapping plot is masterminded by a phantom entity who has plans for Mona, Angie, and all humanity, plans that cannot be controlled . . . or even known.  And behind the intrigue lurks the shadowy Yazuka, the powerful Japanese underworld, whose leaders ruthlessly manipulate people and events to suit their own purposes . . . or so they think.

53 Reviews

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    Continuo nell'esplorazione del Cyberpunk leggendo nel 2014 testi scritti 26 anni fa (almeno), quando il mondo, immaginato alla fine degli anni '80 da Gibson, post-atomico e permeato dalla Rete, poteva apparire solo un'altra forte allucinazione di uno ...(continue)

    Continuo nell'esplorazione del Cyberpunk leggendo nel 2014 testi scritti 26 anni fa (almeno), quando il mondo, immaginato alla fine degli anni '80 da Gibson, post-atomico e permeato dalla Rete, poteva apparire solo un'altra forte allucinazione di uno scrittore di fantascienza o la solita esasperata critica della società dell'epoca. E' ancora fortemente suggestiva la descrizione di una umanità sempre più presa dal confronto con le tecnologie informatiche. Sicuramente leggere "Monna Lisa Cyberpunk" prima di "Giù nel Cyberspazio" non aiuta a godere completamente di questa 3a parte di trilogia, ma va detto che le quattro "storie" che poi convergono e si fondono nella seconda parte del romanzo non sono affatto gestite bene dall'autore. Si è trattato di una lettura sofferta, non mi ha divertito.

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    Gongolo74 said on May 8, 2014 | Add your feedback

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    Este ha sido mi primer contacto con el cyber punk, que es extremadamente raro pero, a su vez, muy curioso.
    Empecé el libro sin muchas ganas, todo me parecía muy raro y siniestro y, a su vez, que las historias que te contaba no iban a juntarse ni iba ...(continue)

    Este ha sido mi primer contacto con el cyber punk, que es extremadamente raro pero, a su vez, muy curioso.
    Empecé el libro sin muchas ganas, todo me parecía muy raro y siniestro y, a su vez, que las historias que te contaba no iban a juntarse ni iba a tener una continuidad o sentido, pero, según iba avanzando la lectura me iba convenciendo mucho más y al final hasta me llegó a gustar. Puede que lea otro de este estilo en el futuro y todo, aunque debo confesar que puede que no me haya enterado de algo, porque es muy raro

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    Laura Martínez Maestro said on Nov 29, 2013 | Add your feedback

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    In una Terra oramai ridotta a una pattumiera, vive una società basata sull’avidità e sulla la corruzione, dove è netta la separazione tra chi ha e chi non ha. Su questo sfondo sconsolante, si snodano quattro storie, due con personaggi appartenenti al ...(continue)

    In una Terra oramai ridotta a una pattumiera, vive una società basata sull’avidità e sulla la corruzione, dove è netta la separazione tra chi ha e chi non ha. Su questo sfondo sconsolante, si snodano quattro storie, due con personaggi appartenenti alla prima categoria e due alla seconda: da una parte, la figlia di un boss mafioso giapponese in trasferta a Londra (il segmento meno interessante) e Angie, una diva del simstim, equivalente futuristico della televisione in cui, però, si può ‘entrare’; dall’altra un gruppo di squinternati che vivono in un territorio inquinatissimo chiamato Dog Solitude (tanto per essere chiari) e una ragazzina – la Monna del titolo, in originale con una ‘n’ sola - che, da un bassifondo fatto di tossicodipendenza e prostituzione, riesce a farsi strada nel mondo, sebbene involontariamente, a spese altrui . Gibson tesse con abilità le quattro trame che - tenute insieme dall’onnipresente ciberspazio e dalla misteriosa figura di Sally/Molly, assassina dalle capacità ai limiti dei superpoteri – finiscono inevitabilmente per convergere verso una conclusione in cui i morti non mancano, ma che scioglie solo in parte i nodi dell’intreccio. La trama, infatti, procede per svolte e allusioni come e più di un romanzo noir, però alcune di esse restano nebulose, specie per quanto riguarda Angie e il groviglio di rete e voodoo che si porta dietro: il personaggio è uno di quelli presenti anche nel libro precedente (‘Giù nel ciberspazio’) e forse conoscendone lo svolgimento tutto sarebbe più chiaro, ma nulla da nessuna parte avvisa che siamo in presenza del terzo libro di una trilogia, detta dello Sprawl, iniziata con ‘Neuromante’. Insomma, io e William Gibson continuiamo a non prenderci e non può essere solo colpa di qualche traduzione non riuscita, come accaduto per il primo capitolo della trilogia suddetta. Questo a prescindere dal fatto che il romanzo sia scritto bene, con uno stile di derivazione noir e funzionando soprattutto nella combinazione dei filoni narrativi, e che le figure, almeno quelle principali, siano meglio definite rispetto agli altri libri che ho letto, anche se poi una sola, lo sbullonato ma creativo Slick Henry, genera un minimo di empatia: va bene che la vicenda si svolge in un mondo freddo e senza sentimenti, ma questo non dovrebbe implicare un coinvolgimento emotivo assai labile da parte di chi prende in mano il volume. Finisce così che, almeno per il sottoscritto, il cyberpunk resti un genere con alla base un’idea potente – anche se fa un po’ impressione leggere di reti informatiche senza internet – che ha però dato origine a storie ben al di sotto delle aspettative.

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    Catcarlo said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

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    Forse l'ho approcciato in momenti sbagliati della mia vita, perché molti lo considerano un capolavoro... a me è sempre sembrato un mattone e non sono riuscito a finirlo...

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    Pode said on Sep 7, 2013 | Add your feedback

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    Monna Lisa Cyberpunk

    <Monna Lisa Cyberpunk>
    di William Gibson (1988)

    E’ difficile dare un giudizio immediato a quest’opera. Lo stesso vale per il suo autore. Gibson, infatti, è un autore che divide radicalmente: o piace in modo assoluto fin dalle prime frasi dei ...(continue)

    <Monna Lisa Cyberpunk>
    di William Gibson (1988)

    E’ difficile dare un giudizio immediato a quest’opera. Lo stesso vale per il suo autore. Gibson, infatti, è un autore che divide radicalmente: o piace in modo assoluto fin dalle prime frasi dei suoi scritti; oppure sono proprio quelle prime frasi a far cessare la lettura. Tuttavia, <Monna Lisa Cyberpunk> è uno di quei libri che non riesci a goderti pienamente sin dalle prime battute, tutto per una serie di fattori:
    1. La narrazione non è chiara e scorrevole come potrebbe essere quella di Philip K. Dick (ovviamente, coloro che conosco lo stile di Gibson iniziano la lettura già consci del fatto che non sarà una passeggiata), ma è molto ‘sensoriale’, quasi istintiva, talvolta pregna di frustrazione e nervosismo;
    2. E’ difficile immedesimarsi con i personaggi principali delle quattro linee narrative del romanzo, non tanto per i loro diversi punti di vista, quanto per le loro diverse sensazioni fisiche, i loro diversi modi di approcciarsi agli oggetti esterni;
    3. La vicenda non è ben chiara fino a quando non si arriva alla fine del libro (questa è un’altra particolarità di Gibson, ovvero il fatto di ridurre le spiegazioni al minimo);
    4. Per coloro che non avessero letto i precedenti romanzi della “Trilogia dell’Agglomerato” (“Neuromante” (1984) e “Giù nel cyberspazio” (1986)) alcune elementi rivelatori risulterebbero abbastanza insignificanti.
    Detto questo, voi vi starete chiedendo: “Perché hai dato come voto 4 stelle?”. Semplice, perché Monna Lisa Cyberpunk è un libro che acquista bellezza e significato non durante la lettura, bensì a posteriori, riflettendoci sopra. La profondità dei temi trattati da Gibson non è ostentata palesemente, ma è volutamente resa inconsapevole , come se si fosse dimenticata della propria identità e della propria intensità, divenendo parte della routine quotidiana, indissolubilmente legata alla carne (e non alle idee) dei personaggi protagonisti. La purezza fisica e spirituale di Kumiko; l’ingenuità di Monna Lisa, per quale è impossibile non provare un senso di compassione; il genio paranoico e tossicodipendente di Gentry… e poi il Cyberspazio, questa dimensione virtuale vista quasi come una sorta di Eden formato da codici binari, l’unica salvezza per una società degradata dove regnano la paranoia, la violenza, la dipendenza da droghe sintetiche e le orribili trasformazioni del corpo. Il modo in cui Gibson descrive la Matrice, l’essenza del Cyberspazio, il non-luogo venerato religiosamente dai cow boy informatici, è così poeticamente visionario da rendere questo libro una vera opera d’arte cyberpunk., dalla quale scaturisce una domanda di stampo quasi teologico e fatalista: “E se lo scopo ultimo dell’uomo del 2000 altro non sia se non quello di preservare eternamente la propria anima, trasformandola in dati virtuali?”.

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    Lettore Cibernetico 87 said on Jun 10, 2013 | Add your feedback

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